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Italiani, brava gente? - Angelo Del Boca - copertina

Italiani, brava gente?

Angelo Del Boca

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Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 11 giugno 2009
Pagine: 333 p., Brossura
  • EAN: 9788854503199
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Italiani, brava gente?

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"Italiani, brava gente"? Non la pensa così lo storico Angelo Del Boca che ripercorre la storia nazionale dall'unità a oggi e compone una sorta di "libro nero" degli italiani, denunciando gli episodi più gravi, in gran parte poco noti o volutamente e testardamente taciuti e rimossi. Si va dalle ingiustificate stragi compiute durante la cosiddetta "guerra al brigantaggio" alla costruzione in Eritrea di un odioso universo carcerario. Dai massacri compiuti in Cina nella campagna contro i boxer alle deportazioni e agli eccidi in Libia a partire dal 1911. Dai centomila prigionieri italiani lasciati morire di fame in Austria, durante la Grande Guerra, al genocidio del popolo cirenaico fino alle bonifiche etniche sperimentate nei Balcani.
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    Cristina

    23/05/2019 04:48:54

    Benché il periodo storico preso in esame arrivi, dal brigantaggio, solo fino a Berlusconi, si tratta di un testo di notevole importanza, dal momento che, se non sono più la totalità, sono ancora troppi quelli che pensano che le nostre conquiste siano state in un certo senso morbide. L’autore, non preoccupandosi di approfondire l’assurdità in sé della conquista e della colonizzazione, documenta come gli Italiani si siano rivelati di una ferocia e di una crudeltà pari a quelle naziste, se non nei numeri, nella sostanza. Gli Italiani sono, in verità, “brava gente” (vedasi anche l’ultimo capitolo), ma basta un’occasione, un’ideologia accolta o semplicemente non ostacolata almeno in modo passivo (non tutti possono essere eroi), e tutti gli istinti sadici di una fetta troppo ampia della popolazione esplodono (a chi lo conosce viene certo in mente l’esperimento carcerario di Stanford). Quello che manca nel libro è che vengano nominati anche quanti tra gli esponenti del clero hanno sostenuto questa ferocia, mentre ciò che piace è l’atteggiamento di vero rispetto nei confronti delle popolazioni africane aggredite, manifestato non con le frasi buoniste di chi si sente comunque superiore, ma con il semplice citare le persone sempre con il loro titolo, fino all’espressione, che almeno non ricordo altrove, di “patrioti etiopi”.

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    Fax Mac Allister

    04/01/2018 15:36:14

    Dubitavo che quella vecchia leggesse il futuro nelle conchiglie, ma aspettavo la sua sentenza: -“Sei figlio di una bugia, giovane Fax.”- -“Chi mente?”- -“Tutti mentono, tu menti! Addolcite il vostro passato africano, ma la sabbia di Tripoli graffierà i vostri denti e il sole di Massaua vi tormenterà accecandovi in sogno.”- Malacomante eritrea legge le conchiglie a Fax A life in a Fax - Fax Mac Allister - Copyright©

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    Renzo Montagnoli

    13/06/2016 07:46:37

    Nei ricordi dei pochi vecchi che sono rimasti in vita e che hanno conosciuto il fascismo riaffiora ogni tanto una frase, allorchè si parla dei crimini nazisti: noi italiani eravamo diversi, tanto che nei paesi occupati dicevano sempre "Italiani, brava gente". E per quanto sembri strano, si è creato un culto di questa frase, tanto che a volte riaffiora, soprattutto quando si vuole distinguere il nostro comportamento, in certe circostanze, da quello tenuto da altri popoli. La domanda che mi pongo e che si è posta anche lo storico Angelo del Boca è se questo modo di dire risponda a verità. Ne è uscito un libro, ricco di fonti, da cui sembrerebbe che quell'italiani brava gente sia un modo per autoassolversi, poiché, sia in guerra che in pace, non solo non siamo stati esenti da critiche, ma addirittura sovente i nostri comportamenti sono risultati devastanti, in questo in verità in linea con quelli di altre nazioni, fatta eccezione per i tedeschi, che in materia di violenza e brutalità sono su un piano decisamente superiore. L'analisi storica di Del Boca è relativa a un secolo e mezzo, dalla lotta al brigantaggio, compiuta con metodi brutali alla conclusione della seconda guerra mondiale, con una proiezione più ridotta fino a quasi i giorni nostri. Ne consiglio la lettura.

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    Chiara Scanavino

    28/01/2016 12:55:58

    Ottimo libro ricco di dati e che smaschera tanti luoghi comuni.

