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Kevin Bales

Traduttore: M. Nadotti
Editore: Feltrinelli
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 264 p.
  • EAN: 9788807816901

Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    03/03/2011 19.19.35

    Un trattato organico e dettagiato che ci pone nella condizione di riflettere seriamente sull'orrore della schiavitù. Un monito severo per tutti coloro che sguazzano nel benesere e nella "libertà" e si lamentano sempre, ma non si guardano mai intorno,....è più comodo no? Un appello a governi, organizzazioni, media e comuni cittadini del mondo affinchè si accendano i riflettori su questi 30 milioni d dimenticati, dai quali tutti noi succhiamo, chi con più, chi con meno responsabilità, gocce di libertà. Vorrei scrivere ancora tanto ma non è questo che serve a questi esseri umani, miei fratelli. SE C'E' ANCORA CHI E' SCHIAVO, COME POSSIAMO SENTIRCI FIERI DI ESSERI LIBERI?

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    Agnese

    19/07/2005 12.50.44

    Un libro che illumina una parte nascosta della realtà che ci circonda. Certo, non è facile, scoprire, pagina dopo pagina, che ancora nel mondo contemporaneo esistono uomini, donne e bambini considerati alla stregua di un oggetto, da usare, sfruttare per poi liberarsene quando non servono più. Una vera e propria inchiesta, fatta nell'unico modo valido: andando sul posto, ascoltando i drammi della povera gente, "sporcandosi" l'anima, e non da una comoda e tranquilla scrivania. Per chi non ha paura di scoprire che il mondo in cui viviamo è peggiore di quanto traspaia dallo schermo televisivo. E soprattutto per chi non ha paura di scoprire che l'occidente non è un innocente esportatore di libertà.

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    Lorenzo

    26/11/2003 20.16.45

    E' veramente un libro da leggere assolutamente, con non poca fatica,scomodo disarmante sconvolgente....purtroppo di una realta'piu' attuale che mai...Kevin Bales ha di recente collaborato anche ad un video sull'argomento, che visto le premesse e' assolutamente da non perdere.

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    Mariateresa

    04/07/2002 14.57.46

    E' uno di quei rarissimi libri che ti cambiano la vita. Lo sconsiglòio a chi vuol continuare a fare lo struzzo con la testa sepolta nel perbenismo e nelle "certezze" della nostra società dei consumi. Chi vuole invece essere partecipe della realtà vergognosa che questo libro denuncia non può fare a meno di tenerlo come una bibbia e di divulgarlo il più possibile soprattutto fra i giovani: forse loro possono ancora fare qualcosa.

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