Novella degli scacchi

Stefan Zweig

Traduttore: S. Martini Vigezzi
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 maggio 2014
Pagine: 107 p., Brossura
  • EAN: 9788811810582
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Descrizione

Stefan Zweig scrisse "Novella degli scacchi" nel 1941, pochi mesi prima di suicidarsi, insieme con la seconda moglie, nella città brasiliana di Petropolis, il 22 febbraio 1942. La notizia della sua morte fu soffocata da quelle provenienti dai fronti di guerra e così anche la sua ultima, disperata protesta, non fu che un flebile grido, quasi inudibile nel frastuono di quegli anni. Nella "Novella degli scacchi" lo stato d'animo di abbandono, di infinita stanchezza, di rinuncia alla lotta, è prefigurato nella sconfitta di colui che rappresenta la sensibilità, l'intelligenza, la cultura per opera di un semianalfabeta, ottuso uomo-robot. E, a rendere ancora più crudele la disfatta dello spirito, Zweig scelse come terreno dello scontro una scacchiera. Prefazione di Daniele Del Giudice.

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Recensioni dei clienti

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    Ilaria

    23/09/2018 08:15:29

    n questo libro Zweig rappresenta l'eterna lotta tra la grazia, rappresentata dal raffinato Dottor B., e la volgarità del russo Czentovic, consumata tra le pedine di una scacchiera nel mezzo dell'oceano con direzione Buenos Aires. Lo Czentovic del libro è un contadinotto taciturno, incapace di scrivere una frase senza errori di ortografia, di un'ignoranza parimenti universale in tutti i campi escluso il gioco degli scacchi. Quest'uomo, forte del suo talento e posseduto da una sorta di senso di rivalza classista di "umile" contadino contro un personaggio di spicco dell'alta società, si mette in testa di sfidare il Dottor B. esule politico, perseguitato dalla Gestapo, un uomo sconfitto in partenza. In questo libro è possibile ripercorrere la stessa esistenza di Zweig esule perchè impossibilitato a sopportare le nascenti barbarie naziste, costretto lontano dall'Europa, che pur amava spassionatamente.

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    nihil

    21/01/2016 15:04:14

    Un piccolo gioiello con un pathos non indifferente! La trama inizia con un ragazzo prodiglio negli scacchi, e prosegue mettendo a fuoco la storia dell'avversario del ragazzo. La descrizione perfetta di una paranoia degli scacchi volta a salvare la vita del protagonista è notevole e pochi avrebberi saputo renderla cosi realistica. Vi si legge anche qualcosa che riguarda da vicinissimo l'autore.

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    Vale

    10/02/2015 17:42:32

    Splendido! Praticamente perfetto.

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    jane

    06/11/2014 18:17:27

    È l'ultimo breve racconto di Zweig prima del suicidio, ben strutturato e finemente cesellato come sempre. Una metafora sul tramonto dei valori spirituali e culturali del "mondo di ieri" con il trionfo dei nazisti e l'avvento di nuovi soggetti sociali. Delle partite raccontate da Zweig, la più coinvolgente è senza dubbio quella che ricostruisce in flashback, come in una summa, le 150 partite che il dott.B. ha giocato con se stesso per non soccombere al vuoto in cui la Gestapo lo ha segregato. Interessante l' introduzione di Del Giudice : mi avrebbe fatto piacere sapere dove Gadda ha espresso un giudizio così acido ma così divertente su Zweig.

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    spaggio

    24/10/2014 14:10:55

    Scoperto Zweig di recente, con già alcune letture nel carniere, anche questa porta a dire che i racconti di Zweig non deludono mai e sono (opzione futura) tutti da leggere.

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    Lina

    31/07/2014 01:05:10

    un racconto perfetto, dalla tensione narrativa costante e un finale che non tradisce.

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