Quella metà di noi - Paola Cereda - copertina

Quella metà di noi

Paola Cereda

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Editore: Perrone
Collana: Hinc
Anno edizione: 2019
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788860044891
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Quella metà di noi

Paola Cereda

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Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Elisabetta Mondello

«Un'occasione di esplorazione della vita e della sua necessità resa a chi la vive, perché non esistono le parole giuste, ma solo le esperienze di chi le fa (o non le fa)» - Stefano Jossa, Robinson

Alle volte ci si ritrova nel mezzo: di due case, di più lingue. Nel mezzo di più vite, di decisioni ancora da prendere, di bisogni contrastanti. È qui che sta Matilde, maestra in pensione che si reinventa badante, alle prese con una parte di se stessa che credeva di non dover mai affrontare. I segreti sono spazi di intimità da preservare, nascondigli per azioni incoerenti, fughe, ma anche regali senza mittente per le persone che amiamo. Ma cosa resta di autentico nei rapporti quando si omette una parte di sé? Dove si sposta il confine tra sentimento e calcolo? Matilde lo scoprirà nel confronto con sua figlia, con l'ingegnere di cui si prende cura, con gli spaccati di vite sempre in bilico del quartiere di periferia in cui vive: ogni rapporto ci trasforma, in una dimensione di reciprocità che, attraverso l'altro, ci permette di valutare quanto, alla fine, siamo disposti a cedere di quella metà di noi. Dando voce a una coralità di personaggi, Paola Cereda racconta una società frammentata che cambia e fa emergere nuovi bisogni e nuove prospettive, in cui pare necessario inventarsi una nuova modalità per far quadrare i conti con noi stessi e con gli altri. Con una scrittura asciutta e chirurgica, che pure inaugura spazi di autentica poesia, tesse una storia universale, la storia di una donna in grado di restare in piedi quando crolla anche l'ultima illusione.

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    Federica

    11/06/2019 21:54:00

    Sottile, delicato, il romanzo arriva in punta di piedi a illuminare le zone più segrete e recondite dell’animo umano. Copertina 5, storia 4, stile 4

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    kitty17

    11/06/2019 21:35:52

    Una storia struggente, scritta in uno stile asciutto ed essenziale, ma non per questo meno emozionante, anzi. Perché tocca le corde della parte segreta, quella “metà di noi” che rappresenta anche la parte più vera di noi stessi. Una scrittrice che conquista col suo tocco leggero ma deciso e preciso nel descrivere aspetti semplici e quotidiani delle nostre vite, con le mille difficoltà e i mille piccoli grandi problemi della vita della gente comune. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Fabo

    11/06/2019 21:17:45

    Paola Cereda dimostra una grandissima sensibilità nel descrivere, lasciando scorrere la sua scrittura essenziale e pulita, le relazioni umane e i delicati rapporti che caratterizzano le vite di ognuno di noi. La vicenda dell’insegnante in pensione che è costretta, dalle necessità della vita, a riprendere a la vorare come badante, cattura a livello emotivo e lascia una grande malinconia per la consapevolezza de “la metà di noi“ che, tutti noi, non riveliamo mai agli altri. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Leo

    11/06/2019 21:15:23

    Matilde è un personaggio in cui mi sono ritrovato, non a metà, bensì al 100%. Vivere a metà al giorno d’oggi sembra una prerogativa, non riusciamo ad essere noi stessi, indossiamo mille maschere, siamo uno, nessuno e centomila, ma sempre a metà. Matilde insegna come affrontare la vita a pieno non senza difficoltà, come ritrovare il coraggio di cambiare dopo mille imprevisti. Stile magnifico, forte e poetico allo stesso tempo. Copertina 4 Storia 5 Stile 5

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    Vincenzo

    11/06/2019 21:15:17

    Il romanzo ci racconta la storia di Matilde, maestra in pensione che ricomincia a lavorare per necessità come badante per un anziano ingegnere. Paola Cereda, già dal titolo, pone un quesito al lettore: perché viviamo con una metà di noi stessi che spesso non siamo disposti a consegnare a nessuno? Forse per paura dei giudizi degli altri o per costruire un riparo sicuro da future delusioni? L’autrice, con Matilde, ci invita ad avere relazioni più sincere per una vita più piena. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Bibi

