Omero nel Baltico. Le origini nordiche dell'Odissea e dell'Iliade

Felice Vinci

Editore: Palombi Editori
Edizione: 5
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 28 luglio 2008
Pagine: 702 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788860601537

11° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Storia e critica - Poesia e poeti

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Recensioni dei clienti

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    FW

    21/10/2015 12:07:57

    Libro coinvolgente e molto interessante. Però sarebbe bello mettere a confronto qualche super esperto sull'argomento, ovviamente sia pro che contro la teoria di Vinci e vedere chi la spunta.

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    Alessandro

    14/10/2011 21:47:29

    Un autentico miracolo. Felice Vinci riesce a fare a striscioline centinaia di libri di testo, quelli della storia ufficiale, grazie a una ricerca che sembra priva di punti deboli... le saghe omeriche sono nate in Scandinavia. Ma quello è solo l'inizio, la cosa fantastica di questo libro è che getta le basi per ricerche future di dimensioni globali, che arriveranno a chiarire - a mio avviso - anche i misteri di Atlantide e Mu... unico difetto, pesa come un mattone (e forse un po' di pagine si potevano tagliare, per il lettore medio). Spero di vedere presto uno speciale di History Channel sull'argomento!

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    Zolfo

    20/03/2011 01:21:54

    Nel 1800 A.c. quindi nel baltico saremmo in avanzata età del bronzo, quasi pronti all'età del ferro e una metropoli viene assediata da un esercito di proporzioni bibliche? Chiunque mastichi un minimo di storia, archeologia, statistica, demografia, linguistica, cultura mediterranea o cultura nordica può tranquillamente capire quanto fantasiosa e improbabile sia tale teoria...

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    Giano

    15/06/2010 04:46:25

    Tralasciando la presunta originalità della teoria del Vinci ( la bibliografia di chi ha cercato in passato di spostare il mondo omerico nei teatri del nord Europa è sterminata: Cornovaglia,Bretagna,Olanda etc.), ciò che lascia perplessi è il tentativo di spacciare per prove delle zoppicanti congetture. Inquietanti invece sono gli accostamenti linguistici: le lingue evolvono secondo dei criteri assai precisi ed in questo volume le sviste sono cosi grossolane da lasciare allibiti. Incredibile che una grecista piuttosto quotata come Rosa Calzecchi Onesti si sia prestata a scrivere la prefazione di un libro del genere. In soldoni il Vinci sulla base di un testo scritto 1200 anni lontano dagli eventi (citato a sproposito trallaltro) si convince che i poemi omerici raccontano fatti svoltisi nell' area baltica; per dimostrare la sua tesi riscrive la Storia (e la Preistoria) dell' area mediterranea e dell' Europa intera, reinventa le regole della semantica e dell'etimologia, ci racconta che gli Storici ed i mitografi del mondo antico erano dei bugiardi imbecilli. Difficile dire dove finisca l'ignoranza e dove cominci la malafede.

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    dany

    10/06/2010 22:25:26

    bello e realista

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    Achireu

    09/03/2010 23:20:22

    Le varie ambientazioni e luoghi descritti da Omero sono tranquillamente compatibili con l’area mediterranea tenendo anche presente che la geografia del 1200 AC era differente da quella odierna; quelle che ora sono penisole nell’antichita’ erano o potevano essere isole e viceversa, in zone dove ora ci sono vaste pianure prima c’era il mare etc... Non ha nessuna valenza scientifica il cercare “forzatamente” di far quadrare la geografia Omerica in una qualche parte del mondo al di fuori dell’area mediterranea comparandola con le attuali morfologie. Altrettanto ridicolo e' sostenere che la descrizione ambientale dei poemi omerici sarebbe poco mediterranea, perche' c'e' nebbia, il mare e' spesso "livido", i personaggi sono spesso intorno al fuoco, hanno freddo etc. Anche queste descrizioni appartengono al Mediterraneo e poi, prima l'autore sostiene che a quell'epoca la Scandinavia aveva un clima mite, poi usa riferimenti climatici dell'attuale Scandinavia per provare la sua tesi. Esiste un’altra teoria che ha molto seguito in certi ambienti pseudo scientifici e di fanta-archeologia , ed e’ quella che vuole le vicende Omeriche ambientate in Inghilterra. Ebbene anche in quel caso per una persona senza le adeguate conoscenze storico/archeologiche tutto sembra coincidere: luoghi geografici, descrizioni, armamenti, clima, assonanze di nomi etc... eppure e’ chiaro che le due teorie Troia nel Baltico e Troia in Inghilterra (pur apparentemente plausibili) non possono essere entrambe vere. Ed infatti sono entrambe fallaci studiate ad arte per essere "credibli" agli occhi del grande pubblico che non ha specifiche ed approfondite conoscenze in materia.

