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Sindrome 1933

Siegmund Ginzberg

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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2020
Formato: Tascabile
In commercio dal: maggio 2020
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788807893858
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€ 8,55

In uscita da: maggio 2020

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La campagna elettorale permanente, un partito che non è di destra né di sinistra ma "del popolo", un improbabile contratto di governo, la voce grossa che mette a tacere i giornali, l'odio che penetra nel discorso pubblico, le accuse ai tecnici infidi, il debito, la gestione demagogica e irresponsabile delle finanze. Sono le analogie che minacciano il presente e rischiano di farlo somigliare pericolosamente a un passato che credevamo di esserci lasciati alle spalle. Quando Hitler nel 1933 divenne cancelliere del Reich, i cittadini tedeschi cominciarono a seguire incantati il pifferaio che li portava nel burrone. La cosa più strana, ma niente affatto inspiegabile, è che avrebbero continuato a credere religiosamente in lui anche dopo che erano già precipitati. "I nazisti," scrive Ginzberg, "non erano bravi solo in fatto di propaganda. Toccavano tasti cui la gente era sensibile, blandivano interessi reali e diffusi (non solo gli interessi del grande capitale, come voleva la vulgata). A elargizioni concrete corrispondeva un consenso reale, crescente e formidabile. La cosa che più impressiona è come siano riusciti a trovare consenso anche sui comportamenti più atroci e disumani del regime." Le analogie superficiali possono portare fuori strada. Eppure non possiamo farne a meno. La mente umana funziona per analogie. Le analogie si sono sempre rivelate uno strumento potentissimo per capire e distinguere, cioè l'esatto contrario del fare di ogni erba un fascio.
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    Claudio Colacchi

    20/09/2019 20:00:30

    Interessante riflessione nel complesso, che porta alla luce circostanze poco conosciute e illumina con le analogie la situazione politica attuale, tuttavia, a parere mio, altresì con tutti i limiti dell'interpretazione analogica quanto a riconducibilità ai casi concreti.

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    Giovanni Neri

    07/07/2019 08:53:55

    Un libro chiarissimo nella storia di quell'anno (e successivi) tragica per la Germania e per il mondo. Ma soprattutto stimolante nel confronto fra la situazione di allora e quella vissuta oggi in Italia. E' vero che la storia non si ripete ma è altrettanto vero che molte delle drammatiche vicende di quegli anni si ritrovano nell'Italia di oggi. La denigrazione anche violenta degli avversari, i richiami alle pulsioni più populiste e nazionaliste. la ricerca spasmodica del nemico (allora gli e ebrei e oggi i migranti) forniscono un parallelo inquietante e drammatico. Un libro che dovrebbe avere una diffusione come rimedio contro la degenerazione della politica italiana e internazionale immemore della seconda guerra mondiale.

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    Claudio

    20/05/2019 03:34:42

    Questo libro di Siegmund Ginzberg con cui viene illustrato un preciso momento storico dovrebbe essere adottato da tutte le scuole. Potrebbe essere utile per capire il tempo che stiamo vivendo, il sonno della ragione, l'apatia e l'indifferenza, la noia per il diverso, il non capire la ragione degli altri. Mala tempora currunt se non sappiamo cogliere la diversità, se ora sappiamo solo ragionare con la pancia se ci lasciamo affascinare dalla povertà intellettuale e non sappiamo cogliere il bene degli altri. Lo consiglio versamente

  • Siegmund Ginzberg Cover

    Cresciuto a Milano, dopo gli studi in filosofia ha intrapreso l'attività giornalistica ed è stato una delle storiche firme dell'Unità, quotidiano per cui ha lavorato a lungo come inviato in Cina, India, Giappone, Corea del Nord e del Sud, oltre che a New York e Washington e Parigi. Oltre alla selezione di scritti Sfogliature (2006), ha pubblicato Risse da stadio nella Bisanzio di Giustiniano (2008), il romanzo familiare Spie e zie (Bompiani, 2015) e Sindrome 1933 (Feltrinelli, 2019). Approfondisci
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