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Hermann Hesse

Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 3
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788804668060
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Recensioni dei clienti

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    Egome

    04/05/2017 12.55.30

    Premetto che sono un ammiratore di Hesse, soprattutto delle sue riflessioni (in prosa e in rima) sulla vita e sull’amore. Non condivido però gli entusiasmi di molti lettori per questo libro. Questo racconto quasi autobiografico - forse perché scritto in un momento di particolare crisi spirituale dell’autore alla soglia dei cinquant’anni (psicanalisi dilagante, filosofia nietzschiana, crisi socio-politica, ecc) - non solo non mia ha convinto , ma non mi è piaciuto. Il protagonista, Harry Haller, dopo esperienze di vita disperanti, vive una vita ‘dissociata’, e in lotta quasi perenne fra l’uomo e il lupo che dimorano nella sua natura, con il proposito di un suicidio programmato al compimento dei cinquant’anni. L’incontro con la bella Erminia potrebbe essere l’occasione di una rinascita ‘equilibrata’ della propria personalità, ma si rivela invece deleterio, ricco di false gratificazioni carnali effimere e di esperienze allucinogene dovute all’uso di sostanze; il tutto con un finale tutto sommato deludente, inconsistente e nichilistico, anche se vissuto e raccontato in termini onirici (‘magia teatrale’). Boh ! Anche Hesse, nella ‘Nota dell’autore’ delle ultime pagine sente la necessità di dare una spiegazione al suo racconto, oggetto di elogi, ma anche di critiche e fraintendimenti. Se ci ha provato anche lui …

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    KidChino

    20/11/2015 15.24.11

    Un capolavoro. Per iniziare questa recensione forse è la parola più azzeccata per descrivere il lupo della steppa. No. Non mi sento un lupo della steppa. Non mi sento Harry. È la storia di una malattia. Una malattia della mente. E questa malattia porta un uomo ad avere una scissione interna. Una scissione dell'anima. Essere uomo e bestia. E non solo. Qui abbiamo la scoperta del proprio io. Dei tanti io che ognuno ha dentro di se. La scoperta dell'amore. La scoperta della vita stessa. Il protagonista fa un cammino. Ed il suo cammino lo porta alla scoperta. Scopre nuovi mondi. Nuove emozioni e sensazioni. Di scoprire se stesso. La domanda che mi pongo alla fine di questo libro è solo una. Chi è il lupo della steppa? Ma soprattutto, è davvero esistito questo lupo della steppa o è solo nella mia testa?

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    Claudio

    18/07/2013 22.50.58

    Se apprezzi il libro perché ti senti simile al protagonista, se trovi la grandezza del libro nel sentirti anche tu un lupo della steppa, allora non sei il giusto lettore di questo romanzo, e non sei ancora arrivato al punto di comprenderlo. Quando afferrerai che non sei un lupo, che non sei simile a Harry ma molto lontano sarà tempo di rimuginare su questo romanzo.

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    Travax

    02/03/2013 17.18.46

    E' il primo che leggo di Hesse, sicuramente seguiranno altri (siddharta e narciso e boccadoro) anche se dubito che riusciranno a leggermi dentro come "il lupo della steppa". Mentre scorrevo le pagine ero letteralmente rapito, coinvolto, assoggettato al "lupo" che è dentro di me. a un certo punto mi sono chiesto se non l'avesse scritto proprio per me; sembra assurdo ma è così. non credo sia un libro per tutti. se non hai il lupo dentro, se non sei incline a rifugiarti in te stesso, se sei bravo a farti scivolare le parole addosso non credo tu sia in grado di apprezzarlo. devi saper cogliere le sfumature, i particolari. devi essere un uomo profondo e di sentimenti. devi avere una tua solida morale (particolarmente ferrea in alcuni ambiti). credo che sia il classico libro capace di "rapire" un detenuto, uno che lo sia stato in passato o comunque uno che abbia infranto la legge (che quindi sappia cos'è una stanza di isolamento, un interrogatorio, l'aula di un tribunale eccetera). se gli si vuole trovare un neo; un pò troppo prolisso alla fine quando si dilunga a parlare di Mozart e di goethe. un libro immenso come il suo autore!

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    Gabriele

    28/08/2012 14.57.42

    Senza dubbio il capolavoro dell'autore: già, perché qui Hesse si mostra a noi in tutto e per tutto, veramente, senza tralasciare né difetti, né tanto meno discussioni filosofiche di rilevanza impressionante. Ed è come se lui ci rivolgesse queste stesse discussioni per portarcele alla mente, coinvolgendoci nei suoi ragionamenti con una delicatezza di penna finissima. Un libro intellettuale, ma non pesante, perché la storia in fondo è magica, sebbene spaventi un po' in alcuni punti (si pensi ai due compagni che sparano a caso sulle auto in corsa, con l'intento di ammazzare i conducenti). In questo senso, il racconto è una assoluta anticipazione della guerra che verrà, e perciò la narrazione si tinge di tinte polemiche nonché politiche; ci sono riferimenti sottintesi parecchio forti contro i regimi totalitari, in particolare il nazismo, e continue critiche alla posizione di comodo della borghesia (che Hesse senz'altro non ama affatto). In sostanza, l'esistenza è il gioco delle pedine che teniamo nascoste in tasca, che altro non sono se non le nostre mille sfaccettature. Sta all'individuo posizionarle correttamente, perché è giusto abbandonarsi ai piaceri più elementari, senza per questo perdere la propria filosofia interiore. Dunque, principalmente, Il Lupo Della Steppa è un inno (pazzo, nel senso buono) alla vita.

