Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: 193 p., Brossura
  • EAN: 9788806167431
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Recensioni dei clienti

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    Fabrizio

    18/01/2007 09:38:43

    Finito di leggere stamattina! Premetto che sono 'di parte' ^_^ essendo io un noetgamer, ma il libro e' veramente fantastico e coinvolgente fino al colpo di scena dell'ultimo capitolo. Da leggere ASSOLUTAMENTE !! E complimenti all'autrice, spero scriva altri romanzi sul genere !!

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    Cano

    10/09/2005 16:09:35

    La beceraggine in quarta di copertina (“Non è Matrix, è peggio”) mi ha quasi convinto a non aprire il libro. Ho resistito e l’ho trovato veloce e avvincente. Punti deboli: finale prevedibile, gergalismi erotici antiquati (“passera”, “zoccola”) e alcuni inspiegabili aulicismi seminati qua e là (“vetro brunito”?).

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    Andrea L

    11/04/2005 15:07:58

    Lo sto rileggendo in questi giorni per la quinta volta. Un libro intenso, scritto magnificamente, con dei personaggi vivi che sono diventati in un certo senso degli idoli per me. Sarà perchè amo i videogiochi, sarà per altro ma consiglio questo libro a tutti i Netgamer, amanti della rete, adolescenti, amanti dei videogiochi ecc ecc. Bravissima Alessandra, hai conquistato il mio cuore!!! Voglio un seguito :P

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    Tino

    27/01/2005 17:47:31

    Non capisco le recensioni negative a questo libro che danno un voto basso solo perche' non e' il loro genere piu' gradito ... allora se a me non piace la poesia vado a dare 1 a tutti i piu' famosi poeti? Ben me ne guardo! Se non e' il vostro genere avete sbagliato a leggerlo forse ... e sicuramente a criticarlo ... se il genere vi piace ma non vi e' piaciuto capirei ... anyway, da parte mia posso dire di essermi goduto appieno il ritmo del libro, mi piacciono i giochi 3d trattati ed il modo di scrivere usato. Complimenti.

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    maurizio crispi

    23/12/2004 21:44:32

    E' un bel romanzo questo di Alessandra C, scritto con una prosa asciutta, incisiva, densa nel quale l'autrice, con l'abilità della persona che conosce dall'interno il sistema dei giochi virtuali, ce ne offre – nella sua fiction - una panoramica intrigante dando loro ambientazione in un’ipotetica società futura (per quanto un futuro molto prossimo). Gli elementi più interessanti sono dati dalla cruda rappresentazione dallo strapotere economico delle Società che controllano lo sfruttamento commerciale del Gioco; l'idea che la realtà virtuale per essere eccitante deve includere degli elementi sempre più realistici, sino agli incontri clandestini organizzati dalle Triadi in cui i due avversarsi impegnati nel gioco virtuale subiscono delle scosse elettriche "reali" per mezzo di elettrodi ogni volta che vengono colpiti nel medium virtuale (questo elemento ci darebbe indicazioni sul fatto che alla lunga il virtuale necessita sempre di elementi “reali); infine, la rappresentazione del gioco come fonte di eccitazione, di vissuti di onnipotenza e di rappresentazioni di grandiosità del Sè, cioè come "droga" per la mente, e fulcro di un sistema di relazioni di dipendenza nei confronti di un oggetto-droga, il gioco, appunto, che rende il giocatore totipotente o che lo porta vicino a questo stato mentale. In relazione a questo aspetto, non manca - a somiglianza di quanto già indicato nei romanzi più rappresentativi del cyber-punk - l'intersezione continua tra uso strumentale di droghe psico-attive di tipo diverso (per l'ottenimento dei più svariati effetti) e gioco virtuale nella rete. Nel romanzo, vi è, in effetti, la rappresentazione di una società "dopata" in tutte le sue manifestazioni per mezzo di "droghe per la mente" sia di tipo farmacologico sia non. Il romanzo è arricchito da un piccolo dizionario sui lemmi di slang più frequentemente utilizzati e da una postfazione di Jaime D'Alessandro, davvero illuminante nel fornire informazioni sullo "stato dell'arte" sui giochi virtuali.

