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La morte della Pizia

Friedrich Dürrenmatt

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Traduttore: Renata Colorni
Editore: Adelphi
Edizione: 19
Anno edizione: 1988
In commercio dal: 20 giugno 1988
Pagine: 68 p., Brossura
  • EAN: 9788845902963
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La morte della Pizia

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    Carla

    01/03/2021 07:50:47

    Il grande Durrenmatt non si smentisce mai. Anche questo un capolavoro!

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    Andrea Muratore

    30/10/2020 23:17:51

    Superbo, superbo Friedrich, per me lo scrittore civico del Novecento per eccellenza, e quello che con più maestria ha saputo affiancare impeto creativo a ammaestramento morale. Qui il mito di Edipo viene sottoposto a una requisitoria mortale, mortale per la nostra civiltà, per il mito della psicoanalisi, per la leggenda della grecità e altre corbellerie confezionate e artatamente esposte dalla nostra cultura, che regolarmente si crea i propri idoli, poi li distrugge e, non paga del laborioso mortorio cui sono stati sottoposti, ne rifiuta altri, ma solo per ripristinare i primi, i quali, rinvigoriti dalla lunga assenza e galvanizzati dal ruolo di rilievo che gli è stato assegnato, decidono di dare un'estrema prova di forza facendo tabula rasa di tutto.

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    zanf89

    16/05/2020 16:02:55

    La Pizia, la sacerdotessa di Apollo, ricostruisce tutta la storia tebana di Edipo: dove c'era grandezza, ora c'è solo inganno, insensatezza e mortale stanchezza. "Dove voi vedete cose ideali, io vedo cose umane, ah! troppo umane" (Nietzsche). Uno splendido monologo asciutto e spietato

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    Bench

    14/05/2020 12:34:24

    Con dissacrante genialità Dürrenmatt rielabora il celebre mito sofocleo di Edipo e lo smitizza attraverso una labirintica trama che - sparigliando eventi, ruoli e convinzioni - dimostra quanto sia facile inciampare nella tortuosa e illusoria ricerca della verità, autentico territorio “fuorilegge” aperto ad ogni caleidoscopica, inesauribile interpretazione.

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    Simona

    13/05/2020 16:06:06

    Nell'antica Grecia, uno spaventato Edipo e una Pizia stanca della falsità che la circonda si incontrano. Breve, ma intenso.

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    Mattia

    11/05/2020 18:46:25

    Un libricino splendido, come tanti altri racconti brevi e opere teatrali di Durrenmatt. Riassumerlo è pressoché impossibile in virtù dell'intreccio complesso, ma chiunque abbia un minimo interesse o conoscenza delle vicende delle tragedie greche o del mondo greco in generale non potrà rimanere deluso dalla lettura.

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    Cristina

    11/05/2020 13:16:31

    Breve, incisivo e profondo. Questo racconto di appena 68 pagine riesce ad analizzare e a ribaltare una delle vicende più conosciute e studiate della mitologia greca, dopotutto "la verità esiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta". Sono poche le rivisitazioni moderne che riescono a non impoverire l’opera originale, ma Durrenmatt con “La morte della pizia” succede nell’esaltare lo scritto di Sofocle. Lettura consigliata a chiunque abbia amato e ami il mito di Edipo.

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    Claudio

    24/02/2020 19:58:16

    Il libro che mi ha fatto scoprire Dürrenmatt. Un piccolo gioiello pieno di riferimenti letterari e mitologici, da leggere e rileggere.

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    Domenico

    24/01/2020 15:48:37

    Con tono ironico e dissacrante Durrenmatt descrive della credulità degli uomini al tempo della Pizia Pannychis attraverso la sua voce, mentre seduta sul suo tripode ha profetizzato il volere degli dei, rivelandoci i suoi imbrogli improvvisati, secondo il suo umore. E’ una parodia affascinante, che attraverso la vecchia vestale, questo piccolo racconto ci mostra insieme al talento narrativo del suo scrittore.

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    Quieto Larvato

    03/01/2020 11:49:36

    La morte della Pizia è stata la mia porta d'ingresso all'opera di Dürrenmatt. Si tratta in effetti di un meccanismo letterariamente eccellente che riesce a coniugare in una veste solo apparentemente epica necessità tragica e casualità beffarda, demistificando la prima con l'abuso della seconda. Il bilancio comico finale è ampiamente compensato dal pessimismo radicale che deborda da ogni pagina.

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    Davide V.

