La peste

Albert Camus

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Traduttore: Yasmina Mélaouah
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 giugno 2017
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788845283512
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Albert Camus

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Scritto da Albert Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, La peste è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi

Oggi da leggere e rileggere in una nuova brillante traduzione.Orano è colpita da un'epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un'umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l'edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ''essere felice da solo'', il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l'indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l'egoismo gretto gli alleati del morbo.
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    Anna Testa

    19/09/2019 12:00:25

    Il testo di Camus è uno dei numerosi tentativi degli autori del Novecento di descrivere allegoricamente i regimi totalitari che sconvolsero l'equilibrio e la pace europei e mondiali. La prospettiva dell'autore è quella di una malattia inattesa, apparentemente debellata e quindi ormai sottovalutata come la peste che si diffonde improvvisamente nell'Algeria francese. Perfetta rappresentazione degli attributi delle due guerre mondiali. Il ritmo è lento, in parte giustificato dalle varie riflessioni sugli ideali, la morte per essi e l'amore per le persone strappate dalla peste-guerra. La conclusione è un pugno nello stomaco. Consigliato.

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    chiaretta91

    18/09/2019 18:15:44

    "Il male presente nel mondo viene quasi sempre dall'ignoranza, e la buona volontà, se non è illuminata, può fare altrettanti danni della malvagità" Libro che parla di una epidemia di peste ad Orana, cittadina sulla costa algerina, nel 194.. La città viene isolata e la separazione dai propri cari è più rilevante della morte che colpisce senza pietà i propri concittadini. Qui l'egoismo e l'indifferenza sono gli aiutanti del morbo e solo lo spiritò di solidarietà insieme ad una decisa resistenza al male possono aiutare. Peste come metafora per tutti i mali che popolano il mondo, con un riferimento particolare al nazismo, il grande male della seconda guerra mondiale. Il grande messaggio che ci vuole lasciare questo libro è il fatto che "il bacillo della peste non muore né scompare mai", come il male in generale si può ripresentare ovunque e il qualsiasi momento, senza preavviso o motivazioni. Veramente un bel libro, forse mi aspettavo qualche spiegazione o riflessione più approfondita ma il messaggio passa forte e chiaro.

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    Luca

    06/07/2019 22:18:36

    Libro che mi è stato consigliato da più persone, ma non mi ha preso come immaginavo avrebbe fatto. Forse rileggendolo fra qualche anno emergeranno le caratteristiche filosofiche e la profondità storica che non sono riuscito a cogliere.

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    Marco Canonico

    28/05/2019 12:47:28

    Ritengo sia una delle migliori opere della letteratura moderna/contemporanea. Un libro che ha tanto ripreso dalla cultura greca e latina, intriso di una pungente e arguta filosofia. Insieme al "Mito di Sisifo", "La Peste" è sicuramente la migliore opera del filosofo e scrittore francese. Consigliatissima.

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    Ubaldo

    11/03/2019 10:01:43

    Romanzo molto intenso sia per la descrizione del contesto, sia per la caratterizzazione dei personaggi. La situazione drammatica e le diverse reazioni della popolazione coinvolta descrivono un quadro che può essere trasposto ad altre condizioni di emergenza anche attuali.

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    lambert00

    10/03/2019 16:26:27

    Tra i romanzi di Camus La peste occupa un posto alquanto singolare in quello che è il percorso intrapreso dallo scrittore algerino per rendere manifesto al suo lettore della presenza dell'assurdo: stilisticamente lineare, una confessione scritta come se fosse un rigido referto clinico, è un testo corale che colpisce per la suggestiva metafora che si nasconde dietro la lotta degli abitanti di Orano contro l'implacabile colpo della peste. Sul palcoscenico della vita di una cittadina africana va in scena la peste; questo morbo spazza via la normale routine della città e porta i suoi abitanti a fare i conti con loro stessi, il loro passato, la loro coscienza. Il dolore avvicina inesorabilmente, ma al tempo stesso acuisce la solitudine. Un assoluto capolavoro. Scritto negli anni '40, è la metafora del nazismo. Questo male che nasce, cresce, si allarga, si evolve ma, nonostante tutto, lascia comunque freddi e indifferenti la maggior parte dei suoi cittadini. Un libro troppo poco conosciuto, purtroppo.

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    Luca

    08/03/2019 20:36:29

    Il testo comincia in un modo molto tecnico sulle caratteristiche della città in modo da fornire al lettore l'idea di una città normale dove non accade mai nulla di particolare. Questa descrizione tecnica è un po' noiosa, ma il racconto si dipana via via e diventa sempre più interessante con la diffusione dei primi topi nella città che porteranno la peste in modo esteso. Conosciamo i personaggi principali un dottore soprattutto che ci accompagnerà in tutto il romanzo e che aiuterà nel soccorso dei cittadini appestati ma anche altri personaggi positivi. Sono presenti anche personaggi negativi, alcuni che rinsaviscono, altri che tenteranno di approfittare della situazione a loro vantaggio. Comunque la storia diventa interessante e il libro si legge tutto d'un fiato. E' un tema che è trattato ampiamente anche ne "I promessi Sposi", ma sicuramente questo è un libro importante, poichè la peste è in realtà il simbolo della vita.

