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Nel paese delle ultime cose - Paul Auster - copertina

Nel paese delle ultime cose

Paul Auster

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Traduttore: Monica Sperandini
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11 maggio 2018
Pagine: 170 p.
  • EAN: 9788806239176
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Nel paese delle ultime cose

Paul Auster

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Gaia la libraia

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Immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. Una mattina ti alzi e non c'è più il postino o lo schiaccianoci. E non solo il tuo, ma quello di tutti. Qualsiasi rimasuglio diventa allora l'oggetto più prezioso del mondo, soprattutto per i "cacciatori di oggetti", persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. La prima edizione italiana di questo romanzo è stata pubblicata nel 1996 da Guanda.
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    Rossa

    24/09/2019 12:55:13

    Il mio primo approccio a Paul Auster fu qualche mese fa con l'impresa (mai portata a termine, neanche lontanamente) a  "4,3,2,1". L'avevo comprato spinta dall'euforia del Bonus Cultura e dal fatto che ne sentivo parlare ovunque, ma purtroppo, data la mole, è finito a fare da "reggi-libri" nella mia libreria. Ora ho voluto ritentare con un romanzo sicuramente più breve e altrettanto famoso. La scrittura di Paul Auster è certamente interessante e piacevole ed è stata forse una delle poche cose che mi ha spinto ad arrivare alla fine del libro. Ho trovato, infatti, la storia troppo lugubre e angosciante, sia nell'ambientazione, che nelle vicende in sè che coinvolgono la protagonista. La ricerca del fratello perduto e una piccola speranza di ritrovarlo in mezzo alla desolazione, mi ha spinta altrettanto verso la fine. Credo di aver compreso il messaggio finale del romanzo e cioè il valore immenso della speranza, che fortifica, che permette di andare avanti, anche quando davanti a te ti si prospetta un profondo baratro. Altre doti dei personaggi sono la resilienza e soprattutto l'umanità, il voler donare amore anche senza riceverlo.

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    AntonioF

    20/07/2019 20:07:47

    Vuoto,quello che crea questa lettura. Un vuoto che prende piede dalla prefasi per poi innalzarsi con il seguitare della narrazione. Si sente a pelle,ti tocca,la sensazione che in questa "città", tutto è esente di valore. I legami interpersonali tra familiari e non,sono privi di qualsiasi significato.

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    JUNIO

    11/03/2019 14:20:55

    Cosa accadrebbe se piano piano tutte le nostre certezze si sgretolassero, se tutto ciò che nella vita quotidiano ci sembra scontata andasse scomparendo, dissolvendosi, se le perdessimo giorno dopo giorno senza poterle più riavere. La solitudine dell anima ma anche quella degli oggetti, la lotta per ricordare e per non dimenticare e soprattutto non dimenticarsi.JUNIO

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    Rosss

    10/03/2019 19:16:27

    La scrittura di Paul Auster è certamente interessante e piacevole ed è stata forse una delle poche cose che mi ha spinto ad arrivare alla fine del libro. Ho trovato, infatti, la storia troppo lugubre e angosciante, sia nell'ambientazione, che nelle vicende in sè che coinvolgono la protagonista. Credo di aver compreso il messaggio finale del romanzo e cioè il valore immenso della speranza, che fortifica, che permette di andare avanti, anche quando davanti a te ti si prospetta un profondo baratro. Altre doti dei personaggi sono la resilienza e soprattutto l'umanità, il voler donare amore anche senza riceverlo. Nonostante queste note positive, non mi sento di consigliare questo romanzo a tutti, ma solo a coloro i quali hanno abbastanza "stomaco".

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    GABRIELE

    10/03/2019 17:37:25

    Un libro che segna, un pugno dritto allo stomaco, fa riflette, fa soffrire, fa sperare, davvero unico nel suo genere. Consigliatissimo!

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    Francesca

    11/12/2018 21:24:10

    Un libro da leggere assolutamente! Tanto duro quanto splendido

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    n.d.

    24/09/2018 13:56:39

    Stupendo, nient'altro da aggiungere: è duro, pessimista, fa riflettere.

