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Saggio sulla lucidità - José Saramago - copertina

Saggio sulla lucidità

José Saramago

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Traduttore: R. Desti
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 maggio 2013
  • EAN: 9788807882159
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Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un'analisi (fanta)politica. L'ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa "rivolta bianca" e l'epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di "Cecità" fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.
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    RT

    17/05/2020 21:54:11

    Un genio assoluto, amo questo signore dell'assurdo che, con le parole che avresti sempre voluto dire e non hai mai saputo trovare, sa trascinarti da questo assurdo, come inavvertitamente, prima verso il verosimile per poi proiettarti nel reale, con una capacità di stupire, inventare soluzioni, angosciare e creare tensione palpabile in ogni frase

  • User Icon

    Luca

    17/05/2020 21:11:14

    Un libro grande. Grande nella forma: narrazione asciutta. Grande nel contenuto: fa riflettere sulla natura della democrazia liberale rappresentativa e sulla natura del potere. Un piccolo capolavoro

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    Roberto

    17/05/2020 14:31:56

    Un romanzo di inestimabile pregio, in pieno stile Saramago, dallo stile inimitabile anche se inizialmente ostico. Valido prosieguo di Cecità, -sebbene sia leggibile anche non conoscendo il precedente- ha una trama ben sviluppata e un finale davvero interessante. Consigliatissimo a tutti coloro che apprezzano lo scrittore

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    ross

    14/05/2020 17:11:33

    Da leggere assolutamente! Il mio primo (di una lunga serie) di romanzi dell'autore portoghese, in assoluto il mio preferito. Parla di potere, del diritto alla libertà di espressione, della volontà di ribellarsi al potere vigente. Il tutto condito dalla straordinaria scrittura e ironia dell'autore.

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    Gasp

    14/05/2020 09:13:25

    Bellissimo . Mi è piaciuto molto . Saramago è garanzia di qualità .

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    anonimoiraniano

    12/05/2020 13:11:06

    distopico o utopico, anche Saggio sulla lucidità di Saramago è uno dei suoi romanzi dell'assurdo. L'impossibile che diviene possible si presenta anche in queste pagine dello scrittore portoghese e ci spinge a pensare l'impensabile: cosa succederebbe se nessuno votasse alle elezioni? Se venisse a mancare quella legittimità che abbiamo sempre dato per scontato? Ancora una volta, Saramago riesce ad abbattere le ovvietà e pone in dubbio anche il più ovvio dei fondamenti delle nostre società civili. La sua prosa asciutta e attorcigliata - quella di sempre - anche qui si rivela un'arma potente per minare non solo la politica ma il suo stesso fondamento. In assoluto, uno dei suoi romanzi più potenti.

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    Gianluca

    05/04/2020 04:02:42

    devo ammettere che a volte Saramago mi abbia rifilato delle cantonate mastodontiche, ci tengo a precisare per colpa mia e non per demerito suo, ma questo è un capolavoro

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    IvanCoralluzzo

    22/03/2020 06:10:34

    Un capolavoro assoluto. Libro la cui trama e lucida e spietata. Attuale , veritiero , che ben rappresenta la natura umana e sopratutto regala una disamina della politica e dei politici concreta e sincera.

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    Ca

    01/01/2020 14:10:52

    Premetto che adoro l'autore. Un consiglio che mi sento di dare è quello di leggere prima Cecità per comprendere meglio parte del libro. Via via che mi inoltravo nella storia, nelle vicende e nei personaggi già "conosciuti" con Cecità, mi ha presa sempre più fino ad apprezzarlo veramente tanto. Fa tanto riflettere su l'uso spropositato e inappropriato che si fa del potere, su come si rispetti poco il volere del popolo e di come pa classe dirigente non sappia, a volte, assumersi le proprie responsabilità. Da leggere assolutamente!

