I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 12 maggio 2020
Pagine: 436 p., Brossura
  • EAN: 9788842931539

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Di ambientazione storica

Salvato in 1152 liste dei desideri

€ 17,10

€ 18,00
(-5%)

Punti Premium: 17

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA

I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

€ 18,00

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

I leoni di Sicilia. La saga dei Florio

Stefania Auci

€ 18,00

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

Altri venditori

Mostra tutti (14 offerte da 18,00 €)

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

C’è stata una famiglia che ha sfidato il mondo. Una famiglia che ha conquistato tutto. Una famiglia che è diventata leggenda. Questa è la sua storia.

«Da tempo non leggevo un romanzo così: grande storia e grande letteratura» - Nadia Terranova

«Una famiglia da leggenda... Un appassionante spaccato di storia pubblica, privata e di costume»Vanity Fair

«Avvincente e documentato, parla di coraggio e ambizione, di sentimenti e di magarìe, ed è la sorpresa di questa stagione editoriale»TTL - La Stampa

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo in tutta Europa… In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia – Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,31
di 5
Totale 401
5
242
4
86
3
42
2
16
1
15
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    MarioV

    03/08/2020 14:53:04

    Un libro che ti appassiona e ti costringe a leggerlo tutto d’un fiato. Da buon palermitano, sono cresciuto tra quelle strade citate nel libro, ritrovando l'atmosfera ed i ricordi di ragazzino. Così, è stato ancora più intricante immaginare e rivedere luoghi e situazioni di una storia che appartiene a tutti i palermitani. Consigliatissimo!

  • User Icon

    Silvia

    03/08/2020 07:43:59

    Una storia davvero avvincente. Il susseguirsi degli avvenimenti tiene incollati alle pagine, la lettura è scorrevole e con molti colpi di scena. Si viaggia attraverso 70 anni di storia senza nemmeno accorgersene e ci si affeziona alla famiglia Florio.

  • User Icon

    elide apice

    03/08/2020 07:03:38

    Lo prendi inizi a leggere, ti scontri con la lentezza delle prime pagine che poi procedono a passi svelti nella storia e nelle storie e finisci per appassionati a una famiglia, ai suoi difetti, alla sua determinazione, a una grande storia d'amore e non puoi più dimenticare Vincenzo e Giulia... Davvro consigliato!

  • User Icon

    Ida

    01/08/2020 17:46:18

    Da palermitana sono stata rapita da questo libro perché in gioventù sentivo sempre parlare dei Florio e la storia raccontata dalla Auci mi ha fornito un grande contributo per approfondirne la conoscenza. Complimenti all'autrice che ha saputo realizzare con grazia e passione un romanzo storico in cui la storia di una famiglia influenza per un secolo e mezzo quella dell'intera Sicilia in tutti i suoi aspetti, sociale, economico, umano.

  • User Icon

    Roberta

    28/07/2020 20:38:05

    Un libro che non mi incuriosiva malgrado la pubblicità me lo riproponeva occasionalmete e inaspettatamente mi è stato regalato!!!. L'ho letto in 3 giorni; praticamente divorato! È un romanzo avvincente, in un contesto storico del nostro paese e dell'Europa altrettanto appassionante. Lo consiglio!

  • User Icon

    Lorena

    22/07/2020 11:46:22

    "Quando si diventa vecchi, si vuole rallentare il tempo, ma il tempo non si ferma. E allora ti tieni strette le cose. Se loro ci sono, tu ci sei ancora. Non la vedi, non la vuoi vedere, la vita che sgocciola via... Noi li chiamiamo ricordi, ma siamo bugiardi, cose come questo scialle o il tuo anello- indica la fede di oro battuto appartenuta ad Ignazio- sono ancore per una vita che se ne va" Stefania Auci racconta la storia di una delle famiglie siciliane più importanti e influenti: la famiglia Florio partita da Bagnara Calabra per approdare in Sicilia piena di paure e speranze. Una famiglia che all'inizio cerca di lottare per sopravvivere con il loro piccolo commercio di spezie e che finisce per acquisire un potere sorprendente che li porterà ad essere una delle famiglie di commercianti più in vista della Sicilia fino a farli conoscere in tutto il mondo anche e forse soprattutto per il nettare siciliano: il marsala. Un romanzo che racconta non solo l'ascesa sociale di questa famiglia, i loro amori, i loro sentimenti a volte brucianti e nascosti ma anche la storia d'Italia dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia.

