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Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi

Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Pagine: 356 p., Brossura
  • EAN: 9788806225544

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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Le stagioni del Commissario Ricciardi sono passate: l’inverno, la primavera, l’estate e l’autunno. Ma anche la serie delle festività, pubblicata qualche anno dopo, è finita. Adesso che siamo al decimo volume con protagonista il commissario triste, come sempre ambientato nella Napoli degli anni Trenta, tra le righe si respira un’aria plumbea e crepuscolare. È il sipario per il Commissario Ricciardi?

Come dice un antico proverbio zen “Solo chi ha il coraggio di scrivere la parola fine, può trovare la forza di scrivere la parola inizio”. I lettori affezionati di Maurizio de Giovanni sperano e credono che l’autore, come il suo personaggio, possa finalmente trovare la forza di dare una bella sferzata a questa storia.

Luigi Alfredo Ricciardi, malinconico, “al riparo di un’impenetrabilità coltivata tutta la vita”, ha un dono, o una maledizione: è ossessionato dalle voci dei fantasmi che hanno avuto una morte violenta, che tornano a tormentarlo sussurrando al suo orecchio il loro ultimo pensiero. Questo suo dono è anche l’ostacolo più grande alla felicità, perché da quando è bambino, da quando è successo “Il fatto”, non è mai riuscito a stare lontano da tutti quei fantasmi. È per proteggere il suo segreto che non ha mai confessato il suo amore a Enrica, la ragazza timida e schiva che vive nel palazzo di fronte al suo e che vede tutti i giorni cucire alla luce della finestra. Con lei in queste ultime stagioni passate, sempre sguardi struggenti, mezze frasi, promesse di attese. Ma mai un impegno. I fantasmi sono sempre stati più forti.

Fino a questo episodio, il decimo. In una Napoli come sempre austera e misteriosa, in una città immobile in attesa di un inverno che non vuole arrivare e che anzi porta con sé un caldo insolito, tra le quinte del teatro Splendor avviene un inaspettato fatto di sangue. La prima attrice della rivista, la giovane cantante e ballerina Fedora Marra, viene uccisa in scena dal marito, l’attempato attore Michelangelo Gelmi che la uccide con un colpo di pistola pensando di sparare a salve. O forse no.

Forse la gelosia nei confronti della giovane moglie lo ha accecato fino a portarlo al gesto estremo. Forse l’invidia per il suo crescente successo. O forse tutto è opera di un amante. Sarà il commissario Ricciardi, insieme al suo fidato brigadiere Maione, a fare luce sulla vicenda, sempre coadiuvato dal medico legale Modo e dalla massa vociante di spettatori, pettegoli, delatori, bugiardi.

Tra Natale e Capodanno, nell’attesa dello scoppio di risa del nuovo anno, cade una fitta nebbia su Napoli, che rallenta la lettura e richiede impegno. Scivolano sulle spesse coltri adagiate sulla città le note dei violini, i ricami dei cantanti che accompagnano Ricciardi nei suoi ragionamenti oscuri. La canzone antica, quasi dimenticata, che Maurizio de Giovanni rispolvera per l’occasione è Rundinella, scritta da Galdieri e Spagnolo nel 1918. Colui che canta è un uomo triste, disperato, perché la sua amata non torna a casa da tre giorni. Nessuno sa che lei gli ha detto addio e lui si porta un dolore solitario nel cuore. Non vuole, non può ammettere che sia finita. Non vuole chiudere il sipario su questa storia.

Recensione di Annalisa Veraldi



RUNDINELLA
(Galdieri, Spagnolo – 1918)

Tutte ll'amice mieje sanno ca tuorne,
ca si' partuta e no ca mm'hê lassato.
Só' già tre ghiuorne.
Nisciuno 'nfin'a mo s'è 'mmagginato
ca tu, crisciuta 'ncopp' 'o core mio,
mm'hê ditto addio.

E torna rundinella,
torna a stu nido mo ch'è primmavera.
I' lasso 'a porta aperta quanno è 'a sera
speranno 'e te truvà
vicino a me.

Recensioni dei clienti

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    Laura

    17/07/2017 20.14.07

    Non sono d'accordo con le recensioni precedenti. Trovo il libro un po' sottotono rispetto ai primi della serie di Ricciardi. Mi sembra un libro scritto in fretta dove mancano le belle descrizioni della Napoli anni 30. Forse l'autore sta diventando troppo ripetitivo, i personaggi non sono più ben caratterizzati. Con grande dispiacere penso che sia ora che l'autore termini la serie del commissario Ricciardi.

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    Patrizia

    12/07/2017 15.43.39

    Meraviglioso una poesia, un mix di emozioni. Non vorresti mai arrivare all' ultima pagina.

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    ENRICA

    12/07/2017 09.33.35

    COME SEMPRE SONO DISPIACIUTA QUANDO TERMINO IL LIBRO. DE GIOVANNI E' UN AUTORE TRA I MIEI PREFERITI E I SUOI LIBRI SONO SEMPRE FANTASTICI. SPERO TANTO CHE SCRIVA ANCORA TANTISSIMO E MOLTO, MOLTO A LUNGO. GRAZIE

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    Ciro D'Onofrio

    11/07/2017 23.21.53

    Maurizio De Giovanni ripresenta la sua caratura narrativa, appassionata e malinconica, col migliore dei suoi protagonisti: il commissario Luigi Alfredo Ricciardi. Rondini d'inverno è molto più di un libro noir: è una storia avvincente in cui parallelamente viaggiano la trama del giallo, che si carica sempre più diabolicamente fino alla più sorprende delle soluzioni, questa Napoli degli anni trenta del secolo scorso, città altera ed inquieta in un fine anno drammatico e tormentato ed i destini di questi personaggi, in primis lo stesso Ricciardi quantomai "umano",tutti avviluppati in un tourbillon di sentimenti contrastanti e che si incrociano.Il lettore chiude questo libro col rammarico di una bella storia che finisce ma con la grande soddisfazione di aver letto una bella storia.

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    Barbazuk

    11/07/2017 09.35.39

    Sempre avvincenti i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi! Un gradevole tuffo nella Napoli degli anni 20 con un tocco di noir,dove la psicologia dei personaggi viene indagata non meno del fatto di cronaca che dà origine al racconto. Non vedo l'ora che esca il prossimo libro: detto per inciso,io tifo per Enrica!

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    Parma30

    11/07/2017 09.05.31

    Bello; come ritrovare un vecchio amico che ti mancava

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    Michela

    08/07/2017 20.19.03

    Un Ricciardi in grandissima forma dopo gli ultimi due romanzi in cui era un po' in affanno. Indimenticabili come sempre tutti gli altri personaggi: Enrica, Maione, Modo e Bambinella. Grazie De Giovanni!

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