    01/10/2019 16:05:03

    Un libro che mi ha stupito tantissimo, penso che sia qualcosa di incredibile. Usando un linguaggio formale e solenne nei dialoghi, ma informale nelle descrizioni l’autore riesce a creare un portale tra il momento in cui si legge e il momento in cui è ambientata la trama, il lettore è dentro le discussioni dei personaggi in maniera fluida e coesa. Trama avvincente e ricca di colpi di scena, con un occhio alla mitologia e l’altro alla commedia. Lo consiglio a tutti.

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    Anna

    21/09/2019 09:58:42

    Quando si tratta di libri come questo, non sono molto brava a cogliere la comicità, mi concentro di più sugli aspetti tragici. Ho letto con molta attenzione i riferimenti ai regimi totalitari, paragonati a quello di Creonte e mi hanno colpito ancora di più le riflessioni sui tiranni e sulla natura della vita (se sia spinta dal caos oppure se abbia una sua logica e un suo ordine). Una volta che si arriva alla fine de "La morte della Pizia", non si può fare a meno di leggere anche la corruzione del santuario nell'ottica di un sistema che spinge al caos o a un sistema razionale, pur sempre fautore di distruzione. Le ultime pagine di questo libro mi hanno lasciata spiazzata, e sicuramente mi inviteranno a leggere qualche altro scritto di Durrenmatt.

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    Marina Caracciolo

    02/06/2019 06:52:51

    Nel tempio di Delfi, l'ormai decrepita Pannychis IV, sacerdotessa di Apollo, si è sempre fatta beffe dei ricchi creduloni venuti a consultarla, propinando loro profezie inventate a casaccio. Ma un giorno si presenta al suo cospetto il vecchio Edipo, ormai un povero cieco in esilio, accompagnato dalla figlia Antigone: egli ha davvero ucciso suo padre e sposato sua madre; l'oracolo del dio che la veggente gli aveva a suo tempo rivelato si è alfine compiuto. Ma successivamente davanti agli occhi della Pizia compaiono, una dopo l'altra, le ombre di tutti i personaggi della tragica vicenda: Meneceo, Creonte, Laio, Giocasta, Tiresia e infine la Sfinge: ognuno racconta la sua versione dei fatti, che in ogni caso non sono andati, almeno a detta di loro, come si è potuto credere. In un complesso gioco di specchi, e con la sarcastica irrisione che lo contraddistingue, l'Autore riscrive il mito ponendo i suoi personaggi su una scacchiera e rifacendo diversamente il gioco. L'amara conclusione è che gli eventi sono soltanto il frutto del calcolo interessato dei potenti e soprattutto delle loro malvagie azioni, che essi, per viltà, attribuiscono poi al volere degli dèi e del Fato. Un gioiello costruito su un disegno perfetto e con una fantasia impagabile, una riflessione profonda e pessimistica sull'Uomo e sulla Storia. Sarebbe interessante vedere questo racconto trasposto in una forma teatrale, a cui la drammaticità di fondo rimanda senza dubbio. Eccellente anche la traduzione di Renata Colorni.

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    kairos95

    10/03/2019 09:18:32

    Libriccino brevissimo ma ricco, ricchissimo, denso di interrogativi, riflessioni, filosofia. In poche pagine ci si confronta con il mito di Edipo, che, come l'autore fa dire in chiusura a Tiresia, “continuerà a vivere, resterà un tema che pone a noi enigmatici quesiti”. Il racconto, dal tono a volte rassegnato, spesso irriverente e ironico, si apre con una profezia data dalla Pizia con scherno. Da qui eventi e moventi si intrecciano e accavallano spietati, conducendo infine ad un esito scellerato. Un esito, ma non una verità qualunque. Molteplici verità, che si intrecciano e accavallano anch'esse, perdendo infine importanza di fronte alla meditazione su quale sia il significato più profondo dell'essere umano, della fede, del mondo stesso. Credo davvero che leggerò qualcos’altro di questo autore. Ve ne consiglio la lettura, partite da questo!

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    chiara

    10/03/2019 01:18:41

    Molto carine e divertenti le prime pagine in cui ci viene presentata questa Pizia “alternativa” (o, potrei anche dire, umana); originale la rivisitazione del mito di Edipo; interessanti le riflessioni delle ultime pagine. In sintesi una lettura diversa dal solito e piacevole.

