Prigionieri del paradiso

Arto Paasilinna

Traduttore: M. Ganassini
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2009
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788870911770
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,10

€ 12,75

€ 15,00

Risparmi € 2,25 (15%)

Venduto e spedito da IBS

13 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giacomo Francesco

    22/02/2014 11:56:50

    Prendete una comitiva inviata dall'Onu nel Terzo mondo per educare i giovani ad una procreazione responsabile, composta da medici,ostetriche ed infermiere scandinave,oltre ad un gruppo di esperti tagliaboschi finlandesi, aggiungeteci l'equipaggio inglese di uno degli apparecchi più sfortunati della storia dell'aviazione e fateli precipitare su un'isola deserta nei pressi della Nuova Guinea... ci sono tutti gli ingredienti per una storia drammatica e divertente al tempo stesso. Attraverso gli occhi di un disincantato giornalista di Helsinki assistiamo alla nascita di una comunità che vive 'secondo il principio dell'equa distribuzione e della solidarietà'. Alla fine, nonostante gli immensi sforzi per tornare alla civiltà,i naufraghi pongono a sé stessi ma soprattuto a noi il dubbio se ne valga veramente la pena...

  • User Icon

    Jacopo

    11/01/2014 11:30:09

    Un libro che si legge in poche ore, molto veloce e fluido. La storia è divertente ma piuttosto banale e scontata. Ideale per un bambino o un adolescente o per un adulto che non vuole un libro pesante e che non si aspetta troppo!

  • User Icon

    luca bidoli

    01/10/2012 10:30:22

    Dunque, non lo posizionerei certo nello scaffale dei libri che un gorno, forse, vorrei rileggere, tuttavia per qualche ora di spensieratezza, alternativa al vomit televisivo ( ci si giustifica sempre così), può rappresenatre un piacevole diversivo, senza pretendere grande letteratura. Un piccolo libro che si "divora" i qualche ora, magari in un adomenica pomeriggio autunnale, come degno contrapasso al clima tropicale che impera sulle sue pagine. Un gruppo di novelli Robinson, ma con una matrice infermieristico-medica e per di più scandinava. Il che offre il destro e il pretesto, anche per alcune argute osservazioni di carattere sociologico o pseudo-nazionalistico ( leggi i contrapposti nazionalism tra svedesi e finnici), in u quadro solo apparentemente, ovvio, idilliaco, ma attraverso il quale alcuni scoprono che il vero buon selvaggio è un precursore del socialismo reale. Godibile, andante con moto.

  • User Icon

    Mary

    27/07/2011 15:36:25

    un buon romanzetto da "vacanza"; fa sorridere e la lettura scorre in fretta.

  • User Icon

    Gamla

    28/06/2011 15:06:36

    Ho letto molti libri di Paasilinna, scrittore che adoro, ma questo libro non mi ha impressionato per niente. Testo molto banale e poco scorrevole. Si legge comunque in un paio di giorni, anche se alla fine non rimane niente.

  • User Icon

    Romolo

    08/09/2010 22:32:19

    Gradevole. Non raggiunge però i picchi narrativi di altri scritti dell'autore, nè si segnalano momenti particolarmente esilaranti. Non vi pentirete di averlo comprato ma probabilmente non lo consiglierete

  • User Icon

    nini11

    16/05/2010 16:45:46

    Discreto. Leggibile. Ma mai proprio scorrevole ( si nota l'assenza di dialoghi ) e poi tutto troppo terre a terre, senza introspezione di nessun genere. ( il fatto che Paasilinna abbia scritto di meglio è abbastanza logico, dato che questo romanzo risale al 1975 )

