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I leoni di Sicilia. La saga dei Florio - Stefania Auci - copertina

I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

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Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 6 maggio 2019
Pagine: 436 p., Brossura
  • EAN: 9788842931539

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Di ambientazione storica

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I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

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C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. Questa è la sua storia.

«Da tempo non leggevo un romanzo così: grande storia e grande letteratura» - Nadia Terranova

«Una famiglia da leggenda... Un appassionante spaccato di storia pubblica, privata e di costume»Vanity Fair

«Avvincente e documentato, parla di coraggio e ambizione, di sentimenti e di magarìe, ed è la sorpresa di questa stagione editoriale»TTL - La Stampa

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.
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  • User Icon

    mario basile

    06/05/2021 08:02:17

    Più che un romanzo mi è sbrato una cronaca. Appena discreto.

  • User Icon

    Paola T

    03/05/2021 05:58:16

    Mi è piaciuto tantissimo, molto coinvolgente. Bella la storia dei Florio! Aspetto il secondo volume!

  • User Icon

    Maria

    25/04/2021 14:50:32

    Assolutamente consigliato, soprattutto per chi ama le saghe familiari. Si legge velocissimo grazie alla scrittura agile e chiara. La caratterizzazione dei personaggi è ben curata e la storia è avvincente.

  • User Icon

    Silvia Gaia

    16/04/2021 15:53:33

    Non l'ho finito. Mi mancavano forse 30 pagine, su una mole di circa 400, ma proprio ho perso la motivazione per "sapere come va a finire" questo romanzo. Forse è per via della ripetitività: il protagonista (non ricordo se Vincenzo o Ignazio, ho mollato il libro circa un mese fa) è ben delineato all'inizio ma poi si comporta sempre nello stesso modo, e così anche gli altri personaggi, che sembrano incapaci di evolversi e perciò di incuriosire il lettore. Dicono, pensano, fanno le stesse cose e si ritrovano nelle stesse situazioni, ciclicamente... E' un mistero che una storia così poco avvincente abbia avuto tanto successo di pubblico. Il mio giudizio è di 3 stelle (sono buona) perché l'idea di raccontare la rapida ascesa di una famiglia partita dal nulla era valida, mi piaceva l'ambientazione siciliana e il libro parte bene e regge il colpo per un po'. Forse l'autrice (o i suoi editor) dovevano lavorare un po' più di sintesi (e di forbici).

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    Mana

    15/04/2021 22:02:23

    Bella scoperta la Auci. Libro piacevolmente scorrevole nonostante la mole, intrigante benché romanzo storico. L'amore della scrittrice per Palermo coinvolge il lettore accompagnandolo pagina dopo pagina, come in una passeggiata in questa città unica.

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    Anna Varesi

    15/04/2021 21:08:45

    Romanzo bellissimo e avvincente. Scritto in modo magistrale, i personaggi sono talmente veri e spontanei che ti conquistano immediatamente. Semplicemente grandioso. Spero che la scrittrice di questo romanzo ne scriva molti altri.

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    silvia

    31/03/2021 13:48:29

    Romanzo bellissimo scritto in modo originale e avvincente tanto da immaginarti le scene., i personaggi, già praticamente scritta la sceneggiatura per il film. Da leggere assolutamente anche per conoscere un pezzo di storia almeno per me poco conosciuto.

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    Fedem

    31/03/2021 07:44:33

    Una storia avvincente e mai scontata in cui tutti i personaggi vengono caratterizzati talmente a fondo da poterli immaginare ed entrarci in sintonia. Decisamente consigliato!

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    mdb

    29/03/2021 18:33:19

    avvincente, stupendo

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    Federica

    26/03/2021 17:20:17

    Bel romanzo che mi ha colpito per la bravura nel descrivere avvenimenti e luoghi. Nonostante non sia il genere che leggo normalmente, è riuscito a conquistarmi.

