Il signor Cevdet e i suoi figli

Orhan Pamuk

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Traduttore: Barbara La Rosa Salim
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,59 MB
Pagine della versione a stampa: 699 p.
  • EAN: 9788858406823
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Gaia la libraia

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Nel discorso tenuto nel 2006 davanti all'Accademia svedese in occasione del Nobel per la Letteratura, Orhan Pamuk ricorda un episodio avvenuto molti anni prima: "Pieno di trepidazione avevo consegnato a mio padre il dattiloscritto del mio primo romanzo perché lo leggesse e mi desse un parere". Era il 1974 e Pamuk aveva solo ventidue anni quando decise che sarebbe diventato uno scrittore e si chiuse in una stanza per portare a termine il suo primo romanzo: "Il signor Cevdet e i suoi figli", un'ambiziosa saga che attraverso la storia intima di una famiglia di Istanbul ripercorre un secolo di storia turca. Tutti i personaggi dei libri di Pamuk sono alla ricerca disperata di un'identità. A cominciare ovviamente dal fondatore della dinastia Cevdet, umile bottegaio della Istanbul di inizio secolo che tenta di imporsi come commerciante musulmano in una città che limitava il commercio alle minoranze etniche e religiose; per passare ai suoi figli e ai loro amici, esempi di una generazione spaesata, ostinatamente in cerca di uno scopo per vivere in un paese sospeso tra residui della tradizione e un'occidentalizzazione allo stesso tempo agognata e imposta dall'alto; fino ad Ahmet, l'ultimo nipote, che negli anni Settanta partecipa, riluttante, ai movimenti studenteschi. Quando il padre di Pamuk lesse il manoscritto del figlio ne fu ammirato: "Pronunciò parole che mi apparvero esagerate per esprimere la fiducia che riponeva in me e nel mio romanzo: mi disse che un giorno avrei vinto il Nobel".
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    Lisa

    11/12/2018 05:52:25

    Saga familiare turca interessante e appassionante. Il libro scorre bene, è piacevole e permette di ripercorrere i grandi cambiamenti della società turca.

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    Michael Moretta

    23/09/2014 11:11:54

    Mi affaccio per la prima volta sull'opera del premio Nobel 2006 per la letteratura. Questo libro è il primo scritto da Orhan Pamuk ed è del 1982. L'autore ci racconta la storia della famiglia Isikci, dalla prima generazione rappresentata da Cevdet, passando attraverso i suoi figli Osman e Refik, fino alla terza generazione incarnata da Ahmet, Melek e Cemil.  Il libro, per stessa ammissione dell'autore, trae ispirazioni da due storici romanzi: I Buddenbrook di Mann ed Anna Karenina di Tolstoj. Questo letterariamente parlando perché invece la storia familiare ricalca da vicino la storia della famiglia Pamuk. Identici sono i luoghi di Istanbul dove la storia si svolge e dove l'autore ha vissuto. Identico è l'ambiente ricco ed ampiamente influenzato dall'Europa in cui autore e personaggi sono cresciuti. Ed uguale è la concezione di Ankara, la capitale, che si ha nella realtà e nel libro. Contrapposta alla cosmopolita e più evoluta Istanbul, Ankara è vista come la culla del nazionalismo turco, incarnato dal potere militare che così spesso nella vita della Turchia è stato protagonista di colpi di stato.  Assistiamo alla nascita dell'impero della famiglia Isikci con Cevdet, il capostipite, che ancora al tempo dei sultani all'inizio del ventesimo secolo fonda la sua piccola azienda. Alla sua morte i due figli ne prendono la guida e trasformano la piccola azienda in una grande fabbrica.  I due lati opposti e contrastanti della Turchia, Istanbul/Ankara, Europeismo/nazionalismo, sono ben rappresentati anche all'interno della stessa famigli Isikci attraverso figli e nipoti.  Insomma, pur essendo il primo libro di Pamuk, abbiamo qui non soltanto la storia di una famiglia turca ma soprattutto un complesso viaggio di quasi un secolo nella società turca e nei cambiamenti avvenuti al suo interno.  Un ottimo libro con uno stile già molto forte. Sono curioso di proseguire nella lettura di questo autore per osservare l'evoluzione.

  • Orhan Pamuk Cover

    Scrittore turco, Premio Nobel per la letteratura nel 2006. Abbandonati gli studi di architettura, esordisce con il romanzo Il signor Cevdet e i suoi figli (1982), affresco di tre generazioni ambientato nel quartiere natio di Nisantasi, con il quale ottiene grande successo; cui sono seguiti La casa del silenzio (1983) e Il castello bianco (1985), nei quali l’incontro tra un giovane veneziano e uno studioso ottomano è pretesto per affrontare quello, problematico e conflittuale, tra Oriente e Occidente. Lo stesso tema ricorre, declinato in modi diversi, anche nei più recenti Il mio nome è rosso (1998, premio Grinzane) e Neve (2002), dai risvolti più marcatamente politici. Istanbul (2003) ha affascinato per l’abile tessitura che cuce... Approfondisci
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