Leggere Lolita a Teheran

Azar Nafisi

Traduttore: R. Serrai
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 aprile 2007
Pagine: 379 p., Brossura
  • EAN: 9788845921544
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Descrizione
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Chiara

    14/10/2018 13:20:46

    Stupendo omaggio alla letteratura, alla lettura ma anche alla forza di queste otto donne. Analisi degli autori e delle opere interessantissime. Assolutamente consigliato.

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    Ania

    23/09/2018 16:51:41

    Ottimo romanzo da cui trapela l'amore della scrittrice per la letteratura e il coinvolgimento nelle dinamiche politiche e sociali del suo paese, soprattutto in merito alla condizione della donna. E' un libro che fa riflettere.

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    Aurora

    23/09/2018 10:08:57

    Libro stupendo, toccante, scrittura brillante e ironica in punti dove non era facile esserlo ma se non si conoscevano bene i libri citati diventata noioso e complesso in parecchi tratti In generale molto molto consigliato

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    Ilaria

    23/09/2018 08:13:47

    Questo libro è simili ad una cronaca, affatto romanzata, del periodo della rivoluzione iraniana e delle sue conseguenze, descritto da una testimone d'eccellenza: Azar Nafisi, docente e scrittrice iraniana che, attraverso la sua penna, interseca magistralmente la cronaca di eventi reali con le analisi dei romanzi studiati durante le sue lezioni, sottolineando il potere salvifico della letteratura. Personalmente, questa lettura ha avuto il grande pregio di avermi predisposta verso una maggiore solidarietà, che non è mai abbastanza, facendomi conoscere un paese affascinante vissuto da donne meravigliose e coraggiosissime, ma sopratutto mi ha messa di fronte al mio (e nostro) senso di superiorità da europei privilegiati.

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    Alessia Giustolisi

    20/09/2018 15:06:23

    Ho adorato questo libro! Capire come un libro può toccare in maniera differente le sensazioni di persone con differenti culture! Scoprire come tante donne,ancora oggi,devono combattere per la propria indipendenza anche in piccole cose che le donne occidentali pensano che siano ovvie. Scoprire come libri scritti decenni o secoli fa possano ancora oggi destabilizzare visioni culturali maschiliste. Ammirazione per tutte le donne che combattono per la libertà femminile!

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    micol

    20/09/2018 09:39:45

    Un libro stupendo, da rileggere sicuramente più di una volta. Ho aspettato tanto prima di iniziarlo perchè lo ritenevo abbastanza impegnativo e si è rivelato,diciamo in parte, tale. La scrittura della Nafisi è davvero scorrevolissima ma gli argomenti trattati, il ritratto che l'autrice fa della vita in islam e della sua intera storia,la condizione attuale delle donne, mi hanno rallentato un po la lettura, essendo a me argomenti in parte sconosciuti. Difficilmente dimenticherò gli incontri del giovedi pomeriggio e le discussioni che, dai romanzi analizzati, si espandevano alla vita reale. Lo consiglio davvero a chiunque.

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    Dani

    19/09/2018 18:39:21

    Assurdità da un paese con il censore cieco... Tristissima la parabola discendente dell'Iran descritta dall'autrice - ancora di più pensando che il libro è del 2003 e 15 anni dopo, ciò che sembrava già di per sé terribile ha raggiunto picchi incomprensibili di follia. Molto bella la meta-letteratura che sostiene la trama, così come interessanti sono le riletture dei capolavori della letteratura inglese e i parallelismi fatti con la situazione politico-sociale iraniana. Dopo Marjane Satrapi, l'Iran trova in Azar Nafisi una nuova voce femminile che denuncia.

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    Giulia

    19/09/2018 09:56:28

    E' uno dei miei libri preferiti, struggente come pochi. Raccontando la tenacia delle donne iraniane nel discutere di romanzi, questo stesso romanzo è un inno d'amore per la letteratura. Al tempo stesso mostra vividamente i pensieri e le sensazioni degli iraniani nei decenni più difficili del Paese. Una lettura obbligata per gli amanti della letteratura e per chi voglia conoscere di più la storia recente dell'Iran contemporaneo.

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    Marcus

    18/09/2018 23:17:03

    Insegnante di letteratura appassionata e intraprendente, Azar Nafisi ci catapulta in un mondo completamente inconsueto (quello della censura e del proibizionismo poco sentiti nella realtà Occidentale), raccontando la via di fuga intrapresa da lei e dal suo gruppo di studentesse. Un’evasione immateriale, rappresentata sì dalla dimora dell’autrice dove avevano luogo i “pomeriggi letterari” (che chiamerei più correttamente “pomeriggi di vita”), ma in senso più ampio dalla libertà di leggere, di scoprire, di informarsi, di mettere in discussione una realtà “recintata”, che fa male. Azar Nafisi non solo ci racconta, ma ci informa, ci fa riflettere, ci fa commuovere, ma soprattutto, ci fa venir voglia di leggere ma anche di utilizzare lo strumento della parola in senso più ampio, di dar voce ai nostri ideali, di leggere.

