Il maestro di Vigevano

Lucio Mastronardi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 28/06/2005
Pagine: 545 p.
  • EAN: 9788806174217
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  • User Icon

    by Ax

    10/10/2012 14:12:15

    IL MAESTRO DI VIGEVANO: Leggi, e non succede nulla. Prosegui, e niente ancora. Vabbè. Continui, in attesa di qualcosa di ritmato, una scossa, un colpo di coda, e ad un certo, mentre pensi che forse hai sbagliato libro, ti ritrovi addosso tutta l'indolenza di una vita passata in provincia, delle sue cicliche occasioni mancate, delle stesse facce in piazza giorno dopo giorno, ognuna coi suoi tic, le sue abitudini, del grottesco ambiente in cui, in fondo, sei passato anche tu, e allora il romanzo si mostra nella sua vera forma, allunga le gambe e riprende la corsa. Il fatto è che ti senti battuto, e anche un po' stupido, perché capisci che eri tu ad essere lento. Lui - il romanzo - correva già da un pezzo e gridava amarezza da ogni singola ombra delle sue parole, scegliendo di farlo col silenzio lacerante di un maestro che vive tra le pieghe di una vita spesa male, che per giunta non cambierà mai. Chissà perché non l'avevi capito prima, ti chiedi. Forse è un sistema di autodifesa per non guardarti con gli stessi occhi con cui si guarda il maestro Mombelli, ti rispondi. E la vita continua. I film di Elio Petri vanno visti a prescindere, come quelli di Sordi: nel "Maestro" ci sono entrambi, per cui...

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    philo

    03/09/2012 17:02:37

    Triste e sconsolato, però in tutto ciò che è scritto in questo libro vi è del vero ed il libro è molto attuale nonostante sia stato scritto nel periodo del cosi detto boom economico.

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    Vanina V.

    16/10/2008 20:49:12

    Grandioso. Forse chi conosce davvero i luoghi può 'davvero sentire' quel mondo. E quell'aria. Fondamentale per la storia del costume italiana.

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    Roberto Andreoli

    13/02/2006 18:31:00

    Straordinariamente grottesco il mondo della Vigevano di Mastronardi. Esattamente a metà fra il comico e il tragico si consuma la vicenda del maestro Mombelli, il quale dovendosi necessariamente piegare ai capricci della moglie e dei tempi malati in cui vive (in cui viviamo), arriva a perdere l'intera famiglia e la propria dignità. Chi vuole conoscere una delle ragioni della disgregazione familiare, così caratteristica della nostra civiltà, legga questo romanzo.

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    ant

    18/09/2005 11:27:23

    Mastronardi evidenzia in modo chiaro e netto quelli che erano(e che in gran parte sono)i valori della provincia italiana(in questo caso la Lomellina)e cioè:1) L'ostentazione della ricchezza attraverso macchine, gioielli, pellicce 2)Il voler a tutti i costi eguagliare il tenore di vita di chi "sembra" più agiato. In ultima analisi ancor'oggi chi si aggira lungo le sponde del Ticino(a Vigevano), può imbattersi nelle situazioni scabrose descritte da Mastronardi(i borghesi tutti d'un pezzo a cui basta un canneto per mollare tutti i freni inibitori!)

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    giandemo

    13/07/2005 08:42:51

    Quel poco che sapevo di Mastronardi risaliva agli articoli apparsi in occasione della sua morte. Gia' allora se ne parlava come di un caso letterario scolorito col tempo, scrittore incapace di uscire dal clichè del suo romanzo più popolare. Quest'ultima osservazione è probabilmente vera, ma 'Il Maestro di Vigevano' è un libro importante e secondo me capace di superare la contigenza del suo tempo. Ha ancora cose da dirci,credo. Intanto è una storia durissima, senza nessun appiglio consolatorio. Il maestro Mombelli deve scegliere fra il vuoto di contenuti dell'ambiente scolastico ed il mondo cannibale dei nuovi ricchi (e, per inciso, questi artigiani-padroncini sfiancati dal lavoro quanto sono simili ai cinesi che si radicano ovunque nel mondo in questi anni !). Non ha più alternative, non si può più nascondere. Ne resterà annientato. E il problema ultimo è proprio questo: avvalorare sè stessi solo attraverso la considerazione sociale di cui si gode, quindi non essere nessuno se non attraverso ciò che si crede gli altri valutino noi. Questo è un problema dei nuovi tempi, attuale come non mai. Penso a Mombelli , nel momento di annientamento più totale, che immagina se stesso battere Coppi e Bartali come ad una delle cose più tristemente nota di questa avventura. Questa storia si colloca all'accadere del primo boom economico in Italia e quindi coglie quel momento di trasformazione radicale e definitiva i cui effetti ultimi ancora non sappiamo. Questo fatto, unito al risentimento che anima tutto il racconto ed al linguaggio molto funzionale creato da Mastronardi, rende questo romanzo cruciale nella nostra storia di italiani.

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