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    Marco79

    17/03/2021 15:21:30

    Un libro che ti prende per la storia, la freschezza della lettura e che ti immerge appieno negli anni che l'intera vicenda percorre. Una saga familiare di primissimo ordine, scritta benissimo da Stefania Auci. Uno dei migliori romanzi letti negli ultimi mesi. Consigliatissimo!!!

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    Alce67

    14/03/2021 11:46:35

    Una lettura godibile, che getta lo sguardo sulla vicenda umana e imprenditoriale della famiglia Florio, immergendo il lettore nella storia, a me poco conosciuta, della Sicilia dei moti anti-Borbonici prima, dell'avvento dei Savoia poi. Il carattere trainante èVincenzo, la sua volontà di emergere, la rabbia e la volontà di sentirsi accettato da quella nobiltà siciliana che disprezzava chi "si sporcava le mani" con il lavoro. Calabrese trapiantato, Vincenzo ha visione, viaggia in Inghilterra, si muove in un contesto internazionale, ma resta irretito in dinamiche antiche. E' attratto dalla milanese Giulia, una donna indipendente, che parla "una lingua diversa", ma per anni non la sposa, constringendola ad una vita disonorevole e attendendo che sia scelta per lui un'aristocratica da sposare senza amore. Cambierà idea e rimarrà legato a questa donna che sapeva tenergli testa. Nella parte finale il libro sembra perdere un pò mordente, diventa cronacistico e i personaggi meno vivaci. Resta comunque una lettura avvincente; leggerò volentieri l'eventuale secondo capitolo della saga.

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    stefania

    27/02/2021 09:35:47

    Mi è piaciuto? Ni. Le saghe vanno molto di moda, lo so, ma quando sono strutturate in questo modo mi sembrano soltanto il frutto di una diligente compilazione, nulla di più. A scuola, prima di affrontare il tema, nel quale devi esprimere concetti e opinioni, passi per la cronaca. Ecco, in questo caso ci siamo fermati alla cronaca, non c’è quel quid pluris che decreta il passaggio dalla cronaca al tema: lo sguardo dell’autrice e’ sempre distaccato ed è forse per tale ragione che anche il lettore non entra mai in empatia coi personaggi. Nelle ultime cento pagine, poi, si ha quasi l’impressione che l’autrice si sia stufata e, di colpo, abbia riassunto la storia frettolosamente per giungere alla fine.

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    Gisella

    23/02/2021 15:05:22

    Stefania Auci mi ha entusiasmata. La storia è appassionante e la scrittuta è scorrevole e cristallina. I personaggi, realmente esistiti, sono stati esaltati giustamente, senza forzature e senza troppi fronzoli. Libro indimenticabile e imperdibile.

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    il filosofo contadino

    18/02/2021 00:50:34

    una saga familiare avvincente grazie a personaggi empatici e a una scrittura intrigante. Lo consiglio

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    Roberta

    16/02/2021 17:52:42

    Ho finalmente finito di leggere questo libro, che mi è stato a lungo decantato. Sinceramente, l'ho trovato poco coinvolgente, piatto e a tratti noioso. A pag. 100 sono stata tentata di abbandonarlo definitivamente, poi la narrazione si è fatta un po' più interessante tanto da farmi cambiare idea, senza comunque entusiasmarmi, fino ad arenarsi ancora nelle ultime cento pagine, di nuovo faticose da leggere. I protagonisti sono bidimensionali, sempre uguali a se stessi nonostante lo scorrere degli anni e delle vicende; la narrazione finisce per essere una agiografia di una famiglia che crea da sé la propria fortuna senza mai sporcarsi le mani in alcuni modo. Sinceramente difficile da credere, almeno per me. A tratti coinvolgente e piacevole, come un buon romanzo rosa. Non sono evidentemente d'accordo con chi lo considera un grande capolavoro.

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    Lind

    12/02/2021 08:04:40

    Coinvolgente, appassionante,cattura e rimane dentro. Top!

