Ognuno muore solo - Hans Fallada - copertina

Ognuno muore solo

Hans Fallada

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Traduttore: Clara Coïsson
Collana: La memoria
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 28 ottobre 2010
Pagine: 740 p., Brossura
  • EAN: 9788838925108
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Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione.

«Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo» - Primo Levi

"Ognuno muore solo" (uscito nel 1947) è una rielaborazione letteraria dell'inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz'età. Una spietata caccia all'uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell'oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Fiihrer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L'autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi opprime e chi è sepolto nella sua paura.
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    teo

    12/05/2020 15:42:56

    Già il fatto che sia basato su una storia vera mi ha appassionato come sempre, poi il libro in sé mi ha soddisfatto, super consigliato!

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    Marta

    12/05/2020 13:07:34

    Un libro magnifico, indimenticabile da leggere assolutamente. Otto e Anna Quangel rimarranno per sempre con me con la loro storia, così come non dimenticherò tutti i coprotagonisti di questa storia terribile e stupenda allo stesso tempo. Fallada è uno scrittore bravissimo e da consigliare assolutamente. Questo libro mi mancherà.

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    rpedicino

    18/04/2020 06:31:18

    Poche 5 stelle. Questo libro scuote la coscienza come maglio sull'incudine. Uomini e donne comuni che danno significato alle loro esistenze, trasformando la storia in mito. Anche nella sofferenza, nel terrore e tra gli inganni, resta qualcosa che genera speranza e desiderio di non soccombere alla violenza. Duro e ineludibile. Con l'augurio che il testo possa diventare presto programma delle scuole superiori ed essere fonte di riflessione e di idee nel periodo più fecondo per la formazione di una coscienza civile.

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    Laura

    26/02/2020 17:06:23

    Ognuno muore solo è un romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1947, basato sulla sulla vera storia dei coniugi Otto ed Elise Hampel, arrestati e giustiziati dal regime nazista per aver disseminato le scale dei palazzi di Berlino di cartoline anonime che invitavano i tedeschi ad aprire gli occhi e boicottare il Fuhrer.  Primo Levi lo definì il più grande romanzo sulla resistenza tedesca al regime nazista e questo, nonostante la ribellione di cui racconta è veramente poco significativa e le cartoline furono per lo più intercettate o consegnate immediatamente alla polizia.  Eppure la storia di questi due coniugi così ordinari che cercarono di far nascere nei concittadini il germe della rivolta è esemplare per spiegare che il regime nazista non era così granitico come si pensa. Ed è illuminante per capire come il clima della Germania nazista fosse di costante sospetto, le denunce per atteggiamenti, che venivano considerati non congrui con l'etica del Fuhrer, costanti anche all'interno della stessa famiglia. Una specie di cupa nube in cui tutti erano nemici di tutti e le SS potevano fare tutto ciò che volevano senza limiti e senza remore.  Il romanzo descrive l'ambiente dei coniugi, i motivi che li portarono a decidere di scrivere queste cartoline, affiancandoli ad altri coprotagonisti avversi o convinti sostenitori del regime, alternandolo alle indagini compiute dal commissario Escherich, che subisce costanti pressioni dall'alto per mettere fine a questo attentato all'integrità e alla grandezza del Fuhrer. Un ampio affresco che porta fino a noi l’immagine vivida di un girone infernale che mantiene soltanto l’apparenza di una struttura civile. Impressionante la descrizione del processo farsa condotto contro i coniugi nonostante questi si fossero dichiarati colpevoli. Imperdibile

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    cecilia

    25/12/2019 11:42:42

    Iniziata la lettura d questo romanzo, non vedevo l'ora di continuare: e, quando è così, vuol dire che diventiamo tutt'uno con l'autore e la storia che racconta in quasi settecento pagine, le quali a loro volta volano via come niente. Da apprezzare anche l'ottima Postfazione che aiuta a conoscere la vita di Fallada e la reale vicenda storica dalla quale l'autore ha preso spunto per il romanzo. Sono contenta di aver letto le tante recensioni positive che mi hanno preceduta e con le quali concordo pienamente.

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    Linda

    18/11/2019 08:19:02

    Indimenticabile è proprio l'aggettivo giusto. Toccante, umano, diretto e psicologico. Fallada ti fa conoscere pian piano i diversi personaggi, le storie e vicissitudini di ciascuno. Inizialmente ti spaventi di fronte alle 600 pagine, soprattutto che parlano di nazismo, ma lo scrittore ha una tale capacita di descrivere e fatto assaporare nel vivo i fatti che accadono. Il finale distrugge, spiazza e ti fa percepire di essere solo!

