L' impero del male. I crimini nascosti da Truman a Trump - Gianluca Ferrara - ebook

L' impero del male. I crimini nascosti da Truman a Trump

Gianluca Ferrara

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Editore: Dissensi
Testo in italiano
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Dimensioni: 413,78 KB
Pagine della versione a stampa: 324 p.
  • EAN: 9788885518124
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Gaia la libraia

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Sarà difficile sentire pronunciare molte delle tesi esposte in questo testo in un'aula universitaria, oppure vederle scritte sui principali quotidiani o riviste di geopolitica o tantomeno sui libri di testo. Eppure qui, sono riportati fatti inoppugnabili. Fatti nascosti che raccontano un'altra storia rispetto a quella veicolata da quella fabbrica del consenso costituita dai mass media. Una storia fatta di aggressioni a paesi sovrani, embarghi, sistematiche azioni terroristiche, bombardamenti a tappeto con armi di distruzione di massa, finanziamento e addestramento di terroristi e mercenari. Crimini commessi per gonfiare sempre più l'industria bellica e quei potentati economico finanziari che controllano la politica rendendo il termine democrazia un vuoto simulacro. Eppure, paradossalmente, gli Stati Uniti proprio in nome della democrazia e della libertà hanno commesso questi crimini che rendono l'impero a stelle e strisce il più violento e pericoloso della storia dell'uomo. Introduzione di Ferdinando.
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    Renzo Montagnoli

    13/03/2018 15:17:13

    Per ironia della sorte il termine Impero del male fu coniato da Ronald Reagan per definire l’Unione Sovietica, che non era certamente il regno del bene, ma che non era al livello di cinismo degli USA che alla stessa epoca finanziavano in Nicaragua i Contras, famosi terroristi, e in Afganistan i radicali islamici. Fu comunque al termine della seconda guerra mondiale che la vocazione di stato egemone contagiò gli Stati Uniti, tanto che da allora sono intervenuti in una settantina di paesi, condizionandone pesantemente la politica nazionale, come, tanto per citare un caso, il colpo di stato di Pinochet con cui fu rovesciato il legittimo governo di Allende in Cile. Fra l’altro, se per l’espansionismo sovietico si può dire che alla base ci fosse un’ideologia, cioè un’interpretazione sbagliata del marxismo, nel caso americano c’è indubbiamente un fondamento di carattere economico che sta dilagando (il neoliberismo), ma non è estranea a certi comportamenti anche una concezione religiosa calvinista secondo la quale la ricchezza di alcuni è un segno della volontà di Dio; da qui l’assenza, o comunque la limitatezza di uno stato sociale, e il continuo aumento della miseria nel paese, perché è bene precisare che gli americani non sono tutti ricchi, come l’abile propaganda ci ha induce a credere. Con due soli partiti e una élite economico-finanziaria in grado di sconvolgere il mercato non solo nazionale, è evidente che la democrazia piena non esiste e che è una chimera. Sebbene Abramo Lincoln abbia abolito la schiavitù, gli americani ne hanno imposto un’altra agli europei e comunque a tutti i paesi del globo: o essere in diverse misure asserviti, o diventare teatri di guerre. E’ un ritratto impietoso quello di Ferrara che magari può anche trovare il lettore non in sintonia, ma è innegabile che correlati tutti gli eventi citati dall’autore, peraltro documentati, la conclusione a cui si arriva è che gli Stati Uniti si comportano come padroni assoluti.

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