Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 152 p., Brossura
  • EAN: 9788807888755
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Recensioni dei clienti

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    FABIO

    11/06/2016 12:27:10

    Sono un'estimatore di Serra, Gli Sdraiati mi era piaciuto molto , stavolta sono rimasto un po' deluso. Qualche spunto interessante e originale, ma anche molte ripetizioni e rallentamenti nella narrazione, un po' noioso.

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    RICCARDO

    25/03/2016 22:06:43

    Romanzo piacevole e scorrevole, che fa riflettere e sorridere. Serra riesce a descrivere perfettamente le nuove generazioni. Con il suo stile inconfondibile.

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    Susanna

    09/03/2016 16:22:54

    Libro che emoziona: diverte, induce alla riflessione. commuove, spinge ad agire...sì, a cercare dentro la propria " porzione di luna"... e una prosa inebriante. Michele Serra è grande.

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    giancarlo

    07/02/2016 18:15:19

    Alcuni buoni spunti ma il libro stanca. Ripetivo (l'elogio del suo cantante preferito ripetuto fino oltre la noia, quasi all'irritazione), noioso, deprimente.Serra dice molte verità ma esposte in maniera tale che nessun giovane andrà oltre l'interesse per l'esultanza dei calciatori.

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    Alessandro Claudio Orefice

    04/02/2016 14:54:06

    Siamo a Capannonia, un luogo di merda o - come obbietta Ricky, il compagno di lavoro di Giulio Maria, interprete del libro di Serra - un non luogo. In ogni caso il non luogo è l'habitat dello sconsolato rimuginare di Giulio. Anche il protagonista sa che a Capannonia "ognuno potrebbe". Testimone di questa opzione è la professoressa Oriani, settantenne ex insegnante al liceo di Giulio, appartenente ad un pensiero irriducibile, di una capacità seriale mediatica alternativa - il libro, la fatica scolastica, l'appartenenza al mondo della cultura - armata di un pensiero stringente agli antipodi dell'egoico quanto vuoto e superficiale motto "a me non la danno a bere" dei compaesani di Capannonia che Serra porta sulla scena. Chiave di volta ed abito di morale da personaggio positivo del libro è "la Oriani". Con la sua aria severa da intellettuale di grillo parlante comunista, è la voce della coscienza di Giulio, l'ammonimento umano ad esigere di più da sé, a salvarsi con la cultura a non rottamarsi da solo e, così, mancare la propria occasione cedendo alle lusinghe consumistiche della modernità che ha bisogno di "ragazzi", eterni "ciccio" e nessun adulto. Come Pinocchio anche a Giulio capita di perdersi, girando a vuoto alla guida intorno alle "rotonde" tentazioni della modernità, così da perdersi vicino a casa. Come ognuno, anche Giulio potrebbe evitare di perdersi, di infilare una uscita a caso delle diverse delle innumerevoli nuove rotonde, prive di segnaletica di direzione che incrocia. ' Ogni uscita a vuoto assurge a metafora della sottomissione all'andazzo a cui allude la Oriani ad Agnese che affermando di non sentirsi subalterna di nessuno nel suo bar, si stente alloquire: "contenta te",. "Ognuno potrebbe" come dice la Oriani a Giulio: "Quella ragazza non mi sembra del tuo calibro, Giulio. Spiegale che fare la barista non comporta automaticamente discorsi da bar". Ognuno potrebbe, se volesse. Ma anche Serra sa che tutto congiura perchè non possa.

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    Francesco

    29/01/2016 16:01:11

    Curioso che questo testo abbia trovato un editore!

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    renato

    16/11/2015 16:47:04

    libro bellissimo, credo uno dei più belli pubblicato nel 2015 ... una lucida riflessione sull'Italia di oggi che fa i conti con la modernità. Un libro che sembra "generazionale" ma scritto da uno che fa parte della generazione precedente ... Serra si muove nell'Italia di oggi con una capacità unica di leggere i segni, più un semiologo che un antropologo o sociologo ... un libro che ha la forza di un Perec, con la leggerezza di Calvino ... da leggere assolutamente e subito per capire meglio i nostri giorni ...

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    leonardo de chanaz

    16/11/2015 12:20:12

    Michele Serra sembra conoscere molto bene la generazione selfie. Mi piacque "Gli Sdraiati", forse più di "Ognuno Potrebbe". In realtà c'è una certa dose di surrealismo divertente, e dalla penna di Michele Serra esce sempre un po' di comicità, ed è questo che rende la lettura divertente e gradevole. Ogni tanto è davvero incisivo. Consigliato.

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    Egome

    16/11/2015 08:29:12

    La storia di Giulio, trentaseienne, alle prese con un lavoro poco gratificante e la gestione di una eredità paterna ingombrante (un capannone pieno di legname anche di valore, ma difficile da 'far fuori'). Attorno a lui e i suoi problemi la sua compagna Agnese, la madre, il collega Ricky, il bravo artigiano ex collaboratore del padre, la vecchia professoressa del liceo. L'io narrante (Giulio) è smpre protagonista, anche con ripetuti tentativi di introspezione psicologica in verità poco riusciti.Anche la caratterizzazione dei personaggi rimane superficiale , poco incisiva. Alcuni spunti spiritosi, soprattutto nei neologismi (egofono, digitambuli ...) e nella osservazione di una società che evolve troppo pesantemente verso il digitale e l'informatizzazione. Finale deludente. 'Ognuno potrebbe'... E' vero: anche Serra avrebbe potuto ... fare di meglio

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    angelo

    09/11/2015 08:50:06

    Ingredienti: un antropologo incaricato di classificare l'esultanza dopo il gol dei calciatori, un non-luogo (Capannonia) fatto di rotonde, cubi e tubi, una nuova appendice corporea (l'egòfono) che trasforma gli uomini in "digitambuli", un viaggio senza meta in compagnia di cinghiali, cinesi, cannonieri, navigatori e Caleb Followill. Consigliato: ai membri della generazione-selfie (dall'io sempre acceso ma pure smarrito), ai followers dei condizionali usati ma non realizzati.

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