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Riccardino - Andrea Camilleri - copertina

Riccardino

Andrea Camilleri

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 16 luglio 2020
Pagine: 292 p., Brossura
  • EAN: 9788838940750

22° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Gaia la libraia

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«Il telefono sonò che era appena appena arrinisciuto a pigliari sonno, o almeno accussì gli parse". "Riccardino sono", disse una voce "squillante e festevole", per dargli appuntamento al bar Aurora. Ma Montalbano non conosceva nessuno con quel nome... Un'ora dopo, la telefonata di Catarella: avevano sparato a un uomo, Fazio lo stava cercando. Inutilmente il commissario cercò di affidare l'indagine a Mimì Augello, perché "gli anni principiavano a pesargli" aveva perso "il piacere indescrivibile della caccia solitaria", insomma "da qualichi tempo gli fagliava la gana", "si era stuffato di aviri a chiffari coi cretini". Si precipitò sul posto, e scoprì che il morto era proprio Riccardino.»

Questo, in sintesi, è l'incipit di Riccardino, l'ultimo, atteso romanzo con protagonista il commissario Montalbano, che Andrea Camilleri ha voluto uscisse postumo. Il primo capitolo del romanzo è stato letto in anteprima il 16 maggio 2020 dallo scrittore Antonio Manzini, amico e allievo di Camilleri, in occasione del Salone del Libro Extra.

Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari. Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
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  • User Icon

    Lisa

    11/05/2021 21:15:52

    Ultimo giallo per il commissario Montalbano che il grande Camilleri ci ha fatto andar via con una lacrimuccia sul viso. Imperdibile per gli appassionati della grande serie.

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    Fiorella Palomba

    15/04/2021 14:29:40

    Riccardino, un romanzo sul mitico commissario Montalbano, è stato ideato da Camilleri nel 2004 e rivisitato nel 2016, pubblicato nel 2020. È un racconto complesso dalla struttura rigorosa mitigato con la lingua inventata dall’autore entrata nel nostro dire quotidiano. Uno congedo dal lettore, dalla propria creatura e dall’editore. La storia segue il classico schema investigativo caro ai lettori e si arricchisce di ripetute “intrusioni” che l’autore mette a punto in un piacevole gioco di ruolo tra “autore” (Camilleri), il commissario reale e quello televisivo. Queste “intrusioni” sono veri e propri dialoghi/scontri sulla conduzione del caso e sulla conclusione; creano un surplus di aspettative sul procedimento e sul finale della indagine e del romanzo. Ho scritto all’inizio che questo è un addio a tutti, dai personaggi del romanzo, a quelli televisivi, al lettore-spettatore, un addio commovente e consapevole: l’autore sa che non ci sarà un futuro. Mi piace concludere con questa bella e potente immagine del commissario che pranza sul suo terrazzo a Marinella e pensa: “C’era ‘n’aria frisca e lucita che smaltava i sapori” 🌸

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    ROSSELLA

    30/03/2021 10:11:49

    Se non si sapesse che la stesura risale al 2015 e che è stato scritto con la disposizione di pubblicazione postuma , giudicherei questa indagine molto al di sotto degli standard , di solito altissimi, dei romanzi di Montalbano ( da qui il mio voto decisamente basso ) . Tuttavia la scrittura e l'impianto narrativo sono sempre superbi , la cadenza siciliana avvincente e imprescindibile dai personaggi, le caratterizzazioni inarrivabili . L'Autore si congeda a fatica dal suo protagonista più amato e , anziché in modo tragico , risolve con una modalità delicata, quale la dissoluzione di un'opera pittorica , simbolo del lento dissolversi dell' esistenza . E in effetti Montalbano è il suo capolavoro artistico . Nel sovrapporsi di due realtà ( narrativa e televisiva ) si intuisce la tristezza di questo addio e la serena consapevolezza dei raggiunti limiti di una vita che ormai volge al termine.

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    A.Giordano

    21/03/2021 22:48:23

    La storia è abbastanza avvincente ma non tra le migliori, il "nuovo" dialetto pesa non poco nei dialoghi. Ho apprezzato tutto il resto, anche la fine, una diversa non sarebbe stata concepibile

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    alvin

    16/03/2021 21:35:34

    Ultimo edito di un autore che ha saputo farsi apprezzare per il suo stile innovativo e per la fervida fantasia insita nei suoi romanzi. A ciò si aggiungano l’intreccio narrativo, la storia del Commissario Montalbano e una scrittura a volte fluida e a volte meno (perché scritta in “Sicilianese”), ma che ci ha costretti a impararne l’idioma per seguire meglio le vicende. Detto ciò, Riccardino mi è parso deludente, forse anche per l’amaro sapore in bocca dovuto al saperlo ultimo. Romanzo piatto, uno dei tanti, mentre mi aspettavo l’opera di commiato e qualche colpo di scena imprevisto o forse anche troppo previsto. Ma credo sia meglio così e non potendo aspettarci nuove uscite, andremo a rispolverare l’intera antologia e rileggeremo con piacere di nuovo tutto dall’inizio, già certi della più totale soddisfazione.

