L' ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento - Massimo Recalcati - copertina

L' ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento

Massimo Recalcati

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 2 settembre 2014
Pagine: 162 p., Brossura
  • EAN: 9788806214890

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L' ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento

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Periferia di Milano, anni Settanta. Gli anni del terrorismo e della droga, dei sogni di Oriente e di liberazione. Una mattina, nella classe di un Istituto Agrario, fa la sua apparizione Giulia, una giovane professoressa di lettere che parla di letteratura e di poesia con una passione sconosciuta. È quell'incontro a "salvare" Massimo Recalcati che, in questo libro dedicato alla pratica dell'insegnamento, riflette su cosa significa essere insegnanti in una società senza padri e senza maestri, svelandoci come un bravo insegnante sia colui che sa fare esistere nuovi mondi, che sa fare del sapere un oggetto del desiderio in grado di mettere in moto la vita e di allargarne l'orizzonte. È il piccolo miracolo che può avvenire nell'ora di lezione: l'oggetto del sapere si trasforma in un oggetto erotico, il libro in un corpo. Un elogio dell'insegnamento che non può accontentarsi di essere ridotto a trasmettere informazioni e competenze. Un elogio della stortura della vite che non deve essere raddrizzata ma coltivata con cura e riconquistata nella sua singolare bellezza.
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    Robystar59

    16/05/2020 11:30:30

    Consiglio vivamente questo libro perchè apre gli occhi sul mondo della scuola e dell'insegnamento. Tutti gli insegnanti dovrebbero leggerlo, ma è utile anche per i ragazzi ed i genitori.. Come sempre Recalcati ha una scrittura chiara e riesce ad attirare l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine.

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    Fluspiral

    24/02/2020 18:48:55

    "Il problema della Scuola oggi non è la sua faccia feroce che la assimila a un carcere, ma il fatto che non appare più decisiva nella formazione degli individui". In queste due righe è probabilmente contenuta la diagnosi che rappresenta il punto di partenza di questo libro. La prognosi consiste invece nella sfida di trasformare la scuola in una "Scuola-Telemaco", in cui l'insegnante non debba avere l'ultima parola sul senso della vita, ma aprire dei mondi con l'utilizzo della parola; creare un "vuoto", una mancanza nello studente, un vuoto che quest'ultimo sente il bisogno di colmare,mettendo così in moto la sua personale ricerca della verità. L'insegnamento, come ci insegna Socrate, è maieutica.

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    Laura

    27/10/2019 05:27:17

    Questo libro mi fu consigliato in primavera da amici e io lo consiglio vivamente alle mie amiche prof., ma anche ai genitori di ragazzi e adolescenti. E' un libro interessante, ricco di spunti di riflessione. Spazia dal ruolo del docente all'uso della parola o abuso della parola priva di significato. Dalla solitudine del docente all'amore per il sapere che è il fine ultimo dell'insegnamento. Ed inoltre delle aspettative dei genitori, delle ansie e dell'amore. A me è piaciuto molto

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    emaghi

    25/09/2019 16:03:38

    Libro molto piacevole da leggere. Recalcati riesce a descrivere il mondo della scuola senza appesantire il lettore. Un libro che ogni insegnante dovrebbe leggere.

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    Annabella

    24/09/2019 15:44:22

    Questo testo di Recalcati potrebbe considerarsi un testamento, una guida, un punto di riferimento per coloro i quali possiedono la vocazione per l'insegnamento. Molto profondo, ti immedesima pienamente nella relazione didattica che secondo Recalcati é, ''erotica''. Il vero insegnante é colui che ti trasporta, ti porta oltre, in una dimensione in cui prendono vita gli oggetti del sapere. In cui il sapere sedimenatato nei libri di testo prende vita, viene conosciuto, compreso dal discente. Consigliato a tutti coloro che intendono intraprendere l'insegnamento.

