Invito a una decapitazione

Vladimir Nabokov

Traduttore: M. Crepax
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 1 settembre 2004
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788845918476
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Descrizione
Il protagonista di questo romanzo, Cincinnatus C., ha un difetto: è opaco, nel senso che i suoi pensieri e le sue sensazioni non sono trasparenti agli occhi di coloro che lo circondano, perciò produce "un'impressione bizzarra, come di un ostacolo oscuro e solitario in un mondo di anime trasperenti le une alle altre". In quel mondo, che non è un paradiso, come gli altri sarebbero inclini a pensare, ma il suo beffardo capovolgimento, l'opacità non è solo un difetto, ma una grave colpa, forse la più grave: è segno che rivela la "turpitudine gnostica" del singolo. In quel mondo si viene condannati a morte non per ciò che si fa, ma per ciò che si è. Scritto nel 1934 a Berlino un romanzo chiaroveggente che ha per oggetto la società totalitaria.

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Recensioni dei clienti

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    Manuela

    22/09/2018 08:28:23

    Invito a una decapitazione è uno di quei libri che si lascia interpretare, è aperto. Veniamo ai "pochi" fatti: Cincinnatus, il protagonista, è condannato a morte per decapitazione, l'accusa è surreale, la colpa di Cincinnatus è essere opaco, non è trasparente come dovrebbe essere e come lo sono il resto dei cittadini. Cincinnatus è imprigionato in una fortezza, in cui gli fanno visita personaggi farseschi, molti di loro sono raccapriccianti, anch'essi paradossali ed incoerenti. Nel libro tutto è una farsa, non c'è niente di logico, realistico o lineare, le forme dei personaggi, dei luoghi sono mutevoli, poco chiare e illogiche, tutto ciò che circonda il protagonista è falso, costruito, prodotto di un'allucinazione. Conosciamo ben poco di questo mondo, sappiamo che tutti devono essere trasparenti, nascere e vivere così, non avere quindi segreti, non nascondere nulla agli altri, ma tutti sono irrimediabilmente costruiti, poco autentici, l'unico che conserva una parvenza umana sembra essere Cincinnatus, che non per nulla è colui che dovrà essere giustiziato. Che sia una grande metafora per la nostra condizione? Una denuncia ai regimi totalitari? alla censura?!

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    antonio

    06/09/2018 10:34:01

    I romanzi di Nabokov sono talmente originali che si ha l'impressione di leggere ogni volta uno scrittore diverso. Questa che è fra le sue opere prime, ad esempio, è straordinariamente immaginifica e surreale. Inizia come Kafka, termina in maniera beffarda, come Hrabal.

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    Libetta

    29/09/2004 18:31:05

    Un romanzo totalmente russo e privo delle malinconie o raffinatezze successive, con libero sfogo a fantasia e sogni liberatori da un senso di costrizione diffusa. Da leggersi in bianco e nero, come i vari insetti che racconta, le sue colorate farfalle dovranno ancora arrivare. Finale grandioso.

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