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    Ivan Coralluzzo

    09/03/2021 10:34:57

    Il libro rispecchia la scrittura, lo stile e la narrazione del suo immenso autore. Nonostante questo, il libro lascia interdetti, perplessi. Forse le aspettative erano alte, anzi di più. L' amarezza e un po' di insoddisfazione diventano difficile nasconderle.

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    marizona

    03/03/2021 19:29:47

    Ho letto quasi tutti i libri di Camilleri, ma questo è veramente terribile! Inverosimile, assurdo e non scomodiamo Pirandello, che si rivolterebbe nella tomba. Ma come può aver scritto e addirittura fatto mettere in cassaforte questo orribile testo???? Con quale coraggio potrebbero trasformarlo in fiction???

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    silvana

    25/02/2021 10:04:56

    Ho finito adesso di leggere Riccardino. Cosa scrivere che non é già stato scritto? Bellissimo, divertente, straziante, malinconico. Grazie Camilleri per averci regalato questo libro, l'uscita di Montalbano e dell'autore. Ora capisco perché Zingaretti ha detto basta con Montalbano: perché é finita e recitare il Montalbano di Riccardino sarebbe veramente dura. .

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    Chiara

    16/02/2021 13:50:48

    Degna conclusione del percorso di vita del personaggio Montalbano. Grazie

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    chiara

    07/02/2021 20:01:18

    Bellissimo.Li sto rileggendo tutti.cammilleri è tra gli autori che mi tengono compagnia in questo periodo di ritiro dal mondo causa covid.e mi aiuta .li rileggero' tutti e li collezionero' .è stato un grande scrittore e montalbano un personaggio riuscito.non amo molto i gialli .in genere sono pieni di descrizioni traculente e di sesso spinto .camilleri è alla stessa altezza di agatha Christie secondo me .bravo

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    cocchi

    20/01/2021 21:36:53

    Non il mio preferito tra i libri di Camilleri ma comunque da leggere

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    giovanna bini

    30/12/2020 18:55:25

    Leggere Camilleri è un po’ come fare un tuffo nella cultura siciliana, “Riccardino” l’ultimo atto delle indagini di Montalbano racconta l’evoluzione del personaggio perfettamente coerente con la sua naturale crescita. Adoro Camilleri , così come tutti i suoi scritti e la versione comparata delle due edizioni appaga ancora di più la curiosità e l’approfondimento sulla forma e la lingua siciliana. Un vero Maestro.

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    Manuela

    20/12/2020 11:45:58

    Libro particolare, distante dalle indagini di Montalbano a cui eravamo abituati, ma con un finale a mio avviso poetico e degno del personaggio e del suo autore

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    Laura

    23/11/2020 21:27:40

    Questo è il primo libro di Camilleri che leggo, spinta solo dalla curiosità del finale. Ho visto e rivisto in TV le puntate del Commissario Montalbano, a cui si devono esclusivamente il successo dei suoi libri. Il linguaggio spesso volgare e la banalità del finale non hanno reso la lettura piacevole. Mi è piaciuta, però, l'idea di Camilleri di scrivere il finale della sua creatura in vita e di renderla pubblica solo dopo la sua morte.

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    angelo

    12/11/2020 14:24:15

    Ingredienti: un personaggio in cerca di dialogo col suo autore letterario e attore televisivo, il fu “Montalbano sono” all’ultima apparizione sulla scena, il turno di un delitto da districare tra corna-affari-mafia, uno-nessuno-vari finali possibili per un classico teatrino dei pupi. Consigliato: a chi vuol salutare “di pirsona pirsonalmenti” uno scrittore fecondo e immaginifico, a chi vuole condire un giallo siciliano con tocchi filosofici e pirandelliani.

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    Agata

    05/11/2020 07:21:48

    Ultimo coup de theatre del maestro Camilleri. Un finale spiazzante in cui un escamotage agevola il congedo fra il personaggio e l'autore.

