Il nipote del Negus. Audiolibro. 5 CD Audio

Andrea Camilleri

Anno edizione: 2010
In commercio dal: 25 marzo 2010
Pagine: Audiolibro
  • EAN: 9788838924651
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Eli

    13/05/2010 12:50:42

    Intelligente, ironico e sagace spaccato della Vigata nel ventennio fascista. Camilleri parte da presupposti storici reali e documentati, ma costruisce una vicenda inventata che risulta fruibilissima e molto spassosa e divertente. Davvero consigliatissimo!!!

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    Arcangela Cammalleri

    03/04/2010 12:52:30

    IL NIPOTE DEL NEGUS di ANDREA CAMILLERI Quest’ultimo libro di genere storico, come espresso dall’autore, ha la stessa struttura narrativa de “La concessione del telefono”- documentazioni d’archivio o missive che sembrano dispacci perentori s’intersecano a frammenti dialogici-narrativi in un rimando continuo di stampo tipico camilleriano. Secondo notizie veritiere di un nipote del Negus etiopico Haileè Sellassiè che negli anni 1929-1930, frequentò a Caltanissetta la Regia Scuola Mineraria presso la quale si diplomò perito minerario nel 1932. Qui finisce “la verità” e da qui inizia la fantasia! Sì, lo sfondo storico fa da fondale alla rappresentazione teatrale della vicenda, ma i cerchi concentrici che attorniano i fatti, i personaggi, sono frutto esclusivo dell’inventiva dello scrittore: la retorica tronfia dell’epoca investe come vento impetuoso e trascina sentimenti e azioni in una sorta d’irriverente pantomima di memoria goliardica. Tra le righe entriamo da spettatori in una sorta di film in 3D, ci sembra di rivivere, certo in toni farseschi e burleschi, situazioni quasi reali ed attuali e non già fantasmi del passato ormai desueti. Come non ridere con un retrogusto amaro agli ossequi inverecondi verso i superiori, ai titoli onorifici così ridondanti ed enfatici, alla supponente grandeur di una nazione piccina piccina. Con sarcastica vis Camilleri ci presenta una verità storica in modo talmente burlesco da risultare falsa e una falsità storica così pronunciata da risultare vera. E’ il gioco degli inganni di chi si crede furbo e s’inganna e a sua volta viene ingannato. Una farsa che ha le movenze di un minuetto e il tono scanzonato e irriverente di uno sberleffo. L’intreccio ricorda una novella boccaccesca, tra intrighi ed intrecci amorosi, tra ragion di stato e convenienze personali, tra vizi confusi con desideri in un carosello umano più farsesco che reale.

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