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    francesco

    20/09/2019 12:41:19

    Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto il film "Lettere da Berlino". Si basa su una storia vera in cui una coppia di coniugi anziani perdono il loro unico figlio nella Wermacht subito all'inizio della guerra e quindi si accorgono subito della follia che sta governando il loro Paese. Si tratta di uno dei primi episodi della Resistenza Tedesca..Un libro veramente emozionante!

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    serafini lino pasqualino

    08/07/2019 19:25:01

    libro bellisssimo e consigliatissimo

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    david

    13/06/2019 16:34:35

    Romanzo bellerrimo, appassionante, asciutto, per nulla retorico. Un pugno nello stomaco

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    Marco D'Aviano

    31/08/2018 22:17:04

    Un libro formidabile. Tutti i personaggi sono piccoli uomini e piccole donne, nessuno è grande. Un regime abietto alimenta tra i suoi sudditi le più miserabili pulsioni e se ne nutre. Ma qualcuno tra quegli uomini così modesti e imperfetti reagisce, come può, per rimanere umano. Un libro terribile e abissale, senza una sola parola enfatica, senza un'espressione clamorosa. Anche i romanzi di Heinrich Boll hanno raccontato il male fatto dal nazismo agli stessi tedeschi, ma questo va ancora più nel profondo.

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    Giancarlo

    17/08/2017 13:52:31

    "Angosciante" bellezza.

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    angelo

    29/12/2016 10:54:34

    Ingredienti: la città di Berlino tra il 1940 e il 1942 piena di opportunisti perdigiorno, nazisti esaltati, resistenti e ricattatori, una umile coppia che ha perso un figlio in guerra, un piccolo e pericoloso gesto di ribellione al potere, uno scontro tragico tra il senso di libertà e giustizia e la violenza spietata del terzo reich. Consigliato: ai pochi che hanno il coraggio di lottare contro la “banalità del male” dei tanti, a chi vuole scoprire un grandissimo capolavoro quasi dimenticato del ‘900.

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    giorgio g

    23/11/2016 09:41:55

    Ho letto il libro perché attratto dal successo del film "Lettere da Berlino" da cui è ricavato. La storia, conclusasi tragicamente sotto le torture naziste, di Otto e Anna Quangel fa riflettere sui vantaggi spesso dimenticati di poter vivere in un paese democratico e non sotto un regime in cui, per usare le parole dell’Autore, “nemmeno i pensieri erano liberi”. Di quale orrendo delitto si erano macchiati i coniugi Quangel? Di aver scritto con fatica e distribuito in giro delle cartoline in cui si mettevano in guardia i cittadini dai misfatti di Hitler e della sua cricca che si valevano di una polizia occhiuta e onnipresente il cui compito era penetrare nei gangli più profondi della popolazione, di tormentare i sospetti e di portarli alla forca: erano le armi usate dal potere nazista per conseguire i suoi malefici scopi. Il libro, di cui raccomandiamo la lettura, si chiude con parole di speranza perché “è dedicato alla vita”: l’ultimo capitolo è dedicato a Kuno Borkhausen il figlio del ladro bighellone di ieri che si è rifatto una nuova vita in campagna.

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    AdrianaT.

    12/08/2016 09:03:49

    L'essenziale, per quasi tutti i protagonisti di "Nessuno muore solo" - tedeschi sui generis parecchio distanti dall'immaginario del cliché teutonico - è di non avere seccature. Al diavolo la proverbiale efficenza, tenacia, organizzazione e precisione tedesca tanto nel bene quanto nel male; costoro sono veramente l'altra faccia della supposta razza ariana; qui si fornisce una caratterizzazione inedita di quella fascia sociale dalla molezza, pigrizia ed inettitudine, paradossalmente maggiormente confacente, antropologicamente, a caratteri squisitamente mediterranei. Una scrittura poco incisiva che mi lascia perplessa e non molto soddisfatta; una struttura che tutto sommato regge le sue 684 paginette Sellerio, ma che risulta infarcita di minuziosi particolari superflui, nonché di frequenti monologhi interiori poco significativi, ridondanze e ripetizioni che ne rallentano e ne saturano la lettura. Alcuni personaggi sono inverosimilmente goffi, ingenui,maldestri e meschini; altri oscillano fra crudeltà e cinismo, trasformandosi da fumettistici carnefici a vittime e viceversa, in un andirivieni il cui senso, in temini narrativi, mi sfugge. Non sono riuscita ad apprezzarlo come probabilmente avrebbe meritato e forse l'essenza e la saggezza di questo libro sta tutta in queste poche frasi: - "Nessuno può vivere in tutte le direzioni, Quangel. La vita è così ricca. Lei sarebbe sminuzzato. Ha fatto il suo lavoro e si è sempre sentito un uomo completo. Quando era ancora fuori, era contento di sé. [...] Perlomeno lei ha resistito al male. [...] Così abbiamo dovuto agire ognuno per conto suo, e siamo stati presi uno per uno, e ognuno di noi morrà solo. Ma non per questo siamo soli, Quangel, non per questo moriamo inutilmente. A questo mondo nulla accade inutilmente, e poiché combattiamo per la giustizia contro la forza bruta, saremo noi i vincitori, alla fine. -