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    Roberta Zazzeri

    22/10/2020 16:39:05

    Ultimo capitolo delle avventure del commissario Montalbano. Un romanzo molto diverso dagli altri. Dove il delitto e la soluzione di esso passano in sevìcondo piano rispetto al rapporto che si viene a creare tra Montalbano personaggio, lo scrittore e il Montalbano televisivo. Apprezzabilissimo la ricerca del lessico e i rimaneggiamenti apportati rispetto alla prima versione. Consiglio sicuramente la versione con doppia stesura, che si presenta in una bellissima edizine rilegata.

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    Barbara

    18/10/2020 18:36:31

    L'ultima indagine di Montalbano; è stato un piacere leggere questo ultimo racconto anche se il finale è "particolare" e inaspettato.

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    Sasha

    07/10/2020 11:11:51

    Che dire? Non sono mai stata una fan di Camilleri, ho cercato di digerirlo ma i suoi romanzi mi restano sempre in gola. Se non fosse stato per Luca Zingaretti e la serie televisiva che non mi stanco mai di guardare non avrei mai avuto interesse nel leggere Riccardino. Ho fatto del mio meglio ma non solo ho trovato la trama semplice e monotona, il finale mi ha lasciato l amaro in bocca.. A dirla tutta è difficile mantenere le aspettative, Camilleri ha senz'altro lasciato grandi scarpe da riempire ma nell eliminare la sua creatura non è stato, a mio parere, il genio che tutti conoscono. Tutte le cose finiscono, e Montalbano rimane un capolavoro, ma questo romanzo proprio no

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    Charlie57

    04/10/2020 08:51:47

    Bravo Maestro Camilleri, in questo ultimo romanzo dedicato al commissario Montalbano, personaggio più conosciuto e, forse, anche il più amato dagli italiani, il Maestro ha escogitato un finale inaspettato che, indubbiamente, porterà alla formazione di due pensieri opposti: coloro che lo criticheranno e coloro che lo apprezzeranno. Personalmente lo apprezzo.

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    Giovanni Bruni

    02/10/2020 07:56:56

    Siamo stati abituati da Camilleri a romanzi decisamente più elaborati e calati nella realtà. Mi aspettavo almeno lo stesso livello di scrittura che ha sempre egregiamente mantenuto, ma mi ha deluso. Aspettavo un fine di Montalbano più "serio".

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    elj

    28/09/2020 23:13:52

    finale un po' disarmante della saga del famoso commissario Montalbano. Camilleri escogita un artifizio letterario per "congedarsi" dal suo personaggio. il risultato è spiazzante e lascia un po' interdetti.

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    Anto

    21/09/2020 06:08:17

    Il commissario Montalbano riceve una telefonata nel cuore della notte; dall'altro capo del filo c'è un certo Riccardino, che lo sollecita a raggiungere il gruppo nel luogo fissato per l'appuntamento. Montalbano capisce che si tratta di un errore, ma per vendicarsi per essere stato importunato a così insolita ora, promette che raggiungerà gli amici di lì a poco. Consapevole della scorrettezza appena compiuta, torna a dormire, per essere svegliato poco dopo da una seconda telefonata, questa volta proveniente dal commissariato, in cui gli si comunica l'omicidio di un uomo. Quando Montalbano giunge sul posto, si rende conto che il morto è proprio l'uomo con cui ha parlato al telefono poco prima. È tempo di iniziare l'indagine e di scoprire tutto sulla vita privata dell'uomo, nonostante la stanchezza del mestiere che, da qualche tempo, ha colpito il nostro amato protagonista. Se volessi definire questo ultimo capitolo della serie del Commissario Montalbano con una sola parola, l'unica che mi viene in mente e che mi sembra descrivere bene questo libro è "spiazzante". Per quanto abbia cercato di immaginare il destino che l'autore avesse riservato al suo protagonista, mai avrei immaginato questo! Mi è piaciuto? Sì, senza alcun dubbio. Oltre che spiazzante, è particolare nella sua struttura e alquanto divertente. Camilleri è stato uno scrittore importante, che è riuscito ad inserire il protagonista nella realtà ed attualità siciliana con maestria, a creare un personaggio un po' burbero, ma di grande onestà intellettuale, che avrà per sempre un peso rilevante nella letteratura contemporanea di genere.