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    Bice

    08/03/2019 17:44:53

    L'autore mette in un mostra tutta la sua maestria nell'arte dello scrivere. Tutto lo squallore, la disperazione, il laido e la rassegnazione dell'uomo, in una epidemia devastante, affiora in maniera sempre più marcata, mostrandoci i lati più indifesi del genere umano. In alcuni momenti mi ha ricordato un altro capolavoro della letteratura mondiale, "Cecità" di Saramago, che consiglio a chi non lo avesse ancora letto. Insomma se ancora non lo avete letto, dovete rimediare subito, parola di lettrice accanita!

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    Giuliana

    06/03/2019 20:00:59

    «Ma che vuol dire la peste? È la vita, ecco tutto.» È lo stesso Camus a svelarci, nella penultima pagina del libro, il significato di questa sua opera: un significato esistenziale (non a caso lui viene annoverato tra gli autori esistenzialisti, sebbene lui non si riconoscesse in questa definizione). Questo meraviglioso libro, infatti, è una vera e propria parabola della vita. Alcuni vi hanno visto una metafora del Male, dei totalitarismi in generale e, in particolar modo, del nazismo. Ma "La peste" non è solo questo. È un testo logorante, capace di scavare nel profondo dell'animo umano. È esso stesso una rappresentazione dell'umano, nei suoi aspetti più nobili e in quelli meno lodevoli (i primi, afferma l'autore, sono i prevalenti!). È la vita, nonché la grande domanda sul suo senso. Indimenticabile, per esempio, il dialogo del protagonista con padre Paneloux, successivo alla scena straziante della morte atroce di un ragazzino. «No, Padre, io mi rifiuterò sino alla morte di amare questa creazione dove i bambini sono torturati» afferma il dottore, richiamando probabilmente Ivan Karamazov. Eppure, questo non è un libro triste, nonostante tutto! Come sempre Camus è un maestro in questo: lasciar intravedere barlumi di speranza, i quali, come le stelle, sono visibili solo nel buio autentico di una Notte oscura.

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    missoddity

    06/03/2019 17:58:27

    Per me che sono sensibile a certi argomenti non è stato semplice leggere le descrizioni dei sintomi della peste che dilaga ad Orano. È impressionante l'angoscia e il senso di solitudine che ti rimangono dopo aver letto questo libro. La malattia annienta, divide ed impaurisce e il finale dolceamaro non aiuta a scrollarsi di dosso l'impotenza che cresce piano piano. Personalmente l'ho trovato poco scorrevole in alcuni punti troppo "descrittivi" ma dopotutto Albert Camus è un premio Nobel, consiglio a tutti di leggere almeno un suo scritto.

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    Martina

    23/02/2019 21:15:33

    Un libro spettacolare che alla fine lascia senza fiato

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    Raffaele

    11/02/2019 21:27:16

    Un romanzo all'inizio molto interessante che però non mantiene interamente le aspettative, la scrittura non mi è dispiaciuta ma la storia, indipendentemente dal suo significato vero o presunto, non mi ha appassionato più di tanto; argomenti ripetuti e, in alcuni frangenti, dialoghi piuttosto deboli. Comunque da leggere.

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    Simone

    22/01/2019 19:03:56

    Dopo aver letto lo straniero (che mi ha lasciato alquanto interdetto) ho voluto dare un'altra possibilità a Camus e mi hanno consigliato la peste. Niente da fare, questo autore non lo digerisco. Un libro filosofico e metaforico che va analizzato a fondo, ma lo stile della narrativa l'ho trovata pesante e prolissa. Peccato.

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    Francesca

    23/09/2018 17:12:19

    Libro molto bello, è stato importante per la mia formazione culturale. Camus è sempre una garanzia

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    Guido

    21/09/2018 13:33:45

    La peste che investe il piccolo paesino al centro della storia è metafora della vita borghese. Risvegliati dal torpore di tutti i giorni, i personaggi di questo romanzo cercano di imparare a vivere davvero, ritrovando emozioni e sogni assopiti. Un capolavoro come solo Camus sa scrivere...

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    Andrea

    19/09/2018 13:43:25

    Tra i romanzi di Camus La peste occupa un posto alquanto singolare in quello che è il percorso intrapreso dallo scrittore algerino per rendere manifesto al suo lettore della presenza dell'assurdo: stilisticamente lineare, una confessione scritta come se fosse un rigido referto clinico, è un testo corale che colpisce per la suggestiva metafora che si nasconde dietro la lotta degli abitanti di Orano contro l'implacabile colpo della peste.

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    Felix

    18/09/2018 14:10:07

    Camus ci avverte! Ogni epoca ha il suo genere di peste (nazismo, capitalismo, idealismi ed egoismi di ogni genere ...) e anche quando l'epidemia è già al suo apice, c'è sempre una moltitudine disposta a negarne l'esistenza e a vivere come se niente fosse, rinchiusa nel suo meschino tornaconto personale.

