La sabbia delle urne. Testo tedesco a fronte

Paul Celan

Curatore: D. Borso
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 31 maggio 2016
Pagine: 183 p., Brossura
  • EAN: 9788806228446
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Fra il 1947 e il 1948, dopo avere lasciato Bucarest, Celan visse qualche mese a Vienna e cercò di pubblicare la sua prima raccolta di poesie. Un tentativo iniziale abortì in bozze, ma un secondo sembrò andare a buon fine e il libro fu stampato in 500 copie numerate. Con questo libro Celan intendeva esordire sulla scena letteraria di lingua tedesca, ma quando si accorse della quantità di refusi impose all'editore di non distribuire il volume. Dunque "La sabbia delle urne" è un libro fantasma, che Celan non ristampò mai, ma fece rifluire parzialmente in pubblicazioni successive. Rimase per lui l'autentico inizio della sua opera poetica, tanto che nel 1970, per le progettate "Opere complete", Celan l'aveva indicato come testo d'apertura. Anche questo progetto fu interrotto, e questa volta per una ragione piú drammatica: il suicidio dell'autore. La raccolta è stata recuperata solo in anni recenti nell'edizione critica pubblicata da Suhrkamp. In Italia, e nel mondo, viene tradotta ora per la prima volta. Vi sono già presenti i temi e i modi poetici delle raccolte successive, ma la lingua è piú trasparente e non ancora sintatticamente terremotata. È il libro ideale, non solo storicamente e filologicamente, per un primo approccio al grande poeta tedesco.

€ 11,90

€ 14,00

Risparmi € 2,10 (15%)

Venduto e spedito da IBS

12 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alida airaghi

    02/06/2016 10:34:09

    Lo stile di questi versi giovanili è meno frammentato e spigoloso di quello più tardo e tipicamente celaniano, riflette atmosfere non così ossessive e angoscianti, risentendo anche musicalmente di echi rilkiani. Soprattutto nella prima parte, ci troviamo di fronte a diciassette composizioni che esprimono nel loro tono sospeso, quasi favolistico, il miraggio di un oltre da raggiungere, superando il dato fisico e concreto di qualsiasi violenza imposta dalla storia o dalla natura. Silenzio, fragilità, sogno, lontananza, ombra, vaghezza sembrano volersi opporre alla compattezza impenetrabile del reale. L'ambiente è prevalentemente boschivo, con alberi che si animano e interagiscono con la fantasia del poeta, definiti con precisione botanica mista a stupore religioso. Il clima è umido, piovoso o nevoso sempre, ma avvolgente, materno: «Ti manca il cielo col migrare degli uccelli? / Fa' che la pietra sia la nube, io la gru». La seconda sezione, più surreale ed estraniante già dal titolo, "Papavero e memoria", è la più corposa; in essa i colori si fanno più cupi, il freddo più intenso, prevalgono le notti e le nubi oscurano il cielo in molte poesie. Nel buio lampeggiano lame, coltelli, pugnali, spade; gli occhi dei viventi sono sbarrati, minacciosi o testimoni impauriti in un crescendo di ansioso smarrimento. Qui la scrittura preannuncia la cifra stilistica più tipica di Celan, la sua visionarietà angosciosa, l'annaspo balbettante della parola. Il testo finale, "Todesfuge", è la più famosa poesia di Celan, implacabile e inorridita denuncia dell'orrore dei lager. La selezione scrupolosa delle poesie presenti nell'Appendice e le curatissime note che riportano data di composizione e varianti di ogni testo, documentano l'attenzione con cui il volume è stato allestito. Infine, la traduzione di Dario Borso sa rendere egregiamente il ritmo franto dei versi e la loro densità lessicale, anche nell'intensa singolarità dei neologismi e dei vocaboli desueti proposti.

Scrivi una recensione