Recensioni Opinioni di un clown

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    03/01/2020 14:45:16

    Questo romanzo scritto nel 1963 è ambientato nel periodo della ricostruzione industriale tedesca post 2° Guerra mondiale.  La storia si svolge in un arco temporale di circa tre ore nell'anno 1962 e vede come protagonista e narratore Hans Schnier, un giovane clown che vive a Bonn, città dove si svolge l'azione descritta nel romanzo. Hans, al culmine di una giornata pessima dal punto di vista professionale, si lascia andare a una lunga commiserazione su se stesso, sulla sua famiglia e su ciò che più lo tormenta: la donna con cui viveva e che amava molto, Maria, lo ha lasciato per sposare un fervente cattolico membro della borghesia conservatrice tedesca. Il bello di questo romanzo è che nessun personaggio ha qualità veramente positive e questo evita al lettore il rischio di identificarsi con qualcuno di loro; in tal modo si "costringe" il lettore stesso a guardare il quadro generale in cui la vicenda si svolge. Lettura ancora attuale e consigliata!

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    19/11/2019 15:28:01

    Un HB in grande forma spiega, con sarcasmo geniale e graffiante, come la famosa frase del Gattopardo "tutto deve cambiare perchè nulla cambi" è sempre attuale in ogni ambiente, in ogni epoca ed in ogni luogo. Uno dei miei libri preferiti in assoluto assieme ad almeno altri 2/3 di questo meraviglioso autore.

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    13/11/2019 10:22:06

    LIBRO PAZZESCO !!!! ADORATO E FELICE DI AVERLO LETTO !!!! NON PENSAVO CHE FOSSE COSì , MI DISPIACE SOLO DI AVER ASPETTATO COSì TANTO PRIMA DI LEGGERLO. MEGLIO TARDI CHE MAI !!!

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    10/10/2019 13:22:47

    Scorre lento inizialmente, poi man mano prende forza e diventa un grande libro. Amaro, malinconico, romantico ed ironico. Un ottimo ritratto del cattolicesimo del periodo, un ottimo ritratto in stile bohemienne della vita di un artista in declino. Da leggere

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    21/09/2019 22:56:30

    Impossibile non amarlo. Böll mette in evidenza, tramite gli occhi di un clown ormai rassegnato al proprio destino, tutte le ipocrisie della società tedesca e dei borghesi cattolici benpensanti. Impossibile non fare un parallelismo con la nostra società, impregnata di quel bigottismo che Böll rimarca per tutta la tela del libro. Uno dei migliori libri del dopoguerra. “Che uomo sei?” “Sono un clown...e faccio raccolta di attimi”

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    21/09/2019 13:09:50

    Lo stile non è quel che si definisce scorrevole, ma nemmeno lento. La lettura è ricca di spunti di riflessione e anche dopo quasi mezzo secolo è capace di aprire gli occhi al lettore. Inizialmente non riuscivo a farmi un’idea, ma più mi avvicinavo alla fine e più mi piaceva. Non sarà il solito romanzo che leggereste, forse, ma io ve lo consiglio decisamente.

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    21/09/2019 12:37:09

    Il protagonista di questo libro è ovviamente un clown che dopo alcuni anni di “successo” comincia la sua discesa, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata improvvisamente e dopo aver preso una brutta caduta durante un’esibizione. La sua carriera ne risentirà e dai gradini più bassi avrà modo di commentare con un occhio ancora più critico i vizi e i difetti della società tedesca post-guerra.

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    20/09/2019 21:12:50

    Un classico. Ottimo libro.

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    19/09/2019 15:03:10

    Un libro eccezionale sia per quanto riguarda la storia che per la scrittura. La trama, che all’apparenza sembra semplice, rispecchia in realtà con tono ironico la società tedesca del periodo storico a cui il protagonista appartiene. I temi affrontati sono svariati ed è impossibile non rispecchiarsi in almeno uno dei suoi punti di vista.

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    vt
    08/09/2019 23:15:19

    Romanzo che, attraverso le parole di un clown caduto in disgrazia, denuncia l'ipocrisia della borghesia tedesca del dopoguerra, cambiata solo nella forma ma non nella sostanza, dapprima collusa con i gerarchi nazisti e ora prontamente riciclatasi dietro la facciata del perbenismo cattolico per mantenere le redini del potere politico ed economico. Tutto è cambiato senza che nulla sia cambiato. Una critica illuminante e resa ancor più spietata dalla disperazione del protagonista.