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    MARCODP

    13/09/2020 10:42:59

    dopo tanti successi si puó anche giustificare , ma sinceramente non mi è piaciuto il ritmo narrativo ed ancora meno il vezzo del dialogo con l'editore , pazienza , ci ha lasciato tanti bei romanzi , ma non questo

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    Renato Mite

    13/09/2020 09:24:04

    In questo ultimo libro, Camilleri tiene fede al suo stile di descrivere l'indagine con tratti essenziali e scambi di battute, nella sua lingua vigatese. Ciò che contraddistingue la storia è l'aver portato la realtà nella finzione con genialità. Il Montalbano televisivo dalla realtà entra nella finzione della pagina scritta e il Montalbano letterario diventa reale. Il Montalbano letterario non ha perso il fiuto per le indagini e con il suo fare teatro si fa strada fra i segreti degli amici dell'uomo assassinato ma, e qui sta il genio di Camilleri, deve anche superare le ritrosie dell'Autore che lo vorrebbe inquadrare in una trama da stereotipo cinematografico americano. Camilleri si diverte, sapendo di aver creato un effetto ottico di specchi posti uno di fronte all'altro che si riflettono all'infinito. Il suo Commissario riguadagna la propria dimensione letteraria, direi immortale, e questa indagine non può essere trasformata in un film tv. A proposito dell'indagine, Camilleri ci mostra come in tutti questi anni Montalbano abbia corretto il tiro delle velleità artistiche dello scrittore rendendo le sue storie più che verosimili, vere. Anche in questo caso Montalbano, quello vero letterario, segue il suo fiuto e pur con tutta la stanchezza addosso arriva a scoprire i moventi venali dell'omicidio. Questi moventi vedono coinvolti potenti e mafiosi che però Camilleri vorrebbe evitare, così l'Autore propone l'alternativa della soluzione passionale. Alla fine la volontà di Camilleri prevale, ma Montalbano ha già reso la sua versione dei fatti. L'Autore non appare più nella storia. A Montalbano è lasciata facoltà di decidere del proprio destino e lo farà con la determinazione che lo contraddistingue. Al lettore è lasciata facoltà di decidere quale soluzione dell'indagine accettare per vera. Non mi resta che consigliare la lettura del libro, è un finale di serie divertente e ironico, a tratti nostalgico, nonché un giallo a duplice soluzione.

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    annarita

    12/09/2020 13:42:02

    Aspettavo con ansia questo libro ma devo dire che è stato una completa delusione.Forse. doveva essere riletto dall'autore e cambiarlo perchè così non merita neppure spendere dei soldi per comprarlo.

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    MAr

    11/09/2020 17:22:52

    Si riscopre tutto lo stile del grande autore, magnifico anche da postumo

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    Jacopo Sab76

    11/09/2020 10:02:18

    L'ho letto appena uscito e le mie aspettative erano alte ho letto tutti i libri su Montalbano/Montalbano giovane e non mi hanno mai deluso, ma questo purtroppo si. La metanarrativa autore-protagonista ci poteva anche stare, in alcune parti mi ha fatto anche ridere. Ma la mia delusione deriva dalla storia, si dimostra quasi un peso nel libro, buttata li tanto per riempire le pagine è assolutamente fumosa e confusa, senza scendere troppo nei dettagli non si capisce manco perchè Montalbano riceva la telefonata di Riccardino (fantascienza??). I personaggi sono abbozzati e alcune assenza imperdonabili (vedi Mimi). Per concludere in dispiacere, secondo me un finale così Montalbano non se lo meritava. Sparire come se fosse un fumetto. Mi dispiace, ma visto che poi dopo questo libro Camilleri ha continuato a scrivere delle vicende del commissario poteva a mio avviso poteva rivedere la storia nel tempo e non solo linguisticamente..che tra l'altro la prima versione (ho comprato quella con entrambe le vesioni) a mia avviso è più leggibile. 2 stelle solo perchè ha scritto in passato dei capolavori.

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    Valerio

    07/09/2020 20:26:56

    Qual'è uno degli aspetti più belli e nobili della letteratura? La certezza di non dover mai dire addio ad un personaggio che amiamo particolarmente, perché egli resterà in eterno tra quelle pagine. Per me non è un addio, ma solo la conclusione di un ciclo. Andrea Camilleri ci regala l'ultima indagine del commissario Salvo Montalbano escogitando un "metaromanzo" di altissima fattura, dove si compie un pirandelliano gioco delle parti tra il personaggio letterario, il personaggio televisivo e lo stesso Camilleri che, durante la narrazione, si definisce "Autore". Innegabile un "rallentamento" nella seconda parte del romanzo che nulla toglie, però, all'originalità e alla malinconica bellezza del romanzo. Eterno grazie ad Andrea Camilleri per averci regalato il "microcosmo" vigatese e per avercelo fatto amare.

