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Leggere Lolita a Teheran - Azar Nafisi - copertina

Leggere Lolita a Teheran

Azar Nafisi

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Traduttore: R. Serrai
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 aprile 2007
Pagine: 379 p., Brossura
  • EAN: 9788845921544
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Leggere Lolita a Teheran

Azar Nafisi

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Gaia la libraia

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Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.
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    Sara

    18/06/2019 13:01:02

    Lo stile di scrittura di questa autrice mi ha rapita dalle prime pagine: scorrevole, avvincente, profonda nel descrivere emozioni e sentimenti. Una storia autobiografica che racconta la realtà dell'Iran nei vari periodi, principalmente i più bui del regime, ma con un accenno di paragone ai tempi migliori, più liberi. Un libro che fa capire quanto non bisogna soffermarsi all'impressione generale di un paese e della sua gente, ma conoscere i vari pensieri che albergano tra i suoi abitanti. Un libro che verrà apprezzato doppiamente da chi ama leggere, in particolare la letteratura classica; l'autrice fa venir voglia di prendere in mano i classici ed apprezzarli ancora di più. Sarebbe molto formativo come lettura per i ragazzi, come lezione contro il razzismo e i pregiudizi, e come buon esempio per dedicarsi alla letturatura, maestra di vita.

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    Cristina

    20/03/2019 03:26:44

    Due grandi amori: l’Iran e la letteratura; non l’Iran dei nazionalismi esasperati, ma quello dei monti Elburz e dei colori sgargianti sotto il nero; e la letteratura come libertà dello scrittore di dare spazio all’immaginazione, libertà del lettore di interpretare, libertà di perdersi in un mondo diverso da quello reale; ed in contrapposizione, come sottofondo e filo conduttore, come una nota dolorosa di accompagnamento, il velo, prima vietato poi imposto, rimpianto, accettato o rifiutato, comunque simbolo di non libertà. Tutto questo in un libro che ci immerge a tal punto nel mondo della scrittrice, da farci dimenticare che stiamo solo leggendo.

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    Carla

    11/03/2019 18:29:59

    Libro immenso, ricco di riferimenti letterari e spunti di riflessione. Ne consiglio la lettura, specialmente a chi ha già letto Lolita.

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    Giulia

    11/03/2019 18:11:52

    Questo romanzo mi ha fatto sentire grata di avere come passione quella per la lettura, proprio perché mi permette di imbattermi in opere come questa, che mi aprono il cervello, ci mettono dentro qualcosa di straordinario ed alla fine sono una persona con qualcosa in più rispetto a quando ho aperto la prima pagina. Un esperimento letterario straordinario, quello della Nafisi, che mescola la quotidianità di un periodo della sua vita non semplicissimo a critica letteraria di altissimo livello. Diviso in quattro parti - Nabokov, Fitzgerald, James, Austen - alcune ovviamente le ho preferite rispetto ad altre, ma nel complesso è un romanzo che mi ha trasmesso emozioni e cultura ad ogni pagina. Da leggere assolutamente.

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    Saverio

    11/03/2019 07:20:11

    Insegnante di letteratura appassionata e intraprendente, Azar Nafisi ci catapulta in un mondo completamente inconsueto (quello della censura e del proibizionismo poco sentiti nella realtà Occidentale), raccontando la via di fuga intrapresa da lei e dal suo gruppo di studentesse. Un’evasione immateriale, rappresentata sì dalla dimora dell’autrice dove avevano luogo i “pomeriggi letterari” (che chiamerei più correttamente “pomeriggi di vita”), ma in senso più ampio dalla libertà di leggere, di scoprire, di informarsi, di mettere in discussione una realtà “recintata”, che fa male. Azar Nafisi non solo ci racconta, ma ci informa, ci fa riflettere, ci fa commuovere, ma soprattutto, ci fa venir voglia di leggere ma anche di utilizzare lo strumento della parola in senso più ampio, di dar voce ai nostri ideali, di leggere. Azar Nafisi si è sentita in dovere di intervenire, di dare speranza a queste studentesse e toglierle dal loro destino predefinito. Una rivolta dentro sé stessi tra le pagine di un libro.

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    Manu

    06/03/2019 21:38:09

    Lo consiglio mille mille e mille volte. Come ogni testo della Nafisi. Bellissimo!!!