    11/06/2019 20:50:42

    Matilde Mezzalama, maestra in pensione, deve ritornare a lavorare per necessità, e viene assunta come badante, ed ogni giorno esce dalla sua casa modesta in un quartiere della periferia di Torino, per andare nella lussuosa casa in centro dell’anziano ingegnere che deve assistere, e in cui si troverà a dover fronteggiare segreti e conflitti. Ma anche lei non è estranea a verità che non può rilvelare, perché vive, come tutti, solo con “quella metà di noi” che possiamo permetterci di mostrare agli altri. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    silvia caglio

    11/06/2019 20:30:00

    Quella metà di noi che non conosciamo, che non ci piace, di cui ci vergogniamo con le persone più vicine oppure che ci permettiamo di manifestare agli altri. La storia si svolge attraverso un rapporto conflittuale tra una madre ed una figlia, praticamente un non rapporto. Quella metà della figlia che si vergogna delle sue origini e della madre; quella metà della madre che non vuol far conoscere alla figlia un po’ per pudore un po’ per mancanza di contatti. Quella metà di noi che non ci permette di andar incontro all’altro con le sue paure, e le sue debolezze. Quella metà di noi che che ci rende impermeabili agli affetti. Copertina 5 Storia 4 Stile 4

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    addix

    11/06/2019 19:53:42

    Conquista fin dalle prime pagine questo romanzo di Paola Cereda, e credo che il merito sia soprattutto del suo stile molto asciutto, essenziale, ma al contempo evocativo ed emozionante. Nel raccontare le vicende di una maestra in pensione che deve riciclarsi come badante, Torino, la città che fa da sfondo, diviene essa stessa un personaggio primario, essenziale per la narrazione. Divisa fra il suo centro con le lussuose dimore signorili e la periferia più modesta in cui vive la protagonista. E la dicotomia richiamata nel titolo si spiega con la parte segreta con i suoi segreti e le intimità nascoste, e che ognuno di noi non è disposto a condividere, con nessuno. Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 5

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    Bibliofila

    11/06/2019 18:06:32

    Amarezza è ciò che si prova leggendo il dramma di Matilde, donna sola e insoddisfatta che si ritrova a dover ricominciare a lavorare da pensionata ma che, nonostante tutti i sacrifici, continua a non essere apprezzata. Un viaggio nella periferia di Torino attraverso la storia di una donna che alla periferia della vita è stata relegata fin troppo. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 4

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    Stefano

    11/06/2019 17:42:05

    “Quella metà di noi” è uno di quei romanzi che sa farsi leggere in fretta, ma nel contempo lascia in bocca un retrogusto dolce-amaro che a stento riesci a “tollerare”. E’ proprio uno di quei libri che una volta terminato ti lascia lì interdetto, costretto a riflettere sulla tua vita e magari su quella delle persone a te care. Quanto ha patito la nostra Matilde? (E quanto io?) Quante scelte ha dovuto fare e quanti errori ha commesso!? (E quanti ne ho fatti io, di sbagli?). E tutto questo per ritrovarsi alla fine ad essere una donna ormai matura e terribilmente infelice, sola… isolata dal mondo a causa di un suo grande segreto di cui si vergogna tanto, troppo. Non si può non immedesimarsi in una storia che alla fine è quella di tutti noi: viviamo tutti delle vite spesso noiose, altrettanto spesso tristi, piene di rimpianti che cerchiamo di mascherare dicendo a noi stessi e agli altri di non avere pentimenti; abbiamo ambizioni, paure, bisogni; siamo costretti a volte ad accettare compromessi. Eppure siamo lì e lottiamo. Come Matilde, lottiamo. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

