La lenta nevicata dei giorni

Elena Loewenthal

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 1 ottobre 2013
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788806214692
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Descrizione
Fernande e André sono una giovane coppia in fuga dai nazisti, che insieme ad alcuni amici ebrei trascorre il periodo della guerra in un beato ma angoscioso isolamento durante il quale il tempo sembra sospeso. La promessa che si fanno è quella di poter tornare un giorno alla casa del sogno: una villa a picco sul mare nel sud della Francia, sotto un enorme faro bianco. E se molti loro amici e conoscenti sono destinati agli atroci viaggi nei treni piombati, alla diaspora degli affetti e alla perdita dell'identità - prima ancora che della vita -, loro due invece ce la faranno. Dopo la guerra Fernande vive intensamente, fra Parigi e la casa del sogno. Ma il matrimonio con André diventa un rapporto di confidenza e intimità simili a quelle che si riservano agli amici. Nel frattempo Fernande incontra il Poeta, che la eleggerà a musa ispiratrice della sua arte, regalandole una trasgressione venata di dolcezza. Il passato però resta sempre li. Non è neanche un'eco, piuttosto una presenza costante, incancellabile, terribilmente dolorosa. Qualcosa che "non passa, non passa, non passa per nessuno di noi". Perché ciò che è accaduto è inestirpabile: tutti i personaggi in qualche modo lo incarnano, lo rivivono anche se non ne parlano mai. "La lenta nevicata dei giorni" - che deve il titolo a un verso di Primo Levi - è un romanzo capace di ricomporre lo specchio infranto che è la memoria di chi sopravvive.

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    giulia

    18/08/2015 21:28:22

    Romanzo con troppe pretese e scarso risultato. la protagonista, Fernande, è un personaggio del tutto fuori dalla realtà, delineata superficialmente come superficiale è la descrizione dei suoi sentimenti per gli altri personaggi, anch'essi irreali. L'artificiosità rende impossibile stabilire una qualsiasi empatia con la protagonista.

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    Umberto Mottola

    18/01/2014 11:26:27

    Un ottimo romanzo, drammatico ma emozionante, scritto bene. Ben caratterizzati tutti i personaggi e in particolare la protagonista Fernande. Su tutta la storia aleggia una domanda: perché? Perché l'orrendo e inumano sterminio di esseri umani inermi? Perché causare tutta quell'immensa sofferenza?

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    Madago

    07/11/2013 13:32:41

    Scrivere poesie dopo Auschwitz è un atto di barbarie, scrisse improvvidamente Adorno. Affermazione campata in aria, basta pensare a Paul Celan e a quella testimonianza della sofferenza che è la poesia Todesfuge. In questo libro alcune pagine rievocano i momenti terribili della fuga, della deportazione e dello sterminio degli ebrei durante il nazismo. "Questa storia non passa, non passa per nessuno di noi", queste sono le parole di Fernande alla fine del libro. Essa copre, come neve leggera, la incomunicabilità della vita di Fernande e André. Scritto come la sceneggiatura di un film, i capitoli del libro hanno come titolo il tempo, i tempi della vita di Fernande. Capitoli come fiocchi di neve trasportata dal vento. Scritto in maniera vivida e precisa, con pagine di grande poesia.

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