L' orologiaio cieco. Creazione o evoluzione?

Richard Dawkins

Traduttore: L. Sosio
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Quark
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 439 p.
  • EAN: 9788804512790
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Recensioni dei clienti

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    Giorgio

    25/10/2005 11:56:44

    È probabile che in questo libro vi sia presente più verità che nell’intera Bibbia, ma ciò non toglie che le critiche mosse contro Dawkins siano del tutto ingiustificate. Prendiamo l’altruismo e le varie percentuali che dovrebbero determinare l’aiuto da prestare ai propri parenti, credete veramente che ciò sia determinato solamente dai geni? Non centra forse la cultura? La verità che Dawkins molte volte dimentica che la genetica ha sicuramente dato l’abbrivio alla costruzione di ciò in cui noi viviamo (la cultura), ma che determina solo in minima parte i nostri atteggiamenti, pensieri, comportamenti, riflessioni etc. Insomma il riduzionismo significa proprio questo, dimenticare la prerogativa che ci separa dall’animalità, dalla natura, ovvero la capacità di emanciparsi dall’immediatezza creando una “sovrastruttura” che ci affranca in tutto e per tutto dall’istintualità animale. A proposito suggerisco la lettura di “che cosa significa essere scimpanzé al 98%” di Jonathan Marks (genetista), se non altro per demitizzare questi nuovi oracoli parlanti dalle quali labbra tutto il mondo pende, i genetisti, e per leggere uno stile di scrittura che incredibilmente si avvicina al piglio nietzschiano.

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    giacomo

    03/08/2005 17:31:18

    Libro assolutamente fantastico, semplice e allo stesso tempo completo. Un ottimo punto di partenza per chi vuole affrontare il tema dell'evoluzione della vita. Consiglio a chiunque abbia dato un giudizio negativo di pensare un po di più (rivolto soprattutto ai seguaci delle teorie, a dir poco ridicole, del creazionismo)prima di criticare autori del calibro di Dawkins. Mettersi a parlare di Dio durante l'analisi di questo libro mi sembra un gesto ignorante e senza alcun valore scientifico!!!

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    Tornelius

    27/07/2005 04:24:41

    Patetica difesa, a suon di logica mal argomentata, della teoria dell'evoluzione di fronte alla sempre più veemente ribellione della comunità biologica. Dawkins si dimostra un conservatore che fa dell'ideologia evoluzionista motivo di vanto nichilista a dispetto delle evidenze portate avanti dal prorompente modello creazionista. Dedicato alla ferree speranze degli evoluzionisti, però la ricerca deve andare avanti, non possiamo soffermarci su buonismi ripieni di nostalgia verso la vecchia scienza ottocentesca. Consiglierei a Dawkins di evolversi, altrimenti continuerà a passare notti insonni per il resto dei suoi giorni, poverino...

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    Nicola Coffaro

    23/03/2005 15:16:23

    Uno dei migliori libri che abbia mai letto. Un saggio sorprendente che oserei definire illuminante. Se volete comprendere come operano le forze fondamentali della natura, troverete in questo libro tante risposte ai vostri dubbi. Dopo aver letto questo saggio vi renderete conto di quanto siano fragili e inconsistenti le tesi sostenute dai detrattori dell'evoluzionismo.

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    Platinum

    09/12/2004 10:24:07

    Questo libro è certamente quanto di meglio ci sia sul mercato per quanto riguarda i temi fondamentali dell'evoluzione; ben scritto, chiaro, completo; a tratti pure divertente. Tutti coloro che criticano l'evoluzionismo dovrebbero leggerlo, in modo da avere le idee più chiare sull'argomento. Però non è esente da difetti. E sono questi: 1) Come ammesso dallo stesso autore, la trattazione è tutt'altro che obiettiva e invece molto appassionata. 2) Non comprende (o finge di non comprendere) la critica di Saunders e Ho, su cui poi fa del sarcasmo idiota. Quando dicono che nel darwinismo le mutazioni sono tutte possibili e tutte ugualmente probabili, essi non intendono "a priori", ma "a posteriori"! La spiegazione darwiniana, cioè, suppone che le mutazioni casuali siano in grado di fare tutto, e proprio per questo spiegano tutto. Questo è il tasto dolente! Ciò che appunto rende la teoria non rigorosamente scientifica. E Dawkins lo ignora. Anche chi critica la teoria di essere "tautologica" sta evidenziando proprio questo aspetto. Non serve a nulla dire che l'evoluzione in sé potrebbe essere effettivamente falsificata, perchè quando si afferma questo non si sta mettendo in dubbio la continuità filetica degli esseri viventi, ma il meccanismo di evoluzione. 3) A volte sfrutta certi discorsi per fare della - a mio parere abberrante - propaganda animalista, anche se non c'entra nulla con l'argomento del libro. Se la poteva risparmiare. 4) Si poteva risparmiare anche certe disquisizioni teologiche totalmente sballate. Quando si postula un Creatore non si sta supponendo l'esistenza di un essere straordinariamente complesso. La complessità è una caratteristica dei sistemi composti da più parti interagenti, mentre lo sanno anche i sassi che Dio non può essere diviso. - Nonostante tutto ciò, il libro, come già detto, merita.

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    Lorenzo L.

    25/08/2004 01:58:20

    Molto chiaro. Per rigore scientifico Il Fenotipo Esteso e Il Gene Egoista sono migliori secondo me (non c'è comunque nussun errore nella presentazione dei fondamenti teorici), ma per la divulgazione e la difesa presso il grande pubblico della teoria dell'evoluzione questo è il miglior libro esistente sul mercato attualmente. E' anche molto utile, visti gli attacchi che ancora oggi vengono scagliati contro l'evoluzionismo. L'evoluzione è cieca, ma molto di più lo sono i creazionisti.

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    Gianni

    01/06/2004 15:21:11

    Cercavo questo libro da anni, una volta ero a Bologna in una grande libreria e chiesi dell'Orologiaio cieco. Il libraio mi disse che era esaurito, ma che molte persone, in particolar modo studenti, l'avevano chiesto. Chi non ha mai letto Dawkins dice che è un riduzionista, che parla solo di DNA, che propugna la "dottrina del gene". Appunto, chi dice questo non ha mai letto Dawkins. Questo libro parla della selezione naturale, l'altra faccia dell'evoluzionismo, oltre alla mutazione casuale. E' strano che quando Dawkins non parla di determinismo genetico, ma dell'influenza della componente ambientale (abiotica e biotica), tutti dimenticano e dicono che la biologia è deterministica. Il paradosso è che la selezione naturale è assolutamente deterministica se ci pensate, ma è più difficile da immaginare. Questo non vuol dire che siamo destinati ad essere schiavi delle leggi di natura (cosa peraltro vera, non credo che qualcuno sia riuscito ad annullare la costante di gravità o di Plank), ma solo che dobbiamo vivere sereni, constatare la verità e, qualche volta, cercare di "fregare" le leggi di natura. D'altronde, come diceva proprio Dawkins nel Gene egoista (nota a margine), basta usare un preservativo e i geni, il cui solo scopo riprodursi, sono fuori dalla selezione naturale. E' il gran libro che colpevolmente mancava da anni, ora ristampato nella collana diretta da Piero Angelo, che lodo perché ha mostrato lungimiranza. Ve lo consiglio perché è meno complesso del Gene egoista e forse più piacevole da leggere. Vi piacerà.

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