Traduttore: M. Crepax
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 11
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: XXV-210 p., Brossura
  • EAN: 9788811360193
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Descrizione
Quando nella casa di campagna di Nikolaj Kirsanov arriva il figlio Arkadij con l'amico Evgenij Bazarov, si delinea subito il conflitto tra vecchie e nuove generazioni. Evgenij è un giovane medico, fiducioso solo nelle scienze sperimentali, un nichilista, lo definisce l'autore, con un termine che avrebbe poi avuto grande fortuna. Le sue idee turbano Kirsanov e irritano suo fratello, lo scettico Pavel. In una città vicina i due incontrano la bella vedova Anna Odincova di cui Bazarov si innamora, ma da cui è rifiutato. Dopo un duello con Pavel, Evgenij contrae, durante un'autopsia, un'infezione che non vuole curare e muore assistito da Anna, con pietà, ma senza amore.

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Recensioni dei clienti

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    Yas

    22/09/2018 23:11:47

    Uno dei pochi libri che rileggerei altre mille volte. Mi è entrato nel cuore.

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    Mirko

    19/09/2018 13:33:17

    Ho molto amato questo libro, perché sembra rispecchiare, seppur ambientato in un preciso momento storico, quello che spesso accade nei rapporti tra genitori e figli: figli che si sentono superiori ai padri, conflitti generazionali tra nuovo e vecchio che fanno scoprire che, alla fin fine, le differenze sono meno incolmabili di ciò che si pensa. La personalità di Bazarov brilla per il suo cinismo, d'altronde si definisce un nichilista, ma con l'andare della pagine dimostrerà come tutte le posizioni hanno bisogno del confronto per non appiattirsi e non divenire mero sfoggio di conoscenze. Assolutamente consigliato se vi piacciono i romanzi che mescolano narrativa e filosofia, che portano a riflettere su questioni vitali e profonde, come avviene solo con i grandi classici russi.

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    paolo

    14/11/2016 20:17:15

    Non so, o non mi interessa sapere, cosa o quanto questo romanzo abbia significato nella storia della lettura. Non so se davvero abbia introdotto la figura del nichilista, o più semplicemente questo termine sia stato usato per la prima volta. Ma so che quando Bazarov muore mi sono emozionato, ho sentito gli occhi inumidirsimi e la gola bloccarsi in un groppo. Questo arrogante asociale, troppo sicuro di se, ferocemente individualista, non è ascrivibile ad un "modello", e' lui, umanissimo, reale, capace di soffrire nel corpo e nell'anima, e nonostante la spocchia non lo abbandoni fino all'ultimo, non si riesce a non sentirlo amico, o a non pensare "come vorrei aver avuto un amico così". Questa, per me, e' solo la storia di un ragazzo.

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    angelo

    12/07/2016 15:43:40

    Ingredienti: due figli nichilisti, contestatori e privi di ideali, dei padri aristocratici, conservatori e pieni di valori, uno scontro di idee e sentimenti tra generazioni senza vincitori, un mondo apparentemente statico ma in rapida trasformazione. Consigliato: a chi cerca un ritratto della società russa dell'ottocento, a chi oscilla inquieto tra conformismo e ribellione.

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    Elisabetta

    05/09/2015 13:41:52

    Qualche anno fa, nonostante avessi appena letto Resurrezione di Tolstoj, libro intenso e senza tempo, trovai 'Padri e Figli' una piccola perla di delicatezza. Bello lo stile, bella la storia e davvero toccanti alcuni passaggi del rapporto, appunto, tra genitori e figli. Non ricordo i dettagli che me lo fecero amare così tanto, né i personaggi che preferii, ricordo tuttavia che, quando ultimai la lettura, pensai:'Che libro meraviglioso! Come ho potuto leggerlo soltanto adesso..' Se amate la letteratura russa, non perdetevi questo capolavoro....

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    il buffone

    05/12/2011 21:25:28

    come recensire un capolavoro simile? questa è letteratura russa all'ennesima potenza!Poesia narrativa, storia coinvolgente, finale indimenticabile. Da leggere e rileggere.

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    Vito Colotti

    19/01/2010 13:48:36

    Le pieghe della vita possono essere impreviste e diverse.L'avventura di due amici che poi ha un epilogo diverso e sconcertante.Nel mezzo moltà qualità. Bello!!!

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    tuttovito

    21/12/2009 20:50:23

    Da leggere.Uno di quei libri che entra dentro ed e difficile dimenticare

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    Carlo

    30/07/2008 18:14:27

    un libro bellisimo Turgenev riesce ad esprimere i sentimenti dei personaggi in una maniera straordinaria e la storia è struggente e molto ben scritta.L'autore meriterebbe di essere conosciuto molto di più CAPOLAVORO!!!!!!!!!!

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    Giuliopez

    12/05/2007 11:37:34

    Un classico che ha fatto epoca ispirando numenrosi altri autori (Dostoevslij), ma soprattutto una storia in cui, oltre ai contrasti generazionali, alla figura di "uomo nuovo" rappresentata da Bazarov ed alle problematiche della Russia di metà ottocento, vi è un trionfo dell'amore che di fatto vince tutte le idee stereotipate o meno di molti personaggi (come Arkadij o di suo padre Nikolaj Petrvic...). Inutile riassumere la vicenda è un romanzo che va letto ed apprezzato anche oggi.

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    valentina

    21/09/2005 16:10:33

    Povero Bazarov,eroe sezionatore di rane,che Tuegenev presenta come personaggio positivo! La sua morte,che appare sciocca,per un medico come lui,non è la fine banale di una grande opera,ma l'essenza stessa del libro.

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    sara

    10/07/2005 16:18:59

    veramented a leggere. Turgenev ha un'ironia e una sensibilità veramente sorprendenti

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    Gianni Facchetti

    19/09/2004 12:46:29

    Un classico davvero bello,sicuramente uno dei migliori che abbia mai letto.

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