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    Paolo Pizzi

    04/03/2011 15.00.45

    E' sempre difficile condensare in così poche parole quello che si pensa di un romanzo che per fama, stile, bravura dell'autore e temi trattati non si può definire in altro modo che "immortale", rubando così un termine caro all'autore stesso e a Goethe prima di lui. E' sempre difficile ...specialmente quando si consumano caratteri preziosi con inutili preamboli. Per sintetizzare Il lupo della steppa è un romanzo che si sviluppa su diversi piani narrativi nettamente delineati da altrettanti diversi stili di scrittura sempre e comunque adeguati al ritmo della narrazione. E' esclusivamente grazie al ritmo infatti che il testo non appare slegato, che il confine tra un ambiente e l'altro, che il passaggio da uno stile all'altro, non appaiono eccessivi e discordanti. Questi ambienti, queste sfere di competenza, o piani narrativi che dir si voglia, sono oggettivamente slegati e riordinati uno dentro l'altro quasi l'autore avesse voluto scrivere quattro o più libri distinti, tuttavia questo netto distacco non stona anzi a suo modo dona al testo una sorta di peculiare appeal, una sensazione di ordine, di lucidità mentale. Questi differenti piani pur slegati sono accomunati dalla volonta di Hesse di far confrontare il suo protagonista con il dualismo faustiano, di riproporre quell'eterno conflitto interiore in chiave moderna (per l'epoca) e tentare di risolverlo trovando una soluzione a suo modo deinitiva ancorchè temporanea e aperta a molteplici interpretazioni. La logica conseguenza dell'evoluzione della scissione dell'io, l'estremizzazione dei propri opposti porterà il protagonista all'autodistruzione o alla redenzione? E' in questa domanda che sta il perno della vicenda, è nell'incertezza che si esplica la genialità dell'autore. Mi rendo conto di sembrare astruso e sibillino, invito dunque chiunque fosse interessato alla mia recensione completa (vana speranza condita da borioso orgoglio) a contattarmi direttamente o a consultare il mio profilo su anobii.

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    Ivano

    28/02/2011 00.51.29

    Il contrasto tra la borghesia ipocrita e frivola, e la profondità spirituale di un intellettuale(emblematica la parte di racconto in cui Haller si ferma a fissare il vaso con l' raucaria ammirando ma non comprendendo la dedizione con cui la padrona se ne prende cura). Contrasto che però è prima di tutto riflesso del proprio contrasto interiore, contrasto tra lupo e uomo, tra odio e amore, tra rabbia e comprensione. Onirico il finale.

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    SuBurriccu

    15/12/2010 23.59.53

    Forse non esiste un altro scrittore capace come hesse di creare un personaggio in modo così uguale a te stesso. Ti ci trovi, non c'è niente da fare. E poi sono belle le atmosfere, e i personaggi secondari (l amico di demian, narciso, l amico musicista in gertude, e infine erminia). Personalmente lo adoro e doso i suoi libri per non finirli. Forse in fondo il personaggio dei libri di hesse è sempre lo stesso, che si sposta e si modella sul racconto. In fondo boccadoro non è così diverso da siddharta o da demian, solo...sono proiettati in avanti, in una scoperta della vita. Harry è anche lui, forse, lo stesso personaggio. Ma stanco. Ecco forse è un boccadoro invecchiato che non ha più molta voglia di guardare avanti. Per questo gli do 4 e non 5, perchè forse sono io ancora un po' troppo boccadoro e un po' troppo poco harry. Forse è vero quello che dice lo stesso hesse, che è un libro per chi ha 50 anni, anagraficamente o non. forse lo rileggerò tra 20 anni e gli darò 5. intanto aspetto che la mia fornitrice ufficiali di libri come si deve mi regali quello che mi sono tenuto per ultimo: il gioco delle perle di vetro. Poi avrò un quadro definitivo dello scrittore. Solo una sensazione per chi l avesse letto: non vi ha ricordato un po', nelle atmosfere, il maestro e margherita di bulgakov? Cia'

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    Renzo Montagnoli

    27/02/2008 12.42.09

    Romanzo di grande valore, di notevole analisi psicologica, anche se non di facile lettura. Tuttavia, per quanto espone, più che per come lo espone, è consigliabilissimo, per trarne una grande lezione sul senso da dare alla vita.