  • User Icon

    Rubens

    13/04/2010 12:49:56

    Ideale. Si tratta di un romanzo ideale. Uno scritto che mette l'uomo degli anni zero in seria difficoltà. Una missione dell'ONU cade, infatti, con l'aereo in un angolo sperduto dell'arcipelago indonesiano. Non diventerà, di conseguenza, una caduta esclusivamente legata alla sopravvivenza del gruppo, ma si trasformerà in una caduta dei principi esistenziali dell'epoca contemporanea. Il rapporto fra uomo e natura si fa strada nella mente del lettore, convincendolo, fra le battute e lo humor sarcastico (ma realistico) di Paasilinna, ad augurarsi la stessa sorte il prima possibile. Il paradiso, sempre più vicino, trova una propria armonia sociale sia politica che etica intorno al colletivo di "prigionieri" al di fuori dal mondo tecnologico, ma all'interno dell'universo spirituale. Lontano dall'Isola dei Famosi, Arto scrive un bel libro con contenuti struggenti che spaziano nei propri pensieri non poco. Ancora tecnicamente non eccezionale, l'opera rimane dentro con un grosso S.O.S rivolto al senso della vita.

  • User Icon

    Anna M.

    12/04/2010 12:07:56

    Sebbene la trama non sia eccezionale, il libro è scritto molto bene e si legge molto in fretta. Di piacevole lettura.

  • User Icon

    llwellin

    20/03/2010 10:10:26

    Non è male ma a voler essere sinceri Pasilinna ha scritto anche cose migliori come "L'anno della lepre" e "Lo smemorato di Tapiola". Il pregio, forse, di questa opera, è l'ambientazione esotica contrapposta alle "solite" ambientazioni nordiche. Il protagonista, sempre un giornalista, è solo un po' meno pazzo di Vatanen. I temi che fanno da sottofondo sono quelli soliti amati dall'autore come il rapporto uomo-natura, le esistenze grige, il costruire una società migliore... Scene come quella del bunker, della cattura della scimmia e altro sono memorabili. I personaggi meglio delineati? La signora Sigurd sopra a tutti ma anche Taylor non è male! :-)

  • User Icon

    MARIANGELA

    15/03/2010 09:10:29

    Non uno dei migliori, si legge in fretta e lascia poco.

  • User Icon

    katia

    12/01/2010 14:12:29

    ho letto tutti i libri di Arto..e questo non mi ha entusiasmato per niente..si legge bene,ma c'e carenza di dialoghi e della sua grande ironia.. c'è di meglio nella sua bibliografia!! quindi, se vi è piaciuto questo, consiglio tutti gli altri!

  • User Icon

    Roberta

    05/01/2010 10:30:25

    Dei moderni Robinson Crusoe affrontano per circa 1 anno la permanenza, dopo un'atterraggio di fortuna, su un'isola indonesiana. Si organizzano talmente bene che ad alcuni di loro l'idea di essere salvati non piace affatto. Paasilinna come in altri suoi racconti, con tanto humor e personaggi un po' folli ci narra una storia divertente che alla fine, mi ha fatto pensare " e se fosse capitato a me cosa avrei fatto?"

  • User Icon

    Andrea Zanni

    23/12/2009 11:14:04

    E' il mio primo Paasilinna....semplicemente grande, una lettura così era da tempo immemore che non mi veniva sotto mano.

  • User Icon

    wentworth

    21/12/2009 10:39:06

    Una favoletta avventurosa, leggera, si legge bene ma niente di più. Personaggi poco delineati, nessuna introspezione psicologica, dialoghi quasi inesistenti. I naufraghi riescono addirittura ad instaurare una sorta di società comunista senza che nasca una discussione, un dissenso. Che meraviglia! L'unico conflitto riguarda la produzione di grappa! Insomma lo consiglierei solo ai prossimi concorrenti dell'Isola dei famosi!

  • User Icon

    luisa c. rossi

    20/12/2009 12:27:14

    e che dire? gran bel libro. ma un po' meno rispetto ai precedenti. ho scoperto, attraverso una intervista al traduttore, in una trasmissione che ogni tanto ascolto "il posto delle parole" che questo libro è uscito negli anni settanta. bel regalo di natale che mi sono fatta. letto in poche ore. bella la lettura che c'è tra queste righe di rapporti tra le persone. posso dire una cosa? ho sentito l'intervista al traduttore: ma che simpatico. luisa c

  • User Icon

    Giuseppe

    15/12/2009 17:31:11

    E' Paasilinna. Simpatico, coinvolgente, allegro ma mai banale...l'ho letto davvero tutto d'un fiato, cercando di gustarmi a pieno le ultime pagine!! Da leggere assolutamente!!