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    17/07/2019 19:20:07

    Romanzo stupendo, inevitabile non simpatizzare con l'impossibile Hans Schnier!

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    30/04/2019 16:24:04

    Il romanzo racconta la serata di un clown alle prese con un vero e proprio crollo psicologico e professionale: abbandonato dalla cattolicissima donna di cui è innamorato, Hans passa le ore facendo monologhi e strane telefonate con cui ci fa conoscere episodi e persone che hanno caratterizzato la sua giovane esistenza. Con cinismo ed intelligenza mette in luce le tante ipocrisie della Germania post bellica in cui si crede a tutto (in Dio, nel denaro, nello Stato) meno che agli uomini. Hans si rende conto di essersi reso colpevole del peccato peggiore per un clown, quello di suscitare pietà; così decide di non arrendersi, tenta di riallacciare i fili della marionetta, si rimette in piedi, indossa l’abito professionale come corazza, riprende i suoi strumenti e torna a lavorare sui gradini della stazione. Particolare lo stile, è un ottimo scorcio sulle contraddizioni della società tedesca del dopoguerra.

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    m
    02/04/2019 16:13:19
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    11/03/2019 19:57:26

    Un ritratto leggero e allo stesso tempo spietato del secondo dopoguerra tedesco. Il romanzo racconta la giornata storta di un clown che in un momento di svolta per il suo futuro ripercorre la sua giovane vita che corrisponde ad eventi drammatici e cruciali per la sua città e del suo paese. Tutto è raccontato con delicatezza e anche i personaggi più terribili, come la madre, beneficiano della leggerezza dell'atmosfera surreale del racconto.

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    07/03/2019 15:58:43

    Hans Schnier è un giovane clown, vive con Maria, la donna con cui si è unito. Maria è una fervente cattolica e per motivi di morale cattolica decide di lasciarlo, per sposarsi con un cattolico è vivere una vita che non sia nel peccato. Tutto questo porta Hans ad un crollo psicologico a cui segue anche il suo declino artistico. Scettico nei confronti dei compromessi e delle convenzioni sociali, Schnier, figlio di una famiglia molto ricca, preferisce, davanti all'esperienza dell'abbandono e alle delusioni professionali, continuare a vivere come un clown onesto piuttosto di diventare un ipocrita. Il tutto si svolge nel giro di una sera, dove tra un ricordo e l'altro, ripensa alla sua vita e alle persone che ne hanno fatto parte! Non rimarrete delusi dalla lettura.

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    01/11/2018 16:16:29

    Boll porta avanti, attraverso lo sguardo disilluso di un clown fallito, un'analisi impietosa della società tedesca, senza risparmiare affondi a nessuno. Stile impeccabile. Uno dei migliori romanzi del Dopoguerra le cui tematiche appaiono sempre attuali.

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    23/09/2018 16:25:09

    Sincerità di un clown Se la nostra epoca dovesse meritare un nome, dovrebbe chiamarsi l’epoca della prostituzione. La gente si abitua a un vocabolario da puttane. Una volta incontrai Sommerwild dopo una di queste discussioni –“Può l’arte moderna essere religiosa?”- e mi domandò - “Sono stato bravo? Le sono piaciuto?”. Alla lettera le stesse domande che una prostituta fa al suo cliente che si congeda I buffoni di corte hanno nella loro fattezze ridicole e innocue l'arma con cui mostrarsi inoffensivi. Tra risa e battute usano l'ironia e il sarcasmo per esporre, senza pietà, denunce e vizi dell'epoca in cui vivono. Boll è questo che fa con il suo Hans Schnier. Ateo e, al contempo, fedele all'amore della sua vita rispetto ai tanti "fedeli al matrimonio" con le loro storie extra-coniugali tanto che Maria è: la sola donna con la quale posso fare tutto quello che gli uomini fanno con le donne. C'è l'affermazione della morale. Ma la morale dell'uomo, scevra da poteri alti e "altri". È un'accusa rivolta alla Germania del dopoguerra, scaturita da un incidente al ginocchio del protagonista che scoperchia il vaso di Pandora. Nell'invettiva finiscono i membri della famiglia e tutto si svolge entro poche ore dall'incidente. Un costante discorso introspettivo, un flusso di coscienza che purtroppo non posso cogliere appieno visto il cinquantennio di distanza ma un romanzo che consiglio per chi voglia approcciarsi con una maschera che anziché nascondere, si guarda dentro.