  • User Icon

    Vale1010

    22/07/2020 09:00:46

    Ho amato moltissimo questa storia, i personaggi sembrano reali, le figure e i loro sentimenti sono descritti molto bene. Da siciliana non ho potuto che amarlo!

  • User Icon

    Emilio

    20/07/2020 20:54:02

    le storie vere di personaggi o, come in questo caso, di famiglie, mi hanno sempre interessata. Anche questa saga l'ho trovata interessante per il contesto storico, bene inquadrato dall'autore attraverso una breve introduzione al capitolo. E appassionante per la vicenda. Ho scelto bene.

  • User Icon

    Sonia P.

    20/07/2020 17:00:23

    La storia della famiglia Florio sullo sfondo delle vicende della Sicilia. A chi non l'ha ancora letto, lo consiglio per il ritmo narrativo avvincente.

  • User Icon

    Federica

    15/07/2020 10:00:37

    Coinvolgente. Avvincente. Interessante storia di evoluzioni familiari, che dimostra come la vita possa offrire sempre dei lati positivi nonostante le vicissitudini controverse.

  • User Icon

    Alla scoperta dei Florio

    08/07/2020 22:09:34

    Ho letto questo libro durante la quarantena. L’ho divorato e dopo è stato difficile trovare altri libri così appassionanti. Mi è sempre piaciuta la storia, scoprire le varie vicissitudini che si sono succedute in l’Italia mi affascina. È facile appassionarsi ai personaggi, ci si immedesima nella loro sofferenza ma si gioisce nel vedere la rivalsa di una famiglia che ha subito pregiudizi fino alla fine. Lo consiglio per chi ha un interesse per la storia italiana, per i romanzi famigliari e per chi si vuole tuffare nella bellissima terra siciliana.

  • User Icon

    Valentina

    04/07/2020 14:48:27

    Finalmente ho letto anch'io I leoni di Sicilia, e che romanzo! Gli episodi chiave dell'ascesa commerciale e sociale dei Florio e della loro vita privata vengono raccontati insieme ad uno degli spaccati storici più difficili del nostro paese. Il romanzo è lungo e gli eventi sono spesso dettagliati ma non è mai noioso. Il mio personaggio preferito è senza dubbio Giulia, porto sicuro e roccia inattaccabile per Vincenzo, vero protagonista, insieme a Palermo, del romanzo. Non vedo l'ora di leggere il secondo.

  • User Icon

    Luigi

    02/07/2020 18:55:03

    È difficile sottrarsi al fascino di questo romanzo che racconta la storia della “Casa” Florio dal 1779 al 1868. Ciò che colpisce di più è il carattere così ben delineato del principale protagonista della saga, Vincenzo: un uomo ambizioso, testardo, volitivo,che antepone la ricerca dei soldi , del potere e del riconoscimento sociale a tutto, sentimenti e amore compreso. La sua scalata sociale inarrestabile si scontra con il rifiuto ostinato della nobiltà impoverita dell’epoca, così spesso sostenuta dai prestiti di Casa Florio. Ci vorranno tre generazioni perché questi parvenu siano accolti dalla classe aristocratica. Un aspetto del romanzo che non passa sotto silenzio e che riceve grande attenzione dalla sensibilità dell’autrice e’ la condizione della donna, perno non riconosciuto della famiglia, umiliata e senza voce.

  • User Icon

    LUCA RIBAUDO

    01/07/2020 14:36:10

    Per chi, come me, è nato e cresciuto a Palermo la famiglia Florio rappresenta da sempre il segno di un’aristocrazia cittadina non più esistente, ma viva e pulsante più che mai nella storia e nelle memorie di questa terra. Nessuno qua disconosce del tutto chi era e cosa ha rappresentato questa famiglia per la Sicilia e i siciliani. Dalla tonnara all’Arenella al villino dell’Olivuzza, passando per lo stabilimento a Marsala, sede di produzione del celeberrimo liquore. Tutto porta i segni di questa gloriosa “dinastia”. Si, è questa la parola più appropriata, perché i Florio sono stati per anni sovrani senza corona della Trinacria, fissando un’impronta indelebile nella società di quei tempi. Il romanzo di Stefania Auci rappresenta un piccolo capolavoro, frutto di anni di ricerca da parte della scrittrice per riportare al lettore puntuali riferimenti storici. Viene ripercorsa tutta la gloriosa ascesa di questa famiglia, che nasce modesta e che grazie all’ambizione, alla dedizione al lavoro, alla genialità del pensiero costruirà un vero e proprio impero (commerciale e non solo). Dalla piccola Bagnara, in Calabria, alla rumorosa e multiculturale Palermo. Dal traffico di spezie alla pesca e vendita di tonni, dalla produzione di liquori al mercato dello zolfo fino ad arrivare alla fondazione di una società di navigazione che, oltre al denaro, fornirà ai Florio lustro e potere. Questo libro, però, non racconta una favola dove tutto è d’oro e luccica. Gli sforzi ed i sacrifici fatti per arrivare ad un tale livello si percepiscono in ogni singola pagina del libro. Ogni componente di questa casata ha, invero, rinunciato a qualcosa. Tutti hanno pagato un prezzo molto caro per alimentare il lustro di un cognome tanto in ascesa. Amori imposti e vietati, un’accettazione sociale che tardava ad arrivare, l’aspra consapevolezza che in quell’epoca non erano “i picciuli” a farti avere i giusti riconoscimenti. <<È il sangue che fa la differenza>> la frase che il più delle volte si sen