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    Laura

    04/02/2019 09:33:24

    Nel santuario di Delfi, la Pizia, anziana, svogliata e assolutamente certa che gli dei non esistano, vaticina con fantasia, capriccio ed arroganza. Vicina alla morte, davanti a Lei si alzano le ombre di Meneceo, di Laio, di Edipo, di Giocasta, dell’indovino Tiresia - cieco per finta, che ha sempre commissionato gli oracoli con fredda premeditazione e razionalità – e della Sfinge, bellissima ragazza accompagnata da leonesse ed ognuno racconta la propria verità. Verità che “resiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta”. In un libricino di meno di settanta pagine, Durrenmatt rielabora la tragedia di Sofocle, facendo emergere le passioni che muovono l’animo umano: amore, vendetta, potere e constatando l’attitudine dell’uomo all’infelicità, nonché la casualità che determina l’agire umano. Mirabile

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    simona

    19/12/2018 11:31:02

    bellissimo. un piccolo gioiello.

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    Giada

    06/12/2018 19:35:01

    Splendida rilettura parodica di un mito greco sui concetti di verità e rivelazione.

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    angelo

    22/03/2018 14:36:17

    Ingredienti: una sacerdotessa vecchia e svampita che sforna a Delfi oracoli a casaccio, la visita di un Edipo smarrito in cerca di conferme, una profezia assurda ma destinata ad avverarsi, uno scherzo del destino che scombussola ogni pronostico. Consigliato: a chi vuol rileggere sotto una luce ironica e relativistica miti immortali della Grecia antica (Edipo, Giocasta e la Sfinge), a chi ama romanzi brevi e leggeri ma densi di metafore e significati.

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    Pabla

    08/06/2017 14:49:55

    Bello, bellissimo!! Da leggere tutto d'un fiato, senza dubbio.

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    Pelly

    12/03/2017 12:28:43

    La rivisitazione del mito di Edipo è solo un pretesto per toccare i temi cari all'esistenzialismo: vita, morte, destino, ineluttabilità del fato. Un breve racconto che andrebbe riletto più volte per coglierne appieno le sfumature e che testimonia il genio di Durrenmatt.

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    Andrea Vannini

    08/03/2017 15:56:31

    Un racconto breve che incanta. Le poche pagine pare facciano fatica a contenere uno spessore elevato a potenza, un'analisi di intelligenza smisurata , un acume davvero chirurgico. Leggere un testo come questo dà un piacere insolito, e più ancora dopo, quando il pensiero, quasi stregato, inevitabilmente ci torna. Sogno il piacere che potrebbe dare riuscire a scrivere così.... Mi sveglio e resta ammirazione (tanta) e, sorridendo,...invidia (altrettanta) !!!

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    luca bidoli

    18/01/2017 18:27:13

    Sarò, volutamente, breve: un racconto semplicemente perfetto, geniale. Un testo breve, che l'Adelphi ha fatto bene a pubblicare in volume unico, per sottolinerne,credo e auspico la sua grandezza. Duerrenmatt, qui come in altri lavori, rivela la sua forte e potente visione del mondo, allusiva, enigmatica, sarcastica, con una raffinatezza che pochi altri autori possiedono. Non si scandaglia l'abisso, ma la superficie terribile del fato, l'ironia del destino, la triste condizione del divino, l'assurdità fattasi profezia e l'ambiguità di ogni realtà.

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    And the Oscar goes to ....

    04/05/2016 12:19:37

    Letto troppo velocemente e distrattamente per gustarlo come avrei potuto. Colpa mia.

