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Il sistema periodico - Primo Levi - copertina
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Il sistema periodico
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Dettagli

2
2005
Tascabile
266 p.
9788806175016

Valutazioni e recensioni

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Fabio
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Primo Levi pubblica in Italia nel 1975, ma la mia edizione è del 2008, questa raccolta di storie, in somma parte autobiografiche, legate assieme da alcuni elementi chimici che creano un file rouge narrativo per niente scontato e a tratti affascinante. Primo Levi cerca e trova, fin dagli inizi degli studi di chimica, un qualcosa che avesse un significato sempre, nel lavoro come nella vita. Non una facile ricerca, quella di conoscere e carpire gli schemi che si celano dietro gli elementi, ma una volta svelati, c'era la certezza che quel tale elemento avrebbe sempre reagito nella stessa maniera. Molto bella l'intervista di Philip Roth del1986 in appendice.

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fix62
Recensioni: 5/5

Conoscevo già ''Se questo è un uomo'' e ''La tregua''. ''Il sistema periodico'' è stato una piacevolissima scoperta per me, che apprezzo moltissimo lo stile asciutto e diretto di Primo Levi.Ho scoperto con emozione di aver guardato dalle stesse finestre, quando ero studente, da cui Levi vedeva il parco del Valentino. Geniale l'idea di ripercorrere la sua vita, prima e dopo l'olocausto, attraverso 21 elementi chimici, ognuno dei quali è in qualche modo legato a un periodo della sua vita, piacevole o meno. Lo si può leggere come una biografia, nella sua intierezza o come appunto l'insieme di 21 capitoli separati, ma uniti dallo stesso filo logico. Per chi come me é piemontese e ama la chimica, è una lettura sempre piacevole e mai stanca, ma questo può essere valido per tutti. Piccolo grande Capolavoro, lo consiglio a tutti!!!!

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giorgio g
Recensioni: 5/5

Primo Levi è stato prigioniero ad Auschwitz e il ricordo permea tutto il libro (anche negli episodi precedenti a questa orribile esperienza) e forse fu la causa del suo suicidio. Certamente era un uomo disperato colui che fu spinto ad affermare in un'intervista "c'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo." Nell'episodio denominato "Vanadio" l'Autore fa i conti con il passato, avendo casualmente ritrovato un chimico tedesco del suo periodo di prigionia, mentre in quello del "Ferro" rievoca il suo amico Sandro che gli aveva instillato l'amore per la montagna e che sarà ucciso durante la lotta partigiana. Ma tutti i capitoli del libro sono degni di menzione: una lettura doverosa per non dimenticare.

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Primo Levi

1919, Torino

Nasce a Torino nella casa in cui abiterà per tutta la vita. Nell'infanzia è piuttosto cagionevole di salute e dovrà essere seguito con lezioni private alla fine delle scuole elementari. Frequenterà il Ginnasio-Liceo D'Azeglio e avrà per alcuni mesi come insegnante di italiano Cesare Pavese. Particolarmente interessato alla chimica, poco alle materie umanistiche. Terminato il liceo si iscrive alla facoltà di chimica nel 1937. Emanate nel 1938 le leggi razziali, riesce a proseguire gli studi universitari e inizia a frequentare circoli antifascisti. Nel 1942 va a Milano e lavora per la Wander, fabbrica svizzera di medicinali, dove fa ricerche di nuovi medicinali per il diabete. Qui entra in contatto con militanti antifascisti e si iscrive...

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