  • User Icon

    Marianna I.

    27/06/2020 16:01:21

    Pubblicizzato un po' ovunque come miglior romanzo del 2019, ha deluso le mie, forse troppo alte, aspettative. La storia è interessante e ha molto potenziale, ma gli eventi vengono snocciolati in maniera troppo cronachistica e i passaggi significativi diventano più tappe cronologiche che incisioni nell'animo dei personaggi, tutti un po' aprioristicamente segnati. L'unico pregio è aver acceso la curiosità verso la storia dei Florio e la voglia di vedere i luoghi in cui è ambientata la storia.

  • User Icon

    Barbara Quadri

    25/06/2020 16:18:10

    La famiglia Florio composta dai due fratelli Paolo e Ignazio, Giuseppina moglie di Paolo; Vincenzo il figlio di Paolo e Vittoria la nipote sono i protagonisti di questo primo volume. Il romanzo è ambientato nel 1700 quando i Florio si trasferiscono da Bagnara Calabra a Palermo dove aprono l'aromateria un negozio di generi coloniali di alta qualità ma a prezzi accessibili. Il negozio ha successo e tutto prosegue bene finchè Paolo muore improvvisamente. A Ignazio rimane il compito di insegnare il mestiere al nipote. Al venticinquesimo compleanno di Vincenzo muore anche Ignazio. Vincenzo continua a condurre l'attività di famiglia. Intanto conosce Giulia Portalupi e se ne innamora. Sarà con lei che darà vita a una nuova generazione di Florio? Per scoprirlo non vi resta che leggere il romanzo d'esordio di Stefania Auci.

  • User Icon

    G.Fedele

    21/06/2020 14:42:47

    Romanzo che ti prende,ti cattura e ti affascina e,in quanto tale,ti costringe a leggerlo senza interruzioni e senza sosta.Ci sono tutti gli ingredienti di tante famiglie italiane che hanno fatto la storia economico-sociale-politica-culturale del nostro paese:l'emigrazione,la conseguente difficoltà di ambientamento,la lotta per sopravvivere nel nuovo ambiente cui fanno da contraltare: spirito d'iniziativa,senso imprenditoriale,ricchezza e anche una buona dose di corruzione e prepotenza. I personaggi sono ben delineati non solo fisicamente ma anche caratterialmente e psicologicamente.E sono inseriti in un contesto storico-politico ben delineato.Consigliato.

  • User Icon

    arianna

    21/06/2020 08:34:39

    Mi spiace: è un libro pensato, costruito e scritto bene ma non è il mio genere. Mi è stato regalato ed ho fatto fatica a finirlo: non amo l ambientazione storica, la storia è piena di sofferenze ( mi ricorda Verga e quelle tristi e difficili letture alla scuola media ) , E inoltre qualche parola in dialetto siciliano - palermitano va bene ma intere frasi ....mi urtano. Alla fine la storia mi ha preso ma non direi che questo è il romanzo più avvincente dell’anno.

  • User Icon

    steveever

    19/06/2020 17:26:11

    Ho amato molto questo romanzo storico, forse per la vicinanza alla terra siciliana. La scrittura potente, decisa, precisa dell'autrice mi ha portato nel mondo dei Florio, mi ha fatto vivere le passioni, tensioni di una vicenda che seppur romanzata appartiene alla nostre recente storia. Un libro che consiglio vivamente

  • User Icon

    Dani

    18/06/2020 19:41:09

    Da tempo non leggevo un libro così avvincente. Una bellissima storia familiare ed un bellissimo affresco della terra di Sicilia. Uno di quei libri che vorresti tenere sempre sul comodino.

