Le particelle elementari

Michel Houellebecq

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Editore: Bompiani
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 gennaio 2015
Pagine: 337 p., Brossura
  • EAN: 9788845278822
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Michel Djerzinski e Bruno Clément sono fratellastri e sembrano essere accomunati unicamente dall’abbandono della madre. Michel è uno scienziato dedito alla biologia molecolare e vicino al Nobel. Un uomo che ha dedicato la sua esistenza agli studi scientifici che lo hanno portato all’isolamento e all’impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è riuscire a clonare gli esseri umani così da poter garantire a essi una vita perfetta. Bruno è un uomo di lettere, fa l’insegnante, è attirato dal sesso in modo morboso, ed è costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l’asettica razionalità di Michel sono il risultato dell’ambiente che li circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso in cui i desideri sembrano scaturire dagli spot pubblicitari. Nella descrizione di questo quadro apocalittico, nell’aridità di questa umanità scarnificata si intravedono scenari futuri dai risvolti inquietanti. Uno sguardo disincantato sul corpo agonizzante della civiltà occidentale che ricorda scrittori d’oltreoceano come DeLillo, Carver, D.F. Wallace e T.C. Boyle. Un libro spietato, intenso, bello ed estremo.
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    Alex

    29/09/2019 09:57:41

    Unico, potente, estremo, maleducato questo è Houellebecq. Recensire i suoi romanzi direi che è quasi impossibile. Rimane il piacere di averli avuti tra le mani e esserne usciti ancora vivi!!! Libro mostruosamente umano!!!

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    Sara

    23/09/2019 14:30:34

    Un libro profondo, doloroso e allo stesso tempo stimolante.

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    Giulia

    19/09/2019 09:51:17

    Sono stata molto colpita dallo stile di Houellebecq: l’ho trovato scorrevole e allo stesso tempo poetico e incisivo, intriso spesso di drammaticità e disillusione. ⠀ Ho apprezzato - e, in parte, condiviso - l’immensa critica nei confronti del mondo occidentale e della scienza che continua a spingersi oltre i limiti del possibile. C’è tanto da riflettere al riguardo, e la tematica mi sta a cuore. A tal proposito, le ultime pagine sono assolutamente geniali e a me sono venuti i brividi. ⠀ L’unica grande pecca di questo libro, ahimè, per me sono state le continue scene di sesso che quasi sfociavano nella pornografia. Sono l’ultima persona che si scandalizza, ma leggere di continue masturbazioni, sogni e atti sessuali dopo un po’ mi ha stancata e ha rallentato molto la mia lettura. ⠀ Nonostante questo, ho apprezzato tantissimo l’originalità e lo stile del libro e ve lo consiglio a mani basse.

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    rosy

    11/03/2019 22:48:17

    Un classico che va letto. Molto bello e meritevole!

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    ivan

    11/03/2019 06:43:38

    Adoro lo scrittore ma nonostante sia il libro che ha reso famoso M. H., probabilmente è il peggiore tra tutti i suoi romanzi, sconsiglio per chi lo vuole approcciare con questo titolo

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    salvatore

    07/03/2019 21:43:40

    Libro carino

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    paolo

    19/02/2019 16:00:07

    Libro abbastanza volgare ed in certi capitoli anche un po’ pornografico... ma nessun autore contemporaneo riesce a descrivere il senso di smarrimento, di solitudine, di estrema inquietudine... dell’uomo contemporaneo che ha perso ogni riferimento che non sia la propria coscienza e a cui non resta altro, di fronte al male o alla malattia, che il suicidio, come H. La vita ha un valore solo se in buona salute e felice, altrimenti...Dopo la lettura di un libro di H. per disintossicarmi ritorno a Dostoevsky.

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    Daniele

    15/02/2019 18:07:12

    Da che ho letto questo libro non riesco a vedere più nulla nello stesso modo di prima. Il nichilismo dell'autore coinvolge tutto, da sé stesso alla scienza, non lasciando alcuno spiraglio per l'umanità: né l'amore, né la politica, né la conoscenza e neppure la libertà. Nulla può cambiare il mondo, semplicemente perché chi dovrebbe cambiarlo, gli esseri umani, è destinato a fallire, travolto dalla propria imperfezione. Leggetelo a vostro rischio e pericolo.

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    Raffaele

    02/02/2019 15:43:11

    Un romanzo che, purtroppo, non mi ha mai realmente coinvolto e convinto, nessuno dei personaggi ha suscitato in me il benché minimo interesse e nessun legame si è creato, li ho osservati dall'esterno come sconosciuti e sconosciuti sono rimasti fino alla fine. L'attenzione e la curiosità iniziali, perché, comunque, non si tratta di un libro banale, sono durati il tempo di una telefonata (il 15 luglio Michel chiama, il 15 luglio - ma dopo un centinaio di pagine - Bruno ascolta il suo messaggio) poi, la singolarità del racconto e l'aspettativa di originalità si sono trasformati in ordinarietà ed indifferenza, tra orgasmi e scienza. Peccato.