  • User Icon

    Michele

    13/12/2009 11:21:29

    Incredibile!!! Come al solito il nostro Arto è riuscito dove altri (nel suo genere) non riescono. Fantastica l'idea, fantastica la capacità naturale di scavare dentro i conflitti sociali con umorismo e semplicità. Non sapevate che regalo fare? Sono assolutamente sicuro che questo sia un dono sicuramente "paradisiaco".

  • User Icon

    cristiana

    09/12/2009 20:01:58

    come sempre paasilinna è divertentissimo! la prima parte del romanzo non mi ha convinto ma poi diventa grandioso. assolutamente da leggere.

  • User Icon

    giuliana

    09/12/2009 19:59:00

    comprato domenica alla fiera più libri più liberi di roma e letto d'un fiato: non all'altezza di piccoli suicidi tra amici, ma molto molto divertente. arto paasilinna è il vero ispiratore di lost!

Vedi tutte le 20 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Se la nota serie televisiva Lost avesse avuto tra i suoi protagonisti, al posto di rockstar e truffatori americani, ostetriche e tagliaboschi scandinavi, come sarebbe andata a finire? Magari naufragare su un'isola deserta e inospitale, in balia delle forze della natura e degli istinti animali, non sarebbe stato poi così tragico. Magari un popolo mite e civile, come quello nord europeo, avrebbe trovato il modo per costruire una società perfetta.
è Arto Paasilinna, autore di culto in Finlandia, a immaginare questa nuova Utopia contemporanea. Al suo nono romanzo tradotto in Italia, dopo aver pubblicato grandi successi come L'anno della lepre (1994, Iperborea) e Piccoli suicidi tra amici (2006, Iperborea), l'autore torna con un'avventura ironica e affascinante, dove la fantasia, la natura e l'impegno civile si fondono.
Il plot narrativo è un classico: un aereo inglese, con a bordo una delegazione di medici e infermieri dell'ONU, precipita al largo della Melanesia. Dopo tre giorni di cammino solitario il giovane giornalista, protagonista di questa storia, si imbatte negli altri superstiti, accampati su una spiaggia deserta. Si tratta in tutto di quarantotto persone, ventisette donne, per lo più ostetriche finlandesi e infermiere svedesi, e ventidue uomini, una folta delegazione di tagliaboschi e tecnici forestali, oltre all'equipaggio dell'aereo inglese. Un'umanità variopinta da cui, sin dalle prime ore dopo il disastro, emergono alcuni personaggi destinati ad assumere la leadership del gruppo. Tra questi il probo Vanninen, un anziano medico, e il coraggioso capitano Taylor, il pilota dell'aereo, per non parlare della integerrima signora Sigurd, una corpulenta infermiera che prenderà in mano le sorti del gruppo.
Ci sarà da risolvere il problema del reperimento del cibo e quello della sicurezza, si dovranno studiare dei metodi per ripararsi dalle intemperie ma anche per difendersi dagli animali, ci saranno da prendere importanti decisioni per la collettività, ma anche da stabilire la lingua da usare e le regole da seguire. Da questo assembramento umano multiforme e caotico, emergerà presto, e in maniera straordinariamente semplice, una società perfetta. Senza neanche rendersene conto questi naufraghi si ritroveranno all'interno di una società socialista, dove non esiste la proprietà privata, le risorse vengono distribuite in base ai bisogni, l'assistenza medica è gratuita, non esiste il denaro e l'unico bene voluttuario è l'alcol, distillato in grandi quantità dalle noci di cocco e venduto regolarmente nel bar del villaggio.
Per descrivere questa isola utopica, Paasilinna non ci propone un saggio filosofico, né un testo sociologico, ma al contrario con la solita ironia, tratteggia esilaranti scene bucoliche dove l'uomo e la natura interagiscono senza prevaricazioni. La leggerezza dei toni e della scrittura stempera le considerazioni sociali restituendoci un autore capace, ancora una volta, di costruire altri possibili mondi.