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Carlo Fruttero, Massimo Gramellini

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 356 p. , Brossura
  • EAN: 9788804603290

Carlo Fruttero e Massimo Gramellini hanno unito le loro intelligenze per offrire ai lettori un libro sulla storia del nostro Paese in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Hanno scelto 150 giornate significative dal 1861 a oggi, distribuendole equamente tra i quindici decenni dell’Italia unita. In ogni capitoletto di questa lunga narrazione nazionale hanno evidenziato un personaggio, un episodio, partendo dal particolare più vivido per illustrare una pagina di storia più grande e per evitare ai lettori la noiosa impressione di un testo scolastico. Il risultato sono 150 racconti ridotti all’essenziale e molto godibili che risvegliano l’interesse per la recente storia d’Italia e il gusto di una lettura a tratti impegnata e per certi versi anche frivola.
In queste pagine incontriamo ovviamente i grandi del nostro Risorgimento. Vi è il deputato di Napoli Giuseppe Garibaldi che irrompe in camicia rossa nel primo Parlamento italiano, Palazzo Carignano a Torino, con sombrero e poncho grigio sulle spalle, accusando Cavour di aver ceduto Nizza, la sua città natale, alla Francia. E a scontrarsi con Garibaldi troviamo appunto Camillo Benso conte di Cavour, preparato, concreto, il politico liberale di governo che, da Torino a Palermo, incarnava la visione dell’alta borghesia e dei moderati. Tra quelle due Italie, già allora, sottolineano con ironia gli autori, non mancava l’«eterno democristiano», il garibaldino Nino Bixio, che esordì il 18 aprile 1861 con un bel: «io sorgo in nome dell’Italia e della concordia!». Il ferimento di Garibaldi in Aspromonte, con l’immancabile marcia dei bersaglieri che tanti di noi hanno storpiato a scuola per imparare le vocali, il brigantaggio, il re d’Italia Vittorio Emanuele II che deve spostare la capitale a Firenze, la crociata per la liberazione del Veneto dall’Austria, tutta la prima parte del libro ruota intorno alle gesta dei nostri personaggi risorgimentali, più o meno eroici.
Fruttero e Gramellini vanno oltre, fino ai giorni nostri. Per fare questo libro hanno letto un numero impressionante di testi relativi a ogni episodio, a ogni personaggio, ciascuno dei quali meriterebbe un intero volume. Così, alle tappe “obbligatorie” della storia patria, come la breccia di Porta Pia, Caporetto, la marcia su Roma, il rapimento Moro, Mani Pulite, aggiungono altre date di cronaca rosa e cronaca nera, sinistri figuri accanto a purissimi eroi. Troviamo Pavarotti ad esempio, ma non la Callas, la tragedia del Vajont e non il Polesine, l’assassinio di Casalegno e non quello di Tobagi per il periodo buio degli “anni di piombo”. Con queste pagine i due autori risvegliano la curiosità dei lettori: l’intento è quello di fornire un’infarinatura di storia d’Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l’hanno mai avuta. «L’impressione finale – scrivono – è che questa Patria sia una difficile Patria, più volte sull’orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli. C’è di che inorgoglirsi, ma purtroppo anche di che vergognarsi. Un Paese irritante, fastidioso, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme.»

Recensioni dei clienti

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    mariopà

    06/03/2011 22.44.14

    bellissimo libro, scorrevole e con storie della nostra Italia che talvolta abbiamo dimenticato! e comunque non avrei mai pensato di rimpiangere i democristiani del passato rispetto ai personaggi politici di oggi: inutili, immorali e inutilmente vanagloriosi!!! oltre che seccamente ignoranti!!!a voi politici: leggete questo libro e ,forse, capirete qualcosa del popolo italiano di cui vi vantate di essere i rappresentanti senza esserne degni!

