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Susan Abulhawa

Traduttore: C. Lionetti
Collana: Pandora
Anno edizione: 2006
Pagine: XIII-367 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820041793

Recensioni dei clienti

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    Lorso57

    08/10/2013 08.58.16

    Libro toccante che narra la vita, le vicissitudini e i drammi di alcune generazioni di una famiglia palestinese. Nonostante le origini palestinesi dell'autrice il testo non è schierato acriticamente a favore dei palestinesi, si limita a narrare, in modo piuttosto obiettivo, gli avvenimenti che sconvolsero e continuano a sconvolgere quella regione, nell'eterna lotta fra palestinesi ed ebrei, fortificata dall'odio generato da tutte le atrocità commesse da ogni parte. La speranza di una soluzione è riposta fondamentalmente nelle giovani generazioni che dovrebbero cercare di raggiungere finalmente un compromesso accettabile che garantisca per tutti la pace. Il finale è simbolicamente aperto in questo senso con i tre giovani che vivono insieme. Testo convincente da consigliare.

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    Laura

    05/09/2013 11.23.32

    Non posso fare altro che accodarmi alle recensioni precedenti. Un libro stupendo, ricchissimo di sentimenti, di poesia; è molto scorrevole nonostante i forti contenuti, resta dentro e forse ci cambia un po'... Leggetelo, ne vale veramente la pena.

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    Anna

    05/07/2011 13.56.06

    Bellissimo. Questo libro non può essere letto in pubblico (in treno, in aereo o in metropolitana) perchè la gente vi vedrebbe piangere. Estremamente toccante, sembra scritto da un angelo. Inaspettata la poesia con cui l'autrice parla di sentimenti. Utilissimo per capire il vero dramma delle vittime dell'assurdo conflitto Israele/Palestina. Soprattutto per capire "perchè", sensa lasciarcelo raccontare dai potenti. Impensabile una trasposizione cinematografica, quindi per tutti, lancerebbe un messaggio scomodo e assordante. Finito di leggere, questo libro, non vi lascerà.

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    valentina

    12/02/2011 15.34.07

    Amo Gerusalemme, ho avuto la fortuna di vederla e di starci per un pò. Ho sempre considerato Israele e i suoi attori come divisi in due squadre: i buoni, gli ebrei; i cattivi, gli arabi. Nel segno di David è stato per me una grande opportunità di approffondire gli eventi della storia, una storia che ci è stata presentata a noi occidentali con dei filtri, che facevano passare solo le informazioni che giustificavano la nascita dello stato lo Stato di Israele. Amo Israele e ho una propensione per gli Ebrei, ma gli Arabi sono vittime quanto loro o noi, siamo tutti vittime di un vortice che è capace solo di produrre potere generando violenza. Come narra il libro: "i palestinesi sono quelli che hanno pagato lo scotto della Shoah". Consiglio questa lettura, non per condannare gli Ebrei, non per condannare i Palestinesi, ci sono sicuramente colpevoli molto più grandi, ma per condannare l'odio che genera solo odio e questo è lo scotto che paghiamo tutti.

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    Marco

    25/02/2008 10.49.18

    ...talmente bello e talmente vero da far venir rabbia per le assurdità e le bugie che continuano a raccontarci su questo eterno conflitto...viva Palestina!

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    Emanuele

    07/12/2007 22.54.33

    Semplicemente un libro che dovrebbero leggere tutti!

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    elisabetta

    04/12/2006 11.32.37

    Ho preso in mano questo libro attratta dal bel disegno sulla copertina, credevo trattasse del popolo ebraico, poi ho letto nei risvolti ed ho capito che non parlava solo di loro, ma anzi la sua autrice è una palestinese. Ho deciso di prenderlo perchè non ho mai avuto chiaro cosa realmente sia successo in quelle terre dalla fine della seconda guerra mondiale. E' stata una delle letture che più mi ha scosso. Finalmente ho avuto delle risposte a domande remote. Certo si può dire è il punto di vista palestinese, ma almeno è una visione e da lì si può cominciare a capire cosa provano coloro che in quei luoghi abitano(da entrambe le parti) e vivono quella realtà tutti i giorni. Ci sono dei passaggi che veramente portano alle lacrime pensando che accadono. Consiglio vivamente la lettura di questo libro è di un'intensità notevole. Insieme al film Joeux Noel mette in evidenza come la gente semplice e vera cerchi solo il modo per aggiustare tutto e vivere in armonia ed invece viene costretta da ragioni di stato e personaggi che vivono in altre realtà a lasciare l'ideale dell'amore a favore dell'odio.

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