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    Teresa

    07/06/2019 13:50:56

    Un saggio sulla scuola e sul fatto che ci rende migliori nel momento in cui incontriamo il “maestro” che prima di salire in cattedra inciampa e dell’inciampo non si vergogna ma ne fa oggetto della sua lezione. Un elogio all’insegnamento, all’amore per il sapere e al desiderio di conoscere, perché “senza desiderio di sapere non c’è possibilità di apprendimento soggettivato del sapere” Lettura impegnativa

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    Luisa

    02/06/2019 13:26:00

    Scrittura scorrevole e comprensibile, come tutti i testi di questo grande autore. Qui viene magnificamente esaltato il valore dell'insegnamento e come il compito di ogni insegnante non si limita al mero trasmettere nozioni, ma al suscitare interesse negli alunni verso la propria materia, trasmettendo il desiderio e la curiosità di conoscere e applicare tali conoscenze nel mondo attuale. Perché questa secondo me è una cosa che la scuola di oggi ha perso tanto: la capacità di stimolare l'anima degli studenti sino a comprendere che studiare il passato significa capire il presente, ed essere così in grado di trasformare e migliorare il futuro. E questo discorso a mio giudizio vale per ogni materia d'insegnamento.

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    Valentina

    10/03/2019 11:58:28

    Un libro scritto molto bene, per intenditori. È interessante come l'autore inquadra l'insegnamento e ne valorizza i tratti, andando controcorrente. Sicuramente consigliato proprio a chi non insegna, ma da far leggere ad ogni insegnante per rispolverare l'interesse per il proprio mestiere qualora sopito.

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    alessandra

    26/11/2018 15:26:39

    Libro bellissimo

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    Giuggio

    24/10/2018 10:18:39

    valido libro per discernere chi è maestro/educatore da chi è operaio/insegnate.

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    Michela

    20/09/2018 15:13:13

    Probabilmente dovrei cercare di essere obiettiva in questa recensione, tralasciando la stima che provo per l’autore, ma non sono mai stata obiettiva. Recalcati parla molto di sé in questo libro, sottolineando come l’essere imperfetti, alle volte, è proprio ciò che ricerchiamo. Mi è piaciuto tantissimo il libro e mi è stato molto utile per un esame universitario di pedagogia.

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    nadia

    18/09/2018 10:56:24

    Testo con spunti molto interessanti ma, per me, difficile da leggere. Forse perchè non è il mio genere

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    Patrizia

    12/07/2015 09:00:06

    Tra i migliori testi mai letti,con un finale "erotico"nell'esprimere un amore così pieno e puro.Ha scosso molto le mie convinzioni fino a farmi pensare di deviare la mia esistenza ad altri orizzonti! Quel che Giulia è stata per Recalcati, Recalcati lo è per me e lo è stato e per la seconda volta snoda la mia vita ad un bivio!

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    francesco v

    08/07/2015 11:18:12

    Tasto illuminante, la capacità di Recalcati di trattare temi complessi in maniera chiara ed esaustiva è sconcertante. Il capitolo dedicato alla sua insegnante è una delle più belle dediche d'amore mai lette. Insieme a Galimberti, un caposaldo della mia formazione personale

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    luciano

    21/02/2015 20:58:39

    Il libro è ricco di riflessioni, in gran parte condivisibili: "L'erotica dell'insegnamento si sostiene sull'amore per il sapere che è amore per una mancanza che ci attira e causa il desiderio di sapere. Questo significa che il sapere (...) è ciò che avvia una trasformazione del soggetto dalla quale scaturisce il desiderio di sapere come condizione di ogni possibile sapere.". Il libro non affronta la questione dell'ora di lezione in classi in cui molto spesso un terzo degli alunni è straniero e spessissimo non conosce la nostra lingua neppure al minimo livello. Tutto ciò crea "un muro linguistico" tra loro e l'insegnante e tra loro e gli altri alunni, per cui l'unica possibilità di comunicare è affidata a gesti, sorrisi, segni sulla lavagna, con il risultato che per questi alunni l'ora di lezione diventa un tormento, un isolamento, una frustrazione e poiché il linguaggio ha valore di liberazione, per questi alunni stranieri, l'ora di lezione diventa una prigione, un tempo di schiavitù. Come suscitare in loro il desiderio di sapere? In realtà in loro si suscita il desiderio di fuga e infatti quasi tutti abbandonano la scuola.

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    zia dahlia

    10/01/2015 14:31:19

    Nel desolante panorama della opinione negativa e fortemente critica sulla scuola italiana, il messaggio di Recalcati appare chiaro: la scuola può salvarti la vita, indirizzarti adeguatamente e diventare maestra di vita e di pensiero. Molto interessante e istruttivo.

