I soliti ignoti

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Cinque ladri in erba hanno una soffiata per un colpo sicuro: svaligiare la cassaforte del Monte di Pietà. La preparazione del colpo è molto minuziosa e per aprire la cassaforte prendono lezioni da uno scassinatore in pensione, Dante. I quattro penetrano nell'edificio ma, anziché nella stanza della cassaforte, finiscono nella cucina, dove si consolano con pasta e ceci.
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    susan

    12/05/2020 16:24:35

    Ottimo. La storia del cinema. Lo consiglio.

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    white

    11/05/2020 14:55:40

    Ambientazione quasi neorealista (case di ringhiera, cortili sudici, mercati affollati, personaggi straccioni) e trama noir per quello che è un capolavoro intramontabile della commedia all'italiana. Interpreti in stato di grazia, ritmo che non perde un colpo, anche quando non si ride non ci si stanca un secondo. La comicità di oggi dovrebbe imparare molto da questo film.

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    Rosa

    11/12/2019 22:48:10

    Un cult della commedia italiana. Grandissimo cast. Si ride di cuore

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    Ernesto

    02/12/2019 14:28:11

    Al di la del mancato colpo, la strampalata banda danni ne ha fatti comunque: taglio del vetro, tubo dell'acqua nel muro bucato con il trapano, parete abbattuta, esplosione della cucina a gas. Per non parlare della pasta e ceci e involtini. Comunque oggi a pranzo mentre mi guardavo ancora una volta il film, pasta e ceci me la son mangiata anch'io. Molto buona. Peso della confezione, quasi 5 etti. Alla faccia del bicarbonato di sodio! Fortunatamente nessuna esplosione. Anche perché ho usato il microonde.

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    Gostvraiter

    09/03/2019 09:37:20

    «I soliti ignoti» è un film che ha un ruolo di enorme rilievo nella storia del nostro cinema, essendo il capostipite della commedia all’italiana. Racconta l’esilarante storia di cinque poveracci che organizzano un furto al Monte di Pietà, e per realizzare un colpo «scientifico» prendono lezioni da uno specialista dello scasso. È il 1958, e Mario Monicelli ha la grandiosa intuizione di affidare a Vittorio Gassman, fino a quel momento apprezzato attore drammatico, un ruolo comico; proprio grazie al “Peppe er Pantera” de «I soliti ignoti» la carriera di Gassman avrà una svolta decisiva. Naturalmente il film vive anche sulla bravura degli altri interpreti, tutti capaci di caratterizzazioni memorabili: Marcello Mastroianni è lo stordito aspirante mariuolo Tiberio Braschi, Carlo Pisacane è lo scalcagnato Capannelle dalla fame atavica, Totò è l’inarrivabile “professore” Dante Cruciani, specializzato in casseforti… E poi c’è la divina Claudia Cardinale, ventenne e alla sua prima pellicola italiana. Dopo oltre sessant’anni, «I soliti ignoti» resta un classico da scoprire o da riscoprire per il suo tono picaresco, per le gag ancora gustosissime, e per la regia ricca di verve che esalta l’eccellente sceneggiatura firmata dallo stesso Monicelli insieme ad Age, Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico.

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    Gianni Verraci

    05/03/2019 17:28:49

    on questa pellicola di Monicelli, la critica e la storiografia del cinema italiano sanciscono l'esordio ufficiale di un nuovo genere cinematografico, in seguito ribattezzato Commedia all'italiana,[10] che si accompagnerà al neorealismo, al filone storico mitologico peplum e lo spaghetti-western, consacrando il cinema italiano del dopoguerra. Con I soliti ignoti nasce in Italia un nuovo tipo di commedia comica che abbandona i canoni consueti,[11] ispirati alla tradizione dell'avanspettacolo, del varietà o del Cafè Chantant, e che ereditando il testimone del neorealismo, ha per tema la quotidianità, la gente comune, con precisi riferimenti sociali nei quali il pubblico può riconoscersi.

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    Ernesto

    23/01/2019 09:28:02

    Domando scusa, ma meglio essere precisi. Capannelle era andato in cucina, non in bagno.

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    Ernesto

    22/01/2019 20:48:01

    Peccato per la scena del muro che stavano per abbattere che a tratti sembrava cedere, per poi nell'inquadratura successiva ritornare integro, per poi ricedere ancora, e così via. Ma perché Carlo Pisacane (Capannelle) quando è andato in bagno per prendere un bicchiere d'acqua da portare all'assetato "Peppe er Pantera" era già con lo sguardo rivolto verso la parete ancor prima che questa crollasse. Ogni volta che guardo questo capolavoro (perché per me rimane sempre un capolavoro) me lo domando. Se Monicelli non ha voluto ripetere il tutto avrà avuto il suo motivo. Però... non vorrei che magari fosse questo; il motivo del mancato Leone D'Oro.