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    Nacho Perez

    25/11/2019 18:29:05

    Questo come ogni altro libro dell'autore è un capolavoro, ma vi consiglio di leggere prima Cecità per comprenderlo meglio. Se già avete letto Cecità allora diventa un 'must', si potrebbe definire il continuo, anche se la storia è completamente un'altra, o solo apparentemente diversa, in finale cambia solo lo scenario, poiché la denuncia sociale continua, con il buon senso intellettuale di cui Saramago era ampiamente munito. Inoltre, scoprirete che fine hanno fatto i personaggi di Cecità.

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    Anna

    04/11/2019 21:36:38

    Libro che fa riflettere, in perfetta linea con Cecità.

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    laura

    25/09/2019 16:59:28

    Romanzo che fa forza su valori come l'onesta' ed il coraggio, valori pienamente dimostrati dai comportamenti del commissario, uomo con un grande senso della giustizia che preferisce rovinarsi la sua di vita piuttosto che compromettere per sempre la vita di un'innocente. Un libro ricco e grande nel contenuto: fa riflettere sulla natura della democrazia liberale rappresentativa e sulla natura del potere. Un piccolo capolavoro!

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    Assy

    11/08/2019 21:08:11

    Tra i migliori di Saramago, da leggere insieme a Cecità. È un'analisi molto attenta e profonda, dovrebbero leggerlo molti politici

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    salvatore

    13/03/2019 13:40:17

    Non tanto distante dalla realtà di come viene praticata in alcuni contesti la democrazia. Tante cose si nascondono dietro questa parola, troppo spesso utilizzzata per nascondere i veri interessi del potere.

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    Erasmo

    08/03/2019 04:53:40

    Ancora una volta, Saramago ci propone un romanzo pieno di significato, attuale e con grandi spunti di riflessione. Cosa succederebbe se i cittadini di una nazione, in massa, decidessero di votare scheda bianca? Cosa succederebbe se il cittadino dimostrasse in questo modo tutta la sua sfiducia nelle istituzioni? I complessi meccanismi della politica, disorientata, confusa, attonita, vengono delineati da Saramago con un realismo sconvolgente e una prosa impeccabile. Il libro viene proposto come il seguito di "Cecità" in quanto i fatti narrati coinvolgono la stessa nazione che ha sofferto della cecità bianca di cui si narra nell'altro romanzo. Alcuni personaggi si ritrovano. Nonostante ciò può essere considerato un'opera a sé stante costi. Infatti, oltre alla consecutio temporum, i due romanzi sono legati dal senso di smarrimento, di istituzioni e cittadini. Dalle conseguenze di eventi che non sono nell'ordinario, dalla crudeltà della ragion di stato. Credo sia un romanzo molto attuale, che fa riflettere molto, a partire da una situazione semplice che ha dell'assurdo.

  • Raccolgo qui i libri che abbandono, perché finire un libro che non piace è una perdita di tempo. Meglio utilizzare il tempo per libri che piacciono. Questo l'ho abbandonato perché: pensavo che fosse all'altezza di "Cecità", ma non mi è parso così.

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    Antonia

    19/09/2018 09:09:58

    Avevo appena terminato "Cecità" e ho deciso di lanciarmi subito su quello che è considerato il suo seguito. La trama è davvero molto interessante, ancora una volta Saramago riesce ad evidenziare aspetti della natura umana in un modo tutto suo, con una scrittura tutta sua. Tuttavia, chi si aspetta un seguito di Cecità resterà piuttosto deluso nel constatare che c'è un piccolo legame con la storia precedente solo a partire dai capitoli finali (inaspettati...ma neanche troppo). La prima parte è abbastanza ridondante, il vero interesse nasce a metà libro. Saramago però resta intoccabile.

