Il sistema periodico

Primo Levi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 266 p.
  • EAN: 9788806175016
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    Fabio

    15/01/2017 15:20:22

    Primo Levi pubblica in Italia nel 1975, ma la mia edizione è del 2008, questa raccolta di storie, in somma parte autobiografiche, legate assieme da alcuni elementi chimici che creano un file rouge narrativo per niente scontato e a tratti affascinante. Primo Levi cerca e trova, fin dagli inizi degli studi di chimica, un qualcosa che avesse un significato sempre, nel lavoro come nella vita. Non una facile ricerca, quella di conoscere e carpire gli schemi che si celano dietro gli elementi, ma una volta svelati, c'era la certezza che quel tale elemento avrebbe sempre reagito nella stessa maniera. Molto bella l'intervista di Philip Roth del1986 in appendice.

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    fix62

    06/04/2016 17:32:41

    Conoscevo già ''Se questo è un uomo'' e ''La tregua''. ''Il sistema periodico'' è stato una piacevolissima scoperta per me, che apprezzo moltissimo lo stile asciutto e diretto di Primo Levi.Ho scoperto con emozione di aver guardato dalle stesse finestre, quando ero studente, da cui Levi vedeva il parco del Valentino. Geniale l'idea di ripercorrere la sua vita, prima e dopo l'olocausto, attraverso 21 elementi chimici, ognuno dei quali è in qualche modo legato a un periodo della sua vita, piacevole o meno. Lo si può leggere come una biografia, nella sua intierezza o come appunto l'insieme di 21 capitoli separati, ma uniti dallo stesso filo logico. Per chi come me é piemontese e ama la chimica, è una lettura sempre piacevole e mai stanca, ma questo può essere valido per tutti. Piccolo grande Capolavoro, lo consiglio a tutti!!!!

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    giorgio g

    02/11/2015 17:53:41

    Primo Levi è stato prigioniero ad Auschwitz e il ricordo permea tutto il libro (anche negli episodi precedenti a questa orribile esperienza) e forse fu la causa del suo suicidio. Certamente era un uomo disperato colui che fu spinto ad affermare in un'intervista "c'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo." Nell'episodio denominato "Vanadio" l'Autore fa i conti con il passato, avendo casualmente ritrovato un chimico tedesco del suo periodo di prigionia, mentre in quello del "Ferro" rievoca il suo amico Sandro che gli aveva instillato l'amore per la montagna e che sarà ucciso durante la lotta partigiana. Ma tutti i capitoli del libro sono degni di menzione: una lettura doverosa per non dimenticare.

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    mjb

    10/02/2015 19:20:56

    Solita abilità narrativa di Levi,stile ricercato ma essenziale, aneddoti chimici interessanti per appassionati della materia e non,il tutto improntato sull'esperienza del Lager. I libri di L. sono sempre una piacevole scoperta, una lettura che t'insegna e ti lascia sempre qualcosa come ogni buon libro dovrebbe fare.

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    Nicola Intrevado

    12/02/2014 20:00:12

    Solitamente, ogni autore viene identificato con una sola sua opera, vuoi perche' si legge poco e quindi chi ha letto il libro piu' famoso di una vasta produzione, sempre solitamente, ritiene di aver gia' avuto il meglio di quel dato scrittore. Vuoi perche' l' immaginario collettivo imperante identifica lo scrittore con quel suo lavoro e tutto ruota intorno a tale identificazione nella quale l' autore e', gioco forza, inchiodato per sempre, come un ostaggio ammanettato al termosifone. E cosi' : il Moravia de " Gli indifferenti ", la Fallaci de " Un uomo ", il Di Lampedusa de " Il Gattopardo ", il Verga de " I malavoglia ", il Levi di " Se questo e' un uomo " e cosi' via ad infinitum. E, si ha un bel dire che molte volte l' opera piu' nota non e' certo il loro lavoro migliore ma la pubblicita' e l' Editing hanno le loro leggi e questo e' quanto. Tutto il resto e' solo commento. Ed e' pur vero che molti autori scrivono e riscrivono in mille probabili e persino improbabili varianti la stessa opera, quella piu' nota, come per le derivazioni dell' Ecg, dove cambiano solo i " punti di vista " ma questo e', al solito, un altro, peraltro molto complesso, discorso. Tutto questo come preambolo per dire che cosa ? Che il Sistema Periodico di Levi e' il suo libro stilisticamente migliore, nel quale la formula blindata della poesia ci viene svelata e rivelata in una serie di racconti che trovano luogo in un pretesto banale quale quello di alcuni elementi della tavola, appunto periodica, per dipanarsi e reagire in un universo di simboli, di luoghi, di un incanto che stupisce il lettore capace di capire che' si' la sua Opera piu' nota e' " Se questo e' un uomo ", la piu' sofferta, la piu' letta, la piu' discussa, celebrata e edita ma, esteticamente, stilisticamente e criticamente di molto, molto inferiore, a mio avviso, al Sistema Periodico che racchiude in se la formula che il mondo ci svela. E rivela a chi sa cogliere l' occasione, poco corteggiata, della sua attenta lettura.