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    Sara

    01/03/2019 09:46:29

    Meraviglioso, non trovo altri aggettivi. La forza delle parole della Nafisi trasmettono la forza di questa donna e della sua storia. Proprio la forza delle parole, di un oggetto così innocuo come un libro, ci raccontano dell'atto di ribellione che può essere la letteratura.

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    Alessia Vittoria

    20/02/2019 08:32:11

    Azar Nafisi riesce a farci entrare nella vita che le donne iraniane sono costrette a vivere. Ci fa capire come le cose che noi diamo più scontate, a cui noi non pensiamo proprio, sono invece al centro di altre realtà, negativamente. La letteratura, in questo frangente, prende le sembianze del nemico, un nemico che si espande sempre più e deve essere fermato perché capace di far sognare una vita migliore. Lo consiglio a tutti perché apre gli occhi su ciò che succede realmente, su ciò che le donne provano quando vengono ritenute oggetti, più che persone; su come la religione possa far soffrire; sul ruolo salvifico della letteratura.

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    al. n.

    16/02/2019 12:53:38

    Azar Nafisi è autrice che sa raccontare tra autobiografia, letteratura e storia di un paese. Tutti i suoi libri sono molto belli e questo in particolare.

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    Chiara

    14/10/2018 13:20:46

    Stupendo omaggio alla letteratura, alla lettura ma anche alla forza di queste otto donne. Analisi degli autori e delle opere interessantissime. Assolutamente consigliato.

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    Ania

    23/09/2018 16:51:41

    Ottimo romanzo da cui trapela l'amore della scrittrice per la letteratura e il coinvolgimento nelle dinamiche politiche e sociali del suo paese, soprattutto in merito alla condizione della donna. E' un libro che fa riflettere.

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    Aurora

    23/09/2018 10:08:57

    Libro stupendo, toccante, scrittura brillante e ironica in punti dove non era facile esserlo ma se non si conoscevano bene i libri citati diventata noioso e complesso in parecchi tratti In generale molto molto consigliato

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    Ilaria

    23/09/2018 08:13:47

    Questo libro è simili ad una cronaca, affatto romanzata, del periodo della rivoluzione iraniana e delle sue conseguenze, descritto da una testimone d'eccellenza: Azar Nafisi, docente e scrittrice iraniana che, attraverso la sua penna, interseca magistralmente la cronaca di eventi reali con le analisi dei romanzi studiati durante le sue lezioni, sottolineando il potere salvifico della letteratura. Personalmente, questa lettura ha avuto il grande pregio di avermi predisposta verso una maggiore solidarietà, che non è mai abbastanza, facendomi conoscere un paese affascinante vissuto da donne meravigliose e coraggiosissime, ma sopratutto mi ha messa di fronte al mio (e nostro) senso di superiorità da europei privilegiati.

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    Alessia Giustolisi

    20/09/2018 15:06:23

    Ho adorato questo libro! Capire come un libro può toccare in maniera differente le sensazioni di persone con differenti culture! Scoprire come tante donne,ancora oggi,devono combattere per la propria indipendenza anche in piccole cose che le donne occidentali pensano che siano ovvie. Scoprire come libri scritti decenni o secoli fa possano ancora oggi destabilizzare visioni culturali maschiliste. Ammirazione per tutte le donne che combattono per la libertà femminile!

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    micol

    20/09/2018 09:39:45

    Un libro stupendo, da rileggere sicuramente più di una volta. Ho aspettato tanto prima di iniziarlo perchè lo ritenevo abbastanza impegnativo e si è rivelato,diciamo in parte, tale. La scrittura della Nafisi è davvero scorrevolissima ma gli argomenti trattati, il ritratto che l'autrice fa della vita in islam e della sua intera storia,la condizione attuale delle donne, mi hanno rallentato un po la lettura, essendo a me argomenti in parte sconosciuti. Difficilmente dimenticherò gli incontri del giovedi pomeriggio e le discussioni che, dai romanzi analizzati, si espandevano alla vita reale. Lo consiglio davvero a chiunque.

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    Dani

    19/09/2018 18:39:21

    Assurdità da un paese con il censore cieco... Tristissima la parabola discendente dell'Iran descritta dall'autrice - ancora di più pensando che il libro è del 2003 e 15 anni dopo, ciò che sembrava già di per sé terribile ha raggiunto picchi incomprensibili di follia. Molto bella la meta-letteratura che sostiene la trama, così come interessanti sono le riletture dei capolavori della letteratura inglese e i parallelismi fatti con la situazione politico-sociale iraniana. Dopo Marjane Satrapi, l'Iran trova in Azar Nafisi una nuova voce femminile che denuncia.