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    Jessica joy_in_the_deep

    11/06/2019 17:04:02

    Tutti abbiamo dei segreti, grandi o piccoli che siano, belli o brutti. Tutti abbiamo soprattutto una parte di noi che trascuriamo, che nascondiamo, che evitiamo, che teniamo ben custodita in fondo al nostro cuore e alla nostra mente, sepolta sotto i ricordi e i pensieri, sotto i sogni e le preoccupazioni. Quanto influisce quella parte di noi sulla nostra vita? Quanto pesa sulla nostra esistenza nel quotidiano e nel rapporto con gli altri? Fin dalla lettura delle prime pagine una valanga di domande e riflessioni su noi stessi ci sorprende come un fulmine a ciel sereno. Matilde Mezzalama vive così sospesa tra due vite, tra persone che non la capiscono, che non la apprezzano, con un segreto che grava su di lei, ma che non riesce ad annientarla. Lei pensionata che deve ricominciare a lavorare, lei vedova che si deve occupare di un uomo che non è suo marito in una famiglia che non conosce e che sembra tenerla alla larga, lei con una figlia crudele e insensibile nei confronti della madre da cui però pretende soldi e aiuto economico come se le fosse dovuto. Lo stile è diretto e senza orpelli, ma sa farsi poetico e profondo con una malinconia e una durezza di fondo che stringe il cuore. Impossibile non empatizzare con la protagonista e avvertire tutto il peso delle sue e delle nostre scelte, la complessità di una vita che non guarda in faccia a nessuno e rende tutto più tetro. Quella che sembra semplicemente la storia di una donna sullo sfondo della città di Torino che si intreccia a quella di altre donne è in realtà una panoramica sull'umanità intera, su quello che siamo e che cerchiamo di dimenticare e quello che fingiamo di essere. Paola Cereda non a caso psicologa ed esperta di storie ha saputo lasciare nel suo romanzo tutto quello che noi sappiamo e vediamo, ma non siamo in grado di dire con la stessa intensità. Anche il luogo dove vive Matilde e le sue azioni divengono metafora dell'esistenza. Copertina: 4. Storia: 5. Stile: 4.

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    vitalogy@alice.it

    11/06/2019 15:39:32

    Cosa può definire quella metà di noi che teniamo nascosta? Un angolo segreto dove abbiamo riposto speranze e dolori, amori e solitudini, realismo e falsità, accuse e sensi di colpa. Uno scompartimento dove teniamo abiti imbarazzanti, scarpe poco comode, travestimenti dell'anima. Un appartamento al buio, mai riordinato e polveroso. Ma anche un confessionale, dove si contratta a prezzi possibili un nuovo equilibrio interiore. Da quest'ultimo punto di vista, ogni arcano può rappresentare una possibilità, se il segreto si trasforma da espediente per tirare a campare a condivisione, se i frame individuali, montandoli, diventano un unica ed armonica pellicola. La protagonista Matilde, una maestra in pensione, si trova alla ricerca di un equilibrio, perduto dietro ai problemi familiari: da una parte la morte del marito e dall'altra il complesso rapporto con la propria figlia. Il mettersi in discussione, dopo i sessant'anni, accettando di fare la badante, risponde, così, alla domanda interiore di un legame coniugale e maternale, andati in crisi anzitempo. Il rapporto con il vecchio ingegnere, che Matilde assiste, si trasforma gradualmente, dopo un iniziale diffidenza, in una ispirata presa di coscienza di sé e degli altri, punto di inizio di un riscatto per la propria vita, che da luogo ad una nuova capacità di "generare", contribuendo a levigare i rapporti con la figlia e con lo stessa persona assistita. Un libro che parla, quindi, di legami, di rapporti e di amicizia, al tempo in cui l'incoerenza e la sconnessione la fanno da padrone nelle relazioni umane. Un libro che non vuole generalizzare, ma neanche scagliarsi in modo preciso su un modello mediatico di mercificazione della vita privata. Quella metà di noi, che è nascosta, può essere un male se è fine a se stessa, ma può evolvere in qualcosa di positivo se si trasforma in condivisione e ricerca dell'altro, valori di cui la nostra Società ne ha realmente bisogno. COPERTINA: 5 STORIA: 5 STILE: 4

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    Ismaele

    11/06/2019 14:19:11

    Un romanzo che parla di come la vita a volte cambia così improvvisamente che noi stessi facciamo fatica a starle dietro. Ma alla fine parla anche di come l'essere umano sia naturalmente portato al cambiamento e all'adattamento. E così ci adattiamo e sopravviviamo, cambiando sempre. Ed è quello che fa la protagonista che da maestra di bambini diventa badante di anziani. Si insegna e si impara sempre, in un ciclo imperituro. Consigliato a chi pensa di essere arrivato e a chi deve ancora partire. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    Anna

    11/06/2019 13:45:24

    Un libro che parla di scelte. Un libro che parla di ognuno di noi e che ci insegna che non esiste un tempo giusto per cambiare, per scegliere, per amare, per conoscersi e per sbagliare. Un libro che tocca le corde più sensibili dell'anima e scorre così, come scorre la vita. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 5