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    Paola

    23/09/2018 18:38:12

    Un libro non facile, che lascia anche un po' di amaro, ma che racconta qualcosa del nostro presente parlando di un posto in cui per assurdo tutto decade fino alla riduzione in macerie o alla definitiva sparizione. Si legge bene, tuttavia necessita di un approfondimento ulteriore se lo si vuole capire fino in fondo

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    giovanni

    23/09/2018 17:21:12

    Questo romanzo racconta di un progressivo annientamento.Certo,ma di cosa?Del genere umano?Si,anche.Ma,soprattutto,dell'idea di essere umano,di comunità umana,della percezione stessa di identità della persona.Perché il progressivo disfacimento e le macerie che fanno da sfondo alla vicenda sono,prima di tutto,quelle della mente,tanto é vero che la memoria stessa diventa qualcosa di vago e indistinto.Le persone si muovono in avanti,ma senza avere alcuna meta,alcun fine da perseguire.Anche le emozioni assumono un carattere di transitorietà e si dissolvono confondendosi con la devastazione circostante.La nascita stessa di nuovi culti volti all'autodistruzione che,in un modo perverso,danno un senso alla vita sono,essi stessi,un inno alla morte e all'oblio. Potrà una lettera scritta in forma di diario salvare una parvenza di salvezza ed evitare quella che sembra una catastrofe annunciata?Non é dato saperlo,ma un barlume di speranza esiste.Per me,un capolavoro

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    Manuela

    22/09/2018 14:15:33

    Mi è capitato in mano nuovamente questo romanzo letto al tempo della sua uscita e confermo a tutt'oggi il forte potere suggestivo dell'opera. Una donna che parte alla ricerca del fratello scomparso ed attraversa un ideale confine dove il mondo non è più. Governi che vengono rovesciati a getto continuo, umanità disperata senza più alcun freno pur di sopravvivere. Corpi che cadono sull'asfalto e subito vengono depredati del poco o niente che hanno. Quello che ho trovato davvero angosciante, claustrofobico è la mancanza di riferimenti geografici ed il clima di disperazione totale in cui viene a trovarsi la povera Anna, la quale tenta comunque di imbastire una comunicazione con chi è rimasto "dall'altra parte", un diario dove annota gli sconvolgimenti quotidiani. Romanzo del genere apocalittico, ma molto originale.

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    Ida

    21/09/2018 13:20:35

    Il mio primo approccio a uno degli autori più comprati e letti degli ultimi mesi. Un distopico capace di farti sentire protagonista della storia che stai leggendo. Quando Anna arriva in questo paese desolato è come te, è cresciuta esattamente con la tua cultura e i tuoi ideali. In 120 pagine Anna perde tutto, le viene tolto tutto. Prima i suoi oggetti, poi la sua casa, il suo lavoro, i suoi affetti, quasi la sua umanità. E tu lettore soffri con lei, ti senti derubato anche tu. Una sensazione strana, ma intensa.

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    Serena

    18/09/2018 12:44:16

    Devo dire che a parer mio questo romanzo è un piccolo grande capolavoro che parla di un progressivo annientamento. Parla del concetto stesso di essere umano, del suo valore e della sua grande profondità. La ritengo una lettura eccellente, capace di accendere nel nostro animo quel barlume di speranza di cui tutti abbiamo indistintamente bisogno. Un libro che sono certo non deluderà nemmeno i lettori più esigenti.

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    Valentina

    17/09/2018 22:06:29

    Ho letto che questo libricino è diverso dalla produzione usuale dell'autore ed effettivamente non mi aspettavo un romanzo distopico, post-apocalittico e catastrofico. È un'unica, lunga lettera di una ragazza, Anna Blume, che passa un immaginario confine per trovare suo fratello, un giornalista disperso in questo non-mondo. Un mondo in cui sparisce tutto, anche la memoria della gente oramai è labile, ogni governo viene rovesciato, i morti sono buttati per strada e depredati, poi inceneriti per ricavare energia in un paese oramai vuoto. Il vuoto esteriore si riflette nel vuoto interiore, l'essere umano è vuoto, deve imparare a vivere nell'incertezza, in un mondo dove oramai la violenza e il degrado hanno preso il sopravvento,dove il meteo cambia ogni ora e non c'è più un punto fermo. Andare avanti senza prospettiva, senza emozioni, senza sentimenti, con la certezza solo di una disfatta totale, povertà, ingiustizie. È una involuzione sociale. Cosa diventa veramente importante in mondo senza più niente? Restare umani. E questa lunga lettera è il tentativo di una ragazza di far rimanere qualcosa di questo mondo anomalo dove tutto è destinato a sparire. Stile impeccabile e pur essendo così cruento, freddo, quasi a-personale, lo stile ti cattura e ti fa venir voglia di andare avanti. Quindi un primo approccio strano ma anche piacevole.