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    Anna

    25/02/2011 10.08.51

    Intelligente, a tratti spiritoso, a tratti commovente (come nell'episodio della maestra dileggiata perché sospettata di essere l'amante del sindaco, o nelle testimonianze sul terrorismo affidate ai protagonisti, o, ancora, nella Torino emozionata per le Olimpiadi invernali). Grande esempio di giornalismo, fatto di ricerca certosina e penetrante sensibilità

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    Carlo

    26/01/2011 10.08.21

    Mi è piaciuto e lo terrò a portata di mano per poterlo consultare. Mi ha confermato che non c'è nulla di nuovo sotto il sole, forse negli ultimi tempi è aumentata l'arroganza e la violenza intellettuale. Aspettavo con curiosità il 1939, ma non è successo nulla di importante (solo la mia nascita). Mi sono chiesto: perchè 20 febbraio 1958 e non 20 settembre 1958 ?

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    massimo r.

    16/01/2011 18.51.58

    Non voglio iniziare a fare le pulci a questo libro, che necessariamente ha imposto agli autori di operare delle scelte.Ma una per tutte, visto che si è parlato (giustamente) di personaggi come Modugno o Battisti, come si fa a non parlare di Mina, che ha avuto un ruolo fondamentale nell'Italia degli anni '60-'70 (ma ancora oggi...), nel campo della musica e del costume?

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    Erminia

    11/01/2011 14.18.35

    Libro eccellente! Fruttero e Gramellini ci offrono la possibilità per fare un "ripasso generale" su quelli che sono stati gli avvenimenti decisivi nella storia della nostra patria, dalla sua nascita ai giorni nostri. La narrazione è impreziosita dalla rievocazione di fatti "minori" che nessun libro di storia ha mai riportato ma che hanno il pregio di dare maggior senso al contesto storico che li contiene. In un mondo globalizzato, l'Italia unita compie 150 anni ma gli italiani non sono mai andati oltre ad una visione provincialistica di mediocre campanilismo. E proprio la mancanza di unità fa di noi un popolo che non ha carattere, che non sa ribellarsi, che non prende posizioni, che non sa guardare oltre il proprio orticello e, proprio a causa di questi atavici difetti, non ha mai saputo esprimere una degna classe dirigente, tant'è che l'Italia politica odierna ricalca il peggior feudalesimo. Attuale più che mai, torna la frase prununciata da Massimo D'Azeglio dopo la proclamazione dell'unità: "L'Italia è fatta, ora si tratta di fare gli italiani". Nessuno ci è ancora riuscito! Concludo dicendo: povera Italia.........

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    Mauro

    04/01/2011 16.43.49

    Molto interessante questa lista di fatti e personaggi noti e meno noti. La scrittura è sempre brillante e scorrevole. Certo che leggendo dei Savoia, del colonialismo, del fascismo, delle tangenti, degli scandali, del terrorismo ecc. ecc. sentirsi orgogliosi di essere italiani è molto difficile!

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    claudio

    03/01/2011 10.20.17

    E' sempre un piacere leggere Fruttero e Gramellini. Anche in queste 150 letture confermano la loro statura morale e ci fanno sperare in un mondo migliore: non c'è soltanto la televisione,il berlusconismo e il leghismo becero.

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    giorgio g

    05/12/2010 11.16.36

    Ho avuto modo di apprezzare i libri scritti da Carlo Fruttero insieme al compianto Franco Lucentini, leggo ed apprezzo la rubrica quotidiana di Massimo Gramellini su uno dei maggiori quotidiani italiani nonché i suoi interventi nella trasmissione televisiva "Che tempo che fa". Adesso la sorpresa dell'accoppiata Fruttero - Gramellini, esperimento pienamente riuscito: la lettura della loro opera è al contempo piacevole ed istruttiva, piacevole perché la narrazione di mille episodi della nostra storia unitaria scorre via veloce senza che ce ne accorgiamo, istruttiva perché ci riporta alla mente tante situazioni che avevamo letto nei libri di storia o che avevamo vissute nella contemporaneità o che semplicemente sconoscevamo. Il "valore aggiunto" del libro è il taglio della narrazione che è assolutamente inimitabile. Bravo Fruttero e bravo Gramellini! Una speranza: che le storie non raccontate nel libro e che sono state via via pubblicate sul quotidiano citato più sopra trovino posto in "La Patria, bene o male Due". Restiamo in attesa.

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