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    annalisainout@gmail.com

    11/06/2019 13:38:52

    "Sarebbe bello desiderare come desiderano i bambini, con gusto". Ecco questa è solo una delle tante frasi che ho sottolineato nel romanzo di Paola Cereda, un libro bello, onesto, vero. Tanti gli elementi che mi hanno colpito: i profumi che le parole di Paola suscitano sillabandole e ripetendole a occhi chiusi, la frizzantezza dello zenzero di alcune emozioni suggerite da piccoli flash memoriali di Matilde, il sogno liquoroso di un miraggio d'amore racchiuso in una cartolina. E poi la realtà: la verità dei momenti che ogni donna trascorre dal parrucchiere (il taglio? sì, diamo un taglio a questa esistenza-ne voglio un'altra) e la dura e terribile verità delle persone non autosufficienti e bisognose di tutto, realtà in cui molti di noi si ritrovano. Un romanzo da leggere e rileggere. copertina 4, storia 5, stile 5

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    Elisabetta Baldini

    11/06/2019 13:27:26

    Questo romanzo, sin dalle prime pagine, mi ha creato un senso di inquietudine. Matilde, la protagonista, viaggia dentro la propria anima, fra i ricordi e nella periferia di una Torino mutata, frastornata, dolente. Gli altri personaggi della vicenda che vivono a Barriera, quartiere che anela agli splendori del centro, vivono esistenze nel disagio di essere qualcuno di migliore, seppur frammentati nella loro personalità. C'è un modo però che tiene uniti questi pezzi di storie, vita raccontate per poco, per metà, di sfuggita. Essi si sostengono vicendevolmente perché si riconoscono parte di una micro realtà sempre sospesa tra il fallibile e il mediocre, tra l'insoddisfazione e la frustrazione. Matilde Mezzalama si trova nel mezzo di questo micromondo, fra i balconi dei vicini, tra i negozi di extracomunitari, tra le melodie di lingue diverse che risuonano nelle sue orecchie. Nella sua reinventata vita di badante, fa i conti con un segreto nascosto per troppo tempo e ha capito che ormai è ora di svelare per diventare com'era prima: leale e sincera. Si impegna con tutte le sue forze nel quotidiano, ma c'è sempre qualcosa che stride. Sembra non farcela e, con amarezza, al termine della vicenda, dopo un aspro confronto sconfortante con la figlia, nonostante tutto rimane in piedi. Consapevole delle proprie scelte accetta di proseguire l'esistenza con quella che sarà, probabilmente, la compagna solitudine. Ho apprezzato lo stile narrativo della scrittrice, con le sue crudeli asprezze, ma con sprazzi stupefacenti di pura poesia e un indimenticabile inno all'amore e alle sue contraddizioni, verso le ultime pagine del romanzo. La storia ha il filo teso della malinconia che accompagna le vite dei personaggi. Molto pertinente secondo me la copertina che, con l'immagine della foglia con le sue tante venature, rappresenta simbolicamente e poeticamente le innumerevoli strade che ciascuno di noi sceglie di percorrere nella propria vita. Valutazione copertina 5; storia 5; stile 5.

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    Ferrrari Lucia

    11/06/2019 13:12:51

    E' una storia di segreti e di amori, di amori segreti. E' la storia di Matilde - o, meglio, di Tilde – dai capelli d'argento, di Tilde dalle mille vite: figlia, moglie, madre, insegnante, nonna, amante, amica, badante.... sempre appassionata..., dalla militanza politica giovanile, al sesso maturo, all'assistenza dell'ingegner Dutto. Personaggio al di fuori degli schemi, mai banale, a tal punto che non ha importanza, per lei, incontrare spesso i familiari, l'affetto è sottinteso... e peccare è una bella invenzione... Un amore segreto accomuna Tilde all'ingegnere: confessato per scarsa coscienza di sé dal secondo, per assoluta necessità dalla prima. Amore ingannevole il primo, amore alla fine rifiutato il secondo. Entrambi amori immensi, contenitori di altre storie, sostanze vitali che rispondono ai nomi di Beatriz ed Amedeo. Una umanità variegata popola il romanzo: una mescolanza di lingue, di colori, di miserie e di suoni. Da una parte la periferia popolare, la Barriera che condiziona le esistenze; dall'altra il centro della città, con gli antichi palazzi nobiliari. Sono gli spazi in cui si muove una moltitudine di persone dalla forte caratterizzazione: una figlia snob, due nipoti adolescenti viziate, una moglie dipendente dal gioco, una dignitosa e risoluta domestica romena, vicini di casa rumorosi e talvolta volgari. La concezione del tempo è dinamica: elemento in continua trasformazione, sempre nuovo, da scoprire ed apprezzare. Le lancette dell'orologio possono fermarsi, non danno nessun senso alla vita. “Quella metà di noi” è parte da custodire gelosamente all'interno del nostro “involucro”, perché le parole non riescono ad esprimere del tutto la profondità dei pensieri. Le parole non sono sufficienti, non escono fuori al bisogno, talvolta imbarazzo ed esitazione le frenano. Le ultime righe del romanzo ci illuminano a tal proposito e ci rivelano una verità inaspettata. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 5