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    alessia

    09/12/2009 18:53:52

    Lo sto leggendo e lo trovo magnifico e imperdibile, non solo per tutti gli amanti del mondo omerico.

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    mc

    30/11/2009 09:42:31

    Un pochino ripetitivo nella prosa, ma assolutamente affascinante nel contenuto. Tesi plausibile

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    Alarico Ariani

    27/05/2009 15:54:20

    La teoria esposta dall'Autore oltre ad essere assai suggestiva è rafforzata da osservazioni e logiche deduzioni difficilmente confutabili. Sebbene tenda spesso a ripetere alcuni concetti e la necessità di approfondimenti da parte degli "addetti al settore", l'opera è godibilissima ed avvicente. Permette di riscoprire (se non riconciliarsi) quelle opere studiate, spesso, controvoglia sui banchi di scuola e mai fatte apprezzare abbastanza da parte del corpo docente. Insomma la lettura fa immergere in un mondo antico che in modo stupefacente è stato cristallizzato da Omero (o chi per lui). Imperdibile!

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    Luigi

    16/01/2009 21:49:41

    Peccato che tutti i commenti delle precedenti edizioni siano stati tolti. Riassumo. La tesi di Vinci è tanto discutibile quanto quella di Schliemann. Con la differenza che almeno Schliemann trovò qualcosa. Al di là della discutibilità della tesi, il libro è interessante e ne consiglio la lettura.

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    Christian

    11/01/2009 11:47:14

    Un'opera IMPONENTE, molto interessante e ben redatta che espone una tesi veramente affascinante, in modo diretto e completo: possono le opere omeriche trarre origine da un antico contesto nordico? - Secondo l'autore Sì (e ulteriori studi potrebbero anche arrivare a confermarla). Le argomentazioni esposte dall'autore - che non è affatto uno "scienziato pazzo" (il testo è stato adottato in alcuni college americani come approfondimento in corsi di studio dedicati alla figura di Omero e trova l'appoggio di molti eminenti studiosi) - non "complicano le cose", ma anzi le semplificano (e chi ha letto e CAPITO quanto esposto sa anche perchè), arricchendo ed ampliando il quadro storico e culturare legato all'antica età del bronzo europea. Questa quinta edizione Aggiornata ed Ampliata la consiglio anche a chi (come me) ha letto la precedente.

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    Giovanni

    07/01/2009 16:57:11

    Non ho ancora letto quest'ultima edizione (ma lo farò presto), ma le due precedenti sì e con molto piacere. Il mio voto è sulla fiducia per quanto già letto. Al commento precedente dove tra l'altro si legge " perchè cercare Troia nel Baltico se ce n'è già una ben visibile sullo stretto dei Dardanelli?" è facile rispondere.. perchè quella sui Dardanelli è risaputo NON essere la Troia omerica, nessuno dei numerosi strati della città "scavata" dai tempi dello Schliemann è la Troia omerica. E gli archeologi lo sanno bene. Inoltre se anche si dimostrasse che Troia non è neppure quella che il Vinci ritiene di aver trovato in Finlandia credo che un simile filone di ricerca possa comunque apportare nuove conoscenze del rapporto tra popolazioni "nordiche" e mediterranee. Con tutti i libri scadenti che si possono leggere gratis nelle biblioteche credo che i soldi spesi per Omero nel Baltico non siano buttati, anzi.

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    Tersite

    18/12/2008 23:39:20

    Questo saggio raccoglie tutte le prove linguistiche, testuali, archeologiche a sostegno di una tesi tanto originale da apparire risibile. Peccato che non contenga la confutazione di dati evidenti a sostegno della più tradizionale collocazione greca dei poemi: perchè cercare Troia nel Baltico se ce n'è già una ben visibile sullo stretto dei Dardanelli? Perchè cercare una Trinacria nell'estremo Nord se c'è la Sicilia, che ben si presta ad essere identificata come Trinacria? Perchè pensare che sia stato un popolo nordico a pensare un mare colore del vino? Insomma, perchè complicare le cose? Forse per diventare famosi a tutti i costi, per vendere libri, per giocare agli scienziati pazzi? Consiglio a chi ha curiosità di leggerlo in biblioteca, non alimentiamo vendite immeritate.

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