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    angelo

    25/11/2013 14:22:19

    Ingredienti: un chimico che si trasforma in scrittore, la materia che si trasforma in spirito, elementi chimici associati a ricordi di vita, reazioni tra sostanze che attraversano giorni di studio, guerra, lager e lavoro. Consigliato: ai ricercatori dei principi ultimi nella continua trasformazione degli elementi primi, agli scienziati delle reazioni e relazioni umane.

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    Riccardo Banchi

    11/07/2013 13:36:05

    Se in "Se questo è un uomo" non potevo esprimere il mio massimo aprrezzamento per l'autore tenedo conto del contenuyo e della sua esperienza vissuta, qui mi permetto di giudicare solo il testo. E' una ricca antologia, dove Levi dimostra anche un buon senso dell'umorismo; è un'autore pungente e intelligente, che sa peraltro scrivere. Lettura piacevole.

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    Anna

    12/04/2013 23:14:31

    Alto e raro esercizio di intelligenza. Profondo, razionale e stilisticamente perfetto.

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    Yaris

    13/10/2012 01:18:38

    Gli elementi del sistema periodico, una biografia che va oltre la semplice narrazione di esperienze di vita. È un lavoro che ci riporta allo stadio originario dell'uomo: solo contro la natura da modellare, piena di sfide, di enigmi da sciogliere, di rompicapi inesplicabili di giorno in giorno più grandi, come i fegati arancioni o lo zucchero avvelenato. Una serie di racconti in cui il chimico Levi affina la sua capacità di scrittore, in cui racconta di se stesso, degli altri, della vita, del suo lavoro di chimico che sembra quello del cacciatore, alla ricerca dei perché, degli elementi nascosti nel tohu vavohu, il caos primigenio, la materia inerme e ricca difficile da penetrare, sulle tracce della verità. La sua storia può essere quella di tutti gli uomini... "la strada era lunga, e lui l'aveva appena iniziata, ma io ero suo discepolo: volevo seguirlo?"

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    Fabrizio Porro

    04/09/2012 23:37:51

    La vita è un grande alambicco per Primo Levi, chimico , testimone e scrittore-narratore. I tre aspetti della personalità di Levi hanno trovato così l'equilibrio perfetto . Nel 1975 egli pubblicava quell' opera originalissima che è Il sistema periodico (Einaudi). Un libro che pare scritto oggi, di grandissima attualità. Tradotto nove anni dopo negli Stati Uniti, oltre ai favori della critica letteraria con Saul Bellow in testa, esso incontro' anche un vivo interesse in riviste chimiche americane e inglesi. In questo libro la chimica è una vita, è l'isola intellettuale di Primo Levi in un oceano di caos e d'irragionevolezza, è la gioia di trovare il nesso segreto, l'indizio che alla fine unifica la realtà. Mai come in queste pagine una scienza è diventata metafora pur rimanendo se stessa. Per Primo Levi la chimica è lo studio della materia (da mater, madre, perchè anche di essa tutti siamo fatti) ma è anche vita, poesia, etica, persino rigore politico. Perche è "verificabile, non piena di menzogne e vanità come i giornali". E con l'ultimo racconto, dedicato alle peregrinazioni tra cielo e terra di un atomo di carbonio, si congeda da noi un Lucrezio moderno.

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    enzo

    05/04/2012 17:38:42

    Il sistema periodico è un libro geniale dove lo scrittore eccelle nel suo talento di raccontatore riuscendo a rendere affascinante una materia(la chimica) sconosciuta ai più, associandone alcuni elementi che la compongono ad ogni capitolo con semplicità e leggerezza rendendo appassionanti le pur tristi esperienze di vita vissuta Grande Primo Levi

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    Fabio Marchioni

    09/01/2011 08:28:23

    In questo libro emerge un Primo Levi Scrittore-Chimico molto diverso dal più celebre Testimone del lager. Suggestiva l'idea di costruire un sistema periodico di racconti, ognuno dei quali è dedicato ad un elemento chimico. Alcune delle storie che compongono il testo sono davvero ispirate e ben scritte, intessute di elementi biografici e di metafore ispirate. Una perla quello dedicato al carbonio che chiude il volume. Da leggere e far leggere, sopratutto a chi, a vario titolo, frequenta la chimica. A livello personale è servito, almento in parte, a riconciliarmi alla mia professione.

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    neuromancer

    07/02/2010 18:01:40

    E' sconcertante come Primo Levi scriva ...direttamente al tuo cuore e come raggiunga naturalmente e direttamente la tua mente ...il tuo animo. E' un libro intelligentissimo, un capolavoro della letteratura italiana .... come del resto tutti i libri di Primo Levi. E' un'intelligenza sottile quella che scrive il libro, una sensibilità rara ed una capacità linguistica raffinata. Un libro bellissimo, da leggere d'un fiato .... eppoi, a me, è sempre piaciuta la chimica .... ma qui, bada bene, è la "chimica umana" quella che più di tutto interessa all'Autore !!

