Gli sdraiati (DVD)

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Paese: Italia
Anno: 2017
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Un film sull'Italia del nostro tempo che racconta il rapporto conflittuale tra padre e figlio adolescente

Tratto dall'omonimo best seller di Michele Serra

Dopo la separazione, avvenuta diversi anni prima, Giorgio Selva ha ottenuto l'affido condiviso e si occupa per metà tempo del figlio Tito, di diciassette anni. Giorgio è un uomo realizzato, e avrebbe una vita appagata se non fosse per la guerra quotidiana con Tito. Il ragazzo ha una banda di amici, tutti maschi, troppo lunghi, troppo grassi, troppo magri, spaccano rovesciano inzaccherano mentono fuggono puzzano. Stanno sempre appiccicati, da scuola al divano, dal divano a scuola, fino a quando non irrompe Alice, la nuova compagna di classe, dagli occhi azzurri e torvi, che parla poco e non sorride mai. Tito si innamora di lei.

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    isa

    12/05/2020 22:19:07

    Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola tra casa e scuola dribblando l'azione incalzante del padre e avanzando in bicicletta sulle fasce della vita.

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    Gasp87

    21/09/2019 14:48:01

    Per chi ha letto il libro di Michele Serra il film potrà risultare paradossalmente meno incisivo e divertente, nonostante la bella interpretazione di Claudio Biso nei panni del padre che fa fatica a comprendere il figlio adolescente e che proietta su di lui le proprie immaturità. Tutto sommato una pellicola leggera e gradevole, che offre spunti di riflessione senza essere troppo impegnativa

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    Antonino

    19/09/2019 18:54:47

    non ho letto il libro e quindi non saprei fare un paragone. L’idea di rappresentare l’età difficile dell’adolescenza era buona ma è stata mal sviluppata. Giudizio : meh

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    Alberta

    26/03/2018 10:37:26

    Bello come il libro di Michele Serra!

Vedi tutte le 4 recensioni cliente

Un film orizzontale che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità

Trama
Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola tra casa e scuola dribblando l'azione incalzante del padre e avanzando in bicicletta sulle fasce della vita. Porta e rete sono ancora lontane ma Tito riceve giorno per giorno palle da giocare e rilanciare a una banda scriteriata di amici. Sentimenti da esplorare, gelosie da consolare, padri da evitare, nonni da abbracciare, Tito prende tutto con l'inerzia vitale dei suoi pochi anni. Oscillando tra la spinta a sgridarlo e quella a soccorrerlo, Giorgio lo marca stretto alla ricerca irriducibile di una nuova intimità sotto le felpe lanciate, lo yogurt iniziato, la luce mai spenta, il dentifricio mai chiuso. Sotto la forza pulsionale di un corpo che spinge alla vita. Ma spinge a modo suo.
È un cinema gentile, quello di Francesca Archibugi. Gentile e delicato. Pieno di sfumature, piccoli cenni, note ai margini, fili per tenere, per lasciare, per mettere insieme. Legare senza nodi i trasalimenti e le fragili esperienze su cui tutti ci addestriamo a vivere.

  • Produzione: Lucky Red, 2018
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 99 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Francesca Archibugi Cover

    Regista italiana. Entra giovanissima nel mondo dello spettacolo lavorando come attrice in produzioni televisive e teatrali. Nel corso degli anni ’80 è attiva come sceneggiatrice e regista di corti, mentre frequenta la Scuola di Bassano e consegue il diploma di regia al Centro sperimentale. Il suo primo lungometraggio, Mignon è partita (1988), arriva negli anni del cosiddetto «cinema carino». Segnato da una regia parca e misurata, quasi invisibile, il film viene considerato uno degli esordi più promettenti del decennio. Lo sguardo dell’A. è guidato da una particolare attrazione verso il territorio dell’infanzia, che viene esplorato in tutta la sua produzione – da Verso sera (1990) a Il grande cocomero (1993) a L’albero delle pere (1998) – con tematiche costanti quali la crescita e il passaggio... Approfondisci
  • Claudio Bisio Cover

    Attore italiano. Studia recitazione alla Civica scuola d'arte drammatica di Milano e comincia a lavorare nel cabaret con monologhi di cui è spesso autore. La sua notorietà cinematografica deriva dalla collaborazione con G. Salvatores, per il quale recita in diversi film, da Sogno di una notte d'estate (1983) a Nirvana (1997) passando per Mediterraneo (1991), Oscar come miglior film straniero, e Sud (1993). Dotato di un temperamento esuberante con una spiccata tendenza a «sovradosare» l'interpretazione, dà il meglio di sé quando è incanalato in sceneggiature e regie rigorose. Fra gli altri suoi film: Bonus Malus (1993) di V. Zagarrio, La tregua (1997) di F. Rosi, tratto dall'omonimo romanzo di P. Levi, e Asini (1999) di A.L. Grimaldi, di cui è cosceneggiatore. Fornisce buone prove come protagonista... Approfondisci
  • Cochi Ponzoni Cover

    Nome d'arte di Aurelio P., attore italiano. Dopo anni di cabaret di stampo surreale con l’amico R. Pozzetto, esordisce sul grande schermo nel 1976 senza destare molto interesse nel grottesco Cuore di cane di A. Lattuada. Trasformato in macchietta ingenua, nei pochi film successivi ricopre ruoli minori spalleggiato da Pozzetto: da Luna di miele in tre (1976) di C. Vanzina a Bruciati da cocente passione (1976) e Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978) di G. Capitani. Migliore occasione trova forse con una piccola parte nel drammatico Evelina e i suoi figli (1990) di L. Giampalmo accanto a S. Sandrelli. Nel 2004 interpreta il padre di F.?Volo in La febbre di A.?D’Alatri. Approfondisci
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