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    Ariadne

    11/02/2021 22:34:23

    Finito di leggere I leoni di Sicilia finalmente!!!! Dire che questo romazo non mi è piaciuto no, però ho fatto fatica a leggerlo ... ho avuto anche un blocco non sono più riuscita a leggere le ultime pagine con piacere! I personaggi li ho trovati antipatici quasi odiosi. Giuseppina mi ha quasi fatto tenerezza alla fine. E Giulia fino all'ultimo ha dimostrato la sua grande forza, nonostante poteva fare fagotto e andarsene. A ei non puoi non affezzionarti . Non riesco a stare sulla stessa onda di chi lo dichiara bellissimo, piacevole si, ma non ecclatante.

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    DA LEGGERE

    11/02/2021 09:24:45

    Non sono amante dei libri storici, ma questo, su consiglio di mia cugina, mi ha particolarmente colpita e affascinata! Devo ammettere che è un bel pacco e non mi aspettavo contenesse anni e anni di storia e generazioni di famiglia. A tratti un pò noioso o poco motivante, visto l'argomento principale 'affari e lavoro' ma nel complesso ti arricchisce e solo il fatto di sapere che è una storia vera lo rende interessante. Non ho apprezzato particolarmente le frasi scritte in siciliano; non lo capisco e andavo un pò ad intuito. Lo consiglio perchè è un capolavoro da come è scritto e raccontato

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    EleK

    06/02/2021 08:32:55

    Ho letto questo libro in quanto mi è stato calorosamente consigliato. A mio avviso un testo da leggere in spiaggia, e senza troppo impegno. La trama ha uno sviluppo leggero, risultando molto chiara e scorrevole, in poche parole: alla portata di tutti. Penso però che le tematiche che fanno da sfondo alla saga dei Florio avrebbero potuto essere trattate in maniera molto più riflessiva e incisiva. Definirei quindi "i leoni di Sicilia" come un libro mediocre. La mia sensazione è stata quella di scorrere le pagine cogliendo qua e là scintille di interesse, poi puntualmente e superficialmente disattese, lasciandomi, in qualche modo, uno strano retrogusto: un senso di "non finito". Ahimè, devo riconoscere che questo libro, personalmente, non mi ha lasciato niente.

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    teresa

    05/02/2021 19:17:40

    Storia appassionata, intrigante e "vera". Non avevo idea di chi fossero I FLORIO, ora non potrò più dimenticarlo. Lavoratori, innovatori, gente coraggiosa che amava la propria terra. Da leggere assolutamente. Ho apprezzato le frasi in siciliano, i modi di dire, le verità di un'epoca che ha segnato il sud e l'Italia. Bello davvero

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    Sabrina

    05/02/2021 15:10:10

    Un Romanzo idilliaco, mi ha fatto sognare ad occhi aperti. Appena finito di leggere e ne sento già la mancanza. Leggendolo ho avuto la sensazione di essere dentro la storia. Molto originale con alcune parole in dialetto siciliano. Fortemente consigliato.

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    Domir

    01/02/2021 14:53:53

    Capolavoro. Lettura meravigliosa e appassionante. Aspetto con trepidazione il sequel. Grazie Stefania Auci per questo libro indimenticabile.

  • User Icon

    Valentina

    31/01/2021 18:44:05

    Lettura piacevole e scorrevole. Mi piacciono le saghe familiari e scoprire come queste hanno contribuito alla crescita della loro città. Lo consiglio!

  • User Icon

    Isabella

    27/01/2021 15:50:38

    Stefania Auci mi ha entusiasmata. La storia è appassionante e la scrittuta è scorrevole e cristallina. I personaggi, realmente esistiti, sono stati esaltati giustamente, senza forzature e senza troppi fronzoli. Libro indimenticabile e imperdibile.

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    Sofy

    21/01/2021 07:50:54

    Mi è piaciuto molto, scritto bene, con riferimenti storici che introducono gli anni vissuti dalla famiglia Florio. Attendo il proseguo.