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    dario c

    10/03/2013 02:01:42

    Volume decisamente interessante e che approfondiosce alcuni temi per i quali, a volte si pensa che si sia scritto troppo pooco: i crimi italiani in guerra. Tuttavia, l'autore, cui va il merito di parlare di un argomento sicuramente non facile, mi sembra voler troppo parteggiare per gli altri, senza ricordare mai che anche gli italiani sono stati spesso vittime di gesti atroci e brutali.

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    Gerardo

    21/04/2011 23:41:04

    Un libro ben fatto e chiaro. Racconta le nefandezze degli italiani dall'unità fino alla seconda guerra mondiale. Prosegue poi fino al giorno d'oggi. La parte finale, pur interessante, mi pare inserita un po' forzosamente nel tema del libro. Ad ogni modo lo consiglio a tutti per aprire gli occhi sul nostro passato, senza retorica e preconcetti.

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    Luciano Furlan

    24/02/2011 12:57:05

    Per chi ha letto Gli Italiani in Africa Orientale, troverà in questo volume uno stile leggermente differente da parte dell'autore. Infatti, Del Boca, oltre al suo solito rigore di storico documentato e informatissimo, inserisce una vena discorsiva che, a mio parere, aiuta chi vuole avvicinarsi ad argomenti storici senza addormentarsi su una pagina di nude statistiche. Raccomando la lettura a tutti, è importante sapere cosa abbiamo fatto nel mondo.

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    tuxtucis

    28/01/2010 12:45:24

    Il libro in esame è come una summa dei precedenti lavori dello studioso, improntati a dimostrare la falsità del mito degli "Italiani brava gente". I nostri compatrioti avrebbero commesso atrocità esattamente come le altre potenze coloniali, anche se questo dato non è stato ancora metabolizzato. Si ha però l'impressione che Del Boca si lasci prendere un po' troppo la mano e cada spesso nell'opposto topos degli "Italiani cattiva gente": intitolare un capitolo "Soluch come Auschwitz" è veramante eccessivo.

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    antonio

    10/07/2008 22:11:45

    Un libro fondamentale, che dovrebbe essere conosciuto da tutti. Del Boca, come Gian Antonio Stella con il libro l'Orda, aiuta a smantellare uno dei più odiosi stereotipi che il popolo italiano si è creato: cioè che l'essere "brava gente". E innanzi a tale concetto tutte le aberrazioni commesse possono essere annacquate.

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    Stefano Beta

    24/01/2008 10:31:19

    Il libro in se è un ottimo libro, che riorta alla luce fatti taciuti per decenni soprattutto sul nostro periodo coloniale e degli "eccessi" che l'hanno contaddistinto. Però ci trovo alcuni capitoli che non hanno niente a che vedere con il senso generale del libro stsso, e che mi sembrano inseriti solo per il livore dell'autore (considerazioni sue personali portae all'eccesso) verso alcuni personaggi storici, il tutto condito da una certa presa di posizione militante. Ad esempio, l'accanimento verso il generale Cadorna e la sua incapacità militare non ha senso in questo libro, e sembra la conseguenza del sentimento del padre dell'autore verso lo stesso gnerale, ma completamente fuori tema. La lotta al brigantaggio non vedo come possa essere inserita nel contesto del tema. Inoltre, gli attacchi nei capitoli finali verso un alto esponente politico dell'attualità italiana, risulta solo fazioso e senza senso, visto che il tema del libro è tutt'altro!!!

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    maurizio codogno

    27/10/2006 13:48:04

    Dei nostri insuccessi nelle guerre passate ormai se ne parla da un bel po', e persino la retorica risorgimentale ha dovuto cedere il passo a una valutazione più obiettiva del passato. Ma c'è una cosa a cui restiamo tenacemente abbarbicati: l'idea che noi italiani anche quando andiamo a fare campagne all'estero siamo comunque più "bravi" delle altre potenze, e per questa stessa ragione risultiamo benvoluti. Così gli attentati come quelli di Nassiriya vengono visti come una sorta di tradimento nei nostri contronti. Ma è vero tutto questo? Del Boca, in questo saggio storico ben documentato, mostra come questo sia in realtà un mito che è stato alimentato non si sa bene da chi ma non ha nessuna ragion d'essere. Del Boca inizia dall'Unita d'Italia e dalla lotta al brigantaggio, per passare all'Abissinia, alla Cina dei boxer, alla Libia, alla prima guerra mondiale - in questo caso guardando dentro il nostro stesso esercito; la campagna in Etiopia e la seconda guerra mondiale hanno poi un grande risalto. Del Boca mostra da un lato le atrocità compiute dal nostro esercito, ma anche l'inettitudine dei comandi militari, che entravano in guerra non solo senza conoscere il nemico ma nemmeno con gli equipaggiamenti necessari, tutti a guardare solo le loro piccinerie. Solo nell'ultimo capitolo sembra sciogliersi un poco, non tanto nei confronti della classe politica ma verso le forze armate che afferma essere meno peggio degli altri contingenti: speriamo che abbia ragione.