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    titti

    18/09/2018 15:22:29

    Libro comprato con alte aspettative vuoi per il titolo...sono riuscita a leggere poche pagine , mi sembrava avvincente e dinamico ma mi sono annoiata quando la descrizione politica dettagliata ha preso il posto delle ragazze e le loro storie, peccato non sono riuscita a finirlo!

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    Dalila

    17/09/2018 21:50:49

    Leggete “Leggere Lolita a Teheran”. Anche se non avete letto nulla di Nabokov, Fitzgerald, James, Austen e tutti gli altri. Anche se di leggere non ve ne può fregar di meno, voi questo libro dovete leggerlo. Con calma magari, a spizzichi e bocconi, ma leggetelo. Non è un romanzo, non è un saggio. È una specie di diario di bordo di una donna, una professoressa, una madre, una moglie iraniana. Una donna che non ha voluto e ancora non vuole arrendersi e piegarsi alle leggi misogine e inumane alle quali, per vent’anni della sua vita, è dovuta sottostare. Ha visto il suo paese cambiare, soffrire senza poter fare altro se non usare la letteratura come scudo per sopravvivere. Il libro è diviso in quattro parti, in cui troviamo Azar Nafisi insieme alle sue studentesse mentre parlano di autori “proibiti”, di letteratura e di esperienze di vita. Di libertà agognata, di prigione e di abusi. La troviamo immersa nella rivoluzione, contro “quelli là” che la costringono a indossare il velo e a farsi perquisire per entrare in Università, ma da una porta nascosta e non dal cancello verde da cui era sempre entrata insieme agli uomini. La vediamo infine fuggire in America, provata ma non distrutta dall’oppressione. È un libro che fa riflettere sui valori e sulla morale. Ma soprattutto su di noi, come umani. Inutile dire che l’ho finito in lacrime.

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    Emanuela

    17/09/2018 21:32:57

    Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi nasce dall’esperienza diretta dell’autrice, che ha insegnato letteratura inglese all’università di Teheran durante la rivoluzione di Khomeini e negli anni a seguire. In una società rigida e opprimente che nega alle sue donne ogni stralcio di libertà, quando diventa impossibile anche leggere, studiare e commentare senza aver paura di essere accusati di tradimento e cospirazione, la Nafisi decide di riappropriarsi di queste libertà formando un proprio circolo letterario, scegliendo personalmente sette delle sue migliori studentesse. La letteratura è utilizzata nel romanzo come primo mezzo per analizzare la propria vita in Iran, il governo rivoluzionario e le proprie esperienze personale, motivo per il quale la materia autobiografica è parte necessaria e integrante di questo libro, senza la quale nessuna pagina sarebbe stata scritta. Azar Nafisi riesce a condensare in poco più di 300 pagine un grande capitolo della storia, indagando le emozioni e le paure di chi l’ha vissuta in prima persona, mettendo a nudo se stessa e utilizzando i romanzi per spiegare alle proprie studentesse, e ai lettori, quanto di quello che stavano vivendo era già stato scritto da grandi autori come Nabokov, James, Fitzgerald e Austen. Ed è proprio per questo che Leggere Lolita a Teheran diventa, oltre che una testimonianza storica, una grande opera di critica letteraria, un saggio che riesce a farci comprendere e apprezzare maggiormente opere e autori che abbiamo già letto – magari facendoceli anche rivalutare.

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    angelo

    01/06/2017 09:57:49

    Ingredienti: una docente universitaria ribelle e appassionata, sette studentesse a cui trasmettere in privato l’amore proibito per la letteratura, un paese rovinato dall’integralismo più cieco e maschilista, l’analisi di tanti autori occidentali (Nabokov, Fitzgerald, James e Austin) attraverso i loro migliori libri. Consigliato: alle donne che usano la cultura e l’arte come forma di ribellione ed emancipazione, agli uomini che desiderano solo mogli sottomesse.

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    Nicola59

    14/03/2017 14:23:15

    Libro bellissimo, è entrato nella mia personale ‘Hall Of Fame’. Come scritto sul retro del libro è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati. Mi mancheranno gli incontri del giovedì in casa Nafisi. Nel libro si parla di scrittori fra i miei preferiti (James e Fitzgerald) che continuerò ad amare e di altri (Nabokov e Austen) che sicuramente inizierò a leggere. In realtà avevo iniziato ani fa a leggere Lolita, abbandonato quasi subito un po’ turbato dal professor Humbert: prima o poi lo leggerò. Per chi, come me, ama leggere, è un libro da non perdere. Vorrei solo ricordare un brano del libro alla fine di una lezione: ‘Un romanzo non è una allegoria. E’ l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, e non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. E’ così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare. Ricordate solo questo. E’ tutto; potete andare.’