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    22/09/2018 08:56:19

    Non è certo il libro più bello che io abbia mai letto, o fra i più belli, ma mi ha lasciato un'impressione ben precisa che per giorni non sono riuscita a levarmi di dosso, quasi un'emozione che si è prolungata dopo la lettura del libro. Per giorni non ho potuto fare a meno di pensare ad Hans, a Maria, al loro modo di essere... Insomma secondo me è un libro stupefacente per il modo arguto con cui è scritto, trasuda intelligenza, in ogni gioco di parole, in ogni ragionamento.

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    19/09/2018 20:27:38

    Il libro è narrato in prima persona e diviso tra presente e passato di Hans, soltanto andando avanti con la lettura scopriamo i vari dettagli che lo hanno portato a questa discesa, le persone che ha incontrato e quasi sempre odiato. Infatti è ben chiaro sin dall’inizio del romanzo che ogni personaggio – a parte poche eccezioni – che incontreremo diventerà prima o poi oggetto di critica. Questo perché il libro è essenzialmente incentrato sulla critica: quella al materialismo, all’ipocrisia, al perbenismo, all’opportunismo. Tutto ciò è possibile trovarlo nella società tedesca che sta ancora cercando di rialzarsi a seguito della seconda guerra mondiale, una società al cui interno si fa finta di essere sempre stati contrari al nazismo, di non averci mai avuto a che fare e dove si nascondono i misfatti e le vecchie opinioni. O forse queste sono ancora presenti? Nascoste sotto uno sguardo o una parola ambigua. Hans è un personaggio molto particolare, spesso vi verrà voglia di prenderlo a schiaffi e talvolta di chiudergli la bocca. Non è un personaggio che amereste, forse potreste odiarlo ma perché? Il più delle volte si finisce per odiare coloro che ci tolgono il prosciutto dagli occhi , quelli che ci gridano in faccia la verità perché ci costringono ad affrontare realtà che cercavamo di evitare. Sono convinta che l’intento dell’autore fosse proprio quello di creare un personaggio del genere, una persona con la quale è un po’ difficile entrare in sintonia perché se i lettori dovevano essere quelli appartenenti alla società che prendeva di mira, poteva mai essere amabile?

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    18/09/2018 20:50:46

    Il protagonista di questo libro è ovviamente un clown che dopo alcuni anni di “successo” comincia la sua discesa, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata improvvisamente e dopo aver preso una brutta caduta durante un’esibizione. Il libro è narrato in prima persona e diviso tra presente e passato di Hans, soltanto andando avanti con la lettura scopriamo i vari dettagli che lo hanno portato a questa discesa, le persone che ha incontrato e quasi sempre odiato. Ogni personaggio con il quale Hans parla o incontra non è esente da critiche. Questo perché il libro è essenzialmente incentrato sulla critica: quella al materialismo, al cattolicesimo, al perbenismo. Anche se sono consapevole che "Opinioni di un clown" è considerato un "classico" moderno della letteratura tedesca purtroppo l'ho trovato piuttosto noioso e lento. Le vicende narrate occupano solo tre ore della giornata di Hans e forse questo tempo estremamente dilatato non mi ha fatto apprezzare a pieno la lettura.

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    18/09/2018 19:44:22

    Avevo letto benissimo di questo libro e quindi mi sono approcciata con molto ottimismo. La verità è che non c'è moltissima trama e che la narrazione è piuttosto lenta. Essendo una sorta di critica parodica, se non si hanno i referenti di base è difficile capire a cosa ci si sta appellando. Lo consiglio, quindi, soltanto se si ha un minimo di conoscenza di ciò che accadeva nella Germania di quel periodo, altrimenti si perde il senso di tutto.

