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    Elisabetta

    09/01/2016 13:56:46

    Tutte le volte che prendo in mano il libro di un autore russo mi pesa il fatto di non conoscere la lingua d'origine. Se le storie sono infatti così emozionanti e sublimi tradotte in italiano, chissà come sarebbero lette dalla vera penna dell'autore...Tolstoj, tra i grandissimi autori russi che ho avuto il privilegio di 'conoscere', è, a mio avviso, il più raffinato. C'è molto della sua vita in questa sua opera, così come in Anna Karenina. Il protagonista maschile, certo Nehljudov, seduce e abbandona una povera serva, segnando così per sempre il destino di lei e, pur non sapendolo, anche il proprio. Qualche anno dopo, in circostanze che mi vedrò bene dall'anticipare, il protagonista inizierà a tormentarsi per il torto inflitto a quella povera creatura e si incamminerà verso una lenta ma inarrestabile crescita interiore, una vera e propria conversione spirituale descritta, come sempre, magistralmente. Libro bellissimo, profondamente introspettivo e di notevole valore anche per la descrizione minuziosa delle terribili condizioni riservate ai prigionieri russi nell'ottocento. Indimenticabile.

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    manuela

    17/03/2014 15:10:06

    "Tutti vivono e agiscono in parte secondo le proprie idee,in parte secondo quelle altrui. E una delle principali differenze fra le persone è data dalla misura in cui vivono secondo le loro idee o secondo quelle degli altri". Questa citazione vale tutto il libro! Meditate....gente...meditate!!!!

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    paolo losasso

    04/06/2005 17:45:25

    Un noto critico ci ricordava che nel leggere un libro, nell'imbatterci in un'autentica opera d'arte, non dobbiamo chiederci che cosa di quell'opera è ancora vivo e valido ai giorni nostri, bensì che cosa è vivo di noi davanti ad essa. Questo capolavoro di Tolstoj oltre a lasciarci un'impressione indelebile del talento del grande narratore russo, ci impone, al di là della trama coinvolgente e appassionante, alcune domande, non solo attuali, ma anche importanti e fondamentali:la Chiesa cattolica e quella ortodossa, ieri come oggi, interpretano corretamente il Vangelo? La celebrazione dell'eucarestia con la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, ha un riscontro nelle sacre scritture? L'idolatria è lecita? Il carcere, anche quello più moderno, è rieducativo? E' giusto giudicare e punire gli individui che hanno "sbagliato"? I tribunali e le leggi hanno la funzione di tutelare una classe dominante che vessa a proprio vantaggio i meno abbienti? E' lecito perdere il senso di umanità che dovrebbe contraddistinguere un essere umano qualsiasi sia il suo ruolo e la sua funzione sociale? Il diritto di proprietà è un'ingiustizia o qualcosa di connaturato all'uomo? Su quali basi dovrebbe fondarsi una società davvero giustae a quali principi dovrebbe uniformarsi il comportamento di ogni individuo? Cristo è la risposta a questi interrogativi? Leggendo il libro si comprende il punto di vista dell'autore che stimola il lettore ad approfondire temi decisivi e soprattutto a cercare dentro di sè la risposta a quella verità che solo apparentemente sembra facile, semplice, scontata. I personaggi del romanzo costituiscono una moltitudine di persone che agisce e si muove in modo tale da sembrare sempre viva e presente, sempre in primo piano cosìcchè non ci sembra ci sia un protagonista assoluto e figure secondarie, ma una coralità di anime che delineano un destino comune. Tolstoj con la sua geniale capacità di comprensione sa rendere leggibile anche ciò che si presenta sotto una luce oscura e complessa...

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