Invecchiano solo gli altri

Marco Aime,Luca Borzani

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 122 p., Brossura
  • EAN: 9788806234164

42° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Antropologia - Sociale e culturale

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    alida airaghi

    04/08/2017 15:33:50

    Un titolo accattivante e provocatorio per questo pamphlet einaudiano, che esplora vantaggi e svantaggi della terza e quarta età, e della senescenza progressiva di cui soffrono tutte le società occidentali, con le evidenti problematiche sociali, economiche, culturali che ne derivano. Il volume riporta dati e statistiche allarmanti, per ciò che riguarda l’Italia. Due milioni e seicentomila non autosufficienti, dei quali più di un milione malato di Alzheimer; sei milioni con una pensione mensile inferiore ai cinquecento euro: un sesto di loro indigenti assoluti. Una brutta vecchiaia, quindi, che pesa economicamente sulle finanze pubbliche e su quelle private delle famiglie, costrette spesso a indebitarsi o a rinunciare alle proprie attività lavorative per curare genitori e nonni. Solitudini, malattie, povertà che alimentano drammi personali, rancori, conflitti e violenze all’interno delle mura domestiche. A questo aspetto avvilente dell’invecchiamento fa da contraltare l’immagine sempre più diffusa di un’età avanzata vitale ed energica, che rincorre l’utopia di una giovinezza eterna: viaggia, si cura fisicamente, fa sport, non rinuncia ai piaceri della tavola e del sesso, si mantiene aggiornata culturalmente, aiuta con i risparmi di una vita figli adulti in difficoltà e nipoti disoccupati. Domina la convinzione che dovere di tutti è rimanere sani, attivi, ottimisti, anche penalizzando i più giovani, spesso privi di prospettive lavorative e depressi. Attraverso un rapido excursus storico, gli autori evidenziano le cause che hanno provocato questa profonda mutazione antropologica, di sostanziale dominio dei capelli bianchi. Si tratta di tesi abbastanza risapute, talvolta elencate in modo poco organico: con il merito tuttavia di voler volutamente alleggerire l’argomento citando non solo fonti accademiche e dati di mercato, ma rispolverando proverbi, testi letterari, poesie e canzoni, a mo’ di consolazione, vista l’assenza conclamata di prospettive e soluzioni future.

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    costanza

    04/06/2017 07:25:13

    Un ottimo punto di partenza per esplorare, attraverso le tematiche relative alla terza età, il futuro personale e collettivo. Un saggio forse leggermente disordinato e ripetitivo, ma ricchissimo di spunti originali e bibliografici. Lo consiglio a chi vuole iniziare una riflessione non solo sui "vecchi".

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Introduzione.
È tutto successo in poco più di mezzo secolo. Ed è stato così veloce che i mutamenti non si sono sedimentati nel sentire collettivo e non hanno prodotto rappresentazioni sociali adeguate. Eppure, ed è evidente a tutti, non ci sono più gli anziani di una volta. Sono tanti e saranno sempre di più. Godono in larga maggioranza di buona salute e di possibilità economiche. Non rivolgono più lo sguardo solo al passato ma si misurano con un futuro ancora lungo. Siamo, anche se lo rimuoviamo, nella società dell'invecchiamento progressivo della popolazione. Gli effetti a vedere le previsioni saranno, nel giro di pochi decenni, catastrofici. Ma, appunto, facciamo finta di non vedere. La generazione che si è riconosciuta come giovane, che ha riempito le piazze e occupato le scuole e le università in nome della rottura con la società dei padri, fa ora i conti con la propria vecchiaia. E lo fa nascondendola, non guardandola, cercando di restare comunque attaccata alla scena. Indipendentemente o meno dall'essere ormai arrivata alla pensione. Perché sono i consumi che oggi dividono tra attivi e non attivi, tra chi è vitale e chi è escluso. La grande paura è quella della non autosufficienza, del decadimento fisico e mentale. Solo quelli sono i vecchi. E, come p noto, invecchiano solo gli altri.