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    Maria

    19/01/2021 20:01:16

    Sullo sfondo del periodo storico più noioso, praticamente ambientato nell'epoca del Gattopardo, la famiglia squattrinata in cerca di fortuna sbarca in Sicilia. Ho sentito parlare molto di questo libro, sicuramente una lettura piacevole e facile. Tratta dei temi molto difficili, di uomini e donne dal carattere angusto, tipico di una mentalità contadina e retrograda. Il libro è molto lento all'inizio per rovesciarsi verso la fine e diventare incalzante quasi da divorare. Sono comunque rimasta perplessa del giudizio da dare a questo romanzo.

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    Carmela 75

    16/01/2021 16:23:27

    Decisamente sopravvalutato. Sicuramente un ottima strategia di marketing, vista l enorme successo ottenuto, ma la letteratura è un altra cosa

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    Mario

    15/01/2021 09:26:33

    Brava Stefania, un ottimo romanzo, con un tratteggio approfondito dei vari personaggi. Scrittura asciutta ma molto precisa nel delineare vicende e stati d'animo.

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    bc

    11/01/2021 19:43:20

    Sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia Italiana, dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia, si intrecciano il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro vicende private tumultuose. È la storia di Paolo e Ignazio Florio che arrivano a Palermo da Bagnara Calabra, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti, essere i più potenti, i più ricchi. E ci riescono. E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile. Palermo osserva l’espansione dei Florio con invidia e disprezzo, perché sono comunque ritenuti “facchini”, “stranieri”. «𝘚𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘣𝘳𝘶𝘤𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰, 𝘭𝘢 𝘳𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢: 𝘤𝘰𝘳𝘳𝘰𝘴𝘪𝘷𝘢, 𝘪𝘯𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘢. 𝘈 𝘗𝘢𝘭𝘦𝘳𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘣𝘢𝘴𝘵𝘢 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘴𝘱𝘢𝘤𝘤𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘭𝘢 𝘴𝘤𝘩𝘪𝘦𝘯𝘢. 𝘚𝘪 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘻𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘦, 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦, 𝘷𝘦𝘳𝘰 𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘶𝘯𝘵𝘰, 𝘤𝘰𝘮𝘣𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘦 𝘢 𝘴𝘱𝘳𝘰𝘱𝘰𝘴𝘪𝘵𝘰.» Alla base dell’ambizione dei Florio sta il desiderio di riscatto sociale e questo segna, nel bene e nel male, le loro vite. Sono individui forti, eccezionali, ma anche fragili e che hanno bisogno di donne altrettanto eccezionali accanto. «𝘚𝘦 𝘪𝘭 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 è 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘪𝘯𝘧𝘪𝘥𝘢, 𝘎𝘪𝘶𝘭𝘪𝘢 è 𝘪𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘮𝘢𝘳𝘦.» La scrittura di questo libro è magistrale. È di uno quei libri che più giri pagina e più vorresti non finirlo, la cui storia ti avvolge, i personaggi ti arrivano al cuore. È la storia della mia Terra, nei confronti della quale c’è un perenne sentimento di amore e odio.

Vedi tutte le 467 recensioni cliente

Una saga familiare, che piace al grande pubblico e anche agli addetti ai lavori. Così, di primo acchito – e, mi rendo conto, nel modo più banale – vado, spero a beneficio dei nostri sempre più numerosi lettori, a buttar giù qualche appunto su questo libro.

Uscito solo una settimana fa, I leoni di Sicilia (436 pagine, 18 euro), di Stefania Auci (nella foto di Cristina Dogliani), pubblicato dalle edizioni Nord, è stato preceduto dalla vendita dei diritti in cinque Paesi e dagli interventi più che lusinghieri di chi i libri li consulta e li legge per mestiere. C’è chi parla, addirittura, anche di una probabile trasposizione televisiva.

Tutto come da copione, perché nel bene e nel male il romanzo storico rimane pur sempre una certezza, commenterebbe qualcuno per liquidare l’argomento. Siete d’accordo? Io francamente no, perché in un Paese dove nessuno (o quasi) legge, niente può darsi per scontato e – ammesso che lo sia davvero – anche il genere più in voga può riservare ripensamenti e persino delusioni.