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    Alba

    20/03/2018 16:14:29

    Due fratelli apparentemente così diversi l'uno dall'altro. Accomunati da un unico disagio emotivo. L'amore. Meraviglioso e drammatico!

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    luca bidoli

    08/03/2015 12:06:51

    Un libro potente, forte, che ho appena terminato di leggere e che mi avvolge con la determinatezza della sua suggestione finale. Grande, splendido. Le vite parallele di due fratellastri fanno da trama per un racconto che più e meglio di qualsiasi trattato di sociologia narra, descrive, spiega cinquant'anni circa di storia francese ed europea, filtrata nelle scelte e nelle vite dei due protagonisti.Due spiriti dissimili, ma proprio per quaeto più che mai rivelatori, sintomatici di un era di benessere e di malessere, di tensioni verso una liberazione che appare sempre più limitata e circonscritta in un asorta di fallimento individuale, preludio a quello collettivo. Molto eros, e giustamente: scagli la prima pietra chi, nel profondo del suo animo, non reputa e considera che molto, non tutto,ma molto, ruoti attorno a questo sentire che forse è possibile sublimare, genio e creatività, ma il più delle volte ci travolge, indifesi davanti alla forza della sua necessaria determinazione.Il fnale, amaramente, rilancia tutto sul piatto della storia, e sorprende, spiazza il lettore con l'evidenza della sua visione. Un libro che si legge d'un fiato e che non può lasciare indifferenti. In poche parole, un libro da leggere, da meditare, da vivere, con crescente consapevolezza dei nostri inevitabili limiti, della nostra reale natura e fine.

Vedi tutte le 11 recensioni cliente

Michel Houllebecq è un high level. O un next level, fate vobis. Nel senso che le sue letture spaziano dalla narrativa tout-court, alla sociologia, passando per la filosofia. Con complicati innesti scientifici come nel caso de Le particelle elementari (337 pagine, 13 euro), edito da Bompiani, nella traduzione di Sergio Claudio Perroni. Il retrogusto di fondo di questo libro è triste, crepuscolare. La morte, con il suo inspiegabile senso, incombe come presenza mefistotelica alla quale non ci si riesce ad abituare. Contro di lei si infrangono inutilmente i flutti dell’amore. Quell’amore sofferente, struggente, invivibile che intarsia le vite di due fratellastri, Bruno e Michel.

Il primo è un professore ossessionato dal sesso al punto tale da spingersi in situazioni erotiche border-line dove conoscerà Christiane, destinata a diventare la sua tragica compagna di vita. Il secondo è invece un luminare della scienza, un biologo molecolare immerso fino al collo nella ricerca spasmodica di un modo per superare i limiti biologici e fisici dell’uomo attraverso uno studio che lo porterà a rivoluzionare l’intera storia dell’umanità. Accanto a lui Annabelle, l’avvenente fidanzata che ritroverà dopo venticinque anni di lontananza e che segnerà per sempre la sua vita, influenzando nei fatti anche il suo tracciato scientifico.

Un libro triste, dicevamo, un libro in cui si legge che «alla resa dei conti rimangono sempre e soltanto solitudine, freddo e silenzio. Alla resa dei conti non c’è altro che la morte». Di questo sembrano essere più che consapevoli i due protagonisti che proprio attraverso l’amore proveranno a tematizzare, senza però riuscirvi, questa maledetta condanna. La nascita di una nuova generazione di uomini, in un futuro pressoché vicino, non più sottoposti ai vincoli della deprivazione fisica, è il riscatto a questa miseria incomprensibile della morte che Houllebecq prospetta nella sua opera.

Il domani distopico, sembra dirci, appartiene a esseri pressochè perfetti, assurti finalmente al rango di dei. In questa prospettiva inquietante, in cui i dolori, gli egoismi, le sofferenze sono stati finalmente sconfitti, l’uomo riesce nel titanico tentativo di superare se stesso, lasciando a un passato lontano il carico di quei problemi contro cui ciascuno di noi ha cercato vanamente di combattere e, nel farlo, ha dimostrato la propria profonda, imprescindibile e inattuabile umanità.

Recensione di Alessandro Orofino

 
  • Michel Houellebecq Cover

    Dopo un’infanzia e un’adolescenza segnate dall’abbandono familiare (a sei anni, viene affidato alla nonna paterna della quale ha preso il cognome come pseudonimo e con lei vive a Dicy, poi a Crécy-la-Chapelle) e dalla vita di collegio, ha scoperto il proprio maestro in H.P. Lovecraft («Non partecipo mai a quanto mi circonda, sono sempre fuori posto»), al quale ha dedicato la sua prima opera, la biografia H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita (H.P. Lovercraft. Contre le monde, contre la vie, 1991). Dopo la raccolta di versi La ricerca della felicità (La Poursuite du Bonheur, 1992), ha pubblicato il suo primo romanzo, Estensione del dominio della lotta (Extension du domaine de la lutte, 1994), radicale denuncia della miseria affettiva dell’uomo... Approfondisci
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