La propaganda è una forma di comunicazione strategica finalizzata a orientare opinioni, emozioni e comportamenti collettivi verso una determinata visione politica, ideologica o culturale. A differenza dell’informazione, che mira a trasmettere fatti, la propaganda seleziona e interpreta i dati per suscitare consenso, mobilitare le masse o consolidare il potere. Il termine deriva dal latino propagare, “diffondere”, e indica l’azione di amplificare un messaggio affinché raggiunga un pubblico ampio e recettivo. Oggi il concetto evoca soprattutto manipolazione e controllo dell’opinione pubblica, in particolare nei regimi autoritari o nei contesti di forte polarizzazione politica, ma anche nelle più sottili dinamiche della comunicazione contemporanea.
I temi centrali della propaganda riguardano le tecniche di persuasione e i mezzi di diffusione. Le forme tradizionali — come manifesti, cinegiornali e discorsi pubblici — si basano sull’uso di simboli, slogan e ripetizione, strumenti capaci di rendere immediati e memorabili concetti complessi. Con l’avvento dei media di massa e, successivamente, dei social network, la propaganda ha assunto un carattere più fluido e pervasivo, fondendosi con la pubblicità, la comunicazione politica e la disinformazione. La sua forza risiede nella semplificazione emotiva, che privilegia l’identificazione e il senso di appartenenza rispetto all’argomentazione razionale. In una società democratica, la distinzione tra propaganda e comunicazione politica rimane sottile e ambigua, poiché entrambe mirano, seppure in modi diversi, a orientare il consenso.
La storia della propaganda attraversa l’intera modernità. Durante la Rivoluzione francese, giornali e pamphlet furono strumenti essenziali per modellare l’opinione pubblica. Nel Novecento, con la nascita dei totalitarismi, la propaganda divenne una tecnica di governo, incarnata da figure come Joseph Goebbels nella Germania nazista o dagli apparati sovietici di agitazione e controllo. Anche le democrazie ne fecero ampio uso, soprattutto nelle campagne di guerra e di ricostruzione del dopoguerra. Oggi la propaganda si è trasformata in propaganda digitale, diffusa attraverso algoritmi, microtargeting e dinamiche virali che operano in modo meno visibile ma altrettanto efficace. Lungi dall’essere un residuo del passato, la propaganda rimane una costante del discorso pubblico, capace di adattarsi a ogni mezzo e a ogni epoca.