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    Arnaldo Bavicchi

    13/10/2006 22:38:50

    Libro che si legge già dalla copertina:balilla tutti in fila avanti marcs ! Decisamente un buon libro che si inserisce tra i migliori della cultura rorica contemporanea.Giusto il giudizio sull'ipocrisia della classe politica e militare in tutti i tempi:i Salassi che furono inghiottiti dalle acque della Dora ad Aosta dopo essere stati schiavizzati dai romani.Ancora presenti in TV i cittadini sloveni trucidati da italiani Brava Gente,Etiopia sotto l'agressione fascista e non così via.perchè si ripeterebbero gli errore del passato.ma solo perchè manca spazio.Grazie

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    luigi

    30/08/2006 10:15:11

    Nell'elencare una serie di fatti che riguardano gli italiani e il loro comportamento, si passa dal Risorgimento alla prima impresa coloniale, dalla prima guerra mondiale al fascismo, fino alla seconda guerra mondiale e oltre. Io, che non mi sono mai fatto delle illusioni sulla bontà e sulla diversità degli italiani in certi frangenti, devo dire che leggendo queste pagine ne ho una conferma. E che le nefandezze compiute dagli italiani vanno molto al di là, per la loro gravità, di quello che si potrebbe immaginare. Naturalmente anche altre nazioni, soprattutto per ciò che riguarda il colonialismo, non sono state da meno. Ma il libro tende a diradare quella cortina di ipocrisia nella quale gli italiani si sono avvolti, creando il mito dell'italiano dall'indole bonaria e diverso dagli altri. Altri aspetti interessanti del libro sono quelli che mettono in evidenza l'ossessione dei governanti per le colonie e la presunta superiorità, rispetto alla popolazione indigena, dei colonizzatori, sia militari che civili. La metamorfosi di persone normali che si trasformavano in aguzzini, sterminatori e torturatori. E' interessante anche la parte che descrive l'italianizzazione della Slovenia durante il fascismo, che porrà le basi per l'odio che sfocerà nelle foibe.

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    Antonio

    29/07/2006 00:37:42

    Angelo Del boca ha grandi meriti come storico del colonialismo per aver portato allla luce una parte rimossa della nostra storia. Non mi pare che qusto libro sia altrettanto rigoroso dei precedenti: non vedo l'utilità di mettere insieme eventi diversi come le repressione del brigantaggio e i campi di concentramento in Slovenia. Peraltro i metodi di repressione poliziesca in uso in altri paesi nel XIX secolo non erano certo più morbidi. Ha ragione Del Boca a denunciare il mito della "brava gente" come falso nella sostanza e ipocritamente autoassolutorio nei fini; magari sarebbe il caso di non esagerare nel senso opposto: integrerei perciò la lettura di questo libro con qualla di "Una faccia, una razza. Le colonie italiane nell'Egeo" di Nicholas Doumanis e i libri di Susan Zuccotti sull'Olocausto in Italia; l'opinione di due storici non italiani (dunque non compiacenti) che mostra come anche nei momenti più tragici non siamo stati sempre dei mostri (il tasso di sopravvivenza degli ebrei italiani è stato superiore a quello di francesi e altri popoli). Non è vero comunque che gli italiani siano gli unici ad avere tendenze autoindulgenti: in altri paesi non si parlava di "brava gente" ma di "missione civilizzatrice", in Francia, e "genio colonizzatore", in UK. Inoltre l'uso della parola genocidio riferito alle deportazioni libiche è tipico di un anticolonialismo militante e dal lessico facilone (vedi anche il libro di Eric Salerno): ormai parole come "genocidio" e "razzismo" sono distribuite come caramelle. Trovo poi bizzarra e contraddittoria la chiusa sui "soldati di pace", come vengono ossimoricamente definiti i militari che partecipano alle missioni all'estero; cacciato dalla porta, il buonismo ipocrita rischia di rientrare dalla finestra. Voto 2/5

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    Karinzia

    14/05/2006 10:36:24

    Sto leggendo qs libro e lo trovo molto interessante e ben documentato.La parte sulla Slovenia la conosco bene e purtroppo,le storie di qs libro,non vengono fatte sentire da nessuno.E' una denuncia giusta per tutte le cose oscene fatte e che stiamo facendo!!!!!Bravo Del Boca

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    dinoghelfi

    11/04/2006 11:20:16

    non immaginavo di scoprire questo aspettavo degli italiani e il giudizio negativo di tanti esponenti stranieri che hanno visitato e vissuto per qualche tempo in italia. trovo questo libro molto interessante e nello stesso tempo coinvolgente e dico grazie a Del Boca per avrlo scritto. distinti saluti dino.