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    nihil

    30/03/2016 11:41:14

    voto 5 perchè 15 non si può. E' un libro che piacque molto anche a Primo Levi, il che ci commuove perchè abbiamo le stesse sensazioni che ci avvicinano ad un altro Grande. Si potrebbe dire che questo libro parla di resistenza ai nazisti, ma che contiene anche un noir nelle sue pagine e ironia in certe parti che semmbrerebbe inglese! La parte che colpisce è quando Lui specifica che anche le piccole resistenze mettono in pericolo di vita come le grandi. Ergo...ognuno è un grande come può! Qui sta forse il segreto della dignità di ognuno di noi.

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    Lory

    29/12/2014 18:23:01

    Solo una parola: bellissimo! Un libro che ti prende dalla prima all'ultima pagina, e non sono poche.... Che bello leggere di persone con proprie idee, con proprie convinzioni, pronte anche a perdere la vita pur di tenervi fede.

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    Vincx

    21/10/2014 18:41:39

    Un libro fulminante. Il romanzo storico nella sua accezione più alta. Essenziale. Diretto. Senza "soli pallidi al tramonto" e "fuochi scintillanti negli occhi". Vivo. Un pugno allo stomaco. Di quelli che non c'è bisogno di "di superare le prime 100 pagine" per lasciarti prendere. Da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    29/11/2013 11:46:44

    Quando si sente la parola Resistenza, il pensiero evoca immediatamente quella italiana, quella francese, quella polacca, insomma quel movimenti dei popoli assoggettati nel corso della seconda guerra mondiale al tallone tedesco e che vi si ribellarono, scrivendo pagine di autentico eroismo contro un regime sanguinario e oppressivo. A nessuno viene in mente la resistenza tedesca, perché con caratteristiche di insurrezione di massa non ci fu certamente. Eppure non mancò chi si ribellò al nazismo, ma con forme di lotta diverse e in un contesto che vedeva gruppi, peraltro poco numerosi, operare in una popolazione che se non era ostile nei loro confronti, comunque non era solidale. E il romanzo di Hans Fallada parla proprio di questa resistenza isolata, con due genitori, se non convinti nazisti, comunque indifferenti al comportamento del regime, almeno fino al 1940, quando apprendono della morte in combattimento del loro unico figlio Otto. Tengo a precisare che non si tratta esclusivamente di fantasia, perché i coniugi in questione, che nel libro si chiamano Otto e Anna Quangel, sono esistiti veramente, beninteso con altro nome (Otto ed Elise Hampel), così come la loro vicenda, la loro stramba ribellione avvenne veramente, come pure l'esito finale, cioè la morte di entrambi.. Il libro, peraltro assai lungo, è senz'altro bello, ma non mi sento di provare pietà per i due coniugi giustiziati, ribelli non per un risveglio della loro coscienza, ma per una perdita, così frequente in una guerra sanguinosa tanto da essere dolorosamente accettata di altri, ma non da loro.

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    grazia

    21/05/2013 17:44:41

    un pugno nello stomaco. una spina nel cuore. un libro che non vorresti mai abbandonare. un vero capolavoro che dovrebbe essere letto da tutti.

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    tenca 46

    22/02/2013 10:44:21

    Non ringrazierò mai abbastanza la persona (o il blog)che mi ha portato alla lettura di questo libro, un autentico capolavoro ( a mio modesto avviso) di un autore che prima conoscevo solo di nome. La storia della resistenza alla dittatura di un modesto capooperaio e della moglie spinti non da ragioni politiche o ideologiche ma dalla ribellione umana alla straziante morte in guerra del loro unico figlio. Il tutto raccontato con una descrizione magnifica delle innumerevoli sfacettature della società di quei tempi con una prosa mirabile da grandissimo artista. Un libro che arricchisce chiunque abbia la fortuna di leggerlo e che non mi stancherò mai di consigliare a tutte le persone intelligenti che conosco.

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  • Hans Fallada Cover

    Hans Fallada nacque in Germania sulle rive del Baltico nel 1893, morí a Berlino nel 1947. Fu autore di molte opere, tra cui vanno ricordate: E adesso, pover'uomo?; Chi c'è stato una volta; Aspettavamo un bambino; Tutto da rifare, pover'uomo; Senza amore; Ognuno muore solo. Approfondisci
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