Traduttore: P. Parnisari
Editore: Feltrinelli
Edizione: 4
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 05/06/2013
Pagine: XXXI-72 p., Brossura
  • EAN: 9788807900198

50° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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    Filippo Giordano

    03/07/2018 23:17:57

    Lungo monologo di un marito scioccato dal suicidio della moglie per troppo tempo dallo stesso esiliata in casa a causa di un precedente tentativo di evasione di quest’ultima da una condizione di sudditanza economica e assenza di affetto. Una riflessione allucinata che vorrebbe essere un tentativo di discolpa ma che pian piano serve a far prendere coscienza al marito della propria meschinità. Una colpa che troppo tardi gli fa rendere conto che in futuro egli pagherà con la stessa moneta inflitta in passato alla moglie : un destino di inconsolata solitudine.

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    Elisabetta

    22/09/2016 17:25:52

    Un uomo ferito, umiliato e profondamente fragile, che farà del proprio ottuso orgoglio l'arma di un improbabile riscatto per un passato doloroso che continua a tormentarlo. La negazione del proprio sentire più autentico (seppur assai controverso) come baluardo verso il prossimo e in modo particolare verso se stesso e la donna che, dopo accurato e inquietante calcolo, sceglierà in moglie. Una ragazza 'mite' e altrettanto fragile, perfetto strumento di questa assurda e malata convinzione di poter ottenere amore dall'altro senza dare niente in cambio oltre al quotidiano distacco e alla continua indifferenza. Pur nell'atto estremo della moglie fanciulla, chi dei due personaggi principali sia poi ad aver maggiormente fallito è difficile a dirsi. La mite, con la sua rinuncia alla vita ma pur sempre con il suo definitivo e inequivocabile rifiuto a far rivivere un amore ormai impossibile? Oppure l'uomo, pur sempre vivo ma irrimediabilmente sconfitto per la propria incapacità di dare e quindi meritare il bene dell'altro? Ancora una volta un meraviglioso racconto dai temi quanto mai delicati e scioccanti. Un monologo interiore degno del miglior Dostoevskij che, con la consueta irruenza e passionalità, ci fa vivere il delirio di questo essere sconfitto e disperato. Un uomo sopraffatto dalle proprie incertezze, incapace di vivere il presente se non lasciandosi soffocare da un passato che non lascerà alcuno spazio per un futuro. Se, come me, pensate che, di fronte a Dostoevskij e Tolstoj, tutto impallidisca, allora leggete 'La Mite', perché non mancherà di commuovervi.

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