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    Giulia

    19/09/2018 09:56:28

    E' uno dei miei libri preferiti, struggente come pochi. Raccontando la tenacia delle donne iraniane nel discutere di romanzi, questo stesso romanzo è un inno d'amore per la letteratura. Al tempo stesso mostra vividamente i pensieri e le sensazioni degli iraniani nei decenni più difficili del Paese. Una lettura obbligata per gli amanti della letteratura e per chi voglia conoscere di più la storia recente dell'Iran contemporaneo.

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    Marcus

    18/09/2018 23:17:03

    Insegnante di letteratura appassionata e intraprendente, Azar Nafisi ci catapulta in un mondo completamente inconsueto (quello della censura e del proibizionismo poco sentiti nella realtà Occidentale), raccontando la via di fuga intrapresa da lei e dal suo gruppo di studentesse. Un’evasione immateriale, rappresentata sì dalla dimora dell’autrice dove avevano luogo i “pomeriggi letterari” (che chiamerei più correttamente “pomeriggi di vita”), ma in senso più ampio dalla libertà di leggere, di scoprire, di informarsi, di mettere in discussione una realtà “recintata”, che fa male. Azar Nafisi non solo ci racconta, ma ci informa, ci fa riflettere, ci fa commuovere, ma soprattutto, ci fa venir voglia di leggere ma anche di utilizzare lo strumento della parola in senso più ampio, di dar voce ai nostri ideali, di leggere.

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    titti

    18/09/2018 15:22:29

    Libro comprato con alte aspettative vuoi per il titolo...sono riuscita a leggere poche pagine , mi sembrava avvincente e dinamico ma mi sono annoiata quando la descrizione politica dettagliata ha preso il posto delle ragazze e le loro storie, peccato non sono riuscita a finirlo!

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    Dalila

    17/09/2018 21:50:49

    Leggete “Leggere Lolita a Teheran”. Anche se non avete letto nulla di Nabokov, Fitzgerald, James, Austen e tutti gli altri. Anche se di leggere non ve ne può fregar di meno, voi questo libro dovete leggerlo. Con calma magari, a spizzichi e bocconi, ma leggetelo. Non è un romanzo, non è un saggio. È una specie di diario di bordo di una donna, una professoressa, una madre, una moglie iraniana. Una donna che non ha voluto e ancora non vuole arrendersi e piegarsi alle leggi misogine e inumane alle quali, per vent’anni della sua vita, è dovuta sottostare. Ha visto il suo paese cambiare, soffrire senza poter fare altro se non usare la letteratura come scudo per sopravvivere. Il libro è diviso in quattro parti, in cui troviamo Azar Nafisi insieme alle sue studentesse mentre parlano di autori “proibiti”, di letteratura e di esperienze di vita. Di libertà agognata, di prigione e di abusi. La troviamo immersa nella rivoluzione, contro “quelli là” che la costringono a indossare il velo e a farsi perquisire per entrare in Università, ma da una porta nascosta e non dal cancello verde da cui era sempre entrata insieme agli uomini. La vediamo infine fuggire in America, provata ma non distrutta dall’oppressione. È un libro che fa riflettere sui valori e sulla morale. Ma soprattutto su di noi, come umani. Inutile dire che l’ho finito in lacrime.

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  • Azar Nafisi Cover

    Figlia di Ahmad Nafisi, che è stato sindaco di Teheran e di Nezhat, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano, ha studiato dall'età di 13 anni in Inghilterra e ha proseguito i suoi studi negli Stati Uniti dove si è laureata in letteratura inglese e americana. Tornata in Iran, ha insegnato Letteratura angloamericana all'università di Teheran (da cui viene espulsa dopo 18 anni d'insegnamento a causa delle restrizioni del governo degli ayatollah) poi ha proseguito l'insegnamento quasi clandestinamente con un gruppo ristretto di alunni (come viene descritto nel best seller Leggere Lolita a Teheran). Torna poi per qualche anno all'insegnamento universitario, ma non nella capitale. Si trasferisce nel 1997 negli Stati Uniti, con il marito e i due... Approfondisci
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