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    alida airaghi

    17/03/2014 18:04:52

    La Pizia raccontata da Duerrenmatt in questo breve romanzo del 1985 non ha nulla di ieratico, solenne, sacrale. E' invece piuttosto isterica, sardonica, irreligiosa: "vecchia e svampita...lunga e secca...assisa sul tripode e avvolta da una nuvola di vapori", recita i suoi oracoli con impazienza e superficialità, prendendosi gioco di quei creduloni che la interrogano con ansia e timore. "Non che lei credesse alle cose che diceva, anzi vaticinava in quel modo proprio per farsi beffe di coloro che credevano in lei, col risultato però di destare nei suoi devoti una fede assolutamente incondizionata". Un po' come succede oggi agli astrologi mediatici, quando propinano agli ingenui spettatori i loro oroscopi improvvisati. Ma non è solo la Pizia ad assumere in queste pagine sembianze tanto irrispettose del mito e della tradizione: lo stesso santuario di Delfi si trova in condizioni deplorevoli, immerso nella sporcizia e nel degrado, "umido e pieno di correnti d'aria". E persino il più famoso dei veggenti dell'antichità, Tiresia, viene sarcasticamente descritto da Duerrenmatt come "un tipo quanto mai sgradevole, di sicuro il più grande maneggione e politicante di tutta la Grecia, e, per Apollo, marcio e corrotto fino alle midolla". L'ironia feroce dell'autore svizzero si fa gioco di dei ed eroi, di Edipo e Giocasta, svelando intrighi, incesti, brame di potere e denaro, superstizioni ed efferate violenze, omicidi e suicidi: una sorta di tragica farsa che accomuna vittime e carnefici sul palcoscenico del mondo, burattini che si agitano sotto "il cielo di piombo, la superficie di quel nulla assoluto in cui gli uomini, per poter tirare avanti, proiettano ogni sorta di cose, divinità e destini di ogni genere...". Il ghigno amaro con cui l'autore commenta le intricate vicende dei suoi personaggi ha la sua giustificazione nella certezza che non esistano risposte o possibilità di fuga dalla crudeltà del destino cieco e casuale che domina la vita degli esseri umani.

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    Clara

    21/03/2012 21:15:18

    Libro entusiasmante da leggere nel giro di mezz'ora tutto d'un fiato. Una rivisitazione di Edipo e un'analisi politica efficace che lasciano a bocca aperta il lettore!

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    giuseppe

    18/12/2011 18:36:25

    non consideratelo un piccolo libro , è un monumento alla commedia umana e alla sua presunzione di dare , epoche facendo , delle assurde quanto opportune interpretazioni delle vicende umane , è un grande libro di cui mi permetto dare un solo consiglio : leggeto e rileggetelo con calma , ridete fra voi e con gli altri e sorridete , e poi proseguite , vi spetta romolo il grande

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    beatrice

    30/08/2009 21:27:43

    oltre a confermare la genialità e l'ironia e gli spunti di durrenmatt, tengo a sottolineare la bellezza di questa traduzione, ho letto lo stesso racconto in una raccolta e suonava molto più lento, più serio. Direi quasi brutto!

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    Figgiou Cau Verstand Verruckt

    04/11/2006 14:51:25

    Libro che si legge in poco tempo e volentieri che però presuppone conoscenze classiche di base. Viene proposta una chiave di lettura moderna al celebre mito sofocleo di Edipo:il noto oracolo di Delfi assume le forme di un ufficio dove gli affari sono gestiti dalla sacerdotessa Pannichis e da Merops tutto nell'etica del business.Tema centrale dell'opera è Edipo.Chi è il vero Edipo?Nessuno può dirlo con certezza alla fine,ognuno espone le proprie verità e le proprie maschere rifugiandosi in una seria contorta di incesti e di colpi di scena a sfondo giallistico. Consigliato vivamente

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    Gaetano

    28/09/2006 14:22:15

    non si può avere in testa il quadro di tutto l'insieme, ognuno ne conosce un piccolo pezzo...e durrenmatt mette in evidenza il relativismo di questo puzzle...e kissà se all'ultima pagina il quadro sia davvero completo! bella storia, ben scritta e articolata! impressionante la fantasia di durrenmatt...ha rielaborato i miti per smitizzarli...ma in compenso ha creato un nuovo mito! il suo libro! ne consiglio la lettura( sono a quota 16 per quanto mi riguarda e non sarà l'ultima, è piccolo ma ricco di contenuti)ma ki non ha fatto studi classici potrebbe non capire appieno l'ironia e la genialità di questo piccolo ma immenso libro

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  • Friedrich Dürrenmatt Cover

    Scrittore svizzero tedesco. Dopo un'infanzia travagliata durante la quale ebbe già problemi di alcol, si diplomò e studiò filosofia e lingue germaniche a Zurigo e a Berna. Iniziò a scrivere dopo la Seconda guerra mondiale, ispirato dalla lettura di Lessing, Kafka e Brecht, cimentandosi nella scrittura di racconti brevi e pezzi teatrali. Le sue prime opere abbondano di elementi macabri; e spesso trattano di omicidi, torture e morte.Si affermò nell'ambito teatrale, facendosi una fama di autore polemico, paradossale e iconoclasta. La sua cifra stilistica si attestò in seguito sul registro di un anticonformismo sarcastico, capace di avvalersi anche degli strumenti del grottesco. Col connazionale Max Frisch, Dürrenmatt è stato protagonista del... Approfondisci
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