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Allan Bay

Editore: Feltrinelli
Collana: Varia
Anno edizione: 2005
Pagine: 280 p. , Brossura
  • EAN: 9788807490408

Con i suoi libri precedenti ci ha fatto riscoprire il piacere della buona tavola, svelando i segreti dell'arte culinaria e di ricette semplici, alla portata di tutti e di sicuro effetto. I suoi due successi Cuochi si diventa e Cuochi si diventa 2 rincuorano anche i più inesperti e refrattari a pentole e fornelli, dimostrando, con ironia e un pizzico di provocazione, come si possano realizzare piatti prelibati e gustosi senza essere grandi chef ma semplicemente grazie agli ingredienti e ai suggerimenti giusti e naturalmente a una buona dose di passione e un minimo di cultura culinaria.
Ora, dopo avere sondato il ricchissimo panorama italiano, Allan Bay, laureato in economia politica alla Bocconi ma da sempre appassionato cultore della buona tavola, dal 1994 giornalista nel settore enogastronomico e attualmente collaboratore del Corriere della Sera, compie, in questo nuovo libro, un viaggio nelle tradizioni culinarie straniere. Si tratta, come chiarisce un illuminante sottotitolo, di "scorribande fra i piatti e i sapori di tutto il mondo" riunite in 280 pagine fitte di riflessioni, ricordi personali e soprattutto ricette. Alieno da qualsivoglia "sciovinismo culinario" e "da subito convinto che i piatti si dividano in ben eseguiti e mal eseguiti, e che tutto il resto… siano inutili sproloqui", l'autore si lancia in un'appassionante avventura culinaria che promette di coinvolgere persino chi non ha mai osato spingersi oltre la pizza e la pastasciutta.
La lettura, allietata da uno stile accattivante e pieno di humour, è facilitata dalla semplice struttura del libro: in una trentina di capitoli sono analizzate le cucine di altrettante aree geografiche che comprendono una serie omogenea di paesi, dall'Europa all'Australia. Dopo una breve introduzione dedicata alla tradizione culinaria locale e alla citazione di alcuni libri di cucina fondamentali per capire gastronomia e cultura del Paese (le cosiddette "bibbie" della cucina locale), Allan Bay passa a considerare i piatti mitici che danno lustro alla tavola di quei luoghi, senza dimenticare gli "orrori" che la contraddistinguono. Segue infine una serie di ricette che permetteranno ai lettori di cimentarsi in prima persona nella realizzazione di piatti semplici e capaci di riservare molte piacevoli sorprese.

Recensioni dei clienti

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    Angelo Nevio

    10/10/2007 18.58.06

    Non sono schifato dai comportamenti culinari degli "altri", ma da quelle dell'autore del libro. Che non ha giustificazioni culturali, come qualcuno ha già giustamente scritto. Se sei nato mangiando zuppe di cane e cervelli di scimmia è un conto, ma se lo fai solo per curiosità e per scrivere un libro che venda più copie possibili sei un pervertito. E un fasullo.

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    Rudolf

    18/12/2006 12.48.39

    L'autore si compiace delle sue scorribande alimentari con fastidiosa superiorità culturale. In realtà è un libro di razzia etnica, un inno al colonialismo più becero. Un radical-chic irritante. Un predatore che arriva alla violenza e alla crudeltà. Bocciato.

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    Andrea Visconti

    14/12/2006 16.30.04

    Libro disgustoso. Non c'è altro da aggiungere, se non che chi lo apprezza evidentemente è piuttosto involuto. Peggio per lui.

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    Lycos

    24/10/2006 11.50.43

    Bellissimo libro di cucina che non delude le aspettative dei primi 2. Non è soltanto un ricettario ma anche una descrizione delle abitudini degli "altri". Patetici i commenti dei lettori scioccati dalle abitudini degli "altri"...rimanete a mangiare spaghetti e pensare che siete Eletti in un mondo perfetto...(apertura mentale 0)

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    Flavio

    10/04/2006 12.00.33

    Questo libro parla di animali da cucinare come se si parlasse di carote o di gambi di sedano. Non sono un animalista al cento per cento, ma il capitolo sulla zuppa di cane (mi pare che sia proprio questa zuppa che viene descritta con una zampa che galleggia...) mi ha fatto sinceramente rivoltare lo stomaco. L'ho comprato, e l'ho buttato.

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    tommy leev

    07/04/2006 16.52.04

    Non definisco questo un libro di cucina, ma un libro di torture in giro per il mondo. Bisognerebbe per lo meno che i lettori sapessero a quello a cui vanno incontro acquistandolo. E' disgustoso. L'autore dice di aver mangiato un cane. E' possibile pubblicare questa roba in Italia, dove ci sono leggi che finalmente puniscono chi uccide o maltratta i "pet"? E non mi si risponda che ogni paese ha le sue tradizioni. Voi comprereste il libro di qualcuno che ammettesse di aver lapidato una donna rea di adulterio come avviene in alcuni paesi islamici? La barbarie ha tante facce e quella del signor Bay passa attraverso il suo stomaco.

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    Luca De Bei

    06/04/2006 19.58.38

    Non è facile mantenere la calma dopo aver dato un'occhiata (perché leggerlo tutto è chiedere troppo) a quesa specie di galleria degli orrori culinari (zuppa di cane, di scimmia, aragoste mangiate ancora vive, scimmie torturate eccetera). Non sorprendono le pratiche crudeli che vengono perpetrate sugli animali in tutto il mondo (purtroppo sono note). Ma sorprende come un individuo come il signor Bay possa fare dell'ironia su tali orrori, di come li abbia "assaggiati" tutti, senza perdersene nemmeno uno, anestetizzando la propria coscienza (deve pur averne una!) e oltretutto senza l'attenuante di far parte delle culture di cui saccheggia i riti gastronomici. Sorprende come l'"autore" del libro sia totalmente privo di ogni spirito di pietà, di scrupolo, di sensibilità. I lettori incauti incapperanno in qualcosa di decisamente disgustoso e ripugnante. Questo più che un libro di viaggi o di cucina, è un libro sul "nulla", sul vuoto dei sentimenti, sull'assenza di valori. Sul degrado morale a cui può portare un ventre vorace, un'intestino-cloaca capace di digerire la sofferenza, l'agonia, la tortura. Insomma, è una vera e propria perversione del palato. E questo fa francamente paura, nonchè schifo.

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    allefava

    28/12/2005 12.26.21

    un libro piacevolissimo non solo per i risvolti culinari, ma anche per le note che precedono ciascun capitolo e che permettono di inquadrare le abitudini e la cultura gastronomica di tante regioni del mondo consigliato anche a chi non ha voglia di rifare le ricette, ma è solo un inguaribile "curioso"

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    maurizio

    23/09/2005 17.36.32

    Mi associo al giudizio di Roberto. I libri di Bay sono degli strardinari mix di cucina, cultura e "fatti suoi", raccontati con la massima naturalezza. Alcune ricette e consigli sono sopra le righe (almeno per l'utente/cuoco/uomo-donna che cucina medi)ma la lettura è estremamente gradevole e, tutto sommato, avvincente anche per chi non riesce a bollire neanche l'acqua.

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    Roberto

    18/09/2005 00.41.07

    Un nome una garanzia. Giaà i primi due mi hanno conquistato. "Le ricette degli altri" è stata una conferma. Ottimo. Lo consiglio a tutti quelli che davvero amano la buona cucina.

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