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    Bea

    21/04/2018 18:01:28

    Partendo dall'evento sconcertante di un risultato elettorale che corrisponde ad una quasi totalità di schede bianche, si fa luce sulle macchinazioni del potere di chi governa. Si tratterà di un atto sedizioso? Qualcuno cospira? Si prepara una rivoluzione? Ecco che un potere spietato e distruttivo capace di pianificare con lucidità diabolica mette in atto le sue misure di contrattacco e le soluzioni niente hanno a che fare con i principi di libertà e democrazia con cui si è accreditato. "Le teste è sempre meglio tagliarle prima che comincino a pensare, dopo può essere troppo tardi" (cit.). Un racconto di fantapolitica che scandaglia i complessi rapporti tra politica, giustizia, informazione e società.

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    n.d.

    30/03/2018 18:15:49

    Dovremmo leggerlo tutti! Saramago merita

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    Lunarsea

    27/06/2017 12:57:42

    Romanzo eccezionale di un Saramago al pieno della maturità e dell' inventiva letteraria. Consigliatissimo.

Vedi tutte le 33 recensioni cliente


«L’arte e la parte insieme mi autorizzano ad affermare che votare scheda bianca è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell’altra, O di lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro dell’interno, ritenendo di aver udito male, Ho detto che votare scheda bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da parte di chi l’ha fatto, Come osa, in pieno consiglio del governo, pronunciare una simile barbarità antidemocratica, dovrebbe vergognarsi, non sembra neanche un ministro della giustizia, sbottò quello della difesa.»

Persa tra le virgole, gli incisi, le lunghissime frasi, l’impaginazione fitta e regolare senza paragrafi, non riesco a rialzare lo sguardo, continuo a leggere e non voglio fermarmi. La storia, avvincente come un noir, assorbe e trascina con sé, lucidamente. Non condivido l’opinione espressa da Bruno Arpaia sul «Domenicale» del «Sole 24 Ore» di opera “al di sotto delle attese”. Personalmente giudico Saggio sulla lucidità superiore ad alcuni tra gli ultimi romanzi di Saramago, sicuramente all’altezza di Cecità, cui tra l’altro si riferisce, o de La caverna, per citare due opere a mio giudizio insuperabili. La difficoltà, come sempre, sta nel parlarne. Questo è un libro che necessita di un periodo di riflessione prima di poterlo presentare. Del resto recensire un romanzo di Saramago è impresa pretenziosa e forse inutile. Tanto varrebbe scrivere “leggetelo” e chiudere lì. Superfluo dire quanto sia intensa e profonda la sua scrittura, originale la forma narrativa, intellettualmente altissima la vicenda narrata: lo saprete già avendo letto qualsiasi altro libro del Premio Nobel portoghese. Dovrei presentare una pagina bianca, rifacendomi proprio al cuore di questa storia, entrando anch’io nel novero di quei “biancosi” che sconvolgono il sistema politico di una nazione. Così infatti vengono definiti, disprezzandoli, i cittadini della capitale di un imprecisata nazione democratica, che in larghissima parte scelgono di depositare una scheda bianca nell’urna di una tormentata tornata elettorale. È il primo di una serie di atti concatenati che scoprono il vero volto di una democrazia di facciata, che legge qualsiasi anomalia nel comportamento dei cittadini come una temibile destabilizzazione del sistema e che perciò è disposta a commettere qualsiasi atto, anche violento, per riportare alla “vera” democrazia chi si è permesso di minarla dall’interno votando (lecitamente, del resto) scheda bianca. Chi dirige questa rivolta collettiva? Perché nulla sembra efficace a fermarla? Inutili la condanna pubblicamente espressa dai massimi dirigenti nazionali, l’isolamento anche istituzionale in cui si sceglie di lasciare la capitale, l’infiltrazione nella rete sociale di spie, l’attentato governativo attribuito ai “biancosi” con molte vittime, le minacce di totale abbandono degli abitanti a sé stessi. Saramago lucidamente porta il lettore nelle pieghe del potere, nei suoi meccanismi, e parallelamente, pur senza spiegarci in modo esplicito né la genesi di questa ‘rivolta’ del tutto pacifica né le sue motivazioni fondamentali, ci fa comprendere come una popolazione scoraggiata e disillusa possa arrivare con un invisibile e inudibile passaparola a questa scelta estrema, ma legale. Fino a ricollegare la vicenda con la protagonista di Cecità, capro espiatorio necessario volendo spiegare in un rapporto di parentela “la cecità generale di quattro anni addietro e questa, maggioritaria, di ora”.

Molti romanzi di Saramago potrebbero essere definiti “politici” (e in qualche modo questa sua visione della realtà è stata in gran parte la motivazione del premio Nobel), ma Saggio sulla lucidità lo è in misura ancora maggiore. Un’analisi impietosa, dura, caustica e pessimista del sistema delle democrazie occidentali, una denuncia critica e tristemente ironica delle armi che la democrazia usa per difendere sé stessa, una teorizzazione della possibile autonomia ‘anarchica’ di una città che non porta affatto allo sfacelo.

Non dimentichiamo infine la traduttrice, Rita Desti, artefice di un lavoro straordinario e difficilissimo: rendere in lingua italiana la qualità e il livello della scrittura di Saramago.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi

Tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che a ben poco gli era servito nell'affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l'auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato. Spero di non essere l'ultimo, disse al segretario che lo aspettava qualche passo indietro, al riparo dalle raffiche che, sospinte dal vento, allagavano il pavimento. Manca ancora il suo supplente, ma siamo in orario, tranquillizzò il segretario, Se continua a piovere così sarà una vera impresa se arriveremo tutti, disse il presidente mentre si trasferivano nella sala dove si sarebbe svolta la votazione. Salutò per primi i colleghi di seggio che avrebbero fatto gli scrutatori, poi i rappresentanti di lista e i loro rispettivi supplenti. Usò l'attenzione di adottare per tutti le stesse parole, non lasciando trasparire nel viso né nel tono della voce alcun indizio che consentisse di cogliere le sue personali tendenze politiche e ideologiche. Un presidente, sia pure di una sezione elettorale tanto normale come questa, dovrà regolarsi in tutte le situazioni secondo il più rigoroso senso di indipendenza, o, in altre parole, mantenere le apparenze.
Oltre all'umidità che rendeva più spessa l'atmosfera, già di per sé pesante in quella sala interna, con due sole finestrelle che davano su un cortile buio anche nei giorni di sole, l'inquietudine, per usare il paragone vernacolo, si tagliava con il coltello. Sarebbe stato preferibile rinviare le elezioni, disse il rappresentante del partito di mezzo, p.d.m., è da ieri che sta piovendo senza sosta, ci sono frane e allagamenti dappertutto, l'astensione, stavolta, avrà un'impennata. Il rappresentante del partito di destra, p.d.d., fece un cenno di assenso col capo, ma considerò che il suo contributo alla conversazione doveva assumere la forma di un commento prudente, Ovviamente, non minimizzo questo rischio, penso tuttavia che l'affinato spirito civico dei nostri concittadini, in tante altre occasioni dimostrato, sia creditore di tutta la nostra fiducia, loro sono consapevoli, oh sì, decisamente consapevoli della trascendente importanza di queste elezioni municipali per il futuro della capitale. Detto ciò, l'uno e l'altro, il rappresentante del p.d.m. e il rappresentante del p.d.d., con aria un po' scettica e un po' ironica, si rivolsero al rappresentante del partito di sinistra, p.d.s., curiosi di sapere che specie di opinione sarebbe stato capace di produrre costui. In quel preciso istante, schizzando acqua dappertutto, fece irruzione nella sala il supplente della presidenza e, come c'era da aspettarsi, visto che l'elenco del seggio della sezione veniva così completato, l'accoglienza fu, più che cordiale, calorosa. Non siamo dunque giunti a conoscere il punto di vista del rappresentante del p. d. s., ma, a giudicare da alcuni precedenti noti, c'è da presumere che non avrebbe mancato di esprimersi sulla linea di un chiaro ottimismo storico, con una frase come questa, per esempio, I votanti del mio partito sono persone che non si intimoriscono per così poco, non è gente da restarsene a casa per quattro misere gocce d'acqua che cadono dalle nuvole. Per la verità, non erano quattro misere gocce, erano secchiate, erano brocche, erano nili, iguazús e iangtsés, ma la fede, sia essa per sempre benedetta, oltre a rimuovere le montagne dal cammino di coloro che del suo potere beneficiano, è fin capace di avventurarsi nelle acque più torrenziali e venirne fuori asciutta.
Si costituì dunque il seggio, ciascuno nel posto che gli competeva, il presidente firmò il bando e ordinò al segretario di andare ad affiggerlo, come determina la legge, alla porta dell'edificio, ma questi, dando prova di una sensatezza elementare, fece notare che il foglio di carta non avrebbe resistito sul muro neanche un minuto, in due amen si sarebbe stinto l'inchiostro, al terzo se lo sarebbe portato via il vento. Allora lo metta dentro, dove la pioggia non ci arrivi, su questo particolare la legge è lacunosa, l'importante è che il bando sia affisso e bene in vista. Domandò ai colleghi se fossero d'accordo, tutti risposero di sì, con la riserva avanzata dal rappresentante del p.d.d. che la decisione fosse registrata agli atti per prevenire eventuali impugnazioni. Quando il segretario tornò dalla sua umida missione, il presidente domandò com'era il tempo e lui, stringendosi nelle spalle, rispose, Tale e quale, alluvionale, Neanche l'ombra. Il presidente si alzò e invitò i membri del seggio e i rappresentanti dei partiti ad accompagnarlo nell'ispezione della cabina di voto, che risultò scevra da elementi che potessero svisare la purezza delle scelte politiche che vi avrebbero avuto luogo durante il giorno. Compiuta la formalità, tornarono ai propri posti per esaminare i registri elettorali, che pure riscontrarono scevri da irregolarità, lacune e sospetti. Era giunto il momento grave in cui il presidente scoperchia ed esibisce l'urna agli elettori perché possano accertarsi che sia vuota, affinché un domani, se necessario, siano validi testimoni che nessuna azione delittuosa vi avesse introdotto, di soppiatto, i voti falsi che avrebbero corrotto la libera e sovrana volontà politica dei cittadini, che ancora una volta non si sarebbe ripetuta in questa occasione quella famosa frode cui si dà il pittoresco nome di broglio che, non dimentichiamolo, tanto si potrà commettere prima come durante o dopo l'atto, secondo l'occasione e l'efficienza dei suoi autori e complici. L'urna era vuota, pura, immacolata, ma nella sala non c'era un solo elettore, uno soltanto per campione, cui poterla esibire. Forse ce n'è qualcuno che vaga smarrito, alle prese con l'acquazzone, sotto le sferzate del vento, stringendosi al cuore il documento che lo accredita come cittadino in diritto di votare, ma, da come stanno le cose nel cielo, ci metterà un bel pezzo ad arrivare fin qua, a meno che alla fine non se ne torni a casa e lasci i destini della città nelle mani di quelli che un'automobile nera viene a lasciare davanti alla porta e davanti alla porta verrà poi a riprendere, compiuto il dovere civico di chi ne occupava il sedile posteriore.
Terminate le operazioni di ispezione dei vari materiali, detta la legge di questo paese che votino immediatamente il presidente, i membri del seggio e i rappresentanti di lista, nonché i rispettivi supplenti, purché, sia chiaro, siano iscritti nella sezione elettorale del cui seggio fanno parte, come in questo caso.
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    Narratore, poeta e drammaturgo portoghese, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un'originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L'uomo duplicato,... Approfondisci
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