Interismi. Il piacere di essere neroazzurri - Beppe Severgnini - copertina

Interismi. Il piacere di essere neroazzurri

Beppe Severgnini

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Editore: Rizzoli
Edizione: 18
Anno edizione: 2002
Pagine: 117 p.
  • EAN: 9788817117647
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"Interismi" mescola entusiasmi recenti e inevitabili memorie, opinioni fulminanti e citazioni classiche seguite da discussioni omeriche (se l'Inter è Ettore e la Juve è Achille, il Milan è Patroclo o Ulisse?). Insieme ai giudizi sulle squadre rivali e ai ritratti dei giocatori neroazzurri, ci sono le 'interviste impossibili' a Peppino Prisco (che si è temporaneamente giocato il paradiso coi commenti su Lazio-Inter). "Interismi" dimostra come la passione sportiva non debba nutrirsi d'odio e aggressività. Bastano l'affetto, l'entusiasmo e quell'autoironia sentimentale diventata ormai il marchio dell'Internazionale Football Club.
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    Gondrano

    09/04/2013 12:46:52

    Divertente, bello spaccato dell'animo di ogni interista anche se, alla luce delle recenti soddisfazioni, ormai datato.

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    Kurt619

    21/03/2008 16:25:56

    Libro buono per passare qualche ora in scioglievolezza, destinato naturalmente ai tifosi nerazzurri, la cui malattia da tifo viene trattata nel testo in tutte le sue mille sfaccettature, compresa quella inerente alla morale vitale.

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    Giacomo

    15/10/2003 10:56:47

    Leggere e ripensare a questi avvenimenti (in particolare al 5 Maggio) è una coltellata al cuore per un vero interista.... ma comunque Severgnini scrive davvero bene e il libro è piacevole. Speriamo che prima o poi Severgnini possa scrivere un libro sui successi dell'Inter e non sempre sulle sconfitte. Comunque sempre FORZA INTER

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    Gianfranco Baratti

    13/02/2003 23:46:31

    Certo una lettura interessante, ma credo legata all'occasione della sconfitta del 5 maggio. Non condivido proprio tutta la caratterizzazione del tifoso interista, sicuramente siamo abituati all'ansia, ma non mi riconosco in nessun "masochismo" neroazzurro. Noi siamo tifosi ottimisti per natura, questo è vero, ma spesso sopravvalutiamo la nostra squadra: ecco il nostro limite, giudichiamo col cuore e non con la testa. Con il cuore si ama, ma è con la testa che si vince! Sono molto "toccanti" e sincere le lettere allegate, meritano una lettura.

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    Mimmo

    29/10/2002 22:02:21

    La verità fa male, essere interista è più di un senso di tifoseria, più di di un senso di sportività, bisogna aprezzare ed imparare dagli altri, impariamo da "... Moratti ...".

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    Gianluca Zerbini

    29/10/2002 16:38:54

    Bravo Beppe! La tua simpatia e la tua ironia sono davvero preziose nell'attuale mondo del calcio-business che, avvelenato e svilito da smodati flussi di denaro e da furiose polemiche, sembra avere dimenticato la sua intrinseca natura di "gioco" ed il suo aspetto sentimentale, ancora tanto cari a noi tifosi. Bauscia per sempre.

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    Stefano

    20/08/2002 08:44:39

    Il libro è bello e divertente. Il voto sarebbe 4/5 ma dopo quello che ha passato....

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    Carmen

    07/07/2002 00:54:04

    Sempre grande il nostro Beppe!!!!(a quando un libro sugli juventini?!)

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    angela

    23/06/2002 18:02:15

    Grande Severgnini!!! E lo dico da juventina... che ha vissuto un anno di ansia ed un 5 maggio di gioia inaspettata (al vantaggio nerazzuro stavo già spegnendo la radio...). Un libro come questo fa amare il calcio, quello vero, quello che si gioca sul campo e si commenta in poltrona senza isterismi o moviola-mania! E, magari, aiuta anche a superare un viaggio aereo nella mattina del 19 giugno... resistendo alla tentazione di tutti i titoloni complottistici su un certo ottavo di un certo mondiale...