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    angela66

    21/03/2007 13.23.38

    finito il libro mi sono posta tante domande...è un libro che fa molto riflettere sulla nostra esistenza e sul vuoto di valori della vita odierna;di una attualità sconolgente tutti ci possiamo riconoscere nel protagonista.è un libro di magica scrittura,di travolgenti fantastiche metafore e di libertà interpretativa.consiglio la lettura a tutti...:c'è "un lupo della steppa " in ognuno di noi....!

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    enrico

    20/11/2006 15.20.31

    Libro illuminante, che lascia un solo rammarico: di essere finito. Avrei insomma voluto che non finisse mai.

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    AntonioZ.

    02/09/2006 14.34.49

    Un'opera preziosa, commovente e infinita. Un primo, importantissimo passo verso la consapevolezza e la conoscenza del proprio Io.

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    oscar

    04/06/2006 13.11.30

    harry era(è)instabile pensandoci è naturale essere instabli ma non forzatamente...........in modo naturale

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    Livio

    21/11/2005 23.56.20

    Mi è parso un libro sulla solitudine di un uomo che rifiuta tutto ciò che lo circonda perche non gli piace e non lo comprende, antimoderno e chiuso nel suo mondo il protagonista del manoscritto può però trovare speranza di felicità in qualcuno diverso ma allo stesso tempo simile a lui. Bello e confusionario, dove finisce la realtà e comincia il sogno?

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    lorenzon

    18/09/2005 22.33.23

    è il libro che mi ha fatto avvicinare all'autore;un capolavoro e non voglio dire altro anzi,no lo dico mi sono riconosciuto nel protagonista........almeno in alcuni tratti,ma credo che molti si possano riconoscere in lui.Leggetelo e mi darete ragione

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    Salvatore Servodio

    07/03/2005 22.38.20

    Se ci fosse un uome capace di poter interpretare in maniera chiara e coerente il coas che si trova quando il cuore e la mente si scontrano con le loro idee e i loro desideri, generando un uomo perplesso nei confroniti della vita e i suoi simili, allora quest'uomo sarebbe sicuramente Herman Hesse. Per sostenere la mia tesi, invito a tutti quello che non hanno mai letto questo romanzo di dedicare una settimana per intraprendere un incredibile viaggio nella mente di un tizio di nome Harry Holler e vivere tramite i suoi occhi la pazzia e l'ignoranza del mondo occidentale dell'inizio 900. Scoprirete infine che queste "qualita'" si possono ancora notare nella nostra societa' idierna, generatrice di ipocresie e menzogne.

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    PAOLO

    21/09/2004 17.10.54

    ESPRESSIONE PURA DEL MALE DI VIVERE. ACCETTARE E RIFIUTARE LA QUOTIDIANITA' RIFUGIANDOSI NELLA MAGIA DEL SUBCONSCIO. BATTAGLIA INFINITA CONTRO SE STESSI, CON L'INEVITABILE SCONFITTA DELLA RAGIONE

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    Fabrizio Osti

    03/11/2003 15.03.15

    Si tratta di un vero capolavoro. Si può leggere da diversi punti di vista, ma in tutti i casi nn delude mai il lettore. Credo non si possa paragonare Harry Haller (il lupo della steppa) ad un moderno intellettuale, magari di sinistra. Il personaggio è troppo complesso per rinchiuderlo nella banalità di una categoria chiusa ed autoreferenziale come questa! Lo stesso autore nell'introduzione, parte integrante del romanzo, sostiene la sostanziale appartenenza del protagonista al mondo borghese; in alcune parti sembra proprio che il solitario lupo della steppa provi un forte e struggente "Sehnsucht" per le regole borghesi, fino a vivere una storia molto poco intellettuale con una ragazza fantastica!

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    Ale

    09/02/2003 02.09.32

    Questo è l'autentico capolavoro di Herman Hesse. non paragonabile neppure al già ottimo "Siddharta"!Questo libro è l'amico saggio che vorresti ti parlasse e ti raccontasse la vita! Assolutamente geniale. Sublime.

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    vittorio baccelli

    27/03/2001 09.25.47

    Al pari di Siddharta questo libro è stato dai giovani assurto ad opera cult. &#8220;Il lupo della steppa&#8221;: con questo appellativo l&#8217;autore chiama se stesso, cioè l&#8217;artista asfissiato dal clima borghese. Eppure ne è avvinto per legame ereditario, l&#8217;uomo &#8220;umano&#8221;, nemico della guerra e della macchina, avido più che di gioia di sofferenza, fino al suicidio e che pure non sa né ribellarsi, né uccidersi, e nemmeno soffrire fino in fondo. Il protagonista, attraverso avventure fantastiche riconosce in se un&#8217;anima tutta spirito in lotta contro un antico e selvaggio lupo della steppa: è il tipico esempio del moderno intellettuale, delle sue contraddizioni, della nevrosi di tutta la sua (la nostra) generazione d&#8217;intellettuali ricolmi di contraddizioni e d&#8217;incongruenze. Questo libro porta il lettore attraverso esperienze di vita, artistiche, sensuali, oniriche, rivoluzionarie, borghesi, attive, ma impotenti. -<META>vittorio baccelli<META>-

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