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    Lav

    06/01/2016 17:39:34

    Leggendo le recensioni che sono state date dalla pubblicazione ad oggi, non capisco come certa gente non sia riuscita a cogliere il vero senso del romanzo: dalla presentazione alle prime pagine del libro si intuisce immediatamente cosa l'autrice ci voglia trasmettere e questo qualcosa non è la situazione della donna in Iran, né la situazione politica degli ultimi trent'anni nel Paese. Queste sono solo le cornici che l'autrice dà per far sì che si capisca fino in fondo l'importanza e il peso che determinati libri (ma più in generale quelli che si definirebbero i classici della letteratura moderna) hanno nel momento in cui essi sono letti e raffrontati alla realtà del lettore. Prendendo ad esempio Il Grande Gatsby, esso assume una serie di sfumature che noi occidentali diamo per scontato e dunque neanche notiamo, ma che emergono grazie l'osservazione dell'autrice e delle studentesse del suo seminario. Questo romanzo diventa così un inno alla letteratura, al ruolo fondamentale che essa ha nella vita, ma soprattutto è un inno sul valore dell'immaginazione, che alcuni regimi sono riusciti a soffocare.

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    Il libraio di Mantova

    17/11/2015 10:42:51

    Qui si parla di donne,di Islam,dell'orrore della dittatura e della guerra. E' un grido d'amore altissimo per tutta la letteratura. Meraviglioso e tristissimo

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    Moteia

    19/04/2015 19:32:03

    Se io insegnassi letteratura straniera - soprattutto quella in lingua inglese - o storia del Medioriente probabilmente metterei questo testo nella bibliografia. Non è un romanzo che vuole raccontare una storia avvincente, l'autrice è chiara quando specifica che vuole scrivere un libro che parli di cosa significa leggere Lolita a Teheran nel periodo della rivoluzione Khomeini. A mio parere è un esempio di cosa voglia veramente dire lasciare che la letteratura entri a far parte della nostra vita, e non solo per dieci minuti prima di andare a letto. I ricordi dei romanzi s'intrecciano con il vissuto della Nafisi, tanto che, come lei dice nel libro, quei romanzi le ricorderanno sempre Teheran e le persone con cui li ha condivisi; e allo stesso tempo vuole essere testimonianza, del suo vissuto in quel periodo, di cosa significasse a livello personale vivere in una dittatura. Il tutto dandoci qualche lezione di letteratura. Nabokov, Gatsby, Henry James e Jane Austen: 4 capitoli, 4 temi: privazione della libertà, disillusione, coraggio e anticonformismo, amore e conoscenza di sé. In ultimo vorrei fare una precisazione: il libro inizia con un seminario (Nabokov), poi si va indietro nel passato della Nafisi e all'origine della dittatura (Gatsby e James) e poi termina nuovamente col seminario (Austen)... può sembrare sciocco ma io ho aspettato un bel po' il ritorno al tempo del seminario, prima di capire...

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    Pino Chisari

    18/07/2013 13:04:49

    Forse m'aspettavo troppo da questo libro. Di certo non c'è lo spaccato che era lecito attendersi sull'Iran. Almeno, ben poco di più di quanto non sapessi già da giornali e cronaca. E non ha soddisfatto neanche l'aspettative "letterarie" che prometteva. Capisco il dramma umano che c'è dietro, ma non c'è pathos a mio avviso. Non basta essere professori in letteratura e vivere qualcosa sulla propria pelle per scrivere un buon libro.

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    Mirko

    28/10/2011 21:56:45

    Nel complesso questo libro mi è piaciuto. Molto intense le descrizioni caratteriali delle pratoniste. Bella anche la descrizione politica della vita Tehran.

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    lunanuova

    16/04/2011 13:38:41

    Un libro magnifico che ci conduce con grazia in un mondo a noi distante e nello stesso tempo mette in luce le contraddizioni del nostro mondo occidentale.Qui si parla di donne, di Islam, dell'orrore della dittatura e della guerra, nella trama di sogni e desideri che accomunano tutti gli esseri umani.Ma soprattutto questo libro, come recita la quarta di copertina, è un "grido" d'amore altissimo per la letteratura, quella "grande", quella che ci interroga e ricolloca al centro i sentimenti, i pensieri e le emozioni degli individui, mettendo così in atto il suo magico potere salvifico. Meraviglioso!

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