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    18/09/2018 18:34:36

    Purtroppo questo libro è stato per me una delusione, molto probabilmente per le aspettative troppo alte che vi avevo riposto. La storia narra di un clown in disgrazia, depresso e profondamente infelice, che scarica tutta la sua frustrazione parlando male di tutti; certo questo sparlare mette in risalto le ipocrisie della società tedesca della seconda metà del novecento, ma mi è parso un po’ una disanima troppo generalizzata e non tanto profonda. La scrittura è l’unica nota positiva, Boll è un grande scrittore che sa usare la lingua e questo gli va riconosciuto.

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    18/09/2018 10:27:07

    Hans Schnier è un giovane clown, un clown che un tempo aveva davanti a sé una lunga carriera e soprattutto era accompagnato dalla donna da lui amata, Maria. Da quando Maria se n'è andata Hans non è più lo stesso, beve e colleziona una serie di fallimenti: i suoi spettacoli sono sempre più penosi, dato che il clown si presenta ubriaco sul palcoscenico, e nel suo ultimo spettacolo, a Bochum, scivola davanti al pubblico e non riesce più ad alzarsi. Il romanzo infatti inizia con il fallimento di Hans che, senza più un soldo e con una gamba dolorante, è stato costretto a ritirarsi dalla scena ed è tornato nella sua città natale, Bonn ("Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere il marciapiede della stazione, salire il marciapiede della stazione, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito [...], far cenno a un taxi", incipit). La narrazione occupa un arco temporale di poche ore, nelle quali Hans, tornato nella sua casa dove tutto è color ruggine, stilerà un elenco delle persone che potrebbe chiamare per ricevere un aiuto economico; nelle sue telefonate il clown esprimerà le sue "opinioni" e quindi le sue critiche verso quella società borghese che nega ogni autenticità di rapporto (infatti Hans è stato lasciato da Maria proprio perché non le aveva dato ciò che voleva, cioè un matrimonio, una relazione stabile e borghese, cosa che Züpfner, un cattolico odiato da Hans, le ha potuto offrire). Hans non si può ribellare a questa società borghese in cui vive e tutto ciò che può fare è isolarsi, accettare la solitudine rifiutando ogni compromesso.

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    10/05/2018 20:28:34

    Un libro molto interessante. Poetico e, allo stesso tempo, irriverente. Presenta tutte le incoerenze delle religioni con i loro dogmi inconciliabili con una vera etica e dà una lettura della morale fuori dagli schemi. Grottesca descrizione della società tedesca del dopoguerra, con gli adulti che sembrano soffrire di amnesia storica mentre i loro figli vengono schiacciati dal peso della responsabilità storica.

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    06/03/2018 13:38:46

    Opinioni di un clown - Heinrich Boll Il mio secondo Boll: di nuovo trascinata nella lettura di uno splendido romanzo. E' la storia del clown Hans Schnier, 28enne di famiglia ricchissima che decide di vivere in modo diverso. Hans contesta la Germania post bellica, la ricostruzione troppo spavalda di un benessere nazionale: siamo agli inizi degli anni '60 e la generazione di molti ex nazisti è già di nuovo, camuffata da borghesia progressista evoluta e attenta al sociale, sulla cresta dell'onda, senza un vero e profondo pentimento. Contesta altresì la riconversione religiosa e politica del popolo tedesco e critica fortemente la società borghese giudicandola opulenta, ipocrita e materialista. Il romanzo si svolge in una manciata di ore, a Bonn nell'elegante appartamento dove tutto è "color ruggine"; Hans è tornato dall'ultima disastrosa tournée, solo, senza l'amore della sua vita Maria, che lo ha abbandonato per motivi religiosi ma anche perchè attratta dalla quotidianità e dalla sicurezza e stabilità che può offrirle un legame tipicamente borghese. Hans senza di lei non potrà più recitare, rimane senza quattrini e nel giro di due ore, attraverso svariate telefonate a amici e famigliari mirate a trovare degli aiuti economici e ad avere notizie della "sua" Maria , ci racconta la sua vita. Non si piegherà a compromessi e anzi a ognuno dei suoi interlocutori finirà per regalare con ironia e estrema lucidità le sue, appunto, opinioni di clown.

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    V.
    15/07/2017 10:26:42

    Ho amato questo libro. Il protagonista Hans mi è rimasto dentro, l'ho trovato molto umano

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