Traduttore: D. Comerlati
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 aprile 2010
Pagine: 551 p., Brossura
  • EAN: 9788811679684
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Ylenia

    03/01/2018 11:08:26

    Libro ricco di dettagli che aiutano a delineare situazioni e personaggi. La lettura è scorrevole ed il libro è ben scritto. Ciò che mi lascia perplessa è l'assurdità di alcuni eventi, troppo irreali. Nel complesso un buon libro con un buon finale.

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    andrea

    01/09/2017 11:18:02

    Grangè: un maestro del thriller. una storia torbida e sanguinaria, cruda nei particolari più macabri e nella descrizione psicologica dei personaggi. il finale ,un po' deludente a mio avviso, non intacca quello che è il cuore di una storia appassionante e sconvolgente.

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    Luciano

    04/08/2015 11:44:14

    e' il primo libro che leggo di Grangé quindi ero forse impreparato a questo tipo di letteratura ... pur essendo coinvolgente nella narrazione, l'ho trovato morboso ed eccessivo nei dettagli( sangue, stupri, ferite, etc) .. forse a qualcuno che ama questo tipo di horror sara' piaciuto, ma sinceramente ho tratto un respiro di sollievo quando l'ho finito e quasi mi sono vergognato di farlo leggere ad altri......

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    vittorio

    02/11/2013 23:35:36

    Il primo libro che leggo di Grange, sicuramente ne leggerò altri!! Dopo un inizio molto psicologico, la storia diventa un autentico proiettile...adrenalina pura, con stati puri di terrore!! Da leggere...

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    tapparella71

    27/10/2013 12:04:10

    Il mio voto per questo libro è appena sufficiente, testo lento che non mi ha mai convinto, scontato ed abbastanza inverosimile, un finale veramente poco piacevole; mi dispiace criticare questo autore che tra l'altro è tra i miei preferiti, ma questo racconto non ha proprio nulla a che vedere con altre sue pubblicazioni, decisamente superiori.

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    Morgana

    26/08/2013 19:57:52

    Un buonissimo thriller che parte lento per poi velocizzarsi pagina dopo pagina. La scrittura di Grangé è semplice ma garantisce attimi di suspance, è un autore che non conoscevo perciò vedrò di procurarmi altri suoi romanzi. Sono rimasta pienamente soddisfatta!

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    roberto

    22/01/2013 10:58:29

    Grangè e' un maestro dell'horror pur non essendo un grande scrittore. Lo stile delle descrizioni e la qualita' dei dialoghi non sono certo gran che ma la sua abilita' nell'avvincere emotivamente il lettore con temi che toccano i suoi istinti "primordiali" (orrore, sangue, violenza, follia) e' indiscutibile. Questo e' sicuramente un talento, come quello di registi come Dario Argento.

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    Luca T

    14/02/2012 18:23:09

    Con questo libro ho terminato la lettura dell'opera omnia di Grangé. Il massimo dei voti va dunque all'intera produzione dello scrittore. Le ambientazioni "esotiche" e spesso inedite, i personaggi allucinati e allucinanti, le invenzioni e le situazioni sempre nuove ed al limite dell'umana immaginazione, il ritmo incessante degno di un treno in corsa lanciato verso un ponte pericolante. Faccio spesso fatica ad appassionarmi ad un thriller che non sia scritto da questo autore, tanto mi ha suggestionato e inebriato. Grande Grangé !!!

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    marcostraz

    18/04/2011 18:20:02

    E' il primo libro di Grangè che ho letto e probabilmente il migliore...ben scritto, una bella storia avvincente, con un autore che si vede è molto ben preparato e sa fare il suo mestiere...

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    Oblomov71

    12/01/2011 09:47:07

    Un viaggio nel delirio di una mente malata. Grangé dimostra grande talento espressivo e visionario e una notevole capacità nel dipanare plot avvincenti. Il compiacimento nel descrivere particolari truculenti tende talora a stancare, soprattutto laddove si potrebbe elegantemente vagheggiare. Peccato.

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    franca

    12/07/2010 11:43:54

    Di Grangé avevo già letto Il Giuramento e lo avevo trovato, seppure molto prolisso, abbastanza godibile. Avevo però rimarcato la volgarità e l’oscenità di certe descrizioni, che senza esagerare erano nauseanti. Un romanzo, insomma, da non leggere né prima né dopo aver mangiato: da voltastomaco! Questo è il secondo che leggo e sarà sicuramente l’ultimo. Alle solite sadiche descrizioni di cosa il killer faceva sulle sue vittime, non segue una trama credibile, ma che va al di là del possibile immaginabile, tutto alla ricerca di un qualcosa di indefinito. Insomma, è persino difficile spiegarlo. L'unica cosa che sono riuscita a capire è che l'autore ama il sangue... in modo anormale.

