L' inattesa piega degli eventi

Enrico Brizzi

Editore: Dalai Editore
Collana: Super Tascabili
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 518 p., Brossura
  • EAN: 9788860735089
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Elena

    27/07/2017 05:50:49

    Bella idea e ben scritto, ma da metà libro in poi ho un po' perso la voglia di leggere... diventa un poco ripetitivo e cattura poco l'interesse

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    Fabio

    04/11/2010 10:09:37

    Ammetto di essere un po' combattuto. L'idea mi piaceva davvero molto, ma la realizzazione mi ha convinto solo a tratti. La caratterizzazione di alcuni personaggi è troopo caricaturale a mio avviso. L'autore ha il merito di sapersi cimentare in generi diversi, ma l'ho preferito in altre occasioni. Per me vale la sufficienza, ma a posteriori non so se gli dedicherei due settimane di tempo per leggerlo.

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    Paolo Rigamonti

    28/10/2010 13:24:47

    Il libro che mi ha fatto scopire Brizzi. Leggibilissimo, gradevole , mai scontato.

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    mand159

    09/07/2009 10:18:07

    Letto d’un fiato, e vorrei che continuasse ancora. Trama avvincente, che ti fa pure pensare, e una miscela irresistibile di personaggi – rappresentanti delle contrastanti anime del fascismo, fricchettoni, giornalisti, industrialotti, calciatori, avventurieri, rivoluzionari velleitari, levantini…Un po’ noiosette le descrizioni delle partite per chi non si interessa di calcio, ma contribuiscono a fare atmosfera, un po’ come le elucubrazioni medievali nel Nome della Rosa. In una parola, quasi prattiano. Non posso credere che sia lo stesso autore di Jack Frusciante, che ho trovato noiosissimo, fiacco e banale.

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    alex

    13/05/2009 17:27:23

    mamma mia che noia! il peggior Brizzi di tutti i tempi .. non si salva davvero nulla se non l'appena accennata sofferenza d'amore verso il capitolo XXXV .. una faticaccia arrivare in fondo!

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    andrea

    07/05/2009 13:57:30

    Ho preso questo libro dopo che mi è stato suggerito da un amico, ma senza il vero interesse di leggerlo. Una volta iniziato però mi sono ricreduto (anche su Brizzi). Un bel libro, una bella storia, ben narrata. Un appassionato di calcio, soprattutto calcio "di perfieria" non dovrebbe perderselo. Brizzi ha poi il merito, pur avendo creato un contesto fantasioso, di far respirare un po' d'aria africana. Ho girato l'Etiopia per un mese qualche anno fa e le pagine di Brizzi, scremando il contesto fantasioso, mi hanno fatto rivivere certe sensazioni provate durante il viaggio. Mi resta un dubbio: ma l'autore, prima di scrivere, ad Addis e "d'intorni" ci ha fatto un salto?

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    Christian Luongo

    21/01/2009 07:47:39

    Una premessa : non avendo letto Jack Frusciante, a differenza di altri lettori, non ho pietre di paragone per cui l'inattesa piega degli eventi rappresenta, per me ovviamente, l'opera prima di Brizzi e scorgendo alcuni fra i commenti più votati penso che possa essere, paradossalmente, un vantaggio poichè il mio commento, opinabile sicuramente, è scevro da "pregiudizi" di sorta. Per ciò che concerne la scrittura, la trovo abbastanza scorrevole e ammaliante, un pò di mestiere magari, ma certo necessaria per catturare il lettore sin dalle prime pagine. Non sono assolutamente d'accordo con chi ha criticato la verosimiglianza dello scenario storico ; credo, invece, che sia frutto di un'attenta e minuziosa analisi del periodo fascista e dei suoi più che probabili sviluppi storici se l'Italia non fosse entrata in guerra o se si fosse schierata dal lato "giusto" ; il calcio come veicolo di palingenesi sociale delle "Repubbliche associate" nobilita questo sport a cui Brizzi rende un appassionato tributo, una sorta di dichiarazione d'amore, quasi una sopita speranza di ciò che potrebbe essere rispetto a quel che realmente oggi è ; infine l'affresco di una società multirazziale che, da troppi anni compressa nell'involucro fascista, esplode irrimediabilmente e determina una "inattesa piega degli eventi" che porta alla dissoluzione del sistema politico così come si era delineato con l'insediamento di Italo Balbo a capo del governo e col progressivo avvicinamento verso i paesi del patto atlantico. E Pellegrini ? Che ruolo svolge il protagonista della storia ? E' un anti-eroe per antonomasia che, proprio attraverso il calcio, acquisisce una coscienza sociale che lo porterà progressivamente ad allontanarsi dal fascismo e lo aiuterà a crescere : è la storia di un bambino viziato e insignificante che, proprio per la sua insolenza, viene allontanato dalla rredazione del giornale e spedito a seguire la serie Africa ma che, in virtù di questo "pellegrinaggio nel deserto", crescerà diventando, finalmente, un uomo.

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    giunio bruto crippa

    14/01/2009 17:40:47

    Libro Divertente e assolutamente godibile sia come divertissment su una ipotetica italia ancora fascista nel 1960 sia come immagine e specchio della realtà odierna.