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    Egome

    13/06/2018 06:37:12

    Uno spaccato di umanità sofferente. Come può accadere in un periodo di guerra, in un’ epoca segnata dal terrorismo, durante una carestia, dopo un terremoto… Camus ci parla dell’uomo che soffre, colpito da una malattia che non perdona. Paura, terrore, sgomento, impotenza, rassegnazione, speranza, solidarietà, diffidenza … Questi i sentimenti, le emozioni di chi si trova a lottare contro un morbo dilagante come la peste. La peste ad Orano uccide uomini, ma anche lavoro, affari, dignità, valori, uccide un’intera città isolata in una sorta di quarantena a tempo indeterminato. Ognuno ha una sua storia che inesorabilmente confligge con quella della peste, unica protagonista, regista ed arbitro delle varie storie individuali. L’io narrante, il dott. Rieux, sempre in prima linea nella lotta contro il male e sempre consapevole della sua impotenza; il sig Rambert, inviato dal giornale e bloccato in città dalla autorità ; il prete Peneloux con le sue prediche colpevolizzanti all’inizio ( la peste come punizione di Dio), ma alla fine, quando tocca a lui, rassegnato alla accettazione del male intesa come dedizione totale alla fede (la peste, ‘bisogna volerla perché Dio la voleva’); il giudice Othon e il suo giovane figlio, tragicamente distrutto dal male; Tarrou che morirà con il suo desiderio utopistico di ricerca del bene, di perdono dei colpevoli; lo stravagante ‘scrittore’ Grand, con la fissa di un incipit di un racconto che forse non finirà mai … L’atmosfera del racconto, a tratti brutale e spietato, è quella di una grande, laica solitudine dell’uomo di fronte al male, con pochi sprazzi di solidarietà, serenità … “ Rieux pensava fosse giusto che almeno ogni tanto la gioia ricompensasse coloro che si accontentano dell’uomo e del suo povero e terribile amore”.

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    Luca Aquadro

    09/08/2017 00:09:39

    Orano, Algeria. Anni Quaranta del Novecento. Un'epidemia di peste stravolge la vita di una tranquilla città. Un medico, il dottor Rieux, a emergenza finita, si fa narratore lucido e puntuale di quanto vissuto nei mesi del disastro. Fin qui il significato letterale di un romanzo che si può leggere con piacere e curiosità in quanto tale. Europa. Prima metà del Novecento. Il nazismo stravolge la vita di un continente. Uno scrittore, Albert Camus, due anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, ricorre alla metafora della peste per alludere all'epidemia del Male Assoluto appena finita. Fin qui il significato metaforico di un romanzo che si può leggere con la rasserenante consapevolezza di essere dalla parte giusta. "... il bacillo della peste non muore né scompare mai (...) forse sarebbe venuto il giorno in cui (...) la peste avrebbe svegliato i suoi topi e li avrebbe mandati a morire in una città felice." (p. 326) Mondo. Tempo indefinito nel presente, nel passato, nel futuro. Il Male colpisce l'Uomo. Come Dante insegna, mai accontentarsi dei significati più ovvi di un testo... Rimedi al Male? Dipende. Per qualcuno la fede (vedi il personaggio di padre Paneloux), per qualcuno l'amicizia (vedi il personaggio di Tarrou), per qualcuno il senso del dovere (vedi il personaggio del dottor Rieux). Eccetera. Un'ultima cosa... Leggendo il romanzo si ha l'impressione che lo scrittore conoscesse benissimo le cinque fasi dell'elaborazione del lutto teorizzate da Elisabeth Kuebler Ross nel 1970, ovvero: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione. Peccato che il romanzo sia stato scritto un quarto di secolo prima. Conferma del fatto che l'Arte è quella cosa che anticipa la Scienza con una maggior cura per l'Estetica. "Il vecchio aveva ragione, gli uomini erano sempre uguali. Ma in questo stavano la loro forza e la loro innocenza e in questo, al di là di qualunque dolore, Rieux si sentiva accomunato a loro." (p. 325) Albert Camus (1913-1960), premio Nobel 1957.

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  • Albert Camus Cover

    Scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo e anarchico francese, importantissimo esponente dell'esistenzialismo. Albert Camus nacque in Algeria, dove studiò e iniziò a lavorare come attore e giornalista. Affermatosi con il romanzo "Lo straniero" e con il saggio "Il mito di Sisifo", raggiunse un vasto riconoscimento di pubblico nel 1947 con "La peste". Dal 1940 a Parigi, partecipò alla resistenza. Nel dopoguerra fu caporedattore del giornale "Combat". Nel 1957 ebbe il nobel per la letteratura (con questa motivazione: "per la sua importante produzione letteraria, che con chiarezza e onestà illuminai problemi della coscienza umana nei nostri tempi"). Morì in un incidente automobilistico, a Villeblevin. Fra i titoli più celebri di Camus... Approfondisci
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