Sono allora più portato a ritenere che i lettori – i quali, è ovvio, riescono a vedere più in là di chi fa commenti – abbiano voluto scorgere in questo lavoro quel qualcosa in più, che cattura l’attenzione, prima, e l’interesse, dopo. Non a caso lo hanno portato senza esitazioni e in un fiat, verso quello che un colto e raffinato musicista come Lelio Luttazzi chiamava l’Olimpo della hit parade (parliamo dei primi tre posti, mica quisquilie). Ed è proprio lì che adesso si trova, ovviamente in ottima compagnia, mentre in molti si staranno interrogando – anche con benevola curiosità, si badi bene – sui motivi di tanto, repentino, successo di un’autrice praticamente sconosciuta ai più.

Una delle chiavi di lettura del consenso riservato a I leoni di Sicilia potrebbe essere data dalla evidente caparbietà – che oltre a trasparire in ogni pagina del libro viene alla fine confessata dalla diretta interessata – con la quale l’autrice ha portato a termine un doppio, parallelo, percorso di studio e scrittura. Grazie al quale, aggiungo, la Auci, trapanese di nascita e palermitana di adozione, ha messo mano agli strumenti migliori per dare voce e mantenere vivo (dunque, mai sbiadito), tutto quello che ha trovato, letto, compulsato.

Così, dopo avere messo in sicurezza la struttura complessiva del racconto, con brevi, ma quanto mai opportuni rimandi ai tanti avvenimenti che segnarono in modo indelebile quel settantennio che va dal 1799 al 1868, Auci si è affidata a una scrittura fluida e misurata (e, per dirla tutta, assai piacevole), credo nell’intento di dar modo al lettore, non solo di apprendere, ma persino di partecipare, quasi in prima persona, ai fatti raccontati in questa prima puntata della saga. La descrizione essenziale, reale, talvolta anche cruda di uomini (e donne, tutte eccezionali), dei loro caratteri e delle malcelate passioni, così come di luoghi, lavori e condizioni sociali crea, nel e grazie al racconto, quella sorta di familiarità, grazie alla quale il lettore riesce in alcuni momenti a provare, persino la sensazione di potere intervenire con un commento, una frase e persino un’imprecazione. Un lettore, partecipe, dunque, invogliato da una scrittura mai ostica, che non alza, dunque, steccati, né richiede particolari e complicate analisi.

Detto così, sembra, oltre che utile, anche tutto molto facile e persino naturale. E forse lo sarebbe stato, se non parlassimo di uno dei periodi storici più complicati di sempre; di iniziative economiche mai fatte prima e di lavorazioni a dir poco rivoluzionarie; ed ancora, di vicende familiari e personali così difficili da dipanare, perché tanti furono gli amori e altrettanti i tradimenti, i segreti e le vendette. Se, per essere brevi, non si fosse trattato dei Florio e della Sicilia, che di suo, poi, è sempre complicata assai.

Tutto materiale da far pulsare le tempie anche all’autore più esperto – stretto tra la ferrea volontà di non tradire i fatti e il desiderio, altrettanto forte, di scrivere un romanzo – ma che, per fortuna, non ha impedito a Stefania Auci di trovare con questo suo libro (il primo di una dilogia) un salvifico e, a quanto pare, ben gradito equilibrio.

Recensione di Camillo Scaduto

Una volta tanto, inizieremo dalla fine, anche perché terminare questo libro non è un doloroso addio ma un nostalgico arrivederciStefania Auci, scrittrice siciliana doc, è diventata nel 2019 “la più letta dell’estate” con il suo “I Leoni di Sicilia” e ha conquistato il mio cuore con il racconto di tre generazioni di membri della famiglia Florio. Per cui, nel finale poetico e un po’ dantesco, in cui Vincenzo Florio muore sognando che i fondatori di casa Florio, suo padre Paolo e suo zio Ignazio lo vengano a prendere a bordo di uno schifazzo, come nostrani Caronte, c’è una poesia che ci rende quasi compartecipi di questo addio. E subito vorremmo sapere cosa ne sarà di sua moglie Giulia e di suo figlio Ignazio (perché Casa Florio deve avere sempre un Vincenzo e un Ignazio) e invece la pagina seguente ci chiarisce le idee con un semplice albero genealogico che si spinge fino al 1868, anno appunto in cui muore Vincenzo Florio.