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    marco

    01/12/2009 12:14:28

    Bellissimo! Scrittura asciutta ma ricercata. Trovato per caso tra le bancarelle di libri usati si è rivelato una vera sorpresa. Da leggere, anche per chi, come me, non ama la chimica!

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    Matteo

    14/06/2009 18:21:44

    Essendo studente di chimica, questi racconti hanno catturato immediatamente la mia attenzione. Interessanti sono i collegamenti tra gli elementi e gli episodi narrati (a volte più espliciti, altre meno). Il racconto sicuramente più divertente è il Potassio, il più intenso, forse, il Ferro. Certo è che i racconti si gustano di più se si conosce un po' di chimica: la parte migliore è quando scopri che molte cose che l'autore racconta le hai sperimentate anche tu in prima persona in un laboratorio didattico all'università! Bellissime sono le considerazioni di Primo Levi sulla chimica e sul suo significato, ma non crediate che sia tutto qui. Non è certamente lo Skoog-West-Holler. Emergono fortemente moltissimi insegnamenti che scaturiscono come dalla bocca di un padre e di un uomo pieno di esperienza (del bene e del male, ricordiamo che fu anche deportato...). Morale: leggetelo!!!

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    sandro landonio

    11/05/2009 13:13:07

    Per uno scrittore l’essere professionalmente anche “altro” viene, normalmente, a sminuirsi a dettaglio particolare di fronte al prevalere della carriera letteraria; il narrare di Levi in questo libro presenta invece tutte e tre le componenti (scrittore di fama, testimone dell’olocausto e chimico) frammiste ed interesecantesi. In questo “Sistema periodico” viene esposto il mestiere di chimico, spesso nelle sue azioni banali, che danno da mangiare giorno per giorno. Se si vuole una visione prosaica, senza eroismi, ma più aderente alla realtà, visto la nostra presenza come categoria in cronaca più per effetto delle stragi dei Curdi o della raffinazione delle droghe. Ciò detto i racconti brevi sono pienamente integrati con l’ottima qualità della scrittura e con il suo essere stato deportato, con qualche nota umoristica (Azoto) e qualche accenno di giallo (Cromo ed Argento). Ne esce un quadro di una generazione che ormai non c’è più, non solo concretamente, ma anche e soprattutto nel suo modo di sentire, delle sue speranze, delle sue lotte e di qualche sconfitta. Primo Levi è uno dei pochi scrittori italiani che ha dedicato spazio al sentimento dell’amore per il lavoro, inteso come sfida intellettuale di fronte ai problemi pratici che si incontrano nella propria vita professionale, è un fattore raramente citato nella nostra letteratura, ma che, nella pratica, ho riscontrato spesso, a vari livelli, nella mia esperienza diretta.

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    maurizio 'mau.' codogno

    27/01/2009 17:55:49

    Come sapete, Primo Levi era ebreo, deportato ad Auschwitz dai nazisti nella seconda guerra mondiale; ha scritto di quei terribili anni in <em>Se questo è un uomo</em> e <em>La tregua</em>. Ma Levi è stato anche un chimico; e mentre la sua appartenenza razziale non l'ha certo scelta lui, quella professionale sì. E in questo libro esce appunto fuori l'inimitabile stile dello scrittore. Tecnicamente <em>Il sistema periodico</em> è un'autobiografia sotto forma di vari flash &ndash; tranne la parte della prigionia, visto che come lui stesso dice ne ha parlato altrove. Ma ogni capitolo è associato a un elemento chimico; la chimica in un certo senso pervade tutto il libro, e la si sente nella prosa asciutta ma mai secca, dove le parole sono lì non tanto per riempire la pagina ma perché servono, e con una riga o due possono tirare fuori un'intera complessa immagine. La grandezza di Levi come scrittore traspare perfettamente da questo libro, e si capisce che scienza e letteratura possono tranquillamente coesistere... se si è abbastanza bravi.

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    Yann

    13/12/2008 09:37:30

    Il sistema periodico è forse il libro di Levi che mi piace di più. Veramente un capolavoro. Mi ricordo soprattutto dal elemento "ferro" dove Levi scrive la breve storia della vita del suo amico che fu ucciso dai fasciti. E' un omaggio commovente a un amico caro come Levi ha sempre saputo farlo in tanti altri racconti.

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    Nicola

    29/11/2008 19:25:59

    Lo lessi anni fa e mi ricordo di averlo trovato carino. Peccato però che abbia lasciato poche traccie; non me ne ricordo infatti più nulla.

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    mastra

    08/04/2008 23:25:05

    per un chimico è il massimo leggere una raccolta 'periodica' di racconti. la forza sta nel raggiungere tutti, nelle emozioni e nelle formule. mi sono piaciuti anche i due racconti del Levi giovane inseriti all'interno. un genio senza dubbio.leggetelo!

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