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    Mario Gabrielli Cossellu

    02/04/2006 22:22:03

    Ho appena terminato di leggere il libro. Così come dice lo stesso autore, è difficile fare una lista esaustiva di tutto il materiale e di tutti gli avvenimenti che meriterebbero (purtroppo) essere citati e analizzati qui. Mi sembra un ottimo libro, ben documentato e inoppugnabile nello smontare i falsi miti autoconsolatori, e uno degli aspetti che più danno rabbia sono precisamente le autoassoluzioni o addirittura la cecità e la complicità di tanti nostri connazionali: mi riferisco specialmente all'episodio di un criminale di guerra e assassino spietato come Rodolfo Graziani, considerato oggi come un "santo" nel suo paesello natale. E vengono i brividi pensando che se i Partigiani non avessero esercitato la giusta e doverosa giustizia nei confronti di Mussolini e di alcuni suoi gerarchi, anch'essi alla fine se la sarebbero cavata a buon mercato, dando tutte le colpe al "pazzo" Hitler e pronti a mettersi al servizio dell'"anticomunismo". Ma è bellissimo l'accenno finale dell'autore alla speranza di un presente e di un futuro migliore, basato sui migliori italiani, come quelli del volontariato.

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    fabrizio

    28/03/2006 16:49:45

    Provate a leggere tutta la collana di Del Boca sul colonialismo, magari approfittando dello sconto Oscar in questo momento applicato dalle librerie: soprattutto i quattro volumi de Gli italiani in Africa Orientale...

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    buster brown

    28/03/2006 14:45:09

    Del Boca è da anni che pubblica libri scomodi studiando pezzi della nostra storia patria altrettanto scomodi . Il libro è ben documentato , come al solito, e meriterebbe , stante la originalità degli argomenti, un battage pubblicitario che invece non si è avuto . Mi pare che gli studi sulle responsabilità italiane nelle guerre d'africa e nella seconda guerra mondiale siano fortemente boicottati.

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    il Bombarolo

    24/03/2006 12:57:39

    Italiani, brava gente? Pablo Picasso, nel 1937, dipinse un quadro che tutti conosciamo bene: Guernica. Quella tela (un vero e proprio atto di accusa contro la guerra) è entrata nell’iconografia mondiale, come il simbolo che rappresenta meglio l’orrore e la disumanità della guerra. Questo simbolo è nato, anche, grazie agli italiani. Bombardieri italiani, insieme a quelli della Germania nazista, parteciparono al bombardamento terroristico contro la città basca di Guernica. Dunque, questo simbolo, ci consegna alla Storia come dei cechi assassini guidati solo dalla ottusità nazifascista! Per cui, crogiolarci nell’assurda favola auto-assolutoria dell’italiano civile e pacifico, creata su misura per mascherare, cancellare e nascondere le nostre carneficine e responsabilità, non serve a nulla e a nessuno. Serve magari a quelli che sul mito del “bono italiano” ci campano: vedi la destra post e neo fascista, quei personaggi ambigui in bilico tra peronismo e demagogia, schiavi della retorica da recita scolastica, o a quei nuovi nazionalisti che difendono a spada tratta il nostro dovere (o sogno?) neo-imperialista nell’esportazione della “civiltà”, e che minimizzano sulle operazioni militari offensive condotte dai nostri soldati in Iraq, essendo dei “bravi ragazzi”. Un pregiudizio “in positivo” duro a morire, stratificato nella società, e che se non viene spezzato in tempo, rischia di diventare un fatto antropologico. A questo scopo serve il libro di Del Boca, ovvero ad uscire dalla mentalità del carnefice, che ha le spalle coperte dalle sue implicazione, grazie all’impunità politica e mortale. Ma anche a ragionare su chi siano realmente, oggi e ieri, i veri ed unici Bravi Italiani.

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  • Angelo Del Boca Cover

    Angelo del Boca è nato a Novara nel 1925. È saggista e storico del colonialismo italiano ed è stato docente di Storia Contemporanea all'Università di Torino. È stato insignito di tre lauree honoris causa dalle università di Torino (2000), Lucerna (2002) e Addis Abeba (2014). Tra le sue numerose opere ricordiamo: L'altra Spagna (1961), I figli del sole (1965), Giornali in crisi (1968), Gli italiani in Africa Orientale (1992-1996), Gli italiani in Libia (1993-1994), I gas di Mussolini. Il fascismo e la guerra d'Etiopia (1996), L'Africa nella coscienza degli italiani. Miti, memorie, errori, sconfitte (2002), Il mio Novecento (2008), La guerra d'Etiopia. L'ultima impresa del colonialismo (2010), Da Mussolini a Gheddafi: quaranta incontri... Approfondisci
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