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    Riccardo Magherini

    15/12/2004 14:02:28

    Questo romanzo si discosta dal panorama italiano per entrare in quel genere che gli americani, a partire dagli anni cinquanta, chiamano “fantascienza sociale”. Skill stupisce non solo per le tematiche, ma per l’uso del linguaggio. La struttura si dipana come una partita di un videogioco on-line conservando però tutti i canoni della narrazione. Ammirevole la scelta della prima persona in tempo reale che strizza l’occhio FIRST PERSON SHOOTER, rendendo ancora più labile il rapporto tra l’avatar e il personaggio reale. Di forte impatto, anche per chi non ha mai giocato, sono le atmosfere. In alcuni momenti sembra di sentire l’odore di sigaretta che si consuma di fianco alla tastiera. SKill è un romanzo che consiglio a tutti quelli che come me hanno giocato molto e a quei genitori che non capiscono perché i loro figlioli passano tanto tempo attaccati a quei stupidi giochini elettronici.

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    Edoardo Ferrero

    14/12/2004 12:24:03

    In un futuro prossimo i videogiochi di combattimento sono lo sport più popolare. I suoi campioni vengono osannati come idoli, e le sfide vengono seguite alla televisione in tutto il mondo. Molti i riferimenti al primo Rollerball, ma tutto e rivisitato con un linguaggio proprio dei videogiocatori attuali. La trama scorre fluida e vi obbligherà ad arrivare alla fine del romanzo rapidamente. La descrizione dei personaggi è ottima, così come i dialoghi e la ricostruzione dell'ambiente del gioco. Altamente consigliato a chi cerca qualcosa di nuovo nel panorama italiano, e non solo.

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    Ematomo

    10/12/2004 14:58:12

    Belle le descrizioni dei game, molto stereotipato il protagonista. Carino, nulla più, ma vivamente consigliato a netgamers e adolescenti.

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    fad

    13/10/2004 10:01:31

    in buona parte ammirevole, ma finale troppo prevedibile.

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    Stefano

    11/10/2004 11:02:48

    FRAG!!! Letto in un pomeriggio...FRAG... agile e adrenalinico...FRAG... sembra quasi di giocare con Skin e Akenaton... FRAG FRAG FRAG FRAG

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    marzia

    04/10/2004 11:45:14

    Una recensione in controtendenza:leggete questo romanzo SOLO se siete appassionati del netgaming, altrimenti lo troverete noioso e assurdo esattamente come l'ho trovato io. E tra l'altro scritto neanche troppo bene.

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    triplew

    31/08/2004 12:02:04

    Un cult per tutti i netgamers. La dedica dice già tutto: "A Massimo, per aver armato il mio 486 con Doom".

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    matt

    24/08/2004 16:06:58

    Il primo vero romanzo videoludico italiano o, quantomeno, l’unico che valga la pena di essere letto. Dietro ai tre personaggi principali ci sono nientemeno che John Romero, John Carmack e Stevie Case (alter ego della stessa Alessandra C., n’est pas?). Skill e’, sotto un certo punto di vista, la storia romanzata dell’azienda che ha inventato i first person shooter, id Software. Il ritmo e’ quello di uno sparatutto: frenetico e travolgente, a tratti compulsivo. Scritto da una che videogioca per davvero – e si vede – Skill si legge in un’unica sessione, ma ti resta dentro, come un’ossessione.

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    ALEXIO

    22/07/2004 02:38:22

    Poco da dire, per i fanatici del netgaming un libro assolutamente da leggere e "gustare" nel migliore dei modi possibili, forse un piccolo accenno a come potra' essere il nostro futuro...

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    Giuseppe Lanza

    02/07/2004 15:13:35

    L'ho letto in una notte. Il romanzo è scritto molto bene, con dialoghi realistici, personaggi ben descritti e una storia assolutamente avvincente.

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    Lucas

    28/06/2004 23:00:02

    EuroStar Napoli-Milano 9444. L’ho iniziato alla Stazione di Roma Termini, l’ho finito transitando alla stazione di Piacenza. Così accattivante da farti sembrare eterni i restanti 40 minuti di viaggio.

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