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    Freddy

    04/09/2020 19:30:48

    Bello

Vedi tutte le 82 recensioni cliente

Questa non vuole essere una recensione, come forse non lo sono volute essere mai neppure le altre. Se recensire vuol dire dare un giudizio allora, come si diceva durante più di un’occasione con gli altri membri di Luoghi di libri, chi siamo noi per dare dei giudizi? Da lettori possiamo esprimere il nostro gusto personale che può o non può incontrare quello di un’altra persona. Questa più di tutte le altre, non vuole essere dunque una recensione, semmai potrei provare a trascrivere per voi le emozioni che mi ha suscitato leggere “Riccardino”, il romanzo che mette fine alle avventure del Commissario Montalbano.

Scrivevo in un mio post, giorni fa, forse proprio in occasione dell’anniversario della morte del Maestro che la “sicilianità” è una filosofia di vita e che, Camilleri rappresenti per molti siciliani un “nonno” e che i suoi personaggi ormai appartengano al patrimonio culturale dell’isola e forse, dell’Italia intera.

Ho letto diversi romanzi e saggi di Camilleri ma era molto che non leggevo un Montalbano e devo dire che, forse a causa della mancanza di pratica, l’ho trovato all’inizio un tantino complicato. Mi sono messa nei panni di chi, non avendo le mie radici, si incammina nella laboriosa traduzione di una lingua che non gli appartiene ma che non può appartenere a nessuno in quanto inventata dall’autore. Sapendo che fosse l’ultimo e volendomelo gustare per questo più a lungo degli altri, l’ho letto quindi su due livelli: il primo livello era quello della traduttrice, cercando di riconoscere il vero dialetto siciliano (nella fusione di tutte le parlate che Camilleri ha miscelato nel suo “vigatese”) dalle parole di fantasia, onomatopeiche e assonanti create dall’autore. Quelle parole fantastiche (nella duplice accezione del termine in quanto sì frutto di fantasia ma anche meravigliose) prendevano senso all’interno della frase grazie al riconoscimento delle parole esistenti. Capite bene che leggerlo così è un processo più lungo ma anche molto gratificante.

La seconda lettura è stata quella della trama e qui devo dire che ho applaudito il genio di un uomo di ottant’anni che ha saputo mutare, cambiare ed evolversi fino alla fine: il regalo che Camilleri ci ha fatto con l’aggiornamento del vigatese, accompagnandoci per mano nella storia di una lingua che è diventata la storia di un personaggio e di una comunità intera che ormai fanno parte del nostro immaginario non solo di lettori ma anche di spettatori. Ditemi anche voi se non vi è impossibile leggere le battute di Catarella senza sentire la voce del Catarella della Rai. Immaginarvi Montelusa e Vigata come i luoghi che la Rai ha scelto per girare la serie televisiva del nostro commissario. Le espressioni di rabbia di Montalbano, la faccia che fa quando trova il bandolo della matassa.

In questo romanzo, che era stato pensato come un ultimo atto della storia d’amore tra il Creatore e la sua Creatura (e che poi infine così è stato per volere dell’Autore), la bravura del Maestro Camilleri, scrittore di teatro prima di tutto, vien fuori in maniera strabiliante. I dialoghi tra l’Autore e Montalbano, la figura dell’Altro da Sé (il suo doppio televisivo), traspaiono davanti ai nostri occhi e quasi ci confondono, finché alla fine tutto diventa limpido: l’avvenimento centrale su cui Camilleri vuole indagare non è un’altra indagine di Montalbano (in cui tra l’altro come egli stesso scrive, ma non per questo modifica, gli ingredienti sono già noti (Mafia, Chiesa, Stato e Droga). Il corpo di questo ultimo atto è il rapporto tra l’Autore e la Creatura che lo ha portato al successo: fino a quando il puparo può continuare a tenere le fila del suo pupo?

“Riccardino” l’ho letto lentamente, consapevole che sarebbe stato l’ultimo e che vi avrei trovato un addio o forse un arrivederci, perché la produzione di Camilleri che, sicuramente ha ispirato e ispirerà ancora molti, merita di essere letta e riletta per assaporare colori, suoni, sapori di una terra caleidoscopica come i popoli che l’hanno vissuta, una terra in cui dietro ad ogni parola c’è una storia da raccontare. E il Maestro tante ne ha raccontate, fino alla fine.

 

  • Andrea Camilleri Cover

    Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri ha vissuto per anni a Roma.  Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, "una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura".  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio... Approfondisci
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