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Azar Nafisi

Traduttore: R. Serrai
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 379 p. , Brossura
  • EAN: 9788845921544

Recensioni dei clienti

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    Lav

    06/01/2016 17.39.34

    Leggendo le recensioni che sono state date dalla pubblicazione ad oggi, non capisco come certa gente non sia riuscita a cogliere il vero senso del romanzo: dalla presentazione alle prime pagine del libro si intuisce immediatamente cosa l'autrice ci voglia trasmettere e questo qualcosa non è la situazione della donna in Iran, né la situazione politica degli ultimi trent'anni nel Paese. Queste sono solo le cornici che l'autrice dà per far sì che si capisca fino in fondo l'importanza e il peso che determinati libri (ma più in generale quelli che si definirebbero i classici della letteratura moderna) hanno nel momento in cui essi sono letti e raffrontati alla realtà del lettore. Prendendo ad esempio Il Grande Gatsby, esso assume una serie di sfumature che noi occidentali diamo per scontato e dunque neanche notiamo, ma che emergono grazie l'osservazione dell'autrice e delle studentesse del suo seminario. Questo romanzo diventa così un inno alla letteratura, al ruolo fondamentale che essa ha nella vita, ma soprattutto è un inno sul valore dell'immaginazione, che alcuni regimi sono riusciti a soffocare.

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    Il libraio di Mantova

    17/11/2015 10.42.51

    Qui si parla di donne,di Islam,dell'orrore della dittatura e della guerra. E' un grido d'amore altissimo per tutta la letteratura. Meraviglioso e tristissimo

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    Moteia

    19/04/2015 19.32.03

    Se io insegnassi letteratura straniera - soprattutto quella in lingua inglese - o storia del Medioriente probabilmente metterei questo testo nella bibliografia. Non è un romanzo che vuole raccontare una storia avvincente, l'autrice è chiara quando specifica che vuole scrivere un libro che parli di cosa significa leggere Lolita a Teheran nel periodo della rivoluzione Khomeini. A mio parere è un esempio di cosa voglia veramente dire lasciare che la letteratura entri a far parte della nostra vita, e non solo per dieci minuti prima di andare a letto. I ricordi dei romanzi s'intrecciano con il vissuto della Nafisi, tanto che, come lei dice nel libro, quei romanzi le ricorderanno sempre Teheran e le persone con cui li ha condivisi; e allo stesso tempo vuole essere testimonianza, del suo vissuto in quel periodo, di cosa significasse a livello personale vivere in una dittatura. Il tutto dandoci qualche lezione di letteratura. Nabokov, Gatsby, Henry James e Jane Austen: 4 capitoli, 4 temi: privazione della libertà, disillusione, coraggio e anticonformismo, amore e conoscenza di sé. In ultimo vorrei fare una precisazione: il libro inizia con un seminario (Nabokov), poi si va indietro nel passato della Nafisi e all'origine della dittatura (Gatsby e James) e poi termina nuovamente col seminario (Austen)... può sembrare sciocco ma io ho aspettato un bel po' il ritorno al tempo del seminario, prima di capire...

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    Pino Chisari

    18/07/2013 13.04.49

    Forse m'aspettavo troppo da questo libro. Di certo non c'è lo spaccato che era lecito attendersi sull'Iran. Almeno, ben poco di più di quanto non sapessi già da giornali e cronaca. E non ha soddisfatto neanche l'aspettative "letterarie" che prometteva. Capisco il dramma umano che c'è dietro, ma non c'è pathos a mio avviso. Non basta essere professori in letteratura e vivere qualcosa sulla propria pelle per scrivere un buon libro.

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    Mirko

    28/10/2011 21.56.45

    Nel complesso questo libro mi è piaciuto. Molto intense le descrizioni caratteriali delle pratoniste. Bella anche la descrizione politica della vita Tehran.

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    lunanuova

    16/04/2011 13.38.41

    Un libro magnifico che ci conduce con grazia in un mondo a noi distante e nello stesso tempo mette in luce le contraddizioni del nostro mondo occidentale.Qui si parla di donne, di Islam, dell'orrore della dittatura e della guerra, nella trama di sogni e desideri che accomunano tutti gli esseri umani.Ma soprattutto questo libro, come recita la quarta di copertina, è un "grido" d'amore altissimo per la letteratura, quella "grande", quella che ci interroga e ricolloca al centro i sentimenti, i pensieri e le emozioni degli individui, mettendo così in atto il suo magico potere salvifico. Meraviglioso!

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    Biagio Mastrangelo

    26/07/2010 19.39.39

    Un testo molto bello e interessante. Lo consiglio.

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    Manuela di Trieste

    14/01/2009 03.57.38

    Un'occasione mancata.Il libro avrebbe potuto essere la testimonianza di come, anche in un regime totalitario, le persone intellettivamente dotate riescono a ritagliarsi il loro angolo di vivibilità...invece tutto si riduce ad una sterile apologia della letteratura occidentale che,alla fine, finisce per stancare.Non mancano, comunque, pagine pienamente godibili, per cui non me la sento di assegnargli un voto basso.