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    fiorenza

    11/06/2019 07:44:07

    La copertina già ci introduce al romanzo.E' molto significativa.La figura di un albero con tutte le sue ramificazioni e i suoi frutti indica ciò che è la vita,di tutti e non solo della protagonista: è un cammino continuo,spesso doloroso,verso l'evolversi di se stessi,è il futuro. Una vita che si augura sia piena e ricca e con radici solide come la famiglia e le relazioni. Sembra,però, che l'esistenza di Adele si sia disgregata ,prima per via del lutto ,rimane vedova,poi per la figlia che non rispetta la propria madre,i suoi sacrifici,una figlia ingrata,irriconoscente,egoista. Adele cerca di iniziare una nuova fase della sua vita segnata dai capelli argentati e dai solchi nella pelle,segni del tempo che fugge inesorabile. Con la figlia,che non vede mai,non ha relazioni ma solo un silenzio profondo. Ricominciare si,ma senza dimenticare il proprio vissuto,in un ambiente ricco di etnie quale è dove trascorre la sua vita in periferia di Torino. E come un albero con i suoi rami,i suoi frutti,rinasce,forse è proprio grazie al suo segreto che si mantiene viva. Romanzo toccante,significativo,visione trasparente della vita di ognuno di noi,un aspetto della realtà preclusa alla conoscenza altrui. Il linguaggio è semplice,efficace,spontaneo,attrae il lettore e lo porta a contatto con il mondo,con l'ambiente descritto.Rende penetrabile la comprensione a fondo di ciò che il romanzo ci comunica: la conoscenza interiore di ognuno di noi. copertina 5 / storia 5 / stile 5

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    Andrea

    10/06/2019 21:50:28

    "A noi che abitiamo nel mezzo. Nel mezzo di più lingue, nel mezzo di due case, nel mezzo di due vite, nel mezzo di decisioni ancora da prendere”. Ed è esattamente così che questo libro ti fa sentire, nel mezzo come in due realtà parallele, come quando stai sognando ma sei consapevole di essere nella realtà. Un libro che insegna tanto e fa capire tanto. Copertina 3 Stile 5 Storia 5

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    lettrice confusa

    10/06/2019 20:43:26

    Copertina 2 storia 4 stile 4 La storia di Matilde mi ha affascinato fin dalle prime pagine e la curiosità di conoscere il segreto che custodisce gelosamente fino alla fine spinge il lettore a non staccarsi dalle pagine. Un po'antipatica la figliA, interessanti gli altri personaggi, più di tutti mi sono affezionata all'ingegnere. Il finale aperto non l'ho apprezzato molto 😅

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Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Quella metà di noi è un romanzo intenso e coinvolgente, ambientato nella Torino dei nostri giorni, in cui si muovono una folla di personaggi a cui Paola Cereda affida il compito di narrare le contraddizioni e le difficoltà della condizione contemporanea. Il romanzo, sostenuto da una lingua precisa ed essenziale, pagina dopo pagina diviene la narrazione della condizione liminare che, in alcune fasi della vita, tutti dobbiamo affrontare e interroga il lettore sulla possibilità di non restare sulla soglia ma di diventare capace di immaginare, scegliere e progettare il futuro».
Proposto da Elisabetta Mondello
  • Paola Cereda Cover

    Psicologa, è nata in Brianza ed è appassionata di teatro. Dopo un lungo periodo come assistente alla regia in ambito professionistico, è andata in giro per il mondo fino ad approdare in Argentina, dove si è avvicinata al teatro comunitario. Tornata in Italia, vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Vincitrice di numerosi concorsi letterari, è stata finalista al Premio Calvino 2009 con il romanzo Della vita di Alfredo (Bellavite).Piemme nel 2014 pubblica Se chiedi al vento di restare. Approfondisci
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