Serena Auci dipinge per noi con mano abile, facendo estremamente attenzione alla scelta delle parole, degli aggettivi che evocano i profumi e il puzzo di una città ricca ed esasperatamente complicata come Palermo, il contesto geografico ed economico sociale in cui Casa Florio nasce, cresce e si prepara a diventare quel che ancora è oggi: un simbolo di italianità nel mondo, un vanto per un’isola, la Sicilia, tanto bella quanto martoriata da abusi e soprusi che si sono perpetrati nei secoli. Ed è così che la storia della famiglia Florio, partita da Bagnara Calabra e giunta a Palermo da “straniera”, si fonde con quella della città e dei suoi personaggi (commercianti, borghesi e nobili decaduti) e dello scenario storico di questa Italia contesa tra Napoleone e i Borbone, per terminare con Garibaldi e i Savoia e quest’Italia che “s’ha da fare”.

La scrittrice è sempre attenta ad inserire un paragrafo introduttivo di ricerca storica che ci fa comprendere meglio le vicende politiche ed economiche e anche le scelte sentimentali di una famiglia che vuole farsi strada non per diventare una tra le tante famiglie ricche della Palermo bene, ma per emergere, diventando la più potente.

Conosciamo così Paolo e Ignazio Florio che, partendo da un’aromateria, inizieranno ad ampliare il commercio delle spezie, cercheranno di ottenere la fiducia dei palermitani che li temeranno per i loro soldi e il loro potere ma continueranno a considerarli sempre stranieri. Come diceva Gesualdo Bufalino ne “L’Isola Plurale” Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l’oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l’espatrio o ci lusinghi l’intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.

Diversi dall’invasore (che è più alto: il normanno non si può prenderlo a pugni, si può solo colpirlo al ventre con un trincetto…); diversi dall’amico che viene a trovarci ma parla una lingua nemica; diversi dagli altri, e diversi anche noi, l’uno dall’altro, e ciascuno da se stesso. Ogni siciliano è, di fatti, una irripetibile ambiguità psicologica e morale. Così come l’isola tutta è una mischia di lutto e di luce. Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce, e fa sembrare incredibile, inaccettabile la morte.

Non riuscirà neppure Vincenzo, figlio di Paolo, a farsi accettare dai nobili della città, nonostante abbia sacrificato tutta la sua vita alla ricerca di fama, potere e innovazione. Infatti, Vincenzo Florio fu un uomo d’affari abilissimo che portò molto lavoro agli abitanti dell’isola e molte innovazioni dalla Gran Bretagna, in piena Rivoluzione Industriale. Ed è così che la storia della dominazione inglese sull’isola e delle rotte per il commercio si mescolano con i personaggi di questa saga familiare che attraversa un periodo storico denso di avvenimenti e di contraddizioni con le sue tre generazioni. Riuscirà Ignazio, figlio di Vincenzo a riequilibrare i sacrifici del padre, del nonno e dello zio con un matrimonio di interesse con una giovane dell’aristocrazia squattrinata palermitana perché, come si ripeterà più volte all’interno dei capitoli “puoi avere i picciuli, ma è il titolo che conta veramente”.

Leggetelo se amate le saghe familiari, leggetelo se la Storia vi affascina, leggetelo se siete stati in Sicilia, se mai ci andrete, se siete figli di quest’isola tanto meravigliosa quanto complicata, se amate il marsala perché in questo romanzo troverete tutto: profumi, immagini, suoni, suggestioni di un’isola plurale.

Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubbo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava.

Vi è una Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio…

 

  • Stefania Auci Cover

    Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani. Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l'autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia. A questo primo volume segue nel 2021 L' inverno dei Leoni (Nord). Approfondisci
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