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    Mirko

    08/01/2009 18:53:36

    Mi allaccio alla recensione di Patroclo, in quanto "Jack Frusciante..." è stato l'unico romanzo di Brizzi passatomi tra le mani (e parecchi anni fa) e letto con passione, forse in quanto poco più che adolescente all'epoca. Per quanto riguarda "L'inattesa..." l'ho trovato decisamente suggestivo nell'ambientazione e nella descrizione dei personaggi(potrebbe sembrare un pò calcata la figura di Ermes Cumani, ma l'amicizia con il protagonista ne giustifica la presenza quasi costante). Permeato da un sottile parallelismo, soprattutto nei riferimenti alla politica italiana, ma non solo, con la situazione attuale. Un libro coinvolgente che non ti cambia la vita, ma che fino al finale (scontato solo in parte) ti tiene incollato alle sue pagine.

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    orwell

    25/09/2008 22:06:58

    Un libro veramente godibile, non impermeato da editti politici o falsi moralismi. E' la visione di quello che poteva essere la nostra storia. E il finale è di per se non scontato, ma indubbiamento logico dal punto di vista della filosofia di vita italiana. Da leggere solo per divertisi.

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    Claudio

    18/09/2008 10:28:32

    Devo dire prima di tutto che la lettura è scorsa tutta d'un fiato. La ricostruzione storica mi è sembrata molto accurata e anche se leggendo la trama ero un partito un po' prevenuto devo dire che lo sviluppo della trama immaginaria mi è sembrato molto "plausibile". Ovviamente mi ha ricordato Fatherland di Harris anche se nel libro di Brizzi ho riscontrato una maggiore e piacevole leggerezza. Devo però anche dire che la trama si perde un po' nel finale, quando diventa frettolosa e poco descrittiva, a fronte di una prima parte del libro molto articolata, sia nel delineare i personaggi che i luoghi che le situazioni, a volte anche troppo. Una libro che mi sento di consigliare, sia per la scorrevolezza della lettura che per la forte caratterizzazione dei personaggi soprattutto del protagonista.

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    Michele di Mauro

    31/08/2008 23:29:58

    Il libro è scritto bene... alcuni personaggi trattati meglio di altri, sopra tutti Ermes Cumani. Altri colpevolemente trascurati come la ragazza Marzia che il protagonista dice di amare alla follia ma alla quale poi dedica sì e no 20 pagine su 518. A mio avviso infine il tema di fondo, il fascismo, non fa più presa sul pubblico giovane, lontano, colpevolmente troppo lontano da quegli anni e da quegli avvenimenti.

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    luca

    26/07/2008 00:18:00

    Copertina del libro da dieci e lode.Purtroppo il libro l'ho trovato noioso, banale e troppo fantastorico. Onestamente questo libro non merita la copertina. A mio parere da non leggere.

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    MARCO

    20/07/2008 22:39:54

    A me è piaciuto. L'idea è buona, poteva essere sviluppata meglio, ma è buona. Lo consiglierei a chi è appassionato di calcio.

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    Simone

    28/06/2008 15:34:30

    Prima le cose buone. Devo dire che Brizzi scrive bene. Devo dire che è anche coinvolgente. Devo dire infine che saper ricreare un mondo che non esiste non è facile e qui è stato fatto con dovizia. Poi quelle un po' meno buone. E' un libro che si perde un po' per lunghezza e quantità. Brizzi ha esagerato un po' con gli avvenimenti: troppi e troppo in fretta. In ogni caso mi sono appassionato ai luoghi e sono andato a cercarmi fotografie di Asmara, della ferrovia Transabissina ed ho voluto approfondire la storia degli italiani in Eritrea, Etiopia e Somalia.

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    Andrea

    25/06/2008 10:14:45

    Bah... Non mi ha entusiasmato, libro troppo lungo e a volte noioso. Qualche cosa di divertente c'è, ma troppo poco in oltre 500 pagine...

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    patroclo

    01/06/2008 09:38:32

    e bravo Brizzi. di suo avevo letto solamente l´immancabile "Jack Frusciante..." (e coi suoi limiti mi era piaciuto beninteso) e poi mi sembrava si fosse un pó perso, non mi ero fatto piú attrarre. questo l´ho preso credo attirato dalla trama calcistica, e devo dire che é stata una bella - fresca - rivelazione. non mancano i difetti, beninteso (qualche pagina di troppo, qualche personaggio monodimensionale, un pó di passaggi fantastorici farraginosi) ma il libro scorre, diverte, in alcuni casi appassiona, e al di lá degli aspetti sportivi a Brizzi (oltre a intrattenere) sembra interessare costruire paralleli tra la realtá totalitaria e fascista e quella (nelle tesi dell´autore se capisco bene non diversissima) di oggi. per concludere (naturalmente e con qualche banalitá), che é Italia e che quindi non si cambia. ma appunto, detto questo un romanzo intanto non privo di coraggio e credo vagamente ispirato a "The plot against America" di Ph. Roth, e poi - come dicevo - di ottimo intrattenimento

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    lalli

    27/05/2008 10:48:12

    VERAMENTE UN LIBRO GRADEVOLE, CALIBRATO BEN SCRITTO ...LA PASSIONE PER IL CALCIO SPESSO PRODUCE AUTENTICI GIOIELLI. UNICO NEO, ALCUNI AVVENIMENTI DI FANTASTORIA SONO CONFUSI..

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    Paolo

    25/05/2008 22:09:08

    Enrico Brizzi dà ulteriore prova di saper cambiare ad ogni romanzo. Un libro che coinvolge, che trascian in un mondo fantastorico ma tremendamente credibile, la passione per un calcio di altri tempi e la consapevolezza che solo insieme si può fare quello che da soli ci è negato. C Divertente, riflessivo, coinvolgente.

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