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    Mauro

    10/12/2017 12:44:59

    Molto ostico all'inizio, ma di un ostico che restituisce bene l'angoscia della discesa, lenta forse, senza fine verso il minimo umano. Poi prende la mano. Gran romanzo, da evitare se gia' poco aperti all'idea del futuro. Scritto 30 anni fa, cosi', giusto per ricordarlo.

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    coudmell

    29/05/2013 08:59:25

    Storia proiettata in un futuro vicinissimo

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    June

    23/08/2011 10:20:09

    Il miglior Paul Auster, una fiaba dura, grottesca, ironica...la chiave di lettura sembra sempre essere a portata di mano, eppure sfugge, ma in fondo di cosa si sta parlando se non di noi, di ora e di questo nostro "ultimo" mondo? Un gioiello.

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    andrea

    28/07/2011 17:35:12

    sarà che è molto molto apocalittico..ma ho fatto fatica ad andare avanti da metà in poi, mi sono dovuto un pò forzare; come "fiaba apocalittica" è molto densa, molto cruda e asciutta....le mie aspettative non sono state deluse, anche se forse poteva stare come racconto lungo di 90-100 pagine al massimo. comunque, consigliato...

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    Alessandra B.

    04/10/2010 18:04:22

    Un Paul Auster straordinario, come sempre. Questo è un romanzo per molti aspetti crudele e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che ti fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno spiraglio di luce cala subito di nuovo il buio, quando sembra di intravedere una via di fuga ci si ritrova di nuovo sull’orlo del baratro. << La fine è solo immaginaria, una destinazione che inventi per continuare ad andare avanti, ma arrivi a un punto in cui ti accorgi che non vi giungerai mai. Può darsi anche che ti debba fermare, ma soltanto perchè è finito il tempo a tua disposizione. Ti fermi, ma questo non significa che sei arrivato alla fine. >> E’ come se lo scrittore incanalasse il lettore dentro un tunnel sempre più stretto e sempre più lungo, dandogli poche possibilità di sperare. Quasi un inferno dantesco in veste moderna che sembra alludere, nemmeno tanto velatamente,a certe situazioni di miseria e degrado presenti anche nel nostro mondo reale..

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    Miriam Serranò

    04/03/2008 13:34:25

    Un mondo postumano dove galleggiano echi perduti di sentimenti insoddisfatti, insaziati, condannati a rimanere tali per un'edentità interminabile perchè non segnata dallo scorrere del tempo ma da pulsioni brutali. Un inferno dantesco nella sua veste peggiore: quella moderna che parla a chi l'inferno lo sta creando sullo terra.

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  • Paul Auster Cover

    Scrittore, sceneggiatore e regista statunitense. Dopo aver studiato alla Columbia University, nel 1970 si recò a Parigi dove lavorò come traduttore fino al ritorno a New York nel 1974. Esordì come scrittore con poesie, racconti e articoli pubblicati sulla “New York Review of Books” e sulla “Harper’s Saturday Review”. La sua opera più famosa, subito accolta favorevolmente dalla critica, è la Trilogia di New York (Città di vetro, 1985; Spettri, 1986; La stanza chiusa, 1987), che volge in parodia il genere della detective story. Seguirono i romanzi Il paese delle ultime cose (1988), Il palazzo della luna (1989), La musica del caso (1991, dal quale Philip Haas trasse un film nel 1993), Leviatano (1992), Mr. Vertigo (1994)... Approfondisci
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