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    Nicola

    19/12/2014 18:00:09

    Non mi ha entusiasmato ma probabilmente perchè non è il genere che preferisco

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    Duc

    13/11/2014 20:41:01

    Libro dal contenuto sicuramente interessante e condivisibile, ricco di spunti di riflessione, ma dalla prosa complicata, troppo ricca di rimandi ad altri testi, quasi uno sfoggio di frasi e sintassi per mostrare il proprio sapere. Praticamente illeggibile. Ma per illustrare il proprio pensiero non sarebbe meglio utilizzare un linguaggio "normale" che arrivi a tanti? E si che libri ne leggo tanti, saggi compresi ....

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    Rita

    04/11/2014 20:23:53

    Libro CONSIGLIATISSIMO, a tutti coloro che INSEGNANO, qualunque cosa a qualunque livello in qualunque contesto. Lettura vivamente consigliata a tutte le persone che sono a contatto con bambini, ragazzi e giovani con l'obiettivo di "educare" o comunque di trasmettere qualcosa che sia importante per il loro futuro. LEGGETELO, LEGGETELO e LEGGETELO!! Un punto di vista soggettivo, quello di un famoso psicoanalista italiano, e anche una testimonianza autobiografica che rappresenta perfettamente i problemi e le difficoltà che ci sono oggi nel nostro sistema di istruzione e nel rapporto che le famiglie hanno con esso. Un libro che parla di quei valori semplici in cui ancora alcuni di noi credono ma fanno fatica a vivere e soprattutto a condividere. UN LIBRO CHE SICURAMENTE E' RIUSCITO NEL SUO INTENTO: svegliare l'interesse, la voglia e la curiosità di essere autori, e non semplici attori, della propria vita.

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    Paolo Mazzocchini

    17/10/2014 22:42:10

    Quello di Massimo Recalcati è il primo libro di uno psicoanalista sulla scuola che leggo con stupefacente, totale e un po'malinconica condivisione. Perché Recalcati condisce sì esperienze sue personali e 'storiche' di studente prima e di insegnante poi in rigorosa (a tratti un po'indigesta) salsa lacaniana, ma il piatto che ci offre ha il sapore intenso di una realtà vissuta e ripensata autenticamente, non quello di una pietanza precotta secondo le supponenti ricette psicopedagogiche. Dice R. che alla vecchia scuola autoritaria ed edipica pre-sessantottina è subentrata da decenni la scuola edonistica e narcisistica della società di massa. Che l'atteggiamento comprensibilmente oppositivo e 'omicida' dei figli verso l'autoritarismo di padri e insegnanti si è rovinosamente rovesciato in una diseducativa e corruttrice alleanza fra genitori e figli contro i docenti. Che questi ultimi sono ormai relegati, senza più munizioni né armi, in una trincea bombardata e vilipesa da tutti e perciò praticamente, per effetto di questo discredito e di questo isolamento totale, impossibilitati a educare chicchessia. Che l'unica via d'uscita a questa agonia della scuola come agenzia educativa non può che essere la riscoperta e la rivalutazione di un insegnamento socratico, 'filo-sofico' nel senso strettamente etimologico del termine. Vale a dire che l'insegnante, per poter riacquisire dignità e autorevolezza, deve puntare su quella che R. chiama l'erotizzazione del sapere: non tanto - cioè - la trasmissione di nozioni morte e di risposte preconfezionate (da verificarsi con test e quiz stile Invalsi), quanto la stimolazione continua e spiazzante di dubbi e di domande, l'accensione del desiderio del sapere (il philosophein appunto dei Greci antichi) che sposta sempre più in là il confine della conoscenza. E se l'insegnante vuole davvero, dice R., trasfondere in altri questo desiderio bisogna soprattutto che lo avverta profondamente in sé. Concordo pienamente.

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«Un'ora di lezione può cambiare la vita.»