Vedi tutte le 401 recensioni cliente

Una volta tanto, inizieremo dalla fine, anche perché terminare questo libro non è un doloroso addio ma un nostalgico arrivederciStefania Auci, scrittrice siciliana doc, è diventata nel 2019 “la più letta dell’estate” con il suo “I Leoni di Sicilia” e ha conquistato il mio cuore con il racconto di tre generazioni di membri della famiglia Florio. Per cui, nel finale poetico e un po’ dantesco, in cui Vincenzo Florio muore sognando che i fondatori di casa Florio, suo padre Paolo e suo zio Ignazio lo vengano a prendere a bordo di uno schifazzo, come nostrani Caronte, c’è una poesia che ci rende quasi compartecipi di questo addio. E subito vorremmo sapere cosa ne sarà di sua moglie Giulia e di suo figlio Ignazio (perché Casa Florio deve avere sempre un Vincenzo e un Ignazio) e invece la pagina seguente ci chiarisce le idee con un semplice albero genealogico che si spinge fino al 1868, anno appunto in cui muore Vincenzo Florio.

Serena Auci dipinge per noi con mano abile, facendo estremamente attenzione alla scelta delle parole, degli aggettivi che evocano i profumi e il puzzo di una città ricca ed esasperatamente complicata come Palermo, il contesto geografico ed economico sociale in cui Casa Florio nasce, cresce e si prepara a diventare quel che ancora è oggi: un simbolo di italianità nel mondo, un vanto per un’isola, la Sicilia, tanto bella quanto martoriata da abusi e soprusi che si sono perpetrati nei secoli. Ed è così che la storia della famiglia Florio, partita da Bagnara Calabra e giunta a Palermo da “straniera”, si fonde con quella della città e dei suoi personaggi (commercianti, borghesi e nobili decaduti) e dello scenario storico di questa Italia contesa tra Napoleone e i Borbone, per terminare con Garibaldi e i Savoia e quest’Italia che “s’ha da fare”.

La scrittrice è sempre attenta ad inserire un paragrafo introduttivo di ricerca storica che ci fa comprendere meglio le vicende politiche ed economiche e anche le scelte sentimentali di una famiglia che vuole farsi strada non per diventare una tra le tante famiglie ricche della Palermo bene, ma per emergere, diventando la più potente.

Conosciamo così Paolo e Ignazio Florio che, partendo da un’aromateria, inizieranno ad ampliare il commercio delle spezie, cercheranno di ottenere la fiducia dei palermitani che li temeranno per i loro soldi e il loro potere ma continueranno a considerarli sempre stranieri. Come diceva Gesualdo Bufalino ne “L’Isola Plurale” Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l’oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l’espatrio o ci lusinghi l’intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.

Diversi dall’invasore (che è più alto: il normanno non si può prenderlo a pugni, si può solo colpirlo al ventre con un trincetto…); diversi dall’amico che viene a trovarci ma parla una lingua nemica; diversi dagli altri, e diversi anche noi, l’uno dall’altro, e ciascuno da se stesso. Ogni siciliano è, di fatti, una irripetibile ambiguità psicologica e morale. Così come l’isola tutta è una mischia di lutto e di luce. Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce, e fa sembrare incredibile, inaccettabile la morte.

Non riuscirà neppure Vincenzo, figlio di Paolo, a farsi accettare dai nobili della città, nonostante abbia sacrificato tutta la sua vita alla ricerca di fama, potere e innovazione. Infatti, Vincenzo Florio fu un uomo d’affari abilissimo che portò molto lavoro agli abitanti dell’isola e molte innovazioni dalla Gran Bretagna, in piena Rivoluzione Industriale. Ed è così che la storia della dominazione inglese sull’isola e delle rotte per il commercio si mescolano con i personaggi di questa saga familiare che attraversa un periodo storico denso di avvenimenti e di contraddizioni con le sue tre generazioni. Riuscirà Ignazio, figlio di Vincenzo a riequilibrare i sacrifici del padre, del nonno e dello zio con un matrimonio di interesse con una giovane dell’aristocrazia squattrinata palermitana perché, come si ripeterà più volte all’interno dei capitoli “puoi avere i picciuli, ma è il titolo che conta veramente”.

Leggetelo se amate le saghe familiari, leggetelo se la Storia vi affascina, leggetelo se siete stati in Sicilia, se mai ci andrete, se siete figli di quest’isola tanto meravigliosa quanto complicata, se amate il marsala perché in questo romanzo troverete tutto: profumi, immagini, suoni, suggestioni di un’isola plurale.

Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finirò di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubbo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava.

Vi è una Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio…

 

Una saga familiare, che piace al grande pubblico e anche agli addetti ai lavori. Così, di primo acchito – e, mi rendo conto, nel modo più banale – vado, spero a beneficio dei nostri sempre più numerosi lettori, a buttar giù qualche appunto su questo libro.

Uscito solo una settimana fa, I leoni di Sicilia (436 pagine, 18 euro), di Stefania Auci (nella foto di Cristina Dogliani), pubblicato dalle edizioni Nord, è stato preceduto dalla vendita dei diritti in cinque Paesi e dagli interventi più che lusinghieri di chi i libri li consulta e li legge per mestiere. C’è chi parla, addirittura, anche di una probabile trasposizione televisiva.

Tutto come da copione, perché nel bene e nel male il romanzo storico rimane pur sempre una certezza, commenterebbe qualcuno per liquidare l’argomento. Siete d’accordo? Io francamente no, perché in un Paese dove nessuno (o quasi) legge, niente può darsi per scontato e – ammesso che lo sia davvero – anche il genere più in voga può riservare ripensamenti e persino delusioni.

Sono allora più portato a ritenere che i lettori – i quali, è ovvio, riescono a vedere più in là di chi fa commenti – abbiano voluto scorgere in questo lavoro quel qualcosa in più, che cattura l’attenzione, prima, e l’interesse, dopo. Non a caso lo hanno portato senza esitazioni e in un fiat, verso quello che un colto e raffinato musicista come Lelio Luttazzi chiamava l’Olimpo della hit parade (parliamo dei primi tre posti, mica quisquilie). Ed è proprio lì che adesso si trova, ovviamente in ottima compagnia, mentre in molti si staranno interrogando – anche con benevola curiosità, si badi bene – sui motivi di tanto, repentino, successo di un’autrice praticamente sconosciuta ai più.

Una delle chiavi di lettura del consenso riservato a I leoni di Sicilia potrebbe essere data dalla evidente caparbietà – che oltre a trasparire in ogni pagina del libro viene alla fine confessata dalla diretta interessata – con la quale l’autrice ha portato a termine un doppio, parallelo, percorso di studio e scrittura. Grazie al quale, aggiungo, la Auci, trapanese di nascita e palermitana di adozione, ha messo mano agli strumenti migliori per dare voce e mantenere vivo (dunque, mai sbiadito), tutto quello che ha trovato, letto, compulsato.

Così, dopo avere messo in sicurezza la struttura complessiva del racconto, con brevi, ma quanto mai opportuni rimandi ai tanti avvenimenti che segnarono in modo indelebile quel settantennio che va dal 1799 al 1868, Auci si è affidata a una scrittura fluida e misurata (e, per dirla tutta, assai piacevole), credo nell’intento di dar modo al lettore, non solo di apprendere, ma persino di partecipare, quasi in prima persona, ai fatti raccontati in questa prima puntata della saga. La descrizione essenziale, reale, talvolta anche cruda di uomini (e donne, tutte eccezionali), dei loro caratteri e delle malcelate passioni, così come di luoghi, lavori e condizioni sociali crea, nel e grazie al racconto, quella sorta di familiarità, grazie alla quale il lettore riesce in alcuni momenti a provare, persino la sensazione di potere intervenire con un commento, una frase e persino un’imprecazione. Un lettore, partecipe, dunque, invogliato da una scrittura mai ostica, che non alza, dunque, steccati, né richiede particolari e complicate analisi.

Detto così, sembra, oltre che utile, anche tutto molto facile e persino naturale. E forse lo sarebbe stato, se non parlassimo di uno dei periodi storici più complicati di sempre; di iniziative economiche mai fatte prima e di lavorazioni a dir poco rivoluzionarie; ed ancora, di vicende familiari e personali così difficili da dipanare, perché tanti furono gli amori e altrettanti i tradimenti, i segreti e le vendette. Se, per essere brevi, non si fosse trattato dei Florio e della Sicilia, che di suo, poi, è sempre complicata assai.

Tutto materiale da far pulsare le tempie anche all’autore più esperto – stretto tra la ferrea volontà di non tradire i fatti e il desiderio, altrettanto forte, di scrivere un romanzo – ma che, per fortuna, non ha impedito a Stefania Auci di trovare con questo suo libro (il primo di una dilogia) un salvifico e, a quanto pare, ben gradito equilibrio.

Recensione di Camillo Scaduto

  • Stefania Auci Cover

    Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani. Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l'autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia. Approfondisci
Note legali