Non lasciamoli soli. Storie e testimonianze dall'inferno della Libia. Quello che l'Italia e l'Europa non vogliono ammettere - Francesco Viviano,Alessandra Ziniti - ebook

Non lasciamoli soli. Storie e testimonianze dall'inferno della Libia. Quello che l'Italia e l'Europa non vogliono ammettere

Francesco Viviano, Alessandra Ziniti

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Editore: Chiarelettere
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 601,02 KB
Pagine della versione a stampa: 208 p.
  • EAN: 9788832960938
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Gaia la libraia

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Il grido di dolore di migliaia di migranti che chiedono di non essere abbandonati.

Ecco le testimonianze di alcuni sopravvissuti, vittime e carnefici. Un abisso di disumanità a pochi chilometri dall’Italia.

Fermiamo questo massacro di cui siamo diretti responsabili dopo gli accordi dell’estate 2017.



“In quarant’anni di carriera non ho mai visto niente di simile.”

Ilda Boccassini, magistrato

“Il mio compito in Libia era quello di recuperare i cadaveri dal mare e seppellirli. Non avevo scelta. In due anni ne ho contati tremila. Ho finito per farci l’abitudine.”

Ahmed, 19 anni, nigeriano.

Con un intervento di Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa. 

Quello che l’Italia e l’Europa non vogliono sentire e vedere emerge in maniera drammatica dalle testimonianze raccolte da Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, due giornalisti che da anni portano all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione che non può più lasciarci indifferenti. Gli accordi stipulati dal nostro governo con quello di Tripoli e con le tribù locali hanno ridotto gli sbarchi ma hanno intrappolato in Libia centinaia di migliaia di migranti, ridotti a schiavi e soggetti a ogni tipo di tortura.

Donne e bambine violentate, costrette a prostituirsi, giovani in fuga dai loro paesi e trasformati in torturatori crudeli, assenza di qualsiasi diritto. L’inferno esiste, ed è in Libia. I racconti di questo libro arrivano da coloro che sono miracolosamente riusciti a sfuggire ai lager libici, e in alcuni casi a individuare i loro torturatori e ad assicurarli alla giustizia italiana. Ma non c’è giustizia che possa riscattare chi ha perso qualsiasi dignità.

Dobbiamo fermare questa tragedia, non favorirla contrastando chi in ogni modo cerca di contenerla, come le organizzazioni umanitarie che, accusate addirittura di accordi con i trafficanti, sono costrette in buona parte a ritirarsi, lasciando campo libero alla guardia costiera libica che riporta nei lager gli scampati alla morte in mare. Un incubo senza fine. Nonostante l’encomiabile impegno della nostra marina militare, che da anni si prodiga per salvare quante più persone possibile.

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    Clara

    18/01/2020 08:47:32

    Libro molto duro ma che tutti dovrebbero leggere, per sapere quello che succede in Libia, cose di cui siamo tutti complici. Sicuramente l'immigrazione è un problema complicato ma la risoluzione non può essere rinchiudere i migranti in campi di concentramento e torturarli. Leggetelo!

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    Giorgio

    19/09/2019 11:35:15

    Un libro molto crudo ma che fa riflettere sullw situazione di migliaia di disperati

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    Francesca

    19/09/2019 11:34:15

    Ho appena finito di leggere questo libro. Mi ha toccato nel profondo. Non ho dato 5 stelle solo perché avrei messo più storie. Chiunque lo dovrebbe leggere per capire cosa passano i migranti prima di approdare in un paese straniero.

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    Anto

    19/09/2019 11:11:50

    "Non lasciamoli soli" è sicuramente un libro da leggere, perché è tra i primi che raccontino approfonditamente la situazione dei lager libici. Dà un'immagine piuttosto completa della situazione del Mediterraneo, soprattutto per quello che riguarda i campi di concentramento, le partenze alla volta dell'Italia, Mare Nostrum, gli attacchi alle ong e tutto ciò che concerne la migrazione attraverso il mare. "Non lasciamoli soli" è un libro di difficile e dura lettura, perché oltre ad essere, in parte, un saggio, è soprattutto un reportage delle storie dei sopravvissuti, di coloro che hanno attraversato lunghi viaggi per il deserto e per il mare, e molto spesso sono dovuti entrare nei carceri libici, quasi in nulla migliori dei campi di concentramento nazisti, se non per il fatto che - forse - le possibilità di sopravvivere siano più alte. La cosa più spaventosa è che i campi di concentramento ci fanno comodo e in parte li abbiamo finanziati, perché è comodo un organo che contrasti l'immigrazione. Ma le migrazioni sono un fenomeno sempre frequente nella storia dell'umanità e peraltro, senza di esso, non saremmo qui.

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