Editore: Silele
Collana: The other
Anno edizione: 2015
Pagine: 194 p., Brossura
  • EAN: 9788899220044
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    Paola Zonnino

    08/02/2016 11:53:08

    Il romanzo presenta la storia di un barbone che a discapito di quello che in genere pensa la gente comune, vive la sua vita di uomo normale, ricca di sentimenti ed emozioni. Nonostante le difficoltà e le continue privazioni, mantiene inalterata la sua naturale dolcezza e la sensibilità, diventando un esempio e un punto di riferimento anche nel nuovo ambiente. Emilio, questo il nome del protagonista, decide di abbandonare un mondo di ipocrisia disprezzo, corruzione e falsità per ripartire da niente, per ritrovare se stesso. Si allontana quindi da tutto e da tutti. Scelta ardua, coraggiosa e determinata, dovuta al disagio e al forte malessere causati dalla perdita del prestigioso posto di lavoro e dal conseguente isolamento da parte dei suoi colleghi. Sceglie una vita difficile e affronta la nuova condizione con dignità e coraggio. Scappa,si isola,vive in solitudine e in completo abbandono. Trova nuovi amici, disperati come lui, con i quali condivide momenti di gioia e di dolore, riscoprendo valori e affetti sinceri. Spesso è sopraffatto dalla nostalgia per Riccardo, suo figlio, al quale è legato da un profondo sentimento (...il lettore scoprirà poi che la vita offrirà loro la possibilità di condividere ancora esperienze e momenti importanti). Giuseppe Pellegrino affronta in questo romanzo, profondamente realista, tematiche sociali che mi hanno fatto riflettere e meditare. Triste e drammatica la condizione di povertà, sempre presente nel testo, considerata irreversibile. Il protagonista, passionale e commovente, ha suscitato in me simpatia, ammirazione e soprattutto comprensione. Ho apprezzato il viaggio in questo mondo insolito e a me sconosciuto, all'interno del quale si muove un popolo ricco di umanità, capace di rispetto e accettazione profonda. La lettura risulta facile e scorrevole.

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    Valentina G.

    25/01/2016 22:39:08

    Lasciatemi dire una cosa, in tutta sincerità: in questo caso non si può assolutamente parlare di autore esordiente e inesperto, perché il libro è scritto davvero bene. La scrittura di Giuseppe Pellegrino é semplicemente superba: grammatica e sintassi corrette, ogni frase e virgola al posto giusto, italiano perfetto, scelta e utilizzo dei vocaboli eccellente. Insomma, davvero complimenti Giuseppe!. Un ottimo romanzo che sono molto felice di aver letto. Un "romanzo sociale" che tratta e affronta un tema sovente poco esplorato e approfondito: quello del vagabondaggio, non solo come estrema conseguenza della povertà, ma anche come scelta di vita volontaria. Argomento che viene narrato da un punto di vista originale e interessante, quello del protagonista - Emilio Valente - che è appunto un vagabondo, un senzatetto senza fissa dimora. Romanzo che, attraverso la storia di Emilio, tocca svariati argomenti (l'etica e la moralità nel lavoro, la dignità, l'emarginazione, il senso di rivalsa e riscatto ostacolato dalla società attuale, l'indifferenza e l'ingiustizia, l'amicizia e la famiglia, i legami di sangue e il rapporto padre-figlio, ecc...) sollevando e facendo nascere nel lettore riflessioni e interrogativi esistenziali. La storia è scritta "con leggerezza", non è mai pesante o noiosa, anzi, scorre fluida e strappa anche qualche risata (come i simpatici amici di Emilio, anch'essi vagabondi, con il loro irresistibile dialetto romano). Una storia che mi è piaciuta molto e che l'abile penna di Giuseppe Pellegrino ha raccontato con profonda sensibilità e umanità.

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