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    dany

    24/06/2010 12:59:07

    Di Grangé avevo letto I fiumi di porpora che mi era abbastanza piaciuto (ma, ancora di più, la trasposizione cinematografica). Qua non sono riuscita ad andare oltre pagina 100, momento in cui ho abbandonato la lettura e anche senza sensi di colpa. L'ho trovato assolutamente pretenzioso, noioso e con personaggi da operetta. Il giornalista straccione in cerca di uno scoop (e che, in un approccio epistolare quanto mai irritante, si fa passare per studentessa), il killer bello e maledetto che parla per enigmi e si sente superiore a tutta l'umana stirpe, i soliti carcerieri sadici e pure stupratori...ma dai. La vita è troppo breve per buttare il tempo in letture di questo tipo. Con Grangé ho chiuso e questo libro lo regalerò perfidamente a una persona che mi è molto antipatica. Ma magari a lui piacerà :))

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    Arkadin

    24/06/2010 11:34:50

    Magistrale viaggio insanguinato nei meandri della follia più cupa. Incredibile il colpo di scena finale!!! Prima di Miserere e di l'Istinto del sangue Grange confermava la sua straordinaria abilità nel raccontare storie di abissali inquetidine.

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    tenzing norkhay

    18/07/2007 15:09:47

    non mi è piaciuto molto. Mi sembra scritto in un modo piuttosto impersonale, e giudico strampalata un po' tutta l'architettura del romanzo, a partire dalle motivazioni addotte dall'assassino per spiegare le sue devianze: vero che non ci si deve stupire di nulla, ma a tutto c'è un limite, anche i romanzi devono rispettare un minimo di credibilità. Molto noioso nella prima, lunghissima parte, si riscatta un poco durante l'assedio finale, ma non basta. In generale non mi vanno molto i romanzi di Grangè, troppo surreali: anche altri autori a volte sfociano in situazioni o concetti piuttosto lontani da una "patologica normalità", ma in genere riescono a rimettersi in riga con buona disinvoltura, senza pesare troppo sulla pazienza dei lettori.

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    Luke77

    30/04/2007 14:08:42

    Questo autore è incredibile...Riesce sempre a tenerti sulle spine, a trascinarti di pagina in pagina negli abissi del terrore , ai limiti estremi della pazzia umana!! Un gran bel libro a cui non do il massimo per il finale, francamente troppo scontato e per l'ossesivo riproporsi di elementi già visti e rivisti nel Concilio di Pietra e nel Volo del Cicogne(la giungla, la foresta, il Sud est Asiatico, l'ossessione per il sangue e le mutilazioni). Cmq assolutamante da comprare!!!!

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    Martina

    04/10/2006 15:25:59

    ...un libro da leggere in vacanza in modo che niente e nessuno costringa a distoglierne l'attenzione...

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    Andrea Tassisto

    19/07/2006 09:34:12

    Libro strepitoso! Non sono riuscito a staccarmi dalle pagine.

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    riccardo

    13/09/2005 17:36:13

    ha lo stesso difetto de l'impero dei lupi: l'arco viene teso bene, ma al momento di scoccare la freccia con il gran finale l'autore inizia a perdere colpi. peccato.

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    maddalena

    05/08/2005 08:56:17

    Concordo perfettamente con Paolo. Non conoscevo Grangé e, all'inizio del libro, ne sono rimasta affascinata, pur avendo intuito da subito chi era l'assassino di D'Amico e di Sophie. Poi, nell'evolversi della storia, l'ho trovato sempre più "calante". La fine è addirittura patetica! Peccato!

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    paolo

    21/06/2005 12:25:15

    Questo voto è il risultato di una lenta regressione che mi ha portato a non comlpetarne la lettura.Ho trovato molto scontati certi personaggi, e ho storto un pò il naso sui principali, tutti con problemi psicologici, non che noi tutti non ne abbiamo, ma!! Tralsciando questo particolare mi sono fatto prendere dal svolgimento della storia e devo dire che meritava 5 fino a quando Marc scopre il corpo sotterrato sotto la palafitta, poi però è diventato 4, quando Marc ha deciso di tornare a casa, dando per scontata l'evasione di Reverdi. Sempre secondo la mia opinione, trovo inutili le " molte " pagine che seguono il ritorno di Marc a Parigi e le triplici resurezioni di Reverdi. Penso che allungare troppo il brodo, in certe occasioni paghi, infatti il voto è diventato 3 a pagina 536, dove ho interrotto la lettura, si poteva anche terminare a pagina 523! Concordo con chi afferma la superiorità de "I fiumi di porpora". Comunque sono dispostissimo a discutere con chiunque di questo e altri romanzi.

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