In una società in cui l’autorità paterna, come quella degli insegnanti, è in declino, e la scuola, come istituzione, perde ogni credibilità sotto il peso dell’abbandono e della miseria che trasuda da ogni calcinaccio, è ancora possibile attribuire un senso alla trasmissione del sapere? È possibile riempire di significato quel vuoto che si crea ogni volta che un insegnante entra in aula e prova a farsi ascoltare dei suoi allievi? Infine, ancora più importante, la pratica dell’insegnamento può accontentarsi di essere ridotta alla trasmissione di informazioni – o come si usa dire, di competenze – o deve mantenere vivo il “rapporto erotico” del soggetto con il sapere?
Sono queste le domande da cui parte Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti in Italia, nel suo nuovo saggio dedicato alla scuola, o a quello che ne resta, dopo la sua “evaporazione”. Alla fine di un lento ma inesorabile processo di disgregazione, non solo fisica ma anche valoriale, della scuola italiana, secondo l’autore quello che resta è l’ora di lezione, ovvero il momento dell’incontro tra il maestro e l’allievo. Un momento in cui si realizza il superamento dei mondi isolati (tecnologici, virtuali, sintomatici) e si sublima l’umano, l’incontro, la relazione, lo scambio, le scoperte intellettuali, l’eros. Ma come è possibile indurre lo studente a rivitalizzare il suo rapporto con il sapere, all’interno di una istituzione, quella scolastica, ormai privata di ogni autorevolezza?
Ciò che resta della scuola, si chiede l’autore, non è forse proprio la possibilità di trasformare gli oggetti del sapere in oggetti del desiderio? In corpi erotici? È, ancora una volta, il suo maestro Jaques Lacan, a fornire una risposta a tutte queste domande: perché il sapere venga trasmesso efficacemente dall’insegnante all’allievo è necessaria una particolare forma di transfert sul sapere che dovrebbe diventare un oggetto di desiderio. L’esempio che l’autore utilizza per spiegare il fenomeno è tratto dalla vita di Socrate, così come viene descritta in apertura del Simposio, quando il suo allievo Agatone chiede al maestro di “riempirlo” con il suo sapere, quasi come se si trattasse di un recipiente d’acqua. In realtà l’illusione di ogni scolaro, la convinzione di potersi abbeverare alla fonte del sapere, viene superata dal gesto inconsueto di Socrate, che risponde alla richiesta di Agatone sottraendosi e anzi confessando l’impossibilità di riempire questo suo vuoto. Nella lettura di Lacan questo gesto di Socrate racchiude l’essenza dell’insegnamento: il sapere del maestro non è mai ciò che colma la mancanza, quanto ciò che la preserva, ovvero la capacità di suscitare sempre l’interesse dell’allievo, il desiderio di sapere.
Dunque è questo il vero ruolo dell’insegnante? Secondo le parole di Recalcati, il maestro dovrebbe “aprire vuoti nelle teste, aprire varchi nei discorsi già costituiti, fare spazio, aprire mondi e aperture mai pensate prima”. È questa “l’erotica dell’insegnamento”.
Naturalmente le difficoltà che incontrano gli inseganti di fronte a una platea di studenti che, a detta di molti, “non ascoltano più”, “non parlano più”, “non leggono più”, sono moltissime e certo non è semplice per una categoria che sempre più spesso viene umiliata sia economicamente che socialmente, trovare le giuste motivazioni per assolvere al meglio a questo ruolo. Eppure in moltissime scuole italiane assistiamo ogni giorno, durante l’ora di lezione, a incontri che possono cambiare la vita. Come accede a volte con certi libri o certe opere d’arte, succede che a un certo punto, dal momento in cui avviene l’incontro, il mondo non è più come prima. I meccanismi psicologici e sociologici che sottendono questo piccolo miracolo li possiamo scoprire approfondendo i concetti contenuti in questo appassionato e appassionante saggio. Un libro che apre una breccia all’interno del sistema educativo italiano ma anche, in qualche modo, nella vita privata di un autore che sta conquistando un ruolo sempre più rilevante nell’ambiente accademico contemporaneo. Nell’ultima parte di questo agevole libro, Massimo Recalcati racconta infatti la sua esperienza di studente in ritardo con l’apprendimento, addirittura bocciato in seconda elementare. Una pagina autobiografica che si conclude con una lettera e una dichiarazione d’amore alla sua insegnante, Giulia, colei che ha saputo far sorgere nel suo animo un desiderio di sapere che non si è mai più spento.

  • Massimo Recalcati Cover

    Massimo Recalcati è uno psicoanalista lacaniano e autore. Si è formato alla psicoanalisi a Parigi con Jacques-Alain Miller. Tra i più noti psicoanalisti in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e direttore dell’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). È stato direttore scientifico nazionale dell'ABA (Associazione per lo studio e la ricerca dell'anoressia e della bulimia) dal 1994 al 2002. Ha insegnato nelle Università di Milano, Padova, Urbino e Losanna. Oggi insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università degli Studi di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso il Dipartimento di Scienze Umane dell'Università degli Studi di Verona.Nel 2003... Approfondisci
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