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    daniela

    01/08/2008 22.13.08

    il libro comincia bene, è scorrevole e ben scritto.. poi si perde nei ricordi,nelle riflessioni,nella descrizione di libri e autori.. parte in cui mi sono persa anche io.a volte pesante,meglio la parte finale.

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    italo

    01/07/2008 09.17.02

    Devo ringraziare la Professoressa Nafisi, per 2 motivi.Il primo per aver scritto questo splendido libro che racconta di un mondo a noi praticamente sconosciuto, un mondo terribile , dove accadono cose che noi forse non riusciamo a capire, tanto sono lontane dal nostro pensiero.Un mondo raccontato con amorosa rabbia, verso il suo paese che tanto ama e con tanta sofferenza alla fine ha dovuto lasciare, per vivere finalmente la sua femminilità e non solo.Il secondo motivo, è l’aver fatto conoscere a un divoratore di banali thriller e noir, i grandi classici, primo fra tutti Lolita di Nabokov ( che imperdonabile errore averlo letto solo adesso ) e di seguito tutti gli altri, F.S.Fitzgerald, John Steimbeck,JaneAusten,V.Woolf,le sorelle Bronte, Henry James, Saul Bellow,Mark Twain....Si......grazie di cuore professoressa. Sono daccordissimo con chi sulla quarta di copertina del tuo libro ha scritto: E’ uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura, mai professati, e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque tenti di interdirla.Vorrei aggiungere, e finisco, che è anche un toccante atto di amore per tutti noi lettori

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    Corra

    16/12/2007 05.09.32

    Che dire? L'idea di raccontare l'iran attraverso delle lezioni di letteratura "clandestine" è bella.Poi però, come detto da altri la lettura si fa pesante.Credo che se invece delle 375 pagine, ne avesse avute 200, sarebbe stato più godibile.

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    pasquale

    27/11/2007 19.58.45

    Concordo pienamente con qanto scritto da Giovanni. Libro interessante ma reso di lettura un po'"pesante" dai continui esercizi di critica letteraria da parte dell'autrice. Comunque per la descrizione della vita in Iran il libro merita un bel 3,5.

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    Giovanni

    08/11/2007 18.23.06

    Libro di spessore, che racconta in maniera differente l'Iran e l'essere donna in un paese integralista. Il libro però smorza tensione e ritmo con le continue digressioni sulla letteratura occidentale, sugli innumerevoli saggi che vengono vivisezionati ed interpretati attraverso gli occhi e la cultura di una donna iraniana e delle sue colleghe/amiche. Per quanto interessanti, rendono tuttavia difficile la lettura e rallentano l'entusiasmo di chi legge.

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    Gianca

    23/10/2007 08.58.12

    Sicuramente un libro di indubbio valore. Interessanti le notizie sulla condizione femminile in Iran e la visione del sesso esistente in questo paese. Tuttavia, le eccessive dissertazioni sulla letteratura e su alcuni romanzi, che stanno a cuore alla nostra autrice, annoiano diventando alcune volte anche pedanti.

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    paolo

    16/09/2007 17.04.12

    saggio molto bello sulla letteratura vissuta all'interno di una società repressiva e folle in modo surreale. A volte può risultare lento e pesante ma solo se lo si considera un documentario d'ambiente o un romanzo.

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    Anna

    06/09/2007 10.51.03

    Dalla presentazione di questo libro mi aspettavo un racconto di vita, di esperienze, di quotidiane difficolta' nella recente Teheran. Mi sono ritrovata inzialmente alle prese con un racconto garbato ed un po' lento sfociato poi nella ripetizione continua e fastidiosa di lezioni di letteratura straniera che hanno annientato la narrazione della vita quotidiana. A mio avviso le uniche protagoniste del libro sono le lezioni di letteratura e di queste non ero di certo in cerca quando ho comprato questo libro.

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    fabio

    28/08/2007 21.02.01

    Il libro comincia con una prefazione incomprensibilmente acida verso i potenziali lettori, e prosegue in maniera irregolare annotando i ricordi dell'autrice così come vengono, senza un filo logico, saltando sovente di palo in frasca. Le osservazioni di carattere politico e sociale, che forse ci si aspetterebbe ben curate dato il titolo, passano con una certa superficialità. La mia impressione generale è di un libro che non si capisce bene cosa voglia dire e dove voglia arrivare.

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    elenafvr

    24/07/2007 12.23.43

    ho letto d'un fiato questo libro e l'ho trovato bellissimo, lo spaccato della vita delle donne in iran che ne emerge e' angosciante, tuttavia, il romanzo, riesce ad essere tenero ed energico e l'autrice offre altri spunti di lettura da tener presenti.

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    federica

    01/06/2007 12.54.01

    Mi aggiungo volentierti al coro di complimenti a questo libro. Lo consiglio vivamente.

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    debora

    03/05/2007 21.49.23

    Meraviglioso e insieme tristissimo. Da leggere e rileggere per gustare ogni pagina. Ottimo anche per vedere i grandi classici della letteratura occidentale con occhi diversi.

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