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    Cristiano

    20/06/2002 18:55:48

    Splendido! Un vero cult per noi interisti: così fragili, perdenti, idealisti, depressi, umiliati, derisi, ma in fondo ....unici. Unico anche l'amore per una squadra incredibile nella sua grandezza e nella sua follia. Severgnini ha interpretato al meglio il nostro sentimento nerazzurro.

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    gianluca

    02/06/2002 01:20:22

    Grande, grande Severgnini! Un interista non si smentisce mai...è inutile, abbiamo qualcosa in più degli altri. E' vero, la nostra fede ci fa soffrire ogni anno, senza tregua, ma il piacere e l'onore di essere interisti ci ripaga di tutte le lacrime versate per la nostra Beneamata. Fulminante definizione:"Ogni domenica, il popolo interista, si nutre di pane ed ansia". Niente di più vero! Siamo sempre i migliori.

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"L'Inter – scrive Severgnini - è una forma di allenamento alla vita. E' un esercizio di gestione dell'ansia, e un corso di dolcissima malinconia. E' un preliminare lungo anni. E' il gioco, da grandi, di quelli che da bambini tenevano ai sudisti o agli indiani."
Da tali premesse si svolge la divertente, disincantata (ma sempre appassionata) digressione di Beppe Severgnini sull'interismo, croce e delizia di milioni di italiani e al tempo stesso matrice di quella spavalda autoironia che ha fatto diventare celebre il grande e indimenticabile Peppino Prisco, al quale l'autore dedica alcune delle migliori pagine di questo libro. Chi pensasse a un'interpretazione anti-milanista dell'interismo dovrà ricredersi: è la Juventus la grande antagonista per Beppe Severgnini, che delinea i termini della dicotomia . "Ci sono quelli che amano i gatti, Londra e l'Inter. E quelli a cui piacciono i cani, Parigi e la Juventus" . Una contrapposizione insanabile come quella tra "Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, USA e URSS, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, Yin e Yang, caffè e tè, limone e latte". Al fiero, anche se a volte rassegnato, antagonismo con la Juventus, fa da contraltare il tono sarcastico, ma non privo di manifesta simpatia, per i cugini rossoneri "che del calcio hanno una visione epico-umoristica che entusiasma. Voi direte: per forza, coi presidenti che hanno avuto". E ancora: "Aver schierato centravanti come Squalo Jordan e Egidio Calloni aiuta ad avere una visione ironica delle cose."
Non andremo oltre per non togliere ulteriore curiosità verso la lettura di questo libro che infine propone anche una galleria di personaggi utili alla stesura di un romanzo sulle vicende neroazzurre, da Moratti ("un poeta simbolista francese" che "metterebbe Mallarmé in porta, Verlaine e Rimbaud centrali") a Recoba ("talmente mancino che tenta di vendere il piede destro in una pesca di beneficenza") a Gresko ("Giovane agente della Spectre in un'avventura firmata Ian Fleming. Quando non sa cosa fare, si spara in un piede") fino a tutti gli altri protagonisti dell'ultimo sfortunato campionato.

  • Beppe Severgnini Cover

    Editorialista del «Corriere della Sera», columnist del «Financial Times», commentatore televisivo. Ha scritto a lungo per «The Economist» e nel 2004 è stato votato “European Journalist of the Year”. È autore di numerosi bestseller, tradotti in molte lingue. È presidente dell’Inter Club Kabul ed è oggi il giornalista italiano più seguito su Twitter.Fra i suoi libri più venduti, Inglesi (1990) Italiani di domani (2012) e La testa degli italiani. Nel 2014 esce La vita è un viaggio e nel 2015 Signori, si cambia. In viaggio sui treni della vita.  Approfondisci
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