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    Cataldo Zingaropoli

    11/01/2018 12:01:11

    Monicelli in regia, che scommette(vincendo) su Gassman comico(nonostante i trascorsi teatrali),Mastroianni,Salvatori, Pisacane(Capanelle con cadenza dialettale romagnola !!!), Murgia , sardo trasformato nel meraviglioso siculo Ferribbotte !!!!, cameo di Toto' !!!! Cardinale , Gravina,Memmo Carotenuto come attori .L'Italia pezzente del dopo guerra,il vivere arrangiandosi... ; il colpo mancato.... ma l'elogio della pasta e ceci !!!!Credo siano abbastanza gli elementi per glorificare questa pellicola che dovrebbe far parte del bagaglio culturale(e non esagero) di ogni italiano . Tutto sciiiiiiiientifico ( direbbe Gassman)

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    Michele Bettini

    07/12/2015 19:02:35

    La prima volta che lo vidi mi feci trasportare e mi costrinsi ad essere felice. Rivedendolo dopo tanti decenni, mi sono visto cadere nel vuoto e mi sono sentito colpevole. Tutti ad applaudire, ma il cinema non è soltanto denmenzialità.

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    Davide

    23/11/2013 13:38:19

    La grande scommessa di Monicelli : declinare il Neorealismo in chiave comica , ritrarre il disagio sociale attraverso un'avventura scanzonata. Il film è una summa dei pregi del grande e compianto regista toscano : ammirevole direzione degli attori ( da Gassman , che esordiente nella commedia supera brillantemente la prova, a Totó, strepitoso ,in chiave più realistica del solito, arrivando ai vari impareggiabili caratteristi ) , il senso impeccabile del ritmo e i temi cari della morte trattata con scanzonatezza ma umanità e dell'amicizia virile, sempre poco presente nel nostro cinema.

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    Il Cinefilo

    30/08/2013 13:47:56

    La trama è semplice (e si vede lontano un miglio che ha ispirato blockbuster moderni del stampo di Ocean 11 e Italian Job che per quanto godibili non valgono un frame di questo film) ma è godibile e divertente proprio per la sua semplicità oltre per le gag spassose e i dialoghi fulminanti. E la presenza di attori del calibro di Gassman, Mastroianni, Salvatore e Totò non fanno che arricchire un film già grande di suo. Capolavoro.

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    Ernesto

    22/08/2012 15:15:40

    Probabilmente avrebbe meritato anche il Leone D'Oro, che Monicelli vincerà comunque l'anno successivo con "La grande guerra". Il punto di forza di questo DVD è sicuramente l'audio, perfettamente distribuito sui 5 diffusori + il SW. L'esplosione della cucina a gas provvocata da Capannelle, fà tremare i vetri.

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    *Sir Psycho Sexy*

    01/07/2008 16:58:54

    uno dei più grandi capolavori del cinema italiano...

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    Teresa

    14/02/2008 10:28:48

    Uno dei pochi ... ma uno dei tanti GRANDI FILM "d'epoca" che gli americani ci invidiano.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente

1959 - Nastro d'Argento - Miglior attore - Gassman Vittorio

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Cristaldi Film, 2008
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 101 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Contenuti: foto; interviste; commento testuale
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Vittorio Gassman Cover

    "Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la... Approfondisci
  • Marcello Mastroianni Cover

    "Attore italiano. Si accosta al teatro ancora da studente e nel 1948 è notato da L. Visconti, che lo vuole protagonista dell'allestimento di Un tram chiamato desiderio, da T. Williams, e di diversi ulteriori lavori, preminenti rispetto agli esordi cinematografici cominciati con la piccola parte di un rivoluzionario in I miserabili (1947) di R. Freda. I ruoli immediatamente successivi lo vedono giovanotto seducente e gentile (Una domenica d'agosto, 1950; Le ragazze di piazza di Spagna, 1952, entrambi di L. Emmer) in attesa di tarare una promettente caratura drammatica con C. Lizzani in Cronache di poveri amanti (1953) e con L. Visconti in Le notti bianche (1957), da F. Dostoevskij, in cui dà vita a uno dei più struggenti eroi malinconici del grande scrittore russo prestati... Approfondisci
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