Categorie

William Gibson

Traduttore: D. Brolli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Pagine: 381 p. , Brossura
  • EAN: 9788804580089

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    matteo

    24/08/2009 12.27.49

    Per i lettori affezionati ai risvolti più cupi e violenti di altri suoi libri, Guerreros sembra descrivere il future shock in una forma diluita, addolcita nei toni e meno temporalmente remota. Nel libro però si ritrova la consueta, affascinante scrittura, fatta di descrizioni e intuizioni accattivanti. Gli elementi e il loro sviluppo narrativo sono quelli noti ai lettori dello scrittore, ma sembra che Gibson stia progressivamente riducendo la divaricazione tra il periodo di ambientazione dei suoi romanzi e l'attualità, ed equalizzando allo stesso tempo certi elementi di violenza per far emergere quello che è caratterizzato splendidamente nel titolo inglese del libro precedente, "pattern recognition", in un certo senso la chiave per capire i tentativi di decrittare il futuro "mal distribuito" nel nostro presente. Pattern recognition è nelle neuroscienze una delle facoltà fondamentali riconosciute al cervello umano, la capacità di balzi intuitivi nel riconoscimento di schemi e significati. Anche in Guerreros, in una forma meno esplicita, l'ossessione è quella del riconoscimento, trattata a seconda dei vari personaggi nelle forme note e riprese: la capacità sovrannaturale, ma ottusa, di dialogo con gli orishas della santeria cubana di Tito (erano i loa del voodoo nella trilogia di neuromancer, impersonati dalla trasformata intelligenza artificiale), la dissociazione di Milgrim, tossico degli psicofarmaci, da cui comunque filtrano interessanti e allucinate prospettive della realtà; la pericolosa curiosità di Hollis, coinvolta nella curiosità ancor più pericolosa, moderna e visionaria della blue ant di Bigend. Ancora una volta, i personaggi lottano per "metabolizzare" gli elementi di una realtà che ha sempre più bisogno di nuove chiavi interpretative, piuttosto che ulteriori informazioni. Letta in una meta-prospettiva, la scrittura di Gibson contiente in un certo senso riferimenti a sè stessa e allo scrittore, con cui Gibson gioca in forma letteraria, qua e là. Da leggere se vi piacciono i frattali.

  • User Icon

    Alessandro

    18/11/2008 22.55.20

    Che peccato. Dal genio di Frammenti di una rosa Olografica e monnalisa Cyberpunk un libro lento scontato e dalla trama, secondo me, ignota anche a chi lo ha scritto. E' destino che tutti i grandi prima o poi cadano però... che tristezza. Rsparmiatevi la ventina di euro e convertitela in una pizza...

  • User Icon

    Loris

    11/09/2008 15.17.11

    Gibson ci accompagna a fare due passi nel futuro che e’ gia’ qui. I suoi personaggi si destreggiano tra nuove tecnologie, crescenti divari sociali, paesaggi urbani in mutamento. La teoria del controllo si declina in forme ossessive e paranoiche, stimolate e giustificate dal trauma delle twin towers. La (contro)cultura prende la forma di un’arte situazionista che fa debordare il cyberspazio nel reale. Piu’ della trama, sviluppata col consueto montaggio parallelo di tre storie, conta il contesto, lo sguardo indagatore sul presente (quello che insegue Hollis). Di certo non si tratta di un romanzo destinato agli amanti di thriller adrenalinici. E’ comunque un lavoro che vale la pena leggere. Magari con un po’ di nostalgia per le sfolgoranti invenzioni di Neuromante. E un po’ di stizza per la persistente mania mondadoriana di cambiare i titoli di Gibson.

  • User Icon

    Joe123

    01/07/2008 18.19.43

    Mi pare che ormai William Gibson sia molto più interessato a fare saggistica che narrativa. Che gli interessi spiegare cose piuttosto che raccontare storie. Ciò non rende i suoi ultimi libri meno interessanti, solo molto meno coinvolgenti. Questo "Guerreros" (ma perché non si sono limitati a tradurre il titolo originale, "Spook Country"? "Il paese degli spettri" sarebbe stato un bellissimo titolo, mi pare) fa il paio con "L'accademia dei sogni". È lento, riflessivo, si muove a passettini; e, più che un romanzo, è una sorta di guida turistica alla città (americana) del postmoderno. Gli mancano il ritmo ed i nervi scoperti della trilogia cyberpunk, ma è sempre una lettura straordinaria.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione