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Walter Veltroni

Collana: Best BUR
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 150 p., Brossura
  • EAN: 9788817057585
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Recensioni dei clienti

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    cinbar

    21/08/2013 13.58.23

    Dopo qualche difficoltà iniziale, il libro mi ha preso e l'ho trovato ben scritto, sono riuscita ad entrare nell'atmosfera e nel periodo storico e forse mi ha aiutato il fatto di poter dire "io c'ero". La trama un pò da racconto giallo, mi è sembrata ben costruita e solo a oltre la metà del racconto ho capito...!

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    Cristiana

    26/01/2013 18.00.42

    Veramente ingenuo come scrittura, l'idea però non è male; piuttosto guardate che meraviglia ne ha tratto la regista Nicchiarelli stravolgendo la storia e usandone l'idea.

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    Leonardo Banfi

    16/06/2011 12.14.54

    Un romanzetto leggero e caratterizzato da una scrittura delicata con una struttura semplice. Lo si legge semplicemente, una letturina poco impegnativa che a dire la verita' lascia ben poco. Un romanzetto che si va ad unire a tanti altri romanzetti che una volta letti si dimenticano.

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    Liliana

    26/06/2009 03.08.36

    Originale, scrittura scorrevole, interessante accenno al periodo storico degli anni 70. Il finale mi ha veramente stupita. Secondo me merita un bel voto, perchè sono troppi i personaggi di spicco che si improvvisano narratori per "strafare", mentre questa è semplicemente una lettura interessante ed abbastanza originale.

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    fax

    13/02/2009 16.56.58

    la storia ad essere sinceri non è particolarmente emozionante..però devo dire che è un libro piacevole che si legge con 2 ore e mezza..ti fa passare la serata in maniera leggera e garbata

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    giuseppone

    07/01/2009 12.58.07

    Ti passa di sopra come un refolo di vento.Delicato forse troppo, come chi l'ha scritto.E ne vediamo le conseguenze.........

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    ant

    28/05/2008 21.29.07

    Stupendo il lato introspettivo, sopratutto a riguardo della piccola Stella; per quanto riguarda il lato giallo del libro non è allo stsso livello

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    Tinama

    24/05/2008 18.36.18

    Piacevole, delicato, toccante, drammatico, a tratti poetico. Mai banale. Tanti gli spunti per riflettere su se stessi e sul nostro tempo. “E’ la paura che domina la nostra vita. Paura degli attentati, paura delle malattie, paura della natura. Paure ovunque. Anche piccole. Paura che avendo messo tutta la vita nella memoria di un computer un virus…ce la consumi lasciandoci vuoti, nudi, senza tracce. E una sensazione di oppressione e di controllo. Qualcuno può sapere che spese abbiamo fatto, le malattie che abbiamo, può leggere le nostre e-mail, può sapere dove siamo grazie al cellulare. Siamo tutti registrati alla locanda della paura.” Un romanzo breve ma intenso, una favola moderna che affonda le sue radici nella realtà. La ricerca della verità, anche quando apparirà nella sua cruda drammaticità, è un invito a ‘vivere’ la vita per coglierne il senso. ”Ora so. Ora il mosaico può ricomporsi. Ora tutto quello che mi volava dentro, frammentato e puntuto, raggiunge il fondo, come un diluvio di petali di fiori neri. Non mi importa ciò che so che mi fa orrore e miseria. Mi importa di sapere, mi importa di aver visto la luce.” Il periodare è scandito da reiterazioni lessicali e da una frequente punteggiatura forte, a volte, fuori dagli schemi tradizionali che, rallentando il ritmo della lettura, invita alla riflessione.

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    Rosalba Satta

    28/03/2008 17.30.52

    L'autore,attraverso i suoi personaggi, dà forma alle paure del nostro tempo, in modo da poterle esorcizzare : "E’ la paura che domina la nostra vita – risponde il protagonista al figlio -. Paura degli attentati, paura delle malattie, paura della natura. Paure dovunque . Anche piccole. Paura che avendo messo tutta la vita nella memoria di un computer, un virus, stavolta telematico, ce la consumi lasciandoci vuoti, nudi, senza tracce.". E per far comprendere – niente di più vero considerati gli avvenimenti recenti! – che "siamo tutti registrati alla locanda della paura", evidenzia il fatto che "qualcuno può sapere che spese abbiamo fatto, le malattie che abbiamo, può leggere le nostre e-mail, può sapere dove siamo grazie al cellulare.". E tutto ciò non può che dare origine a una "sensazione di oppressione, di controllo". Viene fuori dalle pagine del libro l’appagante brivido culturale che nasce quando si ha la fortuna di imbattersi in quei libri che "spalancano le porte dell’emozione" e ci consentono di "perderci mille volte nei labirinti e mille volte ritrovarsi nei sogni". E poi, ecco cercar spazio e venir fuori – tra i fili di una trama che è un intreccio avvincente di storie - l’elogio della lentezza , riassunto in un breve ma efficace proverbio africano : " Voi avete l’orologio, noi abbiamo il tempo". Quel tempo che – al contrario di ciò che accade in questo mondo sordo e in perenne corsa - consente l’ascolto dell’altro e non le troppo frequenti "conversazioni allo specchio. Mute come quelle della locanda di Calvino ...". Particolarmente avvincente la parte che parla delle ferite dell’anima e della conseguente "invalidità permanente" di coloro che perdono una persona amata per colpa della cattiveria umana. Anche quando chi uccide paga con la prigione. C’è questo e molto altro ancora nel bel libro di Walter Veltroni.

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    Nicky

    10/12/2007 15.